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Musica

Addio a Pegi, cantante e musa ispiratrice del grande Neil Young, per 36 anni suo marito

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Addio a Pegi Young, l’ispirazione di canzoni d’amore come “Such a Woman”, “Harvest Moon”, “Unknown Legend” e “Once an Angel”, poi la protagonista di un divorzio a sorpresa dopo 36 anni di matrimonio. L’ex moglie di Neil Young, cantante lei stessa e attivista co-fondatrice di una scuola per bambini gravemente disabili, e’ morta a in California dopo una lunga battaglia contro il cancro. Pegi aveva 66 anni. “Con grande tristezza, confermiamo che il primo gennaio, dopo una battaglia contro il cancro durata un anno, Pegi Young – madre, nonna, sorella, zia, musicista, attivista e cofondatrice della Bridge School – e’ morta circondata dai suoi amici e dalla sua famiglia nella sua California”, e’ l’annuncio ufficiale sulle pagine Facebook e Instagram dell’artista. Vero nome Margaret, Pegi aveva conosciuto Neil negli anni Settanta: lei faceva la cameriera in un diner vicino al ranch del futuro marito. Inizialmente aveva fatto soprattutto la mamma, ma nel 1994 era salita con Young sul palco degli Academy Awards per una memorabile performance di “Philadelphia”. Erano seguite numerose tournee’ nell’arco di 20 anni.

Dal 2007 Pegi aveva anche pubblicato cinque album da solista, l’ultimo intitolato Raw nel 2017: una sorta di racconto dei sette stadi di lutto per la fine, tre anni prima, del suo matrimonio. A dispetto di qualche increspatura nel rapporto, quando Neil si era messo con Daryl Hannah chiedendole di tornare libero Pegi era stata presa di sorpresa: “Non avrei immaginato in un milione di anni che ci saremmo separati. Cosi’ e’ stato uno shock”, aveva detto in un’intervista del 2016 a Rolling Stone. Pegi, che con Neil Young ebbe due figli, uno dei quali quadriplegico e affetto fin da piccolo da paralisi cerebrale, e’ stata sempre impegnata nel sociale, in particolare con il Bridge School Benefit, un concerto che si teneva ogni anno a Mountain View in California per raccogliere fondi da destinare alle scuole per ragazzi disabili. L’idea era venuta a lei: “Possiamo invitare Bruce Springsteen”, aveva detto, e Neil l’aveva appoggiata. The Boss e altri grandi della musica sono saliti sul palcoscenico di beneficienza nel corso degli anni fino al 2016: tra gli altri Elton John, David Bowie, i Who, Nine Inch Nails e i canadesi Arcade Fire, Diana Krall e Sarah McLachlan.

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In Evidenza

Ligabue, canto l’avventura che si nasconde nel futuro

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È stata una’anteprima del prossimo tour, in versione minimal quella portata in scena  da Ligabue sul palco della Fonderia Italghisa di Reggio Emilia. Davanti ad un pubblico ristretto, composto dal fan club, da alcuni amici di sempre, a partire da quelli ai quali il rocker di Correggio ha dedicato la nuova ‘Ancora noi’ (“Gli anziani che vedete tra il pubblico – ha scherzato il Liga in apertura di concerto – sono i miei amici di sempre”), oltre a qualche altro invitato, Ligabue e la sua band al completo hanno suonato e cantato le dieci tracce contenute nella scaletta del nuovo album ‘Start’, entrato direttamente al primo posto nella classifica dei dischi piu’ venduti della settimana e che dal prossimo 14 giugno sara’ il protagonista di un nuovo tour negli stadi. “Nel 1992 alcuni di voi non erano ancora nati – ha detto Ligabue dal palco per introdurre la nuova ‘Io in questo mondo – ma e’ qui che abbiamo fatto il primo raduno del fan club.

Ligabue – Certe donne brillano (backstage)

Questa è per voi! #festadelladonna #certedonnebrillano

Pubblicato da Ligabue su Venerdì 8 marzo 2019

Sono cambiate tante cose in questi anni, ma non la voglia di suonare”. Anticipato dal singolo ‘Luci d’America’, seguito dall’altro singolo ‘Certe donne brillano’, l’album e’ il dodicesimo di inediti della carriera di Ligabue e l’esibizione di ieri e’ stata la prima occasione per ascoltarne le canzoni suonate dal vivo durante un live, aperto da ‘Polvere di stelle’ e chiuso, prima dei bis dedicati ad alcuni classici da far cantare e ballare (‘Questa e’ la mia vita’, ‘Quella che non sei’, ‘Una vita da mediano’, ‘Balliamo sul mondo’ e ‘Tra palco e realta”), da ‘Il tempo davanti’. “Quando mi chiedono del titolo dell’album – ha detto Ligabue tra una canzone e l’altra – dico che mi piace l’idea di futuro e dell’avventura che c’e’ dietro a questa parola, anche se sembra sfrontato per un ragazzo della mia eta’”. I musicisti che hanno accompagnato ieri la voce della nuova ‘Mai dire mai’ sono quelli della stessa formazione che suonera’ anche la prossima estate negli stadi: Luciano Luisi alle tastiere, Max Cottafavi e Federico Poggipollini alle chitarre, Davide Pezzi al basso e Michael Urbano alla batteria e alle percussioni.

Ligabue – Certe donne brillano

Festeggiamo le donne tutti i giorni!Guarda il videoclip di #CerteDonneBrillano: https://youtu.be/J8hwaYvneIo

Pubblicato da Ligabue su Domenica 10 marzo 2019

Le date già confermate per il tour estivo sono nove, con partenza dallo Stadio San Nicola di Bari e chiusura il 12 luglio all’Olimpico di Roma. In mezzo,

  1. Messina (17 giugno),
  2. Pescara (21 giugno),
  3. Firenze (25 giugno),
  4. Milano (28 giugno),
  5. Torino (2 luglio),
  6. Bologna (6 luglio)
  7. Padova (9 luglio).

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Musica

Il video del concerto rock dei Red Hot Chili Peppers all’ombra delle Piramidi di Giza

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Un concerto unico. Una performance che resterà scolpita nella storia del rock nei paesi arabi. I Red Hot Chili Peppers hanno suonato davanti alle grandi piramidi di Giza in Egitto davanti a 10 mila persone arrivate da 67 paesi diversi. La band californiana ha suonato uno dopo l’altro i grandi successi che hanno infiammato il pubblico presente ma anche i migliaia di fan che hanno seguito l’evento in streaming sul sito e i profili social dei Red Hot Chili Peppers. Il concerto, dove uno straordinario Anthony Kiedis ha dato il meglio di se, è stato promosso dal ministero del turismo egiziano per cercare di far tornare i turisti nel paese dopo la crisi seguita ai disordini dopo la primavera araba.

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Esteri

L’Ucraina vuole vietare l’ingresso anche a Toto Cutugno perchè amico di Putin

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Anche Toto Cutugno potrebbe presto finire nel mirino delle autorita’ di Kiev per le sue presunte posizioni filorusse e vedersi vietare l’ingresso in Ucraina. Dopo l’inserimento di Al Bano e Michele Placido nella blacklist del ministero della Cultura di Kiev, un gruppo di deputati ha scritto ai servizi di intelligence ucraini chiedendo di impedire al cantante di ‘Italiano Vero’ di mettere piede nel Paese. Nel documento, Cutugno viene addirittura bollato come “un agente di appoggio della guerra della Russia in Ucraina”. Ma lui non ci sta. “Sono un apolitico, chiaro? Ho cantato in occasioni istituzionali per capi di Stato, tra cui Putin, ma questo – ha spiegato – non significa un’adesione politica”.

Secondo il parlamentare Viktor Romanyuk, primo firmatario della richiesta, Cutugno “fa parte dell’associazione degli amici di Putin e ha sostenuto l’annessione della Crimea”. Su YouTube c’e’ un video del 2015 in cui Cutugno augura buon compleanno a Putin. Allora il conflitto che insanguina il Donbass, e in cui il Cremlino sostiene militarmente i separatisti, era iniziato da tempo. E gia’ da un anno e mezzo la Russia aveva strappato la Crimea all’Ucraina con un’invasione di uomini armati e senza insegne di riconoscimento. Ma per il cantante le accuse che gli vengono rivolte sono insensate perche’ lui non ha nulla a che vedere con la politica. “Sono molto sorpreso e dispiaciuto per questa notizia.

Un gruppo di deputati ucraini vorrebbe impedirmi di cantare in un Paese che amo e che ama la mia musica? È assurdo”, ha dichiarato Cutugno, che ora rischia di non potersi esibire a Kiev, dove il 23 marzo ha in programma un concerto a Palazzo Ucraina. In mancanza di contrordini, la data dello spettacolo al momento e’ pero’ confermata. Toto Cutugno e’ uno dei cantanti piu’ famosi nell’ex Unione Sovietica e, secondo il suo manager, Danilo Mancuso, i biglietti per l’evento di fine mese sono già stati venduti tutti. “Credo nei valori della pace e del dialogo, di cui mi sento ambasciatore e l’ho dimostrato in piu’ occasioni”, ha detto Cutugno. “Con questo spirito di unione – ha aggiunto – ho cantato a Sanremo ‘L’Italiano’ insieme al coro dell’Armata Rossa nel 2013”. Cutugno ha infine sottolineato di non essersi esibito in Crimea negli ultimi anni proprio per poter continuare a cantare in Ucraina senza problemi.

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