Collegati con noi

Spettacoli

Ad Alec Baldwin era stato detto che la pistola era sicura, così pensando di sparare a salve ha ucciso

Pubblicato

del

Ad Alec Baldwin era stata consegnata un’arma carica da un assistente alla regia che gli aveva indicato fosse sicura, poco prima del tragico incidente costato la vita al direttore della fotografia Halyna Hutchins durante le riprese di un film western in un ranch di Santa Fe. Lo rivelano i primi documenti sull’indagine diffusi dai media americani. Secondo gli investigatori, comunque, l’assistente alla regia, David Halls, non sapeva che l’arma avesse proiettili veri prima di consegnarla a Baldwin.

L’assistente Halls aveva consegnato la pistola a Baldwin urlando “cold gun”, il che significava che l’arma non avesse proiettili veri. A quel punto l’attore ha colpito il direttore della fotografia Halyna Hutchins al petto, uccidendola. Mentre il regista Joel Souza, che si trovava dietro di lei, e’ rimasto ferito. Gli investigatori hanno sequestrato tutte le armi e le munizioni presenti nel set, le macchine fotografiche e le apparecchiature informatiche e gli abiti indossati dagli attori al momento della sparatoria. L’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha affermato che l’indagine “rimane aperta” e che non sono state presentate accuse. Secondo il Los Angeles Times e altri media, diversi membri della troupe hanno abbandonato la produzione a causa di preoccupazioni sulle condizioni e sui problemi di sicurezza, comprese le procedure di sicurezza delle armi, e sui protocolli Covid non seguiti prima delle riprese. Ma in una nota la casa di produzione, Rust, ha sottolineato che “la sicurezza del nostro cast e della troupe e’ la massima priorita’. Ed “anche se non siamo stati informati di alcun reclamo ufficiale riguardante la sicurezza di armi o oggetti di scena sul set, condurremo una revisione interna delle nostre procedure, mentre la produzione viene interrotta”.

Advertisement

In Evidenza

John Malkovich, a Milano al teatro degli Arcimboldi: il vero critico oggi è il pubblico

Pubblicato

del

“Il più grande critico? E’ il pubblico, che può essere più crudele di chi lo fa di professione, perche’ oggi tutti possono scrivere la loro opinione su internet” dice John Malkovich, che sara’ in scena a Milano, il 3 dicembre al teatro degli Arcimboldi, proprio nei panni di un critico musicale nello spettacolo ‘The music critico. A lui, infatti, il violinista Aleksey Igudesman, ideatore della piece, ha dato il compito di dar voce ad alcune delle critiche piu’ feroci della storia della musica e non solo, tanto che lo show si chiude con le parole al limite dell’invettiva scritte da un critico di Istanbul all’indirizzo dello stesso Malkovich. Il protagonista di ‘The new pope’, comunque, e’ decisamente uno che non se la prende. Prima di tutto – spiega via zoom da Boston – “io di critiche non ne leggo tante perche’ su di me ne scrivono troppe e ho parecchio da lavorare”. La piu’ feroce, difficile da tradurre in italiano, ‘portatevi la vostra colla’, vale a dire che recitava come un bambino, se la ricorda, ma invita a considerare che “l’idea che esista uno spazio sicuro quando ti esprimi su pubblica piazza con la tua arte, che sia musica, teatro o cinema, e’ un’aspettativa sbagliata, per un artista e’ importante capire che quello che fa puo’ anche non essere amato”. D’altronde, nello spettacolo viene ricordato che Brahms fu definito da Čajkovskij “un bastardo senza talento”, mentre critici dell’epoca considerarono Claude Debussy “semplicemente brutto”. “Ma il problema – chiosa Malkovich – sta piu’ nella reazione dell’artista che nella critica in se’, che spesso e’ anche scritta bene o ironica, bisogna saperle accettare”. Lui, per esempio, il critico di Istanbul che lo aveva stroncato, poi lo ha conosciuto personalmente: “era felice di essere stato incluso nello spettacolo e ne fece una recensione positiva. A volte le critiche – riflette – sono grandi lezioni, anche perche’ cio’ che viene considerato brillante oggi puo’ non esserlo tra 20 anni o magari qualche proposta arriva semplicemente troppo presto per essere capita”. Lui, personalmente, pensa che “non sia per niente facile fare il critico, io ho le mie opinioni ma non per questo farei il critico”. Se al posto di attore sui documenti si potesse scrivere altro, forse sulla carta d’identita’ di Malkovich si leggerebbe ‘icona’: dopo il film di culto del 1999 di Spike Jonze “Being John Malkovich’, oggi il 67enne e’ anche il soggetto unico delle opere di Sandro Miller riunite nella mostra ‘Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters’, alle Stelline di Milano. “Non so dire perche’ la gente mi veda cosi’ e mi coinvolga in questi progetti strani” chiosa lui, ammettendo che “e’ difficile, ma non mi dispiace”. Dopo le nuove date di ‘The music critic’, il prossimo anno Malkovich anticipa che vestira’ di nuovo i panni dell’avventuriero Tom Ripley, sara’ un giovane Karl Lagerfeld nei primi anni parigini, ma anche il direttore d’orchestra Sergiu Celibidache. A proposito di orchestra, a Igudesman piacerebbe coinvolgerne una nel suo ironico viaggio musicale intorno alle piu’ feroci critiche della storia delle note. Se si riuscisse a farlo, ovviamente, toccherebbe a Malkovich dirigerla. “Non suono uno strumento da anni, ma la musica – conclude l’attore – fa da sempre parte della mia vita”.

Continua a leggere

Spettacoli

Maradona, le maglie della sua carriera sportiva e gli amici al Vega Food

Pubblicato

del

AD10S. ..un anno dopo al Vega Food di Carinaro, ad un anno esatto dalla sua scomparsa, uno degli omaggi a Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi. Nel salottino moderato dai giornalisti Gianluca Gifuni e Dario Sarnataro, allestito accanto alla mostra delle maglie più importanti indossate in carriera dal pibe de oro (a cura del club Napoli Saverio Silvio Vignati) hanno ricordato il fuoriclasse argentino vari amici e giornalisti, molti dei quali hanno raccontato aneddoti e storie dei tempi vissuti a Napoli dall’indimenticato campione.

Mimmo Malfitano, Ciccio Marolda, Marcello Altamura, autore del libro ‘L’idolo infranto. Chi ha incastrato Maradona?” il cantautore Ross che a Diego ha dedicato il brano in spagnolo ‘ El D10S del Futbol’ . Toccante il ricordo di Beppe Bruscolotti, che di quel Napoli del Presidente Ferlaino era capitano prima di cedere la fascia proprio all’amico e compagno di squadra Diego Armando Maradona.

 

Continua a leggere

Corona Virus

Febbre a Malpensa, Bryan Adams ancora positivo

Pubblicato

del

Il volo Emirates da New York atterra alle 13 all’aeroporto di Malpensa. A bordo c’e’ Bryan Adams, musicista canadese di 62 anni arrivato a Milano per partecipare a un evento fondamentale della sua seconda carriera: il lancio di The Cal, il calendario Pirelli la cui edizione 2022 e’ stata interamente realizzata con sue fotografie di altre rockstar, ‘On The Road” Ma Bryan Adams e il covid hanno evidentemente un rapporto particolare perche’ in meno di un mese, e pur essendo doppiamente vaccinato, ancora una volta il virus lo ha fermato. Il termoscanner di Malpensa lo blocca segnando la febbre a 38, la seconda misurazione manuale conferma l’alta temperatura e il successivo tampone rivela la presenza del covid: positivo, esattamente come alla fine di ottobre, quando ha dovuto rinunciare a partecipare al tributo per Tina Turner per il suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame. “Eccomi, sono appena arrivato a Milano e sono stato trovato positivo al Covid per la seconda volta in un mese. Quindi vado in ospedale. Grazie per tutto il vostro supporto”, ha scritto la rockstar canadese, postando anche una foto dall’ambulanza che lo ha portato all’ospedale di Busto Arsizio (Varese), dopo esser stato preso in carico dall’Usmaf di Malpensa. Che ovviamente ha attivato tutte le procedure di tracciamento e controllo e ora Bryan Adams dovra’ restare in isolamento e non potra’ partecipare fisicamente agli eventi previsti per il lancio del calendario Pirelli, che verra’ presentato lunedi’ 29 novembre in streaming. La 48/a edizione di The Cal e’ interamente realizzato con sue fotografie scattate tra Los Angeles e Capri con protagonisti altri musicisti, da Cher a Iggy Pop. Ma Bryan Adams continua anche a suonare e a marzo uscira’ il suo nuovo album che presentera’ con una mini tournee anche in Italia. Nella speranza che il prossimo atterraggio in un aeroporto italiano vada meglio.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto