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Cronache

Accoltellò rivale in amore dopo il rifiuto della ex in tv a “C’è Posta per te!”, condannato a 8 anni di carcere Emanuele Colacurcio

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Accoltellò il rivale in amore dopo avere chiesto inutilmente scusa alla sua ex ricorrendo a “C’e’ posta per te”: dopo l’annullamento in Cassazione, ieri la Corte di Appello di Napoli ha ricondannato a 8 anni di carcere (in I e II grado prese 14 anni, ndr) Emanuele Colurcio, il giovane che all’età di 22 anni, nel gennaio 2016, nella zona dei Baretti di Chiaia, a Napoli, ferì il fidanzato della ex che lo aveva rifiutato durante la nota trasmissione. La vittima, Domenico Di Matteo, riportò gravissime lesioni all’addome. Ora Domenico, per fortuna, sta bene. Tra i capi di imputazione, oltre al tentato omicidio premeditato, anche il porto illegale del coltello e atti persecutori sulla ex e tra le aggravanti i motivi abietti e futuli. Il ragazzo venne condannato a 14 anni in primo e secondo grado. Il suo avvocato, Andrea Scardamagno, subentrato in Appello, presentò ricorso in Cassazione e la sentenza venne annullata limitatamente all’aggravante dei motivi abietti e futuli. Ieri la condanna a 8 anni, per tentato omicidio premeditato.

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Mafia, libero Vito Roberto Palazzolo: era considerato il “re” del riciclaggio

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E’ tornato libero, dopo aver ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali, Vito Roberto Palazzolo, ritenuto uno dei piu’ grossi riciclatori di denaro sporco per conto di Cosa nostra, rimasto latitante per anni in Sudafrica dove ha accumulato un patrimonio miliardario. Estradato dalla Thailandia nel 2013, era ricercato in campo internazionale dai primi anni ’90 per scontare una condanna a nove anni per concorso in associazione mafiosa. Condanna parzialmente espiata in carcere prima dell’affidamento in prova. Le inchieste hanno accertato che il principale “ruolo” di Palazzolo, originario di Terrasini (Pa) e’ consistito, negli anni, nell’attivita’ di “riciclaggio e pulitura” delle ingenti somme di denaro provenienti dai traffici di droga e dal contrabbando di sigarette. Riconosciuto come una figura di spicco di Cosa Nostra, inserito per 20 anni nelle dinamiche mafiose, sarebbe stato una sorta di cerniera tra i clan e il mondo imprenditoriale. Secondo le stime degli inquirenti, Palazzolo, che si faceva chiamare Von Palace Kolbatschenko, ha accumulato un vero tesoro: 70 proprieta’ tra Sudafrica e Namibia, quasi tutte intestate a un trust, per un valore di oltre 37 milioni di euro. Nel 2006 in Namibia, grazie al figlio dell’ex presidente della Repubblica, Palazzolo sarebbe riuscito a entrare in rapporti diretti con la De Beers, il colosso mondiale delle pietre preziose. Poi avrebbe acquistato sette giacimenti di uranio, del valore di tre miliardi e mezzo. Dopo l’estradizione si disse disponibile a collaborare coi magistrati che, pero’, non hanno mai creduto alla sua reale volonta’ di contribuire alle indagini.

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Cronache

Donna 50 enne uccisa a coltellate a Finale Emilia, arrestato il nipote

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È stata uccisa a coltellate in un appartamento di Finale Emilia (Modena). L’assassino forse il nipote, un 32enne, connazionale. Il giovane sarebbe già stato preso  dai carabinieri, che stanno ora conducendo tutti gli accertamenti del caso.

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Cronache

Sansonetti lascia il Dubbio? Forse, ed il dubbio è che sarebbe vittima di una mancata intervista a Bonafede che smentisce

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Il Fatto Quotidiano rende noto che sarebbe destinata a concludersi, a breve, dopo tre anni, l’avventura di Piero Sansonetti alla direzione de Il Dubbio, il quotidiano del Consiglio Nazionale Forense, che rappresenta per legge i 243 mila avvocati attivi in Italia. Con una interrogazione presentata in data odierna l’on Pierantonio Zanettin di Forza Italia, componente della Commissione Giustizia di Montecitorio, ha chiesto al ministro della Giustizia ” se corrisponda a vero che egli avrebbe rifiutato una intervista a Il Dubbio, in polemica con la sua linea editoriale garantista, troppo ostile al Governo. Infatti, secondo quanto pubblicato dal Fatto Quotidiano, la decisione di rimuovere Sansonetti sarebbe maturata proprio dopo il rifiuto del Guardasigilli di rilasciare una intervista al Dubbio. Il CNF ha infatti bisogno di relazioni politico istituzionali che Sansonetti non poteva garantire”.

“Mai chiesta intervista al ministro e, di conseguenza, mai negata, ne’ al direttore Sansonetti, ne’ ad altri giornalisti de ‘Il Dubbio’, testata che seguiamo sempre con grande interesse considerate le tematiche trattate e il livello di approfondimento”. Cosi’ l’Ufficio stampa di via Arenula smentisce seccamente alcune indiscrezioni pubblicate oggi su “Il Fatto quotidiano”. “Si precisa, onde evitare equivoci di sorta e per quanto probabilmente superfluo, che, al di la’ di quelle che potranno essere scelte di indirizzo redazionale, mai vi e’ stata alcuna interferenza di sorta del ministro Bonafede, che neppure consta essersi rifiutato di rilasciare interviste al quotidiano ‘Il Dubbio'” aggiunge Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense.

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