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Achille Lauro e l’elogio della droga e dei drogati in prima serata al Festival della canzone italiana nell’era del cambiamento

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Ha mostrato quasi disprezzo nei confronti di Valerio Staffelli, l’inviato di Striscia la Notizia che con educazione provava a fargli rilevare i continui richiami nel testo della sua canzone alla droga e ai drogati famosi che hanno attraversato la storia facendo tutti più o meno la stessa fine: morti per overdose o ricoverati in cliniche specializzate per disintossicarsi e continuare a campare in maniera decente. Il brano Rolls Royce di tale Achille Lauro (pure il suo nome è un plagio) a Sanremo, tempio della canzone nazional popolare, è un inno alla droga, alla consumazione della droga e ai tossicodipendenti famosi. E l’ipocrisia con cui Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival, e Teresa De Santis, direttore di Rai 1, fingono di non capire quanto è devastante quel messaggio ti fa capire che l’Italia è un Paese dove l’unico cambiamento possibile è quello che concedono di fare alcune conventicole che comandano.

Quello che sta facendo in questi giorni Striscia la Notizia sui conflitti di interesse di Baglioni e del boss della musica Ferdinando Salzano, delle canzoni “drogate” e dei plagi a go go, è vero giornalismo d’inchiesta.

Il programma di Antonio Ricci è l’unico strumento di informazione che sta raccontando uno scandalo nazionalpopolare nel silenzio assoluto di tutti gli altri media proni al baraccone degli affari sanremesi.

Gli inviati di Ricci sono gli unici che raccontano gli affari del boss italiano della Warner Music, della Friends and Partners e dei tanti cosiddetti big della canzone italiana gestiti da Salzano e che stanno facendo quello che vogliono al Festival, gestendo a piacimento milioni di euro dei contribuenti italiani. Una torta a disposizione di chi sta zitto e lascia lavorare. Dice: ma io Festival va alla grande! Mi rispondo come farebbe la signora Mara Maionchi che di musica ne capisce qualcosa: .. e alloraaaaa?

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Neuromed celebra Marc Verstraete, padre della moderna terapia nell’infarto, intitolandogli una sala e con una conferenza di Valentin Fuster altra eccellenza mondiale della medicina

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Per omaggiare un’eccellenza ci vuole qualcuno che possa stare al suo livello: così sarà Valentin Fuster, cardiologo di fama internazionale, a tenere la “Memorial Lecture” in occasione dell’intitolazione della Sala Convegni dell’I.R.C.C.S. Neuromed a Marc Verstraete, scienziato belga recentemente scomparso, che aprì orizzonti completamente nuovi nella terapia delle malattie cardio e cerebrovascolari. La manifestazione si terrà giovedì 21 febbraio a partire dalle ore 17.00 e verrà trasmessa in diretta su Juorno.it.

Marc Verstraete fu una delle figure centrali di una vera e propria rivoluzione medica che, attraverso la conoscenza approfondita dei meccanismi della coagulazione del sangue, portò alla terapia trombolitica dell’infarto: la possibilità di sciogliere i coaguli nelle arterie coronarie. Con il suo lavoro ha salvato centinaia di migliaia di vite.

Il suo cammino scientifico lo portò dal Belgio agli Stati Uniti fino a tornare nella sua università d’origine, a Lovanio. Qui fondò il Laboratorio di emostasi, coagulazione e trombolisi, protagonista di numerose innovazioni nella terapia cardiovascolare. Oltre duecentocinquanta ricercatori si sono formati in quel laboratorio, tra i quali Giovanni de Gaetano, attuale Presidente dell’I.R.C.C.S. Neuromed, e Maria Benedetta Donati, Direttore Scientifico del Polo di Ricerca Neurobiotech di Caserta. Proprio a loro Verstraete decise di donare la sua biblioteca medica personale, ora ospitata nella sala convegni che porterà il suo nome: nell’occasione della cerimonia per ricordare la figura dello scienziato scomparso ci sarà una Memorial Lecture, una consuetudine quando si tratta di celebrare  la scomparsa di una figura così importante.

“Quella per Verstraete – dichiara con soddisfazione Maria Benedetta Donati – sarà tenuta da Valentin Fuster, cardiologo americano di origine spagnola, un medico ricercatore di fama internazionale che con lo scienziato belga collaborò a lungo. Fuster, che fu il cardiologo di Giovanni Paolo II, è attualmente Direttore del Centro Cardiologico del Mount Sinai Hospital di New York e Direttore del Centro Nazionale di Ricerche Cardiologiche di Madrid, nonché Direttore del Journal of American College of Cardiology”.

Una figura di altissimo spessore: il professor Fuster poche settimana fa ha rinunciato a presiedere il  Consejo Asesor de Sanidad, cioè il Consiglio Superiore della Sanità in Spagna e si è dimesso perché  è “un organismo che non funziona”, cioè poco concreto.

L’intervento di Fuster sarà rivolto a una vera e propria transizione che sta avvenendo nel mondo della ricerca cardio e cerebrovascolare. Fino ad oggi l’attenzione è stata prevalentemente rivolta al fenomeno della trombosi, l’evento che può scatenare un infarto o un ictus. Ma ora le conoscenze e le metodologie scientifiche permettono di esplorare un panorama più ampio: a cominciare da quando la patologia non è ancora così evidente (subclinica, in gergo medico). È qui che le interrelazioni tra genetica e stili di vita diventano fondamentali, mentre gli avanzamenti tecnologici nel campo della diagnostica per immagini permettono di avere risposte precoci.

“Questa manifestazione in memoria di uno scienziato che ha notevolmente influenzato la mia vita e la mia attività di ricerca – ricorda Giovanni de Gaetano, che fu il primo degli 80 ricercatori di vari Paesi che ottennero il dottorato di ricerca (PhD) sotto la guida del prof Verstraete – mi riempie di emozione; sarà una piccola espressione di riconoscenza da parte di tutti quelli che lo hanno conosciuto, apprezzato e amato”.

L’IRCCS Neuromed

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e cardiovascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate degli sviluppi scientifici più avanzati.

 

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Cadono calcinacci nel cortile della scuola, ferito uno studente

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Attimi di panico nell’ ‘istituto professionale Casanova di Napoli, in pieno centro storico: sono caduti alcuni  calcinacci e uno studente che si trovava nel cortile della scuola è rimasto ferito. Fortunatamente il ragazzo ha rimediato solo una botta, sono stati allertati i soccorsi e chiamato il suo papà ma non è la prima volta che nel Casanova succede qualcosa del genere: qualche mese fa a cadere è stato un neon che finì sul banco di uno studente che per fortuna non venne colpito. Adesso bisognerà verificare la struttura, soprattutto i cornicioni per vedere se ci sono altri pericoli.

 

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Cronache

Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto: la mafia non è un affare del Sud

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“La mafia nell’Italia settentrionale, ed in Veneto in particolare, non rappresenta una novità”. Così Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto commenta l’indagine che ha portato a 50 arresti tra il Veneto e Casal di Principe, nel Casertano. Calleri fotografa anche l’Italia delle mafie. “La Mafia non esiste solo al sud. È diffusa in tutta Italia. Negli ultimi tempi, inoltre, ci sono alcune forme ‘nuove’ come la mafia nigeriana o quella cinese che devono ancora ben essere inquadrate”. Quando chiediamo, poi, al presidente della fondazione Caponnetto se la mafia sarà mai sconfitta la risposta è immediata: “Non c’è la volontà politica. Si fa tutto, ma fino ad un certo punto. Non si va mai fino in fondo. Possiamo e dobbiamo continuare a parlarne per non abbassare mai la guardia”.  

 

 

I casalesi in Veneto avevano alle loro dipendenze anche i picciotti della mala del Brenta. I magistrati antimafia: clan radicato grazie a omertà e connivenze di insospettabili professionisti locali

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