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Cronache

Abitazioni adibite ad opifici, sequestri nel Napoletano e denunce

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Civili abitazioni trasformate in opifici abusivi, dove venivano lavoratori prodotti tessili senza il rispetto delle norme di sicurezza. E’ quanto hanno scoperto a Terzigno (Napoli) i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Napoli. I militari hanno appurato che sull’area oggetto del controllo, composta da quattro corpi di fabbrica tutti di civile abitazione, erano stati insediati opifici per lavorazioni tessili. All’interno degli immobili gli inquirenti hanno accertavano la presenza di nove lavoratori tutti di nazionalita’ cinese. In particolare l’attivita’, totalmente ”a nero”, veniva gestita da altri tre soggetti originari della Cina. All’interno delle strutture sono stati rinvenuti i resti dello smaltimento illecito dei rifiuti proveniente dal settore tessile e riscontrata l’assenza delle norme sulla tutela dei lavoratori. ;I carabinieri hanno dunque proceduto al sequestro penale delle attrezzature presenti nei vari immobili, verificando che le attivita’ venivano svolte in spregio a tutte le normative in materia ambientale, sanitaria e fiscale.

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Cronache

Contrasto al cybercrime, la Polizia Postale oscura 1,5 milioni utenti di uno streaming illegale: 45 indagati

Azzerato l’80% del flusso illegale delle IP TV in Italia. Sono 45 gli indagati per associazione per delinquere finalizzato all’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica e riproduzione e diffusione a mezzo internet di opere dell’ingegno. Un giro di affari illegale per milioni di euro in danno di Sky, DAZN, Mediaset, Netflix e altri.

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Vasta operazione della Polizia di Stato contro la pirateria audiovisiva finalizzata al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città italiane e sono stati impiegati nell’operazione più di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia) che operando sul territorio di 18 province, hanno smantellato la complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato approfondite indagini, durate diversi mesi, in materia di pirateria audiovisiva finalizzate al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali, delegate alla Polizia postale e delle Comunicazioni che aveva segnalato l’esistenza di una complessa infrastruttura tecnologica operante a livello nazionale e responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose piattaforme di contenuti televisivi a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix etc.).

Lo studio tecnico informatico estremamente approfondito della diffusione dei segnali in streaming effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania con il coordinamento del Servizio polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha consentito di individuare le sorgenti dalle quali viene distribuito il segnale piratato.

Il Pubblico ministero titolare delle indagini, di competenza del gruppo di lavoro specializzato in materia di reati informatici (G 2) ha contestato ai n. 45 indagati  il delitto di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza (615 ter aggravato c.p.), di  frode informatica aggravata dall’ingente danno arrecato (art. 640 ter c.p.) e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell’ingegno (art. 171 ter legge n. 633/1941).

Una importante “centrale” è stata individuata nella città di Messina, la sua disattivazione e sequestro ha fatto rilevare che essa gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia.

L’associazione per delinquere si basa su uno schema piramidale e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, pur non essendo personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita.

In tale modo, i contenuti protetti da copyright vengono, dapprima acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”) e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi attraverso una fitta intelaiatura criminale ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (l’ormai noto “Pezzotto”).

Le complesse indagini, compiute dalla Polizia Postale di Catania, fin dalle prime investigazioni avevano messo in luce la presenza su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot, canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di accessi per lo streaming illegale di contenuti a pagamento tramite IPTV delle più note piattaforme.

Le investigazioni si sono avvalse di complesse attività di analisi informatiche, documentali, riscontri bancari e servizi di osservazione ed appostamento.

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico nonché i server ed i dispositivi illegali utilizzati per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati è stato sequestrato denaro in contante per decine di migliaia di euro ritenuto provento dell’attività illecita.

Quello dell’IPTV illegale è un mondo criminale complesso ed assai insidioso, della cui dimensione e pericolosità non sempre chi le utilizza è avveduto e la cui pericolosità è dettata anche dal possibile utilizzo dei proventi verso nuove modalità criminali ben più lesive degli interessi dei cittadini.

L’attività fraudolenta che consta di circa 1.500.000 di utilizzatori, che pagano €10 al mese, ha prodotto un volume d’affari per la criminalità pari a € 15.000.000 mensili, ed al contempo ha determinato un ben superiore mancato introito per i fornitori di servizi televisivi a pagamento.

Nel sentire comune si ritiene che in fondo fruire di un sistema pirata non è un crimine, al massimo si sottraggono pochi soldi ad un colosso della comunicazione. Ma se si guarda il fenomeno nella sua complessità, e non solo nel singolo utilizzo, ci si rende conto che nella realtà non è così, un intero sistema produttivo viene messo in crisi.

Le città interessate dalle perquisizioni sono state:

  • Roma (15)
  • Catania (6)
  • Messina (5)
  • Siracusa (1)
  • Bari (1)
  • Taranto (2)
  • Fermo (1)
  • Verona (1)
  • Palermo (1)
  • Agrigento (1)
  • Napoli (2)
  • Caserta (3)
  • Salerno (1)
  • Pisa (1)
  • Pistoia (1)
  • Milano (1)
  • Potenza (1)
  • Cagliari (1)

 

 

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Cronache

Voragine spaventosa al rione Sanità, tragedia sfiorata: 15 sfollati

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Un’ampia voragine si e’ aperta nella notte nella zona della Sanita’, a Napoli. Non ci sono feriti. Sul posto sono giunti gli uomini della Polizia ed i vigili del fuoco, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Non si esclude che la voragine possa essere stata causata dalle abbondanti piogge che si sono registrate a partire dalla serata di ieri. Oltre allo spavento nessun danno per i residenti della zona. I vigili del fuoco stanno lavorando ancora per mettere in sicurezza l’area interessata.

La voragine si e’ aperta in un’area a verde di un antico edificio di vicoletto San Marco a Miradois, all’estrema periferia del quartiere, quasi al confine con la zona di Capodimonte. Al momento le 15 persone che risiedono nello stabile sono state allontanate. Il primo allarme e’ scattato intorno alle 22,30 di ieri. Alcuni residenti hanno sentito dei rumori sinistri. Poi, dopo un boato, una volta usciti fuori dalle loro abitazioni hanno scoperto l’accaduto. La voragine e’ molto ampia: quasi una ventina di metri di diametro, con una profondita’ di diversi metri. I residenti dello stabile hanno quindi chiamato i vigili del fuoco. In molti hanno trascorso la notte in auto: i piu’ anziani in una rimessa che si trova a poca distanza ed hanno avuto la solidarieta’ della gente del quartiere che ha offerto loro qualche genere di conforto. Al momento sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire le cause del cedimento.

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Tenta di uccidere convivente incinta dandole fuoco, arrestato

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Ha cercato di uccidere la convivente incinta al secondo mese dandole fuoco con dell’alcol e la donna ha riportato ustioni per il 50% del corpo. Per questo, i carabinieri di Bereguardo (Pavia) hanno arrestato un romeno di 41 anni per tentato omicidio a Vellezzo Bellini, in provincia di Pavia. La donna e’ ricoverata all’Ospedale Niguarda di Milano in prognosi riservata.   Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo, la notte scorsa, ubriaco, ha avuto una discussione con la convivente, una quarantunenne pavese, in casa loro. Ad un certo punto l’ha cosparsa d’alcol e le ha dato fuoco. Gravi le lesioni subite dalla donna che e’ stata portata in ospedale, mentre l’uomo e’ ora in carcere a Pavia per essere interrogato dal pm.

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