Spettacoli
Addio ad Anthony Head, il Giles di Buffy aveva 72 anni
È morto a 72 anni Anthony Head, attore e cantante britannico diventato celebre nel ruolo di Rupert Giles in Buffy l’ammazzavampiri. La famiglia ha annunciato il decesso, avvenuto per complicazioni legate a una polmonite.
Addio ad Anthony Head, attore e cantante britannico diventato popolare in tutto il mondo grazie al ruolo di Rupert Gilesnella serie televisiva Buffy l’ammazzavampiri. L’artista è morto a 72 anni per complicazioni dovute a una polmonite, circondato dalla famiglia. A darne notizia sono state le figlie Emily e Daisy Head, anche loro attrici.
Il decesso è avvenuto il primo giugno nella residenza di famiglia a Bath, nel Somerset, ma l’annuncio è stato diffuso solo dopo le esequie, nel rispetto della volontà dell’attore e dei suoi familiari. Nel comunicato, le figlie hanno ricordato “l’onore e il privilegio” di essere state sue figlie e l’impatto che il lavoro del padre ha avuto su tante persone.
Il successo mondiale con Buffy l’ammazzavampiri
Per milioni di spettatori Anthony Head resterà soprattutto Giles, il bibliotecario, mentore e guida di Buffy Summers nella serie cult creata da Joss Whedon. Un personaggio elegante, ironico, paterno, capace di diventare uno dei punti emotivi più forti dello show.
In Buffy l’ammazzavampiri, Head portò in scena una figura diversa dal classico adulto di contorno: Giles era autorità, cultura, protezione e fragilità. Il suo rapporto con Buffy contribuì a dare profondità a una serie che, dietro vampiri e demoni, raccontava crescita, responsabilità, solitudine e amicizia.
Dal teatro ai musical, una carriera lunga decenni
Nato a Londra il 20 febbraio 1954, Anthony Head veniva da una famiglia legata al mondo dello spettacolo. Il padre, Seafield Head, era regista di documentari e fondatore della Verity Film; la madre, Helen Shingler, era attrice. La sua carriera cominciò presto dal teatro musicale, con il successo di Godspell, che gli aprì poi la strada verso televisione, musical e cinema.
Nel Regno Unito era già noto prima di Buffy anche per una celebre campagna pubblicitaria romantica della Nescafé Gold Blend, interpretata dagli anni Ottanta con Sharon Maughan. La televisione britannica lo aveva accolto in produzioni della Bbc e di Itv, rendendolo un volto familiare ben prima della popolarità internazionale.
Da Ted Lasso a The Iron Lady
Negli anni più recenti Anthony Head era tornato al grande pubblico con Ted Lasso, dove interpretava Rupert Mannion, ex marito vendicativo e manipolatore della proprietaria dell’AFC Richmond. Un ruolo molto diverso da Giles, che confermava la sua capacità di passare dalla compostezza rassicurante al personaggio ambiguo e sgradevole.
Al cinema aveva interpretato anche il ministro conservatore Geoffrey Howe in The Iron Lady, il film dedicato a Margaret Thatcher con Meryl Streep. In televisione aveva partecipato a produzioni come Doctor Who, Merlin, Persuasion, The Inbetweeners, Manchild e Bridgerton.
Il dolore della famiglia e il ricordo dei fan
La morte di Anthony Head arriva pochi mesi dopo quella della compagna di vita Sarah Fisher, attivista per i diritti degli animali. I due avevano condiviso una lunga storia personale e familiare, segnata anche dalla scelta dell’attore di mantenere sempre un forte legame con la propria casa e con le figlie, nonostante gli impegni internazionali.
Sui social e nel mondo dello spettacolo, il ricordo è stato immediato. Colleghi, fan e spettatori hanno salutato un interprete capace di attraversare generi diversi senza perdere misura, eleganza e umanità. Per molti, Anthony Head è stato il volto rassicurante di una generazione televisiva cresciuta con Buffy. Per altri, un attore completo, formato dal teatro e capace di lasciare il segno anche in ruoli brevi.
Un attore capace di restare nella memoria
Anthony Head apparteneva a quella categoria di interpreti che non hanno bisogno di occupare sempre il centro della scena per diventare indispensabili. In Buffy era il riferimento adulto in un mondo di adolescenti chiamati a combattere mostri reali e simbolici. In Ted Lasso era l’antagonista elegante e crudele. In teatro e nei musical era un professionista solido, abituato al lavoro di squadra e alla disciplina del palcoscenico.
La sua morte chiude una carriera lunga, discreta e molto amata. Ma lascia intatto un patrimonio di personaggi che continueranno a vivere nella memoria degli spettatori. Giles, più di tutti, resta lì: con i suoi libri, i suoi occhiali, la sua ironia britannica e quella forma silenziosa di protezione che ha fatto di Anthony Head molto più di un comprimario.
In Evidenza
Gigi D’Alessio perde la causa sui primi album, il Tribunale conferma i diritti alla Zeus Record
Il Tribunale civile di Napoli ha respinto la richiesta di Gigi D’Alessio di sciogliere i contratti firmati con la Zeus Record agli inizi della carriera. Il giudice ha riconosciuto la prevalente natura di cessione dei diritti. Il cantante presenterà appello.
Spettacoli
Ballando con le Stelle 2026, cast e giuria ancora in costruzione: Aurora Ramazzotti vicina, Matri a un passo. Tutti i rumors sullo show di Milly Carlucci
A poco più di due mesi dal debutto del 3 ottobre su Rai 1, prende forma il nuovo cast di Ballando con le Stelle. Tra indiscrezioni, smentite e trattative, Aurora Ramazzotti e Alessandro Matri sembrano vicinissimi, mentre resta aperto il nodo della giuria dopo l’addio di Selvaggia Lucarelli.
L’attesa cresce e, come ogni estate, si alimenta di indiscrezioni, smentite e colpi di scena. Ballando con le Stelle 2026, il dance show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, tornerà in prima serata il 3 ottobre, ma il cantiere è ancora aperto. Il cast non è stato ufficializzato e anche la composizione della giuria resta oggetto di riflessione.
Dopo il successo della passata edizione, vinta da Andrea Delogu, il programma è al lavoro per costruire una nuova stagione capace di confermare gli ottimi risultati di pubblico.
Aurora Ramazzotti in pole position
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Aurora Ramazzotti.
Secondo diverse indiscrezioni raccolte negli ambienti televisivi, la figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti sarebbe la concorrente più vicina a entrare nel cast, tanto da essere considerata da più fonti come la partecipante più accreditata della nuova edizione.
Al momento, però, non è arrivata alcuna ufficializzazione da parte della Rai o della produzione.
Alessandro Matri verso la firma
Molto avanzata sarebbe anche la trattativa con Alessandro Matri.
L’ex attaccante potrebbe raccogliere il testimone di altri protagonisti del mondo dello sport che negli ultimi anni hanno scelto di mettersi alla prova sulla pista da ballo, come Fabio Fognini e Filippo Magnini.
Per Matri sarebbe anche un curioso passaggio di consegne familiare. Sua moglie, Federica Nargi, fu infatti una delle protagoniste più apprezzate dell’edizione 2024, arrivando fino alle battute finali in uno dei duelli più spettacolari del programma contro Bianca Guaccero, poi vincitrice.
Il rebus della giuria dopo l’addio di Selvaggia Lucarelli
Il vero nodo resta però quello della giuria.
Dopo l’uscita di scena di Selvaggia Lucarelli, destinata alla conduzione della nuova edizione de L’Isola dei Famosi su Mediaset, la produzione sta valutando se limitarsi a sostituire un solo componente oppure rinnovare completamente il tavolo dei giudici.
Secondo fonti vicine al programma, il ragionamento è semplice solo in apparenza.
«È come quando si rompe un orologio: ti chiedi se cambiare un solo pezzo oppure sostituirlo completamente. Ma non è una scelta facile, perché non sai se il nuovo meccanismo funzionerà con la stessa alchimia del precedente. Ci stiamo confrontando con diversi personaggi per capire chi possa inserirsi nel gruppo.»
Per il momento risultano confermati Carolyn Smith e Guillermo Mariotto, mentre resta da definire l’intero assetto del tavolo.
Il caso Cattelan e la smentita
Nelle ultime ore era circolato anche il nome di Alessandro Cattelan.
È stato però lo stesso conduttore a smentire tutto con una ironica Stories su Instagram, nella quale balla sulle note di The Time of My Life accompagnando il video con la scritta: “Ballando con le fake news”.
Secondo le fonti consultate, in realtà il suo nome non sarebbe mai stato preso in considerazione.
«Cattelan non lo abbiamo mai convocato. In questo caso si è trattato semplicemente di una notizia sfuggita di mano», spiegano.
Zazzaroni resta un punto di riferimento
Tra i punti interrogativi figura anche Ivan Zazzaroni.
Per gli autori rappresenta molto più di un semplice giurato.
«È uno dei pilastri del programma. Conosce perfettamente il meccanismo televisivo, è stato anche concorrente e rappresenta una figura importante. Al momento non sappiamo ancora quale sarà l’assetto definitivo.»
Matano, Barbara D’Urso e Ventura tra le ipotesi
Tra i nomi valutati compare anche quello di Alberto Matano, oggi “custode del tesoretto” e presenza fissa del programma.
Il giornalista potrebbe essere promosso al tavolo della giuria, anche se la sua permanenza nello show non sarebbe ancora stata definita.
Resta inoltre sul tavolo l’ipotesi Barbara D’Urso, mentre sarebbe stata presa in considerazione anche Simona Ventura, già concorrente del programma insieme al marito Giovanni Terzi.
Chi non ci sarà
Una certezza invece esiste.
Elettra Lamborghini non farà parte del cast di Ballando con le Stelle perché è già stata ufficializzata dalla Rai come concorrente di Tale e Quale Show.
Tra le suggestioni estive è comparso anche il nome del manager Lucio Presta, ex ballerino agli inizi della carriera, ma negli ambienti televisivi l’ipotesi viene considerata priva di fondamento.
L’incognita Paolo Belli
Resta infine da chiarire la posizione di Paolo Belli, storico volto del programma.
Secondo le informazioni raccolte, l’eventuale mancata conferma sarebbe una scelta maturata da tempo e non avrebbe alcun collegamento con il tragico incidente stradale che lo ha coinvolto mentre era in bicicletta e per il quale è attualmente indagato. Le indagini sono ancora in corso e la sua posizione dovrà essere valutata dalle autorità competenti.
Milly Carlucci non scopre le carte
Come da tradizione, Milly Carlucci mantiene il massimo riserbo.
Nessun commento ufficiale sul cast o sulla giuria, mentre sui social la conduttrice continua ad alimentare l’attesa con brevi video promozionali: in uno, realizzato con l’intelligenza artificiale, calcia un pallone dopo la finale dei Mondiali; in un altro sorvola una spiaggia a bordo di un piccolo aereo trainando lo striscione di Ballando con le Stelle.
Il messaggio è chiaro: le vacanze stanno per finire e il sabato sera di Rai 1 è pronto a tornare.
Per conoscere il cast definitivo, però, servirà ancora un po’ di pazienza.
In Evidenza
Edoardo Bennato compie 80 anni: grazie al maestro che ci ha insegnato a restare liberi
Edoardo Bennato compie 80 anni. Il ricordo personale di un artista che, attraverso il rock, l’ironia e il dubbio, ha formato intere generazioni e insegnato a guardare il mondo con libertà e senso critico.
Ci sono artisti che ascolti. E poi ci sono artisti che, senza accorgertene, ti formano. Per me Edoardo Bennato è stato questo.
Oggi, 23 luglio, compie 80 anni e sento il bisogno di dirgli semplicemente grazie.
Grazie perché le sue canzoni hanno accompagnato la mia vita e, in tanti momenti, mi hanno aiutato a capire il mondo. Dietro l’energia del rock, l’ironia e quella leggerezza soltanto apparente — altro che “sono solo canzonette” — ho sempre trovato un uomo di straordinaria intelligenza e di rara sensibilità.
Un uomo capace di leggere il potere
Ho sempre visto in Edoardo qualcosa che andava oltre il musicista.
Uno psicologo dell’animo umano, un sociologo capace di leggere i meccanismi del potere, un anticonformista autentico, un anarchico nel senso più nobile del termine. Un ambientalista e un animalista quando queste battaglie erano ancora patrimonio di pochi.
Le sue canzoni non si limitavano a raccontare. Smontavano le convenzioni, mettevano in discussione le gerarchie, svelavano le ipocrisie.
Dotti, medici e sapienti, In fila per tre, Un giorno credi, A cosa serve la guerra: brani scritti decenni fa che continuano a interrogare il presente.
La lezione più importante: imparare a dubitare
La cosa che più mi ha affascinato di lui, però, è un’altra.
Bennato non ha mai preteso di insegnarci che cosa pensare. Ci ha insegnato a dubitare. A non fidarci delle verità confezionate. A coltivare il senso critico. A restare liberi.
Da giornalista, con il passare degli anni, mi sono accorto che quella lezione mi è rimasta dentro.
Ogni volta che cerco una notizia, ogni volta che provo a capire invece di giudicare, ogni volta che diffido delle semplificazioni, ritrovo qualcosa di quella libertà che Edoardo ha seminato nelle sue canzoni.
Per questo oggi non festeggio soltanto un compleanno. Festeggio un artista che ha lasciato un segno profondo nella mia vita.
Il Peter Pan del rock italiano
Nato a Bagnoli il 23 luglio 1946, Bennato celebra gli ottant’anni senza alcuna intenzione di trasformarsi in un monumento. Il titolo scelto per il tour del 2026, “Quando sarò grande”, è già uno dei suoi sberleffi: il Peter Pan del rock italiano continua a guardare il mondo con la curiosità e l’irriverenza di chi rifiuta di diventare adulto secondo le regole degli altri.
È reduce dal concerto del 20 luglio al Circo Massimo di Roma, una delle tappe principali del tour estivo, che proseguirà il 3 settembre a Empoli, il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei e il 18 settembre a Milano.
Quarantasei anni fa, il 19 luglio 1980, fu il primo artista italiano a richiamare più di 60mila persone a San Siro. In quello stesso periodo attraversò gli stadi d’Italia con chitarra, armonica, tamburello a pedale e kazoo, trasformando il concerto rock in una festa collettiva e in un atto di libertà.
La scossa arrivata da Bagnoli
Edoardo Bennato è stato, ed è ancora, la grande scossa dei Campi Flegrei.
Bagnoli non è soltanto il luogo in cui è nato. È la sua patria, il punto dal quale partono le radici, i ricordi, gli amici e la visione del mondo.
Ogni racconto della sua infanzia torna alla madre Adele, che affidò Edoardo e i fratelli Eugenio e Giorgio a un’insegnante di musica per tenerli impegnati durante l’estate. Da quel primo apprendistato sarebbe nato un percorso unico, capace di mescolare rock, blues, punk, musica popolare napoletana e tradizione cantautorale.
Poi Milano, gli studi di Architettura, la tesi dedicata a una metropolitana per i Campi Flegrei, le porte chiuse dalle case discografiche, il primo album Non farti cadere le braccia accolto con freddezza e persino quella voce definita sgraziata.
Bennato reagì trasformandosi in una one man band: chitarra, armonica, kazoo e tamburelli suonati con i piedi. Una scelta nata dalla necessità e diventata un linguaggio artistico inconfondibile.
Pinocchio, Peter Pan e i personaggi dei nostri telegiornali
Il successo arrivò con album destinati a cambiare la musica italiana: I buoni e i cattivi, Io che non sono l’imperatore, Burattino senza fili, Sono solo canzonette.
Bennato prese Pinocchio, Geppetto, Mangiafuoco, Peter Pan e Capitan Uncino e li trasformò in metafore contemporanee.
Attraverso le fiabe parlò di conformismo, autorità, opportunismo, guerra, manipolazione e perdita dell’innocenza. Non serviva indicare nomi e cognomi: quei personaggi erano già nelle istituzioni, nei palazzi del potere e nei telegiornali.
Il bambino che non voleva crescere diventò il simbolo della libertà. Il burattino che desiderava diventare uomo raccontò invece il prezzo dell’omologazione.
L’artista che non ha mai smesso di creare
Gli ottant’anni arrivano in una stagione particolarmente intensa.
Tra maggio e giugno il Palazzo Esposizioni di Roma ha ospitato “Edoardo Bennato. In cammino…”, una mostra dedicata alla sua produzione pittorica, centrata anche sui temi delle migrazioni e delle contraddizioni del mondo contemporaneo.
Bennato sta inoltre lavorando all’inno dell’America’s Cup che si svolgerà a Napoli nel 2027. Una competizione che avrà la propria base operativa proprio a Bagnoli, davanti a quel mare che attraversa da sempre le sue canzoni e la sua vita.
Dove Nisida è un’isola e quasi nessuno lo sa.
Buon compleanno, Edo
Ottant’anni vissuti da uomo libero.
Ottant’anni senza inchinarsi alle mode, alle convenienze, alle ideologie dominanti e alle verità imposte.
Buon compleanno, Edo.
Grazie per averci insegnato che si può essere popolari senza diventare conformisti, ironici senza essere superficiali, ribelli senza smettere di pensare.
E grazie soprattutto per averci insegnato a dubitare.
Credimi: di uomini liberi come te abbiamo ancora un enorme bisogno.


