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Salute

Accordo Aifa – Novartis per la rimborsabilità della cura con cellule Car-T nella lotta contro il cancro

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L’accordo siglato tra L’agenzia italiana del farmaco (Aifa) e Novartis per la rimborsabilità della prima terapia con cellule Car-T (tisagenlecleucel – Kymriah) in Italia “segna l’inizio di una nuova era nella lotta contro il cancro”. Lo afferma l’azienda farmaceutica Novartis produttrice della terapia, sottolineando che, considerando i tempi tecnici necessari per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, presumibilmente il trattamento sara’ disponibile dal prossimo settembre sul territorio nazionale. L’iter prevede inoltre che le Regioni identifichino i centri ematologici autorizzati a erogare la terapia. Studi scientifici, rileva Novartis, hanno dimostrato l’efficacia di tisagenlecleucel in alcune forme particolari di Leucemie e Linfomi giunte ad uno stadio finora considerato non curabile. L’utilizzo per altre tipologie tumorali e’ ancora in fase di ricerca e come tale da considerarsi solo sperimentale. Novartis esprime dunque soddisfazione per l’accordo siglato con l’Autorità Regolatoria italiana “a conclusione di un lavoro di collaborazione incessante e responsabile, che permettera’ ai pazienti italiani di avere accesso all’innovazione in modo sostenibile”.

Si tratta dunque dell’unica terapia Car-T a essere indicata in bambini e ragazzi con Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) a cellule B e in adulti con Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), che siano diventati resistenti alle altre terapie, o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard. Una “nuova occasione per questi pazienti con forme aggressive di tumori ematologici per i quali – afferma l’azienda – non vi sarebbero piu’ altre opzioni di cura”. “Siamo soddisfatti per questo accordo con Aifa, che permettera’ di offrire ai pazienti con LLA e DLCBL che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica, una terapia efficace e una nuova speranza di cura nel rispetto della sostenibilita’ del sistema”, ha dichiarato Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology.

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Virus cinese trasmissibile uomo-uomo, controlli su voli

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Il nuovo coronavirus, della stessa famiglia della Sars, comparso in Cina nella citta’ di Wuhan, che dallo scorso dicembre ha gia’ fatto registrare tre vittime e circa 200 casi confermati, e’ trasmissibile da uomo a uomo. La conferma della temuta modalita’ di trasmissione interumana, gia’ ritenuta verosimile dal direttore Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanita’ Gianni Rezza, e’ giunta da un rinomato esperto della Commissione della salute pubblica del governo cinese, Zhong Nanshan. Cresce dunque l’allerta internazionale, a pochi giorni dal Capodanno cinese, e negli aeroporti sono scattati i controlli, incluso l’aeroporto di Roma Fiumicino con misure di monitoraggio e locandine informative per i viaggiatori. Intanto, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza in merito al nuovo coronavirus. Il comitato si riunira’ il 22 gennaio a Ginevra per accertare se il focolaio di casi “rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla”. Il pensiero va infatti inevitabilmente all’epidemia di Sars che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), tra il 2002 e il 2003 fece registrare 813 decessi e 8.437 contagi in una trentina di Paesi: anche in questo caso alla base dell’infezione respiratoria era un coronavirus comparso in Cina. Gli esperti invitano pero’ alla cautela nelle similitudini e invitano a non creare allarmismo, sottolineando come si tratti ora di un nuovo ceppo del virus. Dopo vari casi di ‘polmonite misteriosa’ segnalati lo scorso dicembre a Wuhan (con un legame con il mercato di Huanan Seafood, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi), il 9 gennaio 2020 il CDC cinese ha reso nota infatti l’identificazione di un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente che ha causato le polmoniti ed e’ stata resa pubblica la sequenza genomica. Ad oggi, due casi sono stati segnalati anche a Pechino ed uno a Shenzhen al Sud, ed alcuni si registrano pure fuori dalla Cina ed associati a viaggi: due in Thailandia, uno in Giappone ed uno in Corea del Sud.

Insomma, il virus sta circolando e secondo una stima dell’Imperial College di Londra i casi reali potrebbero essere circa 1.700. “Il fatto che casi si siano verificati anche fuori dalla Cina e dalla citta’ di Wuhan, centro del focolaio – spiega Rezza – induce a pensare che da Wuhan si sia determinata una certa trasmissione, ed e’ inverosimile che sia riconducibile al solo bacino animale. Inoltre, notizie non ufficiale parlano anche di alcuni casi del virus, ma molto limitati, in persone che non hanno visitato o soggiornato a Wuhan. Tutti elementi che ci fanno pensare ad una trasmissione interumana”. A questo punto, avverte, “non si puo’ escludere che casi possano arrivare anche in Europa e in Italia, ma l’importante e’ identificarli ed isolarli subito. Se si interviene con rapidita’ si puo’ infatti bloccare la diffusione, isolando gli infetti e procedendo alla quarantena dei contatti, ma e’ chiaro – precisa – che questo si puo’ fare solo se gli infetti non sono tanti”. E sono cinque, in 16 anni, i virus che hanno fatto il ‘salto di specie’, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo, rileva la virologa Ilaria Capua, secondo la quale si tratta di un “forte campanello d’allarme”. Quanto al rischio che il virus possa arrivare anche in Occidente, “la probabilita’ di introduzione del virus nell’Unione Europea e’ considerata bassa, anche se – afferma il ministero della Salute – non puo’ essere esclusa”. L’Italia, all’aeroporto di Fiumicino, ha 3 voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, dunque, a Fiumicino e’ in vigore una procedura sanitaria per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Spallanzani di Roma. Nell’aeroporto sono state anche affisse locandine informative. Da parte sua, l’Oms incoraggia tutti i Paesi a rafforzare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute acute ma, al momento, non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi ed il commercio.

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Salute

Pronti i super globuli rossi, saranno usati come navette per trasportare farmaci nel corpo

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Super globuli rossi modificati diventano navette per trasportare farmaci all’interno del corpo. Descritti sulla rivista Advanced Biosystems, sono stati sviluppati dal gruppo dell’Università canadese McMaster, coordinato da Maikel Rheinstaedter e Sebastian Himbert. I globuli rossi, spiegano gli autori dello studio, sono stati ridisegnati con speciali etichette molecolari in grado di riconoscere specifici bersagli, e svuotati per contenere i farmaci da trasportare. Sono capaci di circolare diverse settimane all’interno dell’organismo, alla ricerca di specifici bersagli, che possono essere batteri, cellule tumorali oppure organi.

Questi globuli rossi possono, ad esempio, essere modificati “con l’aggiunta in superficie di molecole in grado di riconoscere i batteri. In questo modo – chiarisce Rheinstaedter – possono trasportare al loro interno degli antibiotici, e liberarli solo sui batteri, dove occorre che agiscano”. Un altro vantaggio di questi speciali vettori è evitare l’aggressione da parte delle difese dell’organismo. “I globuli rossi – precisa Rheinstaedter – permettono di aggirare i problemi rappresentati dagli attuali sistemi di trasporto basati su molecole sintetiche, che spesso non riescono a raggiungere i loro bersagli perchè vengono scartati dall’organismo. Questi super globuli rossi invece – conclude l’esperto – sono capaci di superare in astuzia il sistema immunitario dell’ospite”, evitando così qualsiasi forma di rigetto.

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È arrivato il picco dell’influenza anche tra i bambini: ecco quali sono le indicazioni per i genitori

Alessandra Cioffi

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Da qualche settimana si è osservato in Campania un rapido aumento del numero di casi di sindrome simil influenzale tra i più piccoli. Gli studi medici e i pronto soccorsi sono sempre affollatissimi.
La raccomandazione va ai genitori per prevenire il peggioramento della situazione: mantenere la calma è fondamentale.
Il genitore in base all’età del piccolo dovrebbe assumere diversi atteggiamenti.
Per i più piccoli, in particolare sotto i 3 mesi, è necessaria la visita immediata perché rappresentano la fascia di bambini più ad alto rischio.


Per i bambini più grandi bisogna ricordare che l’uso immediato degli antibiotici è inutile e spesso deleterio perché responsabile dell’antibiotico-resistenza ovvero l’impossibilità nel tempo la di curare alcuni ceppi di batteri che diventano resistenti ai principi attivi usati in modo sconsiderato ed inutile in precedenza.
Insomma, bisogna fare attenzione.
La prima indicazione è l’uso dell’antipiretico ed il contatto con il pediatra di riferimento soprattutto in caso di presenza di alcuni sintomi di allarme: disidratazione, comparsa di sintomi neurologici e manifestazioni cutanee.

*L’autrice di questo articolo è un medico pediatra

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