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Politica

A Torino niente accordo col Pd, Valentina Sganga si candida per il M5s a sindaca

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È Valentina Sganga la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle di Torino. Lo ha ufficializzato il senatore Vito Crimi in diretta Facebook, al termine della giornata di votazioni online sulla nuova piattaforma. Sganga, 35 anni, capogruppo pentastellata in Consiglio comunale, ha ottenuto sulla piattaforma SkyVote il 54,24% delle preferenze. Il suo avversario, il presidente della Commissione Commercio Andrea Russi, si e’ fermato al 45,76% dei voti. “In bocca al lupo a Valentina e ad Andrea – dice Crimi -, confido che entrambi insieme possano proseguire questo percorso come una squadra, come e’ sempre stato nelle nostre corde, e possano quindi portare a riconfermare nella citta’ di Torino il Governo del Movimento 5 Stelle. Grazie a Chiara Appendino per il grande lavoro fatto e sono sicuro che accompagnera’ il passaggio del testimone a Valentina, che potra’ proseguire il bellissimo lavoro svolto da lei in questi 5 anni”. Laureata in Scienze del Governo e dell’Amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino, Sganga e’ entrata per la prima volta in Consiglio comunale cinque anni fa, quando Chiara Appendino a sorpresa ha vinto le elezioni contro Piero Fassino. Dopo due anni di apprendistato, il Movimento 5 Stelle torinese le assegna il ruolo di capogruppo dell’aula consiliare. “Congratulazioni a Valentina Sganga per il risultato raggiunto: e’ lei la candidata sindaca di Torino del Movimento 5 Stelle e della coalizione che formeremo. E grazie, sin da subito ad Andrea Russi per essersi messo a disposizione in questo percorso – commenta sui social Appendino – Ora e’ tempo di continuare a lavorare, tutti insieme, per il bene della nostra citta’. Sono certa che Valentina sapra’ fare squadra per valorizzare al massimo i risultati ottenuti in questi anni, che sapra’ raggiungerne di nuovi e che, con la sua squadra, permettera’ a Torino di continuare quel processo di cambiamento avviato nel 2016. In bocca al lupo, Valentina!”.

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Politica

Meloni: basta bugie su giornali, centrodestra unito pronto a governare

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 “Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni”. Lo scrive la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni su Twitter, allegando un fotomontaggio con due titoli di giornali: “Meloni non cede su Salvini. ‘Non lo voglio è filo-russo'” e “Il veto di Meloni su Salvini: ‘Matteo non avrà ministeri chiave’”.

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Politica

Palazzo Chigi, Draghi, nessun patto con la Meloni ma solo al lavoro per una ordinata transizione

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Palazzo Chigi smentisce la tesi e il contenuto dell’articolo ‘Kiev e conti pubblici, contatti di Draghi con l’Ue – ‘Meloni starà ai patti’’ pubblicato su Repubblica. “Il Presidente del Consiglio – assicurano le stesse fonti – non ha stretto alcun patto” con Giorgia Meloni “né ha preso alcun impegno a garantire alcunché”.  Il Presidente del Consiglio Mario Draghi “mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali”. Lo comunica palazzo Chigi smentendo le ricostruzioni stampa circa un ‘patto Draghi-Meloni’.

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Politica

“The Telegraph”: assurdo definire Giorgia Meloni di “estrema destra”

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I media di tutto il mondo, di destra o di sinistra, definiscono Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e potenziale nuova presidente del Consiglio italiano, come esponente di “estrema destra”: e’ un modo moderno di dire “fascista”. E’ quanto si legge sul quotidiano britannico “The Telegraph”, secondo cui i critici di Meloni stanno, tuttavia, riscontrando non poche difficolta’ a trovare delle prove a sostegno delle loro affermazioni. Se e’ pur vero che a nei primi anni Novanta Meloni era una sostenitrice del Movimento sociale italiano, partito neofascista da tempo scomparso, dal 2011 – quando ha fondato Fratelli d’Italia – ha puntato chiaramente su ideali conservatori, prendendo come esempio soprattutto il modello britannico. “Se fossi inglese sarei un Tory”, aveva affermato Meloni proprio in un’intervista rilasciata il mese scorso al quotidiano britannico. Sebbene non manchino le critiche relative alle sue posizioni sull’immigrazione, l’aborto o il rischio di una deriva autoritaria, tutte queste accuse sono confutabili, secondo il “Telegraph”. Per il quotidiano britannico, quindi, la vittoria di Meloni “e’ un trionfo della democrazia” in quanto sara’ la prima presidente del Consiglio italiana eletta dai tempi di Silvio Berlusconi nel 2008. Nessuno dei sei primi ministri dal 2011, quando Berlusconi e’ stato costretto a dimettersi durante la crisi dell’euro, era il leader di un partito o di una coalizione che aveva ottenuto il massimo dei voti alle elezioni generali, mentre quattro di essi non erano nemmeno parlamentari eletti.

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