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A Suzuka vince Bottas e la Merdeces è già campione del mondo costruttori

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Le Ferrari in pole position nel Gran Premio di Formula 1 in Giappone non sono riuscite a mantenere le promesse e le premesse della vigilia. Sebastian Vettel e Charles Leclerc partivano in prima fila, ma sono stati sorpresi dalla Mercedes. La partenza a razzo è stata quella di Valtteri Bottas, abile a superare le Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc, bruciandoli sulla prima curva. La vettura di Leclerc è stata danneggiata nell’ala anteriore per un contatto con la Red Bull di Max Verstappen che tentando di passare all’esterno è finita fuori pista.

Leclerc si è dovuto fermare al quarto giro per cambiare il musetto danneggiato, mentre Vettel è stato messo sotto investigazione per una presunta ‘falsa partenza’, col sospetto di aver anticipato un poco il semaforo.

Non è stata una gara spettacolare. Le posizione consolidate nel primo giro, alla fine sono quelle che vediamo a fine gara. Una gara dominata e vinta da Valtteri Bottas. Con la Mercedes ha vinto il Gran premio del Giappone, 17/a prova del mondiale di Formula 1. A Suzuka, il finlandese ha preceduto Sebastian Vettel su Ferrari, che era partito dalla pole position, e il compagno di squadra Lewis Hamilton.

Il successo di Vatteri Bottas e il terzo posto di Lewis Hamilton nel Gran Premio del Giappone consentono alla Mercedes di aggiudicarsi il titolo costruttori del Mondiale di Formula 1 2019. Per la scuderia di tratta del sesto trionfo consecutivo.

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Furti, rapine, sequestri di persona e violenze a casa di calciatori ma le raccontano e le commentano solo se succedono a Napoli

Marina Delfi

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Quelli che leggete di seguito sono reati (rapine, furti, sequestri di persona, sequenze da “arancia meccanica”) –  consumati in città importanti, che hanno per vittime calciatori e loro famiglie. A che serve? A ricordare a tutti noi che continuare a gettare benzina e fango su Napoli perchè hanno rubato lo stereo dall’auto incustodita della moglie di Piotr Zielinsky o perchè sono entrati ignoti a casa di Allan senza rubare nulla è solo un racconto parziale, fuorviante e poco edificante. Perchè? Perchè quanti su giornali e nei telegiornali si ostinano ancora a raccontare (forse perchè vogliono convincersene anche loro?) che adesso i calciatori importanti potrebbero decidere di non volersi più trasferire all’ombra del Vesuvio  preoccupati per la sicurezza loro e soprattutto di mogli e figli dicono solo fesserie. E siccome anche nei racconti, nel racconto del reale, occorre un poco di serietà, abbiamo deciso di raccontarvi quanto accade altrove (senza commenti), senza che alcun commentatore si avventuri in commenti da tregenda. È vero che qualche giornalista idiota (intendiamo dire: da ricovero) ha scritto anche che Napoli è pericolosa quanto Raqqa (già capitale dello Stato Islamico) o Tijauna (la città dei cartelli della droga messicana) ma pensavamo fosse qualche caso patologico. Invece ogni tanto riemergono le voci di commentatori qualunquisti e luogocomunsiti che pontificano su notizie fasulle, le rimestano nella fanghiglia e provano a inverare loro pregiudizi. Ma queste cose uno non si aspetta di vederle o leggere su testate giornalistiche. Perchè a questi qualunquisti noi di juorno.it chiediamo di ragionare. È difficile, ma bisogna pur farlo. Ecco alcuni episodi simili (noi diciamo simili ma sono molto peggio) a quelli accaduti alle famiglie di Allan  e Zielinsky.

Siamo alla fine di ottobre quando a Vinovo, Torino, all’interno del parco residenziale dove abitano molti calciatori della Juventus, blindato e protetto dalla security, Claudio Marchisio, ex calciatore della Juventus e della nazionale italiana, subisce una violenta rapina. Cinque persone entrano in casa con il volto coperto da un passamontagna forzando una porta-finestra: armati di pistola costringono Marchisio e sua moglie ad aprire la cassaforte e portano via denaro, abiti e gioielli. Silenzio. Non abbiamo letto commenti sulla pericolosità di Vinovo e sul fatto che molti calciatori della Juventus legittimamente potrebbero avere paura di una irruzione di un commando armato a casa loro. Niente, silenzio.

                   

 

Torino, poco prima dell’estate i ladri entrano in casa di Federico Bernardeschi, attaccante della Juventus. Con un palo di ferro buttano giù la porta blindata della sua abitaizone in collina ma poi vengono messi in fuga dalle urla della fidanzata del calciatore. Per fortuna questi animali sono scappati via. Non osiamo immaginare che cosa sarebbe potuto accadere se avessero deciso comunque di entrare. E sapete perchè non abbiamo osato immaginarlo? Perchè non è successo. Dunque servirebbe solo ad alimentare un clima di terrore ed insicurezza a Torino. Che è una bella città, un quarto di Napoli per residenti, ma purtroppo piena di problemi di criminalità comune e organizzata.

Milano, brutta sorpresa per Ivan Perisič: al ritorno dalle qualificazioni per gli europei 2020 con la sua Croazia, il campione dell’Inter e la moglie tornando a casa, al 19. piano della prestigiosa torre del Bosco verticale, si sono accorti di uno strano furto. Dall’abitazione mancavano tre orologi di valore, almeno 80 mila euro, ma la porta non risultava forzata. Il calciatore ha sporto denuncia. C’era tutto sottosopra. Mancavamo questi orologi preziosi. Brutta storia. Avete letto qualcosa? Avete ascoltato commenti sulla pericolosità di vivere a Milano per i calciatori? Per fortuna no. Negli studi televisivi davanti al boschetto dei drogati di Rogoredo, silenzio tombale.

Roma, Sergej Milinkoviç Saviç ha subito il furto della sua nuova auto, una Fiat 500 Amarth che era parcheggiata fuori casa. Il centrocampista serbo era in trasferta con la Lazio quando i ladri entrarono in azione.

Per non parlare di quello che avviene in Spagna:  una ventina i furti e le rapine anche violente subite dai calciatori negli ultimi mesi. L’ultima disavventura da paura in ordine di tempo è capitata al nostro Marco Borriello. Un assalto a mano armata nella sua villa di Ibiza: i rapinatori che hanno terrorizzato i domestici ed hanno portato via 10 mila euro in contanti dalla cassaforte e due Rolex. Bel bottino.

Tutte queste azioni delittuose, secondo gli investigatori, sarebbero opera di bande dell’Est europeo che si informano sui social o seguendo i campionati per capire quando i calciatori in casa non ci sono ma ci sono i loro familiari, mogli e bambini. È facile prenderli di mira già che hanno una vita anche troppo pubblica.

A Madrid, nel lussuoso quartiere della Moraleja il 28 settembre scorso mentre il brasiliano del Real Madrid Casemiro giocava il derby, la sua  casa è stata svaligiata mentre  c’erano la moglie e la figlia del centrocampista, che per fortuna non sono state aggredite. Stessa sorte per il ghanese dell’Atletico Madrid Thomas Partey. Anche lui è finito nel mirino dei ladri nello stesso giorno. Dalla sua casa a Boadilla del Monte, a ovest di Madrid, sono stati portati via soldi e  preziosi dopo aver terrorizzato la donna delle pulizie.

L’altro madridista Lucas Vazquez a giugno , quando è andato in vacanza alle Baleari, ha avuto la casa svuotata. Una vicenda che ha provocato la reazione della moglie Macarena sui social: “Uno dietro l’altro – ha scritto- Quando saremo finalmente tranquilli?”.

Ad Alvaro Morata, ex Juventus, durante gli impegni con la sua nazionale l’estate scorsa hanno svuotato casa mentre c’era dentro sua moglie e i suoi due gemellini. Famiglia  terrorizzata.

È accaduto anche ad Isco, all’allenatore del Real Madrid Zinedine Zidane, a Karim Benzema e Rafa Varane. Derubati in casa.

A Barcellona, prima che tornasse in Italia, a Kevin Prince Boateng i ladri svuotarono la villa: bottino da 300 mila euro fra preziosi e denaro.

 

Anche a Londra non si sta così tranquilli, basta ricordare la brutta avventura vissuta dal calciatore tedesco Mezut Ozil, aggredito da alcune persone che volevano impadronirsi dell’auto in modo molto violento. Venne difeso dal collega Kolasinac mentre la fidanzata terrorizzata era nell’auto che volevano portare via. Ancora adesso i due calciatori hanno la scorta della polizia. Ve l’immaginate se dessero la scorta ad Allan? Non osiamo manco immaginarlo. Napoli sarebbe in prima pagina per settimane con l’equazione idiota Napoli-Gomorra-calcio.

E ad Allerton, tranquillo sobborgo di Liverpool, alcuni malintenzionati qualche settimana fa sono entrati in casa di Sadio Manè ed hanno portato via anche qui soldi, orologi e gioielli. Come l’hanno presa? Nulla. L’assicurazione pagherà i danni, Man ha raccontato il fatto. Nessun giornale ha detto che ora è difficile che qualche campione possa accettare di trasferirsi a Liverpool.

Sono solo alcuni episodi recenti che abbiamo voluto offrire anche ad alcuni commentatori improvvisati di cronaca nera che portati fuori da uno stadio e obbligati a parlare di qualcosa che è diverso dal racconto di 22 uomini in mutande che rincorrono un pallone, si perdono in scemenze senza senso e le infarciscono di pregiudizi, ignoranza e loro paure.

Voi ve l’immaginate se noi scrivessimo che Torino è pericolosa, nessun calciatore potrebbe non andarci perchè c’è la ‘ndrangheta sia in città che nello stadio e bazzica persino ambienti vicino alla società per tentare di inquinarla? Qualcuno ci manderebbe il 118 e chiederebbe un Tso. Ecco perchè a Napoli dovremmo smetterla di sopportare il racconto di una pericolosità che esiste almeno quanto nelle altre città.

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Ora pure il furto in auto di Zielinsky ma Ancelotti prova a restituire serenità alla squadra

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Prima le attenzioni alla villetta di Allan a Pozzuoli, ora l’auto di Zielinski. La tensione nell’ambiente del calcio a Napoli resta alle stelle. Ed è quasi certo che dietro questo momento c’è un regista o una regia multipla.  Domenica “i soliti i(gn)oti hanno danneggiato l’auto del centrocampista polacco, portando via lo stereo e il navigatore satellitare, dopo avere infranto il finestrino dal lato passeggero. Ad accorgersi dell’effrazione è stata la moglie del calciatore, Laura, che era uscita con la macchina, una Smart, per andare a passeggio col cane della coppia sulla spiaggia di Varcaturo, poco distante dalla loro dimora. Al termine della passeggiata – tornando verso l’auto – l’amara sorpresa per la signora che, impaurita, è stata raggiunta dal marito. Il clima resta tesissimo in un ambiente in cui alla ribellione, vista dai tifosi come un tradimento alla maglia, si aggiungono i pessimi risultati che per gli azzurri parlano di tre punti nelle ultime tre gare di campionato. La sosta per le nazionali arriva quasi a fagiolo. Far calare le luci può significare anche far tornare la tranquillità. Poi si riparte con due match importanti: la sfida di Milano con i rossoneri e quella di Champions  col Liverpool. Il rapporto tra il tecnico e De Laurentiis è buono. I risultati e il gioco degli azzurri però è pessimo. Prima di partire per Los Angeles il patron ha sentito il tecnico per sottolineare la necessità della ripartenza. Il futuro a lunga scadenza è invece quello di una rivoluzione che sembra coinvolgere sempre più calciatori: Mertens e Callejon partiranno di sicuro, con la chance di poter lasciare Napoli già a gennaio perchè così il club monetizzerebbe visto che a giugno andrebbero via gratis. Ma anche i rinnovi diventano complicati. Zielinski  ha il contratto fino al 2021 ma aveva una trattaativa in corso da mesi che ora potrebbe incagliarsi. Domani il Napoli torna al lavoro con Ancelotti. Tanti i nazionali assenti ma anche la possibilità di cominciare a lavorare con Manolas, Allan e Ghoulam, che stanno recuperando dagli infortuni, e con Callejon e LLorente, non convocati dalla Spagna.

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Calcio in pausa ma il caso Napoli tiene banco e già si parla di mercato e di clamorose uscite di scena

Marina Delfi

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Il campionato di calcio è in pausa e non potendo parlare di risultati o di tattiche almeno per qualche giorno tenere banco è il calcio mercato. A Napoli poi i tifosi stanno col fiato sospeso per vedere che cosa succede in questo tutti contro tutti che fa male davvero a tutti. Per non parlare di chi rimesta nel fango o, come si dice nella città partenopea, ‘azzupp’ ‘o biscotto, intinge il biscotto, nel senso che ci mette il suo carico nei veleni già esistenti. Parliamo di certi giornalisti, tifo organizzato, amici degli amici.

Con la ciliegina -vergognosa- della misteriosa effrazione in casa Allan dove c’era la moglie Thais incinta e i due bambini del calciatore. Detto questo la notizia che impazza è il presunto accordo fra Dries Mertens e l’Inter: va da sè che se con il Napoli il belga non riesce a trovare l’accordo per il rinnovo (in scadenza a giugno 2020 a parametro zero), se in Cina nonostante le sirene del ricco Guanghzou non ha voglia di andare, questo talentoso calciatore dovrà pur giocare da qualche parte la prossima stagione! Così il suo agente avrebbe avuto un approccio con Marotta dell’Inter… Per i tifosi anche questo è un tradimento? E poi è davvero tutto fatto? Mah…

In scadenza non c’è solo Mertens ma anche Callejon: pure lo spagnolo avrebbe avuto offerte allettanti dalla Cina. Di sicuro per entrambi c’è la presa di posizione del Presidente De Laurentiis che ha spiegato che se vogliono più soldi di quanti ne offre lui se ne possono anche andare. Fermi i rinnovi di Zielinski, Milik e Allan. Respinta una maxi offerta da 105 milioni di sterline (lo ha detto il Presidente De Laurentiis) per Koulibaly, blindato da una clausola ma si accettano trattative per Fabian Ruiz, Insigne è stato confermato (perché non sono arrivate offerte considerabili) e per qualcun altro ci sono trattative in corso. Con i risultati che non sono arrivati la tensione è alle stelle: una miscela esplosiva e si spera ci sia qualcuno pronto a disinnescare tutte queste mine altrimenti che succederà di qui a Gennaio?

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