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Corona Virus

A Shanghai casi salgono a 23.000, censurato video lockdown

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 Shanghai è attanagliata sempre piu’ nella morsa del virus. Nelle ultime 24 ore ha registrato altri dodici decessi e una nuova sorprendente impennata di 6.000 casi domestici di Covid-19 che porta il totale dei contagiati a quota 23.000. Mentre la frustrazione e la rabbia dei 26 milioni di residenti continua a montare soprattutto sui social network finendo in un nuovo video, in bianco e nero, su cui la censura del Great Farewall ha faticato non poco per bloccarlo. Il breve filmato di 6 minuti, intitolato ‘La voce di aprile’, mostra le riprese dall’alto della citta’, diventata spettrale a causa del lockdown, e ripercorre giorno per giorno, attraverso le voci dei residenti nelle telefonate alle autorita’ locali, le settimane che hanno portato all’esasperazione gli abitanti bloccati in casa tra scarsi rifornimenti di cibo e generi di prima necessita’, e con l’impossibilita’ di ricevere cure mediche fuori dal Covid. Il video menziona i funzionari locali che, ancora a fine marzo, negavano l’ipotesi di lockdown su larga scala a causa del peso della citta’ nell’economia nazionale, valendo circa il 5% del Pil cinese. All’inizio di aprile, invece, ogni giorno e’ scandito dalle testimonianze dei residenti chiusi in casa che si lamentano delle condizioni a cui sono sottoposti. La rabbia degli utenti dei social in Cina riporta alla mente le scene che non si vedevano da inizio 2020 a Wuhan, primo focolaio del Covid-19, con i residenti che dalle finestre dei complessi residenziali incitavano altri a resistere e si lamentavano della gestione della crisi. Il video, ampiamente condiviso su Weibo e WeChat, le principali piattaforme social in mandarino, e’ stato censurato solo dopo molte ore grazie all’espediente degli utenti con il caricamento da diversi servizi di cloud, mentre e’ ancora disponibile su YouTube. “Siamo andati in ospedale due volte, ma nessuno e’ li’ per curarci”, si sente dire un uomo il cui padre e’ malato. In un altro, una donna si lamenta di non poter rientrare a casa quando e’ tornata dall’ospedale dopo la chemioterapia. In difesa della censura e’ sceso in campo Hu Xijin, ex direttore del Global Times di cui e’ ancora editorialista, spiegando che “in Cina succede spesso cosi’: quando un post viene cancellato, il governo presta attenzione al contenuto e al sentimento espresso e fa seguire sforzi per migliorare”. Mentre in Occidente, ha scritto Hu sul suo account WeChat, “quando esprimi insoddisfazione, spesso puoi dirlo, ma in fondo nessuno ti ascolta, ed e’ inutile dirlo”.

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Allarme covid, oltre 83 contagiati infetti e aumentano i ricoveri in intensive

Balzo dei contagi Covid e dei tamponi, e, dopo oltre tre settimane di stabilità, sale al 3% l’occupazione delle terapie intensive. Dopo il calo dei numeri nel fine settimana, nelle ultime 24 ore e’ stata toccata quota 83.555 nuovi casi in Italia contro i 24.747 di ieri, mentre e’ boom di antigenici e molecolari con 717.400 test contro gli appena 100.959 tamponi effettuati ieri.

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I dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute svelano la corsa del virus in questa ondata estiva. Bisogna risalire al 22 marzo scorso per trovare un numero verso i 100mila (furono registrati 96.365 nuovi positivi) mentre l’ultimo dato piu’ alto si era verificato lo scorso 8 febbraio, con 101.864 contagi in un giorno. Numeri che dimostrano che questa del Covid “e’ una sfida aperta”, dice il ministro della Salute, Roberto Speranza al 25/mo Congresso nazionale dell’Anaao Assomed, a Napoli. “Dovremo prepararci per campagna di vaccinazione in autunno”. Ragionevole, secondo il presidente del Consiglio superiore di Sanita’ (Css), Franco Locatelli, “una campagna vaccinale per over50”. Intanto e’ attesa, il 30 giugno prossimo, del tavolo con le parti sociali, per l’esame del Protocollo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che “consenta di fissare un nuovo quadro di regole del dopo-emergenza”. Tra i provvedimenti anche l’uso della mascherina in ufficio. In tal senso, spiega il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, “la posizione del governo e’ la solita, ovvero una forte raccomandazione. Saranno le associazione di categoria a rinnovarne o meno l’utilizzo”. A livello generale sull’uso della mascherina, “l’obbligo – dice il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri – oggi non serve e non avrebbe molto senso, perche’ tra 15-20 giorni il picco sara’ gia’ passato”. Sul fronte della pressione sugli ospedali, dopo oltre tre settimane di stabilita’, l’occupazione delle terapie intensive con pazienti Covid sale al 3% in 24 ore lo stesso valore che segnava esattamente un anno fa, quando pero’ di questi tempi girava una variante molto meno contagiosa. Sempre comunque ampiamente sotto il livello di allerta del 10%. Stabile invece al 9%, l’occupazione dei posti letto nei reparti di area non che pero’ cresce in 12 regioni, raggiungendo il 21% in Sicilia e Umbria, seocndo il quadro tracciato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) con gli ultimi dati riferiti a lunedi’ 27 giugno. Il 27 giugno di esattamente un anno fa la percentuale dei ricoveri ordinari era invece del 3%. In particolare, l’occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in Pa Bolzano (2%) e Piemonte (2%) mentre cala nel Lazio (6%) e in Molise (3%). E’ invece stabile in 15 regioni o province autonome. Per quanto riguarda l’occupazione dei reparti in area non critica la percentuale cresce in Abruzzo (al 9%), Basilicata (14%), Calabria (18%), Campania (10%), Liguria (11%), Marche (8%), Molise (9%), Pa Bolzano (16%), Pa Trento (9%), Sardegna (8%), Sicilia (21%) e Umbria (21%). Nelle ultime 24 ore le vittime sono state 69 (ieri 63) mentre sono 237 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 3 in piu’ di ieri e 6.035, ovvero 162 in piu’ di ieri, i ricoverati nei reparti ordinari. Gli attualmente positivi sono 773.450, quindi 34.599 in piu’ nelle ultime 24 ore. Ora pero’ siamo in un “tempo nuovo e abbiamo strumenti che ci sognavamo due anni fa, quando tutti noi speravamo nell’arrivo di vaccini, di monoclonali e di antivirali”, dice il ministro Speranza, ribadendo il principio che “nessuno si salva da solo” ed e’ “fondamentale dare una mano a tutti i paesi del mondo sulla campagna di vaccinazione”. Guardando a oriente, la Cina annuncia che la quarantena obbligatoria per gli arrivi dall’estero si riduce da 3 settimane a 10 giorni, mentre Pechino e Shanghai hanno azzerato i casi di Covid-19, per la prima volta dopo quattro mesi. (

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Covid, Sileri: servirà vaccinazione ogni anno come influenza

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“Questo virus avra’ bisogno di una protezione di comunita’ ogni anno, come accade con il virus influenzale. Io non so se nel 2023 sara’ questo il virus che circolera’ o un altro. Verra’ identificato nell’emisfero australe il virus che piu’ circolera’ e da li’ verra’ preparato un vaccino aggiornato, come viene fatto ogni anno per l’influenza”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, facendo il punto sul Covid-19 a Morning News, su Canale 5. Per Sileri “non dobbiamo preoccuparci e vivere in maniera ossessiva la presenza di questo virus”. La situazione di oggi “e’ il modo in cui il virus passa da una fase di pandemia verso una fase di endemia. Un passaggio che abbiamo accelerato grazie alla vaccinazione di massa”. Per il sottosegretario “dobbiamo invece concentrarci sull’ottenimento quanto prima di vaccini aggiornati, altrimenti a ottobre qualche problema in piu’ lo avremo”.

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Covid alza ancora la testa,nodo mascherine al lavoro

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Curve Covid stabili. Verso l'estate senza mascherine

 Nuovo aumento dei ricoveri dei pazienti Covid, con le curve in crescita, mentre si attende la decisione, prevista entro la settimana, per il mantenimento delle mascherine nei luoghi di lavoro. Il tavolo fra Ministero del Lavoro, Salute, Sviluppo economico e Inail, e’ stato convocato per il 30 giugno con le parti sociali con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di un testo aggiornato del Protocollo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che “consenta di fissare un nuovo quadro di regole del dopo-emergenza”. Al tempo stesso il ministero del Lavoro fa sapere di non sottovalutare “l’impennata dei contagi che ha caratterizzato le ultime settimane”. Il Protocollo ancora in vigore prevede tra le altre misure l’obbligo dell’uso delle mascherine in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro. L’Agenas, (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) registra a livello nazionale una crescita di un punto percentuale dei ricoveri nei reparti di area non critica rispetto a quattro giorni fa: oggi arrivano al 9% di saturazione mentre il 23 giugno erano all’8% (stabile invece al 2% l’occupazione delle terapie intensive). Una crescita indicata anche dai dati giornalieri del ministero della Salute: i ricoverati nei reparti ordinari sono 5.873, ovvero 341 in piu’ di ieri. Nelle rianimazioni ci sono 234 pazienti, in aumento di 7. E si prevede nelle prossime settimane una risalita dei casi. Nelle ultime 24 ore, in seguito al noto effetto week end, sono stati 24.747, circa la meta’ di ieri, e le vittime sono invece 63, in aumento rispetto alle 44 di ieri. Eseguiti 100.959 tamponi con il tasso di positivita’ stabile al 24,5%. Sull’andamento dei contagi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, spiega che l’attuale ondata “sara’ autolimitante come le altre, nel senso che durera’ ancora qualche settimana, poi ovviamente si spegnera’”. Il professore Fabrizio Pregliasco parla invece di casi “sottostimati”: “prima o poi Omicron ce la faremo tutti, e’ un disastro, perche’ il virus sfugge” e colpisce “anche chi e’ guarito e anche i vaccinati. E’ vero che Omicron crea situazioni meno pesanti ma c’e’ il rischio di incremento ulteriore nel numero dei casi, che sono sottostimati, saranno circa 100mila al giorno”, afferma, suggerendo di proteggersi con la mascherina “anche al mare”. In Italia i positivi certificati “sono almeno 600mila ma in realta’ saranno il doppio, piu’ di un milione”, spiega l’esperto, che conferma la previsione di un picco a luglio e ipotizza l’arrivo di una nuova variante in autunno. Per Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus biomedico di Roma “siamo nel pieno dell’ondata di Omicron 5, ma era prevedibile. Stiamo vivendo quello che e’ stato vissuto in Portogallo prima di noi”. Il picco arrivera’ probabilmente tra 3-4 settimane e a questo seguira’ il plateau e la discesa dei casi, afferma. “Il fatto che il virus giri in estate, certamente perche’ e’ stata tolta ogni protezione, ci fa dire che il Covid ancora non e’ arrivato nella sua fase finale” spiega il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palu’. Intanto dal rapporto redatto dalla commissione Covid-19 dell’Accademia dei Lincei, presieduta dal Nobel Giorgio Parisi, arriva l’indicazione che i vaccini sono cruciali per riuscire a battere il virus sul tempo, evitando la comparsa di nuove varianti, ma per raggiungere questo obiettivo dovranno essere distribuiti equamente in tutto il mondo, compresi i Paesi piu’ poveri.

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