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Addio a Evaristo Beccalossi, il talento ribelle di Inter e Brescia

È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, ex fantasista di Inter e Brescia. Aveva quasi 70 anni ed era malato da tempo dopo un’emorragia cerebrale.

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È morto a Brescia Evaristo Beccalossi (nella foto Imagoeconomica accanto a Daniele Massaro), storico fantasista del calcio italiano e simbolo di un calcio creativo e fuori dagli schemi. Avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni.

Il ricovero e le condizioni di salute

Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, Beccalossi è deceduto nella notte alla Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da tempo. Le sue condizioni erano diventate gravissime dopo l’emorragia cerebrale che lo aveva colpito nel gennaio 2025, seguita da un lungo periodo di coma.

Il talento ribelle degli anni Ottanta

Beccalossi è stato uno dei calciatori più tecnici e imprevedibili della sua generazione. Con la maglia dell’FC Internazionale Milano ha scritto pagine importanti del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta, diventando un idolo dei tifosi nerazzurri.

L’amore per Brescia

Profondissimo anche il legame con il Brescia Calcio, la sua città e la squadra con cui aveva iniziato e concluso il percorso calcistico. Brescia lo ha sempre considerato uno dei suoi simboli sportivi più amati.

Un giocatore unico

Dotato di tecnica raffinata, fantasia e personalità, Beccalossi incarnava il numero 10 classico: geniale, discontinuo, spettacolare. Un calciatore capace di dividere ma anche di entusiasmare intere generazioni di tifosi.

Il cordoglio del mondo del calcio

La notizia della sua morte ha immediatamente suscitato commozione nel mondo dello sport e tra i tifosi che ricordano ancora le sue giocate, il suo carattere anticonformista e il suo talento naturale.

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Il Napoli saluta Decibel Bellini dopo 16 anni: «De Laurentiis mi ha comunicato l’addio»

Daniele “Decibel” Bellini non sarà più lo speaker ufficiale del Napoli. Ad annunciargli il mancato rinnovo è stato il presidente Aurelio De Laurentiis. Si chiude dopo sedici anni un rapporto diventato parte della storia recente del club azzurro.

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Questa volta sembra davvero finita. Daniele “Decibel” Bellini, la voce che per sedici anni ha accompagnato le partite del Napoli allo stadio San Paolo, poi diventato Diego Armando Maradona, non sarà più lo speaker ufficiale del club azzurro.

A comunicarlo è stato lo stesso Bellini attraverso una storia pubblicata su Instagram. Lo speaker ha spiegato di essere stato contattato direttamente dal presidente Aurelio De Laurentiis, che gli ha annunciato la decisione di non rinnovare il contratto.

«Non esiste un modo facile per dirlo. Ieri il presidente Aurelio De Laurentiis mi ha comunicato la volontà di non rinnovare il mio contratto. Per questo motivo non potrò più ricoprire il ruolo di speaker del Napoli», ha scritto Bellini.

Stavolta non sono previste retromarce

Anche un anno fa il rapporto tra Bellini e il Napoli sembrava arrivato al capolinea. La società aveva deciso di affidare a Geolier la direzione artistica dell’intrattenimento durante le partite interne, una scelta che avrebbe coinvolto anche il ruolo dello speaker.

La notizia provocò una forte reazione tra i tifosi. Lo stesso Geolier decise di fare un passo indietro e il Napoli reintegrò Bellini, consentendogli di continuare a scandire con la sua voce le serate del Maradona.

Questa volta, però, non sembrano esserci all’orizzonte ripensamenti. La nuova gestione artistica degli eventi allo stadio dovrebbe essere affidata a Radio Kiss Kiss, con un conseguente cambiamento anche nell’organizzazione dell’intrattenimento durante le gare casalinghe.

Sedici anni di gol, vittorie e delusioni

Bellini lascia dopo sedici stagioni trascorse accanto alla squadra e ai tifosi. Una voce diventata immediatamente riconoscibile, soprattutto nell’annuncio dei gol e nella ripetizione dei nomi dei calciatori, trasformata nel tempo in uno dei simboli dell’atmosfera dello stadio napoletano.

«Per sedici anni ho avuto l’onore di dare voce a uno stadio unico al mondo, vivendo da una posizione privilegiata gioie, delusioni, vittorie indimenticabili e momenti che porterò con me per sempre», ha raccontato.

Il ringraziamento più sentito è rivolto ai sostenitori azzurri: «Il grazie più grande va a voi tifosi. Perché sempre, in ogni partita, con il freddo o sotto la pioggia, contro qualsiasi avversario, avete sostenuto questa maglia con un amore infinito».

La notte dello scudetto a Udine

Tra i ricordi destinati a restare per sempre c’è quello del 4 maggio 2023, quando il Napoli conquistò matematicamente il terzo scudetto della propria storia pareggiando contro l’Udinese.

Bellini ha ricordato la frase pronunciata quella sera e diventata parte della memoria collettiva dei tifosi: «Sono le 22.37 del 4 maggio 2023. Abbracciatevi forte, perché dopo 33 anni il Napoli è campione d’Italia».

«Brividi, anche solo a rileggerla. Uno dei momenti più belli della storia del nostro Napoli», ha aggiunto lo speaker, ricordando una notte nella quale la sua voce arrivò dal campo del Maradona a una città interamente in festa.

«Il mio amore per questi colori non cambierà»

Nel suo messaggio Bellini non nasconde il dispiacere, ma evita polemiche nei confronti della società e del presidente.

«A volte le strade si dividono. Fa parte della vita. Porto con me l’orgoglio di aver rappresentato il Napoli con rispetto, passione e dedizione, dando ogni volta tutto me stesso», ha scritto.

Poi la promessa ai tifosi: «Il mio amore per questi colori non cambierà mai. Ci rivedremo, magari in un’altra veste, magari in un altro luogo. Ma sempre con la stessa voce e lo stesso cuore».

Si chiude così un pezzo della storia recente del Napoli. Cambieranno la regia artistica, la musica e la voce dello stadio. Ai tifosi resteranno gli annunci dei gol, le notti europee e quel grido dello scudetto arrivato dopo trentatré anni di attesa.

«Grazie per avermi fatto vivere un sogno lungo sedici anni. Sempre e comunque, forza Napoli».

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Salvatore Esposito e Paola Rossi sposi a Vietri sul Mare dopo dodici anni d’amore

Salvatore Esposito e Paola Rossi hanno celebrato le nozze religiose a Vietri sul Mare, nella frazione di Benincasa, dopo dodici anni insieme. La loro storia cominciò con un messaggio sui social.

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Da un messaggio sui social a una chiesetta affacciata sulla Costiera Amalfitana. Salvatore Esposito e Paola Rossi (foto tratta dal profilo Instagram dell’attore)  hanno celebrato sabato 18 luglio le nozze religiose a Vietri sul Mare, dopo dodici anni di relazione e sette di convivenza.

La cerimonia si è svolta nella frazione di Benincasa, davanti a circa duecento invitati, in un luogo intimo con vista sul mare. Dopo il rito, i festeggiamenti sono proseguiti a Villa Divina.

Le immagini pubblicate dall’attore e dagli invitati hanno raccontato i momenti più emozionanti della giornata. Paola Rossi ha scelto un abito bianco con le spalle scoperte e il velo, mentre Esposito ha indossato un completo scuro.

Una storia nata da un messaggio

La loro relazione cominciò nel 2014, quando Paola Rossi si trovava a Salamanca, in Spagna, per un periodo di studio. Fu lei a scrivere all’attore sui social per complimentarsi con lui.

Quel messaggio, simile a molti altri ricevuti dal protagonista di “Gomorra”, attirò però l’attenzione di Esposito. I due iniziarono a parlare a distanza e decisero poi di incontrarsi a Madrid.

Secondo il racconto fatto negli anni dalla coppia, Paola lo attese in aeroporto e tra loro scattò immediatamente il primo bacio. Da quel momento non si sono più lasciati.

Paola Rossi ha successivamente trasformato la passione per il cinema in una professione, lavorando come agente e consulente artistica e affiancando Esposito anche nella sua attività.

La proposta a New York

La proposta di matrimonio arrivò alla fine del 2023 sulla pista di ghiaccio del Rockefeller Center, a New York. Esposito, con l’anello in tasca, si inginocchiò davanti alla compagna sulle note delle musiche di “Nuovo Cinema Paradiso”.

«Il nostro 2023 si chiude con il momento più bello ed emozionante della nostra vita», scrisse allora l’attore annunciando sui social il fidanzamento.

La coppia aveva già celebrato nei mesi scorsi il matrimonio civile a Roma. Le nozze di Vietri sul Mare hanno completato il percorso con la cerimonia religiosa, in uno scenario vicino alle radici e agli affetti di entrambi.

Dalla Spagna alla Costiera Amalfitana

Spagna, New York e infine Vietri sul Mare. I viaggi hanno scandito le tappe più importanti della storia di Salvatore Esposito e Paola Rossi.

Una relazione nata quasi per caso, cresciuta lontano dai riflettori e coronata, dodici anni più tardi, davanti alle persone più care e al mare della Costiera Amalfitana.

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Esteri

Iran, media israeliani: “Mujtaba Khamenei non è nel Paese”. Nessuna conferma indipendente

Una fonte della sicurezza israeliana, citata dall’emittente saudita al-Hadath e rilanciata dal Times of Israel, sostiene che la Guida suprema iraniana Mujtaba Khamenei non si trovi attualmente in Iran. La notizia non ha conferme indipendenti né da parte di Teheran.

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La Guida suprema iraniana, Mujtaba Khamenei, non si troverebbe attualmente in Iran. Lo afferma una fonte della sicurezza israeliana citata dall’emittente saudita al-Hadath e rilanciata dal Times of Israel.

Secondo la stessa fonte, dalla morte del padre Ali Khamenei, ucciso nel raid del 28 febbraio scorso, il nuovo leader iraniano non sarebbe più apparso in pubblico, limitandosi a diffondere dichiarazioni scritte.

Le accuse sul ruolo di Ahmad Vahidi

La fonte sostiene inoltre che i messaggi attribuiti a Mujtaba Khamenei sarebbero in realtà redatti dal comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, insieme ad altri esponenti del Corpo dei Pasdaran.

Se confermata, l’indiscrezione rafforzerebbe le ipotesi di un crescente peso delle Guardie rivoluzionarie nella gestione del potere politico e militare iraniano dopo il cambio al vertice della Repubblica islamica.

Nessuna conferma da Teheran

Al momento, tuttavia, non esistono conferme indipendenti delle affermazioni diffuse dalla fonte israeliana. Le autorità iraniane non hanno commentato le indiscrezioni e non hanno fornito indicazioni ufficiali sulla presenza o meno della Guida suprema nel Paese.

L’assenza di apparizioni pubbliche di Mujtaba Khamenei è stata oggetto di numerose speculazioni nelle ultime settimane, ma analisti internazionali osservano che potrebbero concorrere diverse spiegazioni, tra cui ragioni di sicurezza, condizioni di salute o una diversa gestione della comunicazione istituzionale.

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