Collegati con noi

In Evidenza

A Dimaro il Napoli B perde con il Benevento, De Laurentiis abbraccia Maggio e Ancelotti fa lo stesso con Inzaghi. Il ricordo di Giovanni Battiloro

Marina Delfi

Pubblicato

del

C’erano 3 mila persone a seguire la prima amichevole del Napoli a Dimaro Folgarida: con il Benevento il Napoli senza senatori, eccezion fatta per Callejon, ha perso per aver sprecato troppo. Un film già visto anche se dall’incontro Carlo Ancelotti avrà sicuramente tratto indicazioni utili, soprattutto da quell’accoppiata Younes -Callejon che ha prodotto un solo gol ma tante belle occasioni. Nella bella località del Trentino vestita d’azzurro, dove in questi giorni si parla napoletano, i big del Napoli stanno arrivando alla spicciolata: dopo Mertens, il beniamino del pubblico di Dimaro, e Milik, sono arrivati in ritiro anche Lorenzo Insigne e il nuovo acquisto Kostas Manolas.

La formazione schierata da Mister Ancelotti ha viso in porta Karnezis poi sostituito nella ripresa da Contini, Malcuit e Maksimovic rilevati dal neo acquisto Di Lorenzo e da Tonelli, Luperto, Ghoulam, Callejon, Rog, Gaetano, Younes , Tutino e Verdi. Hanno trovato spazio a metà del secondo tempo anche Zanoli, Zerbin, Palmiero, Sgarbi e Zedadka. Sugli spalti anche una rappresentanza di tifosi della squadra allenata da Inzaghi, allievo e buon amico di Ancelotti: in totale amicizia, in una clima fantastico. Si è notato subito che il Benevento è più avanti nella preparazione come ha dimostrato il risultato finale che ha visto i ragazzi di Inzaghi vincere per 2 a 1. Nel primo tempo bel gol di Callejon e tanti tiri sprecati dal Napoli dopo un avvio un po’ incerto. Poi Coda ha beffato la difesa ed ha trovato il gol del pareggio, sul finire, all’89’ la rete della vittoria del Benevento.

Prima della partita un momento toccante: il minuto di silenzio per ricordare Giovanni Battiloro, il giovane operatore tv che un anno fa era a Dimaro a raccontare il ritiro degli azzurri e che poi ha trovato la morte nel crollo del ponte Morandi a Genova, Michela Ramponi morta nella sua casa durante l’alluvione che ha colpito Dimaro Folgarida, ed  Hernan Ospina, il papà di David, portiere del Napoli appena scomparso.

Nel prepartita anche l’abbraccio fra Christian Maggio e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che gli ha fatto una sorpresa: ha consegnato all’ex capitano azzurro ora al Benevento, una maglia della squadra con il numero 308, le presenze con il Napoli. ” Ti portiamo nel cuore – ha detto il presidente De Laurentiis al calciatore- sei stato uno dei primi giocatori che ho portato al Napoli in Serie A”.

Advertisement

In Evidenza

David Sassoli conquista il Meeting di Rimini, simboli della fede non solo amuleti da esibire in politica

Avatar

Pubblicato

del

Alla fine e’ il presidente del Parlamento europeo il politico ampiamente piu’ applaudito al Meeting di Rimini. David Sassoli ha conquistato l’appuntamento di Comunione e liberazione con un discorso molto legato ai temi del cattolicesimo in politica e alla storia del cristianesimo al centro di quella dell’Europa. Anche con riferimenti precisi, come quando dice che “i cattolici hanno il dovere di opporre una passione di verita’ cristiana a chi ancora oggi, in Polonia, in Ungheria, in Italia, osa agitare i simboli della nostra fede come amuleti, con una spudoratezza blasfema”. Un riferimento chiaro alle recenti polemiche sul vicepremier italiano, Matteo Salvini che e’ apparso chiaro a tutti. Il presidente del Parlamento europeo, esponente sorridente del Pd, aggiunge che “oggi i cattolici giocano un ruolo decisivo, perche’ e’ sulla loro divisione che contano le destre neo-nazionaliste. Se guardate a come si e’ estesa l’onda nera del sovranismo, con i suoi rigurgiti antisemiti e il suo razzismo piu’ o meno travestito, vedete che ha puntato ai Paesi di piu’ forte tradizione cattolica.

Agitando fantasmi e paure non si e’ andati alla ricerca del voto cattolico, che e’ normale e ovvio, o del voto conservatore: si e’ andati alla ricerca di frange e sette che rivendicano di essere la vera Chiesa e che vengono chiamate a fischiare il Papa in una piazza italiana”, dice Sassoli, che riceve quasi un’ovazione, comunque l’applauso ampiamente piu’ lungo alla 40esima edizione del Meeting. Il presidente del Parlamento europeo risponde anche ai giornalisti sulle ipotesi di governo ‘giallorosso’. “Non bisogna mai avere paura del confronto: i parlamenti servono a questo, a sviluppare confronto, dialogo, compromesso. Noi siamo molto contenti che la scelta e il consenso della presidente von der Leyen sia stato cosi’ ampio – afferma Sassoli – e abbia trovato anche delle solidarieta’ ad esempio dal M5s. E’ stato fatto tutto con grande trasparenza: il dialogo e’ necessario perche’ nessuno e’ autosufficiente, chi pensa di essere autosufficiente credo che non sia utile in questo momento ne’ all’Europa ne’ all’Italia”. E i riferimenti spesso sono chiari. “Chi pensava di dividere l’Europa in realta’ si e’ accorto che gli europeisti hanno in alcuni casi diviso i loro fronti” mentre sul fronte commissario europeo lascia tempo. “Non ci sono pressioni da Bruxelles: il percorso dovra’ avviarsi nel mese di settembre e speriamo che il governo italiano sia pronto a indicare un proprio rappresentante”, conclude il presidente del Parlamento europeo.

Continua a leggere

Cronache

Abusi sessuali e truffe, la vita spericolata di Monsignor Zanchetta

Avatar

Pubblicato

del

Il vescovo argentino Gustavo Zanchetta, 55 anni, gia’ allontanatosi nel luglio 2016 dalla sua diocesi di Oran e poi chiamato in Vaticano nel dicembre dell’anno dopo da papa Francesco come assessore all’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica) – incarico dal quale e’ poi stato sospeso -, oltre a dover affrontare presto un processo nel suo Paese per “abusi sessuali continuati e aggravati” su seminaristi, sarebbe indagato dalla Procura di Oran anche per presunte truffe allo Stato. Lo scrive il quotidiano argentino El Tribuno, ricordando come a carico di Zanchetta, oltre alle accuse di abuso sessuale avanzate dal due seminaristi, c’erano accuse da parte di altri religiosi della diocesi di Oran per presunti squilibri economici con fondi statali, prese in carico d’ufficio dalla Procura della citta’ argentina e rimaste finora sotto stretto segreto.

juorno.it/sesso-alcol-e-foto-hot-con-i-seminaristi-il-vescovo-gustavo-zanchetta-inseguito-dai-magistrati-e-sotto-processo-in-vaticano/

Continua a leggere

Ambiente

Amazzonia, Bolsonaro: incendi non giustificano le sanzioni contro il Brasile

Avatar

Pubblicato

del

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in un breve discorso trasmesso a reti unificate, ha detto che gli incendi forestali in Amazzonia, che “non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni”, non possono servire come “pretesto per imporre sanzioni internazionali” contro il Brasile, alla vigilia del vertice G7 di Biarritz in cui vari paesi, capitanati dalla Francia, hanno detto che intendono prendere misure per garantire la protezione ambientale nel paese sudamericano.

“La foresta dell’Amazzonia è una parte essenziale della nostra storia, del nostro territorio e di cio’ che ci fa sentire brasiliani”, ha detto Bolsonaro nel suo intervento, di circa 4 minuti, sottolineando che “la protezione della foresta e’ il nostro dovere: ne siamo coscienti e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale, e qualsiasi altra attivita’ criminale che metta a rischio la nostra Amazzonia”. Poco prima del suo discorso in tv, il presidente brasiliano ha firmato un decreto che autorizza l’uso delle forze armate per combattere gli incendi in Amazzonia.

“Siamo un governo di tolleranza zero con la criminalita’, e nell’area ambientale non sara’ differente”, ha assicurato Bolsonaro. Dopo aver spiegato che “negli anni piu’ caldi, come questo 2019 (gli incendi) avvengono con maggiore frequenza” e anche se quelli attuali “non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni, Bolsonaro ha comunque ammesso che “non siamo soddisfatti con quello che sta succedendo”. “D’altra parte, e’ necessario affrontare queste questioni con serenita’”, ha proseguito il presidente brasiliano, secondo il quale “diffondere dati e messaggi senza fondamento dentro e fuori del Brasile non aiuta a risolvere il problema, e serve solo come strumento politico di disinformazione”. In conclusione del suo intervento, Bolsonaro ha detto che “gli incendi forestali esistono in tutto il mondo e questo non puo’ servire come pretesto per possibili sanzioni internazionali”, perche’ “il Brasile continuera’ ad essere, come e’ stato finora, un paese amico di tutti e responsabile nella protezione della sua foresta amazzonica”.

Continua a leggere

In rilievo