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Ad Alec Baldwin era stato detto che la pistola era sicura, così pensando di sparare a salve ha ucciso

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Ad Alec Baldwin era stata consegnata un’arma carica da un assistente alla regia che gli aveva indicato fosse sicura, poco prima del tragico incidente costato la vita al direttore della fotografia Halyna Hutchins durante le riprese di un film western in un ranch di Santa Fe. Lo rivelano i primi documenti sull’indagine diffusi dai media americani. Secondo gli investigatori, comunque, l’assistente alla regia, David Halls, non sapeva che l’arma avesse proiettili veri prima di consegnarla a Baldwin.

L’assistente Halls aveva consegnato la pistola a Baldwin urlando “cold gun”, il che significava che l’arma non avesse proiettili veri. A quel punto l’attore ha colpito il direttore della fotografia Halyna Hutchins al petto, uccidendola. Mentre il regista Joel Souza, che si trovava dietro di lei, e’ rimasto ferito. Gli investigatori hanno sequestrato tutte le armi e le munizioni presenti nel set, le macchine fotografiche e le apparecchiature informatiche e gli abiti indossati dagli attori al momento della sparatoria. L’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe ha affermato che l’indagine “rimane aperta” e che non sono state presentate accuse. Secondo il Los Angeles Times e altri media, diversi membri della troupe hanno abbandonato la produzione a causa di preoccupazioni sulle condizioni e sui problemi di sicurezza, comprese le procedure di sicurezza delle armi, e sui protocolli Covid non seguiti prima delle riprese. Ma in una nota la casa di produzione, Rust, ha sottolineato che “la sicurezza del nostro cast e della troupe e’ la massima priorita’. Ed “anche se non siamo stati informati di alcun reclamo ufficiale riguardante la sicurezza di armi o oggetti di scena sul set, condurremo una revisione interna delle nostre procedure, mentre la produzione viene interrotta”.

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Checco Zalone torna in tour e lancia “Sulla Barca dell’Oligarca”

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 Checco Zalone torna nei teatri e nei palazzetti di tutta Italia con il suo nuovo spettacolo “Amore + Iva”, scritto con Sergio Maria Rubino e Antonio Iammarino. L’artista pugliese sarà nuovamente sul palco undici anni dopo il Resto Umile World Tour e dopo aver battuto tutti i record della storia del cinema italiano. Il nuovo tour di Checco Zalone durerà un anno. Per l’occasione ha presentato la nuova canzone “Sulla Barca dell’Oligarca”, scritta da Luca Medici, Antonio Iammarino, Giuseppe Saponari, Sergio Maria Rubino. Il tour debutterà a Firenze l’8 novembre 2022, mentre nel periodo natalizio lo spettacolo approderà al Teatro degli Arcimboldi di Milano (dal 20 dicembre al 22 gennaio 2023). Il programma estivo si aprirà ufficialmente il 5 e il 6 maggio all’Arena di Verona che ospiterà le prime date della stagione all’aperto. Poi attraverserà tutta la penisola coinvolgendo, tra le altre città, Roma e Bologna, Napoli e Torino e si concluderà nell’ottobre 2023. I biglietti saranno prossimamente in vendita sulla piattaforma TicketOne. Amore + Iva è uno spettacolo totalmente inedito in cui musica, racconti, imitazioni e parodie saranno accompagnati dall’inconfondibile ironia di uno degli artisti più caleidoscopici e amati dal pubblico italiano.

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A Cannes sul red carpet sfila anche la moda italiana

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Siamo ormai alle battute finali del 75°  Festival di Cannes che sabato 28 maggio chiuderà: in questi giorni sono passati sul red carpet artisti di tutto il mondo che hanno presentato i loro film e sfoggiato i loro look più belli, in buona parte firmati dagli stilisti italiani.

Katherine Langford sul tappeto rosso ha sfoggiato un look di sberluccicante eleganza con un abito da sera lungo con strascico by Prada, voto 7

Carla Bruni è stata una delle ospiti più fotografate del red carpet Per la sua raffinatezza e la sua eleganza.
Era al festival per l’anteprima del film Les Amandiers, ha indossato un abito lungo by Celine nei toni del lilla, voto 9

Eva Longoria, una della più belle di tutto il festival, ha indossato un abito nero modello sottoveste, effetto nude look. La mise griffata su cui spiccava l’elegante choker porta la firma di Alberta Ferretti, voto 10

Con un abito spettacolare che ricorderemo nella storia del festival, 2 in 1 firmato Dolce & Gabbana, nell’iconica fantasia effetto maiolica della Maison, Sharon Stone ha oscurato tutte le colleghe sul tappeto rosso, foto 10

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Kevin Spacey incriminato nel Regno Unito per aggressione sessuale

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 Non finiscono mai i problemi giudiziari per Kevin Spacey. L’attore americano con cittadinanza britannica e’ stato incriminato dalla giustizia del Regno Unito con quattro capi di imputazione per aggressione sessuale nei confronti di tre uomini. Nel comunicato stampa diffuso dal Crown Prosecution Service (Cps), Rosemary Ainslie, a capo della Special Crime Division presso la procura della Corona, afferma che il 62enne Spacey “e’ stato anche incriminato per aver indotto una persona a impegnarsi in attivita’ sessuali penetrative senza consenso”. I presunti episodi sono avvenuti a Londra tra il marzo 2005 e l’agosto 2008 e nel Gloucestershire nell’aprile 2013. La procura del Regno ha deciso per l’incriminazione del Premio Oscar in base ai risultati delle diverse indagini condotte da Scotland Yard su episodi datati di almeno un decennio. Gli uomini che lo accusano, i cui nomi non sono stati resi pubblici, hanno ora tra i 30 e i 40 anni di eta’. La star e’ da tempo al centro di un’ampia vicenda di molestie sessuali e di comportamenti predatori nei confronti di uomini che si e’ snodata fra Stati Uniti e Gran Bretagna, in particolare dall’ottobre 2017 con le denunce contro gli abusi a Hollywood del movimento #MeToo che ha avuto anche una componente gay. Vicenda che ha avuto una devastante ripercussione sulla sua carriera, di fatto stroncandola. Come nel caso della sua uscita dalla fortunata serie americana ‘House of Cards’ con tanto di esborso milionario dopo una battaglia legale coi produttori per aver violato le regole di comportamento. Le accuse nel Regno Unito contro Spacey riguardano in particolare il periodo in cui era direttore artistico del prestigioso teatro Old Vic di Londra, dal 2004 al 2015. Sempre nell’anno fatidico, il 2017, lo stesso teatro rivelava dopo una inchiesta interna di aver ricevuto 20 segnalazioni contro Spacey da uomini, in gran parte componenti dello staff, per “comportamento inappropriato”, fra cui molestie sessuali. L’Old Vic in un comunicato si scusava anche per non aver agito prima e per aver lasciato che l’attore imponesse una sorta di “culto della personalita’” all’interno dell’istituzione artistica, fattore che avrebbe anche impedito a molti di denunciare quanto subito. Negli Stati Uniti l’attore era stato accusato di aggressione sessuale nello Stato del Massachusetts, ma le accuse erano state ritirate nel luglio 2019. Periodicamente, pero’, il passato ritorna, mentre la sua carriera professionale resta ormai contrassegnata dalle esclusioni. Dopo l’espulsione da ‘House Of Cards’, il regista Ridley Scott aveva cancellato le scene del film ‘Tutti i soldi del mondo’ in cui Spacey appariva nella parte del petroliere J. P. Getty: il ruolo era stato affidato poi a Christopher Plummer che aveva ottenuto una nomination agli Academy Awards. I guai legali e di immagine hanno avuto la meglio sulla credibilita’ artistica della star.

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