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A fine partita in Italia esplodono le piazze, migliaia di italiani in srada

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Esplodono le piazze all’ultimo rigore che ha assegnato all’Italia la coppa di Europa 2020: gioia incontenibile nei luoghi dove sono stati allestiti i maxi schermi, cori, urla, clacson, trombette fuochi d’artificio. I primi caroselli di auto sono partiti subito dopo l’ultimo rigore e l’auspicio e’ che i festeggiamenti si svolgano in modo responsabile, seguendo gli appelli che anche oggi si sono rinnovati. Nel Paese c’e’ chi ha tifato la Nazionale lontano dalle strade, sventolando il tricolori dai balconi e al riparo dai rischi del Covid e chi – al contrario – ha sfidato virus e assembramenti sognando la coppa europea davanti ai mega proiettori in luoghi pubblici all’aperto, sui lidi, nei bar, spesso sotto lo sguardo delle forze dell’ordine. In tutto il Paese sono stati rafforzati controlli per scongiurare il rischio di maxi assembramenti. Stabilimenti, chioschi e ristoranti hanno richiamato da Nord a Sud chi non ha voluto rinunciare ad assistere a questi 90 minuti cancellando i problemi della pandemia. Ma gli appelli alla responsabilita’, come detto, sono stati ripetuti come un mantra.

L’invito e’ stato quello di festeggiare usando la mascherina, dispositivo che pero’ nessuno sembra usare. Roma e’ letteralmente impazzita nelle fan zone dedicate ai supporter, gia’ collaudate in occasione della semifinale vinta dalla Nazionale contro la Spagna:. La gioia dei tifosi e’ esplosa in particolare a piazza del Popolo – tra le piu’ grandi aree allestite in Europa per questo tipo di evento – accessibile solo tramite prenotazione, con una capienza massima consentita di 2.500 posti. Altri mille in estasi ai Fori Imperiali. Il rischio di eccessi da parte dei tifosi, soprattutto nel dopopartita, ha spinto nella Capitale al transennamento di alcuni monumenti in centro storico, come in zona Campo de’ Fiori, piazza di Spagna e Fontana di Trevi. A Napoli fuochi d’artificio, botti e caroselli d’auto come a Capodanno: le ‘batterie’ sono state fatte esplodere in diversi quartieri della citta’ ed anche sul lungomare. In giro auto con le bandiere dell’Italia fuori dai finestrini.

Nelle zone balneari, sul litorale romano ad esempio, l’accesso e’ stato possibile solo con mascherine e mantenendo la distanza di un metro l’uno dall’altro, regole che pero’ sono quasi ovunque saltate dopo la vittoria.. In molte citta’ la prudenza e la paura di assembramenti ha suggerito di non installare i maxi-schermi, come inizialmente previsto. Ad esempio a Milano nessuna proiezione in piazza proprio per evitare i rischi di contagio, ma i festeggiamenti sono stati rumorosi nelle aree di ritrovo, come l’Arena Milano Est, in zona Lambrate e il giardino della Triennale. Stessa scene anche a Venezia, Padova, Trieste, Palermo, Cagliari, Sassari e altrove, ma non c’e’ stata citta’ in cui i tifosi non siano scesi in piazza o a cantare fuori dai balconi, proprio come nelle scene del lockdown che ora sembrano quasi dimenticate.

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Napoli – Spartak Mosca: il ritorno di Mertens, gli amici ritrovati

Valeria Grasso

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Dries Mertens è carico e vuole fare bene. E’ imminente il suo rientro in campo. Già in panchina con il Cagliari, ha avuto una fase di riscaldamento tra il primo e il secondo tempo, acclamato dai tifosi, ma si vede che non era giunto ancora il suo momento. Reduce – dopo Euro 2020 – da un intervento in Belgio di stabilizzazione alla spalla sinistra avvenuto lo scorso 5 luglio, e dopo un periodo di intensa riabilitazione, pare proprio che l’attaccante azzurro abbia ritrovato adesso la verve e la forma giusta.

E’ probabile che per Napoli-Spartak Mosca di Europa League – in programma giovedì 30 settembre alle ore 18:00 – Luciano Spalletti – per far rifiatare la furia nigeriana Victor Osimhen – scelga proprio lui alla guida dell’attacco azzurro, o magari potrebbe quanto meno entrare a partita in corso. Per avere un prosieguo in discesa in questa competizione occorre ambire al primo posto del girone e in vista dell’annunciato turnover da parte del tecnico toscano è prevedibile che possa essere importante affidarsi all’estro del numero 14 partenopeo, che ormai pronto (con l’ok dello staff medico), scalpita per giocare e riabbracciare i tifosi allo stadio Maradona.

“Ciro”, come è stato da anni ribattezzato dal popolo partenopeo, napoletano d’adozione, innamorato di Napoli e delle sue incantevoli bellezze, (oltre che della moglie Kat), leader per carattere e per esperienza, ha tanta voglia di dare il suo contributo ai compagni come tante volte ha dimostrato e come testimoniano anche gli incitamenti e le foto sul suo profilo instagram. Si fa volere bene da tutti, Dries. Significativo l’ultimo scatto pubblicato con il suo caro amico pilastro della difesa, Kalidou Koulibaly, accompagnato dalla frase “Amore senza fine”.

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Fabio Cannavaro: sono stato benissimo in Cina, lascio Ghuangzou per tornare a Napoli

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“Dopo una trattativa amichevole, il Guangzhou Football Club ha deciso di rescindere il contratto con il tecnico Fabio Cannavaro. Da novembre 2017 e’ stato il capo allenatore della squadra di Guangzhou, guidando la squadra a vincere la Supercoppa cinese, il campionato e ad ottenere diversi altri titoli. Vogliamo ringraziare sinceramente Fabio Cannavaro per i grandi sforzi e contributi al nostro team”. Con queste parole, pubblicate sul social Weibo, il Ghuangzou Evergrande ha ufficializzato l’addio a Fabio Cannavaro. Una scelta che “non e’ figlia della crisi finanzaria dell’Evergrande”, ha spiegato l’ex difensore. “Ho deciso qualche mese fa e l’avevo gia’ comunicato al club – ha raccontato Cannavaro a Sky – Il campionato cinese e’ diviso in blocchi e ogni volta si va in quarantena per 20-30 giorni, poi a dicembre saremmo stati in una nuova bolla per 40 giorni. Sono stato bene in Cina, ma ora volevo tornare vicino alla mia famiglia. E’ stata un’esperienza formativa”. Cannavaro ha poi parlato anche del Napoli di Spalletti che tanto bene ha cominciato il campionato. “Rispetto a qualche anno fa i giocatori e l’allenatore hanno una esperienza diversa. Quando poi a gennaio scattera’ la Coppa d’Africa e ci saranno altri impegni internazionali bisognera’ capire come riusciranno a gestire il momento – ha sottolineato l’ex difensore – La stagione e’ lunga e puo’ succedere di tutto. Spalletti e’ una garanzia, conosce bene il nostro calcio, sa quello che bisogna fare per vincere e lo ha fatto anche fuori dall’Italia. Mi piace molto e ha le idee chiare. E’ un allenatore al quale io le chiavi gliele darei tranquillamente”.

“Ho avuto dei contatti, però vedremo, nel frattempo mi godo il sole e il mare di Napoli. Anche subentrare in una squadra può essere importante, non escludo nulla”, così Fabio Cannavaro a Napoli, a chi gli chiede se ci sono squadre che non allenerebbe risponde: “Dipende da cosa chiedono, se hanno budget limitati e chiedono di vincere la Champions bisogna valutare”.

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Superlega, l’Uefa di Ceferin ferma il procedimento contro Juventus, Real e Barca

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In chiusura del giorno in cui il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, sottolinea nelle lettera agli azionisti che la Superlega “ha nelle sue regolamentazioni tre valori essenziali per la stabilita’ dell’industria calcistica”, l’Uefa decide di annullare tutti i procedimenti disciplinari, gia’ sospesi, contro la stessa Juventus, il Barcellona e il Real Madrid, ancor uniti nel patto, ma anche verso gli altri nove club – Inter, Milan, Atletico Madrid e sei big di Premier League -, che lo scorso aprile diedero vita all’effimero progetto, in ottemperanza a una sentenza del tribunale di Madrid. Le sanzioni disciplinari “in relazione al cosiddetto progetto ‘Superlega’ sono dichiarate nulle, senza alcun pregiudizio, come se il procedimento non fosse mai stato avviato”, fa sapere la Corte d’appello della federazione guidata da Alexander Ceferin. Lo scorso maggio, l’Uefa aveva annunciato sanzioni, principalmente finanziarie, nei confronti dei nove club che si erano ritirati e con i quali aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo, a seguito delle loro scuse e del riconoscimento del loro ‘errore’. Nel frattempo, i tre club ribelli si erano rivolti ad un tribunale di Madrid che a stretto giro aveva chiesto alla Uefa di annullare le misure di reintegrazione, che prevedevano anche una multa di 100 milioni di euro se mai avessero cercato di competere in una competizione non autorizzata. il tribunale madrileno ha anche sollecitato ad annullare i procedimenti disciplinari contro Juve, Real e Barca, peraltro al momento sospesi, che prevedeva la possibile esclusione dalle coppe europee. Pochi giorni fa, il tribunale ha dato all’Uefa un termine di cinque giorni, che scadevano domani, per rispettare tale provvedimento. In extremis, e’ giunta quindi la comunicazione della Corte d’appello.

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