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A Napoli il M5S si spacca, i dissidenti presentano la lista ‘Napoli in Movimento’

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Dalle 8 alle 20 di oggi e domani fino alle 12 al parco Quadrifoglio di Soccavo si presentano le liste per le amministrative al Comune di Napoli. Parte così ufficialmente la corsa a Palazzo San Giacomo. Il primo a presentare la lista è stato Matteo Brambilla, capogruppo al Comune del M5S e candidato sindaco cinque anni fa con i grillini, che, insieme ad un gruppo di dissidenti del vecchio Movimento ha deciso di non appoggiare la linea del nuovo leader politico dei 5Stelle Giuseppe Conte e di presentare una lista autonoma: Napoli in Movimento-No alleanze, che presenta la lista sia al comune che in due municipalità, la sesta e la decima. “Noi non restiamo fermi – dice Brambilla – noi ci muoviamo, non facciamo accordi con nessuno e siamo i primi a presentare la lista. Gli altri si prendono a mazzate tra di loro per decidere chi deve fare il presidente di Municipalità. Noi queste cose non le facciamo siamo persone per bene e porteremo la voce di Napoli nelle istituzioni”. Nella lista dei dissidenti del M5S anche Massimo Nonno, fratello del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Nonno ed ex segretario del Fronte della gioventù per anni della sezione San Ferdinando. Con lui anche la nipote dell’esponente del partito della Meloni, Isabella Nonno.

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Non pagano cena da 1600 euro, arrestati tre Casamonica

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“Noi siamo Casamonica e non paghiamo”. Cosi’ si erano rivolti tre affiliati al clan attivo nell’area est di Roma ai gestori di un ristorante nella zona lido di Latina il 9 marzo scorso. Minacce accompagnate anche da una estorsione: farsi consegnare circa 700 euro. Per questo episodio gli uomini della mobile del capoluogo pontino, su richiesta della locale Procura, hanno arrestato Diego, Guido e Marco Casamonica. Il primo e’ finito in carcere, per gli altri due il gip ha disposto gli arresti domiciliari. All’operazione hanno collaborato anche gli agenti della mobile di Roma e del commissariato Romanina. Le indagini sono partite dalla denuncia dei due titolari del ristorante. Nell’esposto finito all’attenzione dei pm di Latina viene ricostruito quanto avvenuto la sera di due mesi fa. Dopo essere entrati nel locale i tre hanno ordinato i piatti piu’ costosi in menu’ e bottiglie di champagne. Non sazi hanno chiesto provocatoriamente ad uno dei camerieri di potere scendere in cantina per prendere altre bottiglie costose. Dopo avere cenato e bevuto gli indagati si sono rifiutati di pagare il conto e sono passati alle minacce. “Dovete darci soldi, noi siamo Casamonica”, le parole rivolte ai gestori che pero’ si sono rifiutati di consegnare il denaro ma hanno accettato, evidentemente impauriti, che i tre andassero via senza saldare il conto della cena pari a circa 1600 euro. I tre hanno replicato lo stesso copione con il receptionist di una struttura ricettiva. Anche in questo caso l’impiegato si e’ rifiutato di consegnare il denaro presente in cassa che gli era stato richiesto. Nel corso delle indagini e’ emerso che quello stesso giorno, nel pomeriggio, gli indagati si erano trattenuti per varie ore, effettuando diverse consumazioni, all’interno di un bistrot nel centro storico di Latina. Anche in questa circostanza i tre hanno ostentato la propria appartenenza alla famiglia del quartiere Romanina. “Dopo sette anni di galera sono tornato libero da pochi mesi” ha detto sostanzialmente Diego Casamonica al titolare del bistrot prima di farsi consegnare 160 euro per poi allontanarsi, con gli altri due indagati, senza pagare le consumazioni, cibo e bevande, che ammontavano a circa 600 euro.

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Le emozioni nascono nel cuore, uno studio lo conferma

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Le emozioni nascono nel cuore, e non nel cervello, dicevano i poeti. Ora la ricerca scientifica conferma le fondamenta di questo topos letterario. Uno studio dei bioingegneri dell’Universita’ di Pisa in collaborazione con l’Universita’ di Padova e l’University of California Irvine, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, analizza il meccanismo che porta a provare una specifica emozione a fronte di determinati stimoli e trova nel cuore la radice delle emozioni. “Se escludiamo alcune teorie proposte” all’inizio del ‘900 “fino a ora l’attivita’ cardiovascolare e’ stata vista come un semplice supporto metabolico a sostegno del cervello e solo il cervello sarebbe la sede dei processi biologici responsabili dell’esperienza emotiva cosciente”, osserva Gaetano Valenza, docente di bioingegneria nell’Universita’ di Pisao e ricercatore al Centro E.Piaggio. “Noi abbiamo invece evidenze – prosegue – del fatto che l’attivita’ cardiovascolare gioca un ruolo causale nell’iniziare e nel sentire una specifica emozione, e precede temporalmente l’attivazione dei neuroni della corteccia cerebrale”. Utilizzando modelli matematici complessi applicati ai segnali elettrocardiografici ed elettroencefalografici in soggetti sani durante la visione di filmati con contenuto emotivo altamente spiacevole o piacevole, i ricercatori hanno scoperto che lo stimolo modifica l’attivita’ cardiaca, che a sua volta induce e modula una specifica risposta della corteccia. Un continuo e bidirezionale scambio di informazioni tra cuore e cervello sottende quindi l’intera esperienza cosciente dell’emozione e, soprattutto, della sua intensita’. Per poter estrarre da una semplice analisi dell’Ecg la valutazione di uno stato emotivo, i ricercatori hanno sviluppato equazioni matematiche in grado di decodificare continuamente la comunicazione cuore-cervello nei diversi stati emozionali. In pratica, data una certa dinamica cardiaca, in un futuro prossimo, potrebbe essere possibile comprendere quale emozione e’ stata provata dal soggetto sotto osservazione, per esempio utilizzando uno smartwatch. La scoperta, afferma Claudio Gentili, dell’Universita’ di Padova, “puo’ spiegare perche’ soggetti con disturbi affettivi, come la depressione, sono associati ad una maggior probabilita’ di sviluppare patologie cardiache, o, viceversa, tra soggetti con problemi cardiaci quali patologie coronariche o aritmie si riscontra un incremento di ansia e depressione”.

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Stadio Collana, il Tribunale amministrativo regionale lo restituisce alla Regione Campania: ecco perchè

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Il Tar della Campania, con sentenza depositata oggi, ha respinto il ricorso proposto dalla società Giano, concessionaria dello stadio Collana di Napoli, contro il provvedimento regionale che ha disposto la decadenza della società dalla concessione e ha ordinato il rilascio della struttura sportiva del Vomero. Il Tar, comunica la Regione Campania, ha rilevato che “la società ricorrente ha violato la disciplina in materia di appalti, disponendo l’affidamento diretto di lavori, senza il previo espletamento di una gara pubblica, per un importo di 6 milioni, a società collegata ad uno dei soci della stessa Giano, peraltro sprovvista delle certificazioni Soa e dei requisiti tecnici-organizzativi ed economico-finanziari previsti dalla legge”. Questo modus operandi è stato ritenuto dal Tar anche “elusivo del divieto, vigente per le società senza scopo di lucro (quali sono le società sportive dilettantistiche), di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione”. Infine, il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha rilevato la “correttezza del provvedimento di decadenza – spiegano da palazzo Santa Lucia – anche nella parte in cui ha ritenuto che l’attribuzione della maggioranza assoluta (oltre il 90%) della società Giano al socio imprenditore ha sostanzialmente modificato la natura della concessionaria, nella quale la componente sportiva è diventata del tutto marginale”. Nella gestione dell’impianto subentrerà ora l’Agenzia regionale per lo sport (Arus).stadio collana

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