Collegati con noi

Cultura

Addio a Diane di Prima, poetessa della beat generation

Avatar

Pubblicato

del

E’ scomparsa una dei pochi rappresentanti in vita della Beat Generation. A 87 anni e’ morta Diane di Prima, poetessa americana nata a Brooklyn ma di origini italiane, suo nonno materno era l’anarchico Domenico Mallozzi. La di Prima e’ morta in un ospedale di San Francisco, aveva problemi di salute come ha detto il compagno Sheppard Powell, senza tuttavia specificare. Lascia diverse opere incompiute. La poetessa era anche una delle poche artiste donne a far parte del movimento Beat ed era nota soprattuto per l’opera in diverse parti ‘Loba’, negli anni ’70 indicata come la controparte femminista di ‘Howl’ di Allen Ginsberg, oltre che per l’antologia ‘Pieces of a Song’ (1990) e ‘Memoirs of a Beatnik’ (1988) il racconto della sua esperienza Beat. di Prima comincio’ a scrivere che era ancora una bambina. Si iscrisse al college ma abbandono’ poco dopo per fare la poetessa a tempo pieno a Manhattan e con un bagaglio culturale e un talento tali da essere al passo con Ezra Pound, con la quale ebbe una corrispondenza. All’epoca aveva solo 19 anni. Durante gli anni ’50 e ’60 divise il suo tempo tra New York e la California, tra gli altri scrittori conobbe Allen Ginsberg e Jack Kerouac e divenne l’amante di Amira Baraka. In un’intervista del 2017 al Washington Post ammise che alcuni dei suoi colleghi della Beats avevano un interesse in lei che andava oltre la poesia. “Jack (Kerouac) – disse – voleva frequentarmi perche’ erano tutti gay e io no. Probabilmente voleva andare a letto”. Elogiata da Allen Ginsberg come una bohemienne spiritosa e colta, di Prima era una pensatrice libera, un’attivista politica e spesso bersaglio della censura governativa. Nel 1961 l’Fbi l’arresto’ per oscenita’. Negli anni ’60 si oppose alla guerra in Viet Nam e di recente e’ stata sostenitrice del movimento per l’accettazione dell’essere grassi. “Credo – commento’ nel 2001 – che il modo in cui l’America tratta le persone che sono di proporzioni piu’ grandi in modo spregevole. Dobbiamo smetterla di disprezzarle e cominciare ad amarle. A livello privato, si sposo’ due volte, divorzio’ due ed ebbe cinque figli da quattro uomini diversi. Da quarant’anni era in una relazione con Powell.

Advertisement

Cultura

Diego Maradona chiamato in Cielo dal Padreterno per il derby Paradiso-Inferno, la vignetta di Paolo Piccione

Avatar

Pubblicato

del

Paolo Piccione, vignettista, si occupa di Maradona. E lo fa con l’ironia e la leggerezza di chi riesce a esorcizzare un momento difficile per quanti l’hanno amato anche per le magie che faceva sul rettangolo verde.  

 

La vignetta l’avete vista. Quello che segue è invece il pensiero di Paolo Piccione sul calcio, su Napoli, sul Napoli e su Diego Armando Maradona.

“Erano gli anni in cui seguivo il calcio con passione, quelli in cui il Napoli vinse due scudetti e la Coppa Uefa. Ricordo le cronache radiofoniche che non facevano altro che decretare certezze: il Napoli vinceva sempre!  Io, ingenuamente, non tifavo per la squadra dell’asinello e non afferravo ancora quanto quelle vittorie potessero assumere ed abbiano assunto un significato di riscatto e rivincita, sociale e politica, verso un nord dai consacrati primati, scontati ed intangibili. Quella squadra e Maradona, il suo “deus ex machina”, furono una “cesura” inattesa su uno spartito che non la prevedeva. Questa vignetta la dedico al Campione scomparso e a tutti i miei amici napoletani che ho avuto modo di conoscere, non solo, nei tantissimi anni di permanenza in quella odiosamata città!”.

Paolo Piccione*

 

 

 

Paolo Piccione nasce a Manduria (TA) il 31 maggio del 1974.  Laureato in giurisprudenza e abilitato all’esercizio della professione forense, è iscritto all’Albo dei Giornalisti della Puglia nella sezione pubblicisti. È stato affiliato alla FECO FRANCE, sezione francese della Federazione Internazionale dei Disegnatori.

I sui lavori sono apparsi sulle pagine di numerosi giornali e portali web, tra questi: Repubblica, Il Sole 24 Ore, il Corriere del Mezzogiorno e Polizia Moderna. Ha collaborato con numerose testate: il ROMA, Puglia Press, Polizia, Poliziotto & Cittadino, Caposud, La Voce del Popolo di Taranto, La Voce di Manduria, Liberamente, Manduriaoggi.it, Culturambiente.it, Cosmopolismedia.it, Spigolature salentine e col portale web Informare per Resistere.

Attualmente collabora col portale d’informazione internazionale in tre lingue Agora Magazine.

Artista dalla produzione eclettica, ha collaborato con varie agenzie pubblicitarie, di spettacolo e, disegnando in estemporanea, ha preso parte a mostre collettive, manifestazioni culturali, convegni, trasmissioni televisive locali ed eventi di spettacolo tra cui: Una ragazza per il cinema 2007, 1° Maggio tutto l’anno 2008, Premio Sicurezza Campania 2008 e l’Ariano Folk Festival 2009.

Vari i premi e riconoscimenti assegnatigli nel corso di mostre e concorsi, tra i quali i 3 Marengo d’Oro (2008, 2010 e 2011) del concorso satirico nazionale “Ridere sotto il tasso” di Verbania.

Nel 2004, con la Plinio Edizioni, pubblica Capronic, ovvero non solo storie di naufragi amministrativi, prima raccolta organica delle sue vignette.

Nel 2005 il volume viene presentato a Galassia Gutenberg, famosa fiera del libro partenopea.

Nel 2006, sempre con la Plinio Edizioni, profeticamente, pubblica Euronomicon, il libro dei morti dell’Euro, seconda raccolta di satira politica e di costume.

A novembre 2006, realizza, per conto della Polizia di Stato, la campagna di comunicazione e prevenzione a fumetti denominata “Stop ai Bulli”, brochure illustrata distribuita in moltissime scuole italiane, pubblicata sui sussidiari scolastici della Loescher Editore e presentata al TG1.

A febbraio 2007, presso l’Hotel Miglio D’Oro di Ercolano tiene la seconda mostra personale dal tema Satira e dintorni. Nello stesso anno, una sua vignetta viene inserita nel prestigioso catalogo internazionale “Crema di Olio di Satira”.

A settembre 2008, esponendo i propri lavori e disegnando dal vivo, partecipa per la prima volta al 27° Salon International de la Caricature du Dessin de Presse et d’Huomour di Saint Just Le Martel in Francia, kermesse internazionale di cui sarà ospite ogni anno, ininterrottamente, fino al 2019.

Nel 2008 realizza, per conto della Polizia di Stato, con il patrocinio del Fondo di Assistenza all’Infanzia del Banco di Napoli, il book a fumetti “Max & Stella due ragazzi come voi”, campagna di comunicazione e prevenzione contro i fenomeni di “bullismo”, pedofilia, vandalismo e baby gang. Il  format suscita l’interesse della facoltà di statistica dell’Università Federico II di Napoli, di alcune associazioni di psicologi per l’infanzia che lo adottano nei loro incontri

A maggio 2009, espone delle tavole a tema alla mostra contro la camorra “Se la Paura fa 90, la dignità fa 180”, evento organizzato a Scampia con la collaborazione di Libera.

A settembre 2009, durante il 28° Salon International de la Caricature du Dessin de Presse et d’Huomour di St. Just, nell’area tematica sui “Diritti dell’Infanzia”, espone, le tavole di “Max & Stella due ragazzi come voi”, al fianco di quelle realizzate da vari artisti per l’ONU, l’UNESCO, l’UNICEF e Cartooning for Peace.

Le opere incontrano l’interesse di Enfance Majuscule, associazione nazionale francese di tutela dell’infanzia.

A marzo 2012, insieme ai due artisti francesi Bauer e Coco (quest’ultima, in seguito, miracolosamente scampata alla strage di Charlie Hebdo), è ospite dell’Università di St. Etienne in Francia, dove espone le sue tavole satiriche e prende parte ad alcuni convegni e tavole rotonde sulla satira politica internazionale.

Ad ottobre 2013, su invito del Lions Club di Manduria, tiene un convegno su “Satira e comunicazione: excursus storico, tecnica della comunicazione grafica e aspetti e limiti giuridici del diritto di critica satirica”.

A dicembre 2013, presso la Galleria di Arte Civica di Saint Vincent in Valle d’Aosta, partecipa alla prima edizione di “… from Saint  Vincent to…”, mostra di illustrazioni e vignette natalizie.

Nello stesso periodo, nella basilica di San Giovanni Maggiore, a Napoli, dopo i successi di Torino e Roma, espone alla mostra d’arte collettiva itinerante “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”.

A ottobre 2015, con l’albo intitolato “Cosa c’entro io in tutto questo?” vince il concorso nazionale ComiXfactor, talent dedicato al fumetto. L’albo è stato successivamente presentato al Lucca Comix & Games 2015.

Nel 2016, per conto della Regione Puglia e del GAL Terre del Primitivo, cura la guida “L’Acino e l’Oliva, Favola illustrata delle Terre del Primitivo”.

Nel 2017 cento delle sue vignette arricchiscono “Italieni”, l’ultimo libro di satira di Paolo Vincenti, pubblicato dalla BESA Editore.

Nel 2018 quattro illustrazioni di Piccione hanno impreziosito “Questo non è amore”, opuscolo informativo presentato dalla Polizia di Stato in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Continua a leggere

Cultura

La “Mano de Dios”, l’opera dello street artist Nello Petrucci realizzata nello stadio che si chiamerà Maradona

Avatar

Pubblicato

del

É stato realizzato il giorno stesso della scomparsa di Maradona, proprio mentre il San Paolo era in tumulto per la perdita del suo Campione, il tributo artistico di Nello Petrucci  “La mano de Dios”: un’opera di street art di circa 4 metri in halftone e carta.


Mentre i tifosi del Napoli trasformavano lo stadio in un “santuario”, tra cori, candele, fiori, sciarpe, poster e fumogeni rossi, Petrucci installava il suo omaggio al Maradona uomo ed il suo mito. L’artista pompeiano ritrae il Pibe de oro in sospensione , in uno stato di “elevazione” che ricorda i mondiali dell’86 e quel goal segnato con “ la mano di Dio”.

Nello Petrucci

Una simbolica ascensione che avviene in quello che è il suo tempio, lo Stadio San Paolo, ed in particolare nel piazzale antistante la Curva B,  poco distante da un enorme striscione biancazzurro con il volto di Maradona e la scritta «The King».


“ Un personaggio che trascende il calcio, che è sempre stato “oltre”, dentro e fuori dal campo” commenta Petrucci.

La nuova creazione di Street art, realizzata a “caldo” e dedicata a quel genio e sregolatezza del calcio internazionale, lascia il segno e accompagna metaforicamente Diego Maradona, alla stregua di un Dio pagano, nell’ultimo viaggio verso l’aldilà.

 

 

Continua a leggere

Cultura

Informazione, comunicazione e sindrome enunciativa ai tempi della pandemia

Angelo Turco

Pubblicato

del

Si ha un’infelice tendenza a confondere questi due termini. Eppure è essenziale capire e tenere ferma la distinzione concettuale e pratica. No, tranquilli: nessuna barbosa lezione. Basta un esempio: la dichiarazione del Prof. A. Crisanti è qualcosa di informativamente corretto e di comunicativamente disastroso. A suo tempo, la dichiarazione del Prof. A. Zangrillo apparteneva, nel fondo, alla stessa fattispecie, a duplice valenza a seconda che la si traguardasse con gli strumenti dell’informazione, o con quelli della comunicazione.

Naturalmente, per quanto corretto, il contenuto informativo della dichiarazione di A. Crisanti è povero. Come quello della dichiarazione di Zangrillo, del resto. Insomma, i due studiosi hanno detto due cose vere, ma banali: come dire che oggi è il 26 Novembre. Certo, non avrebbero trovato qualcuno disposto a pubblicare su una Rivista scientifica -anche non di Classe A, come dicono i ricercatori- le cose che hanno espresso. E per dire ancor meglio, non avrebbero certo vinto la loro cattedra universitaria grazie a quelle dichiarazioni. E per dirla proprio tutta, quando ci fanno partecipi di questo genere di cose, Crisanti, Zangrillo, ed altri eccellenti studiosi, non dobbiamo dare loro molto credito e men che meno attribuirgli troppa responsabilità: anche loro hanno il diritto di asserire che il prossimo 1 Gennaio è Capodanno. Tuttavia non per questo li applaudiremo o predisporremo un’interrogazione parlamentare.

Ma è qui che entra in scena la comunicazione: perché delle dichiarazioni prive di contenuto informativo, vengono riprese e fatte circolare dai media? No no, non fraintendetemi: non voglio certo imbarcarmi in un discorso moralistico sulla professionalità dei giornalisti, ecc., anche se qualche ragione ci sarebbe. Piuttosto, vorrei ricondurre la faccenda a un attore tanto fondamentale quanto ignorato delle pratiche discorsive: l’enunciazione.  E anzi, a quella che si può ben chiamare la “sindrome enunciativa”. In forza della quale un enunciato vale non solo (e, spesso, non tanto) per la sostanza informativa che contiene, quanto piuttosto per colui che lo pronuncia e la circostanza in cui lo pronuncia. Ecco, stabilito che informazione e comunicazione sono sì parenti stretti, ma soggetti diversi e ben definiti, intendere qual è il loro rapporto significa prestare più attenzione alla “sindrome enunciativa”. E’ una settimana, per dire, che S. Berlusconi dice qualcosa a proposito della collaborazione con il Governo. Ogni giorno, sempre la stessa. Enunciato informativamente nullo, ma comunicativamente significante in virtù della sindrome. Esercizio complesso? Forse sì, ma necessario.  

Poi c’è tutto il resto. Così, Lilli Gruber, giornalista che stimo molto, continua a chiedere ad Antonella Viola, immunologa che stimo assai, come sarà il nostro prossimo Natale. E, con buona pace di Manzoni, la sventurata, ogni volta, risponde.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto