Collegati con noi

Cronache

300 esperti e 500 milioni di euro, ecco l’Agenzia cybersicurezza

Avatar

Pubblicato

del

Una super-squadra di 300 esperti, con una dotazione di 530 milioni di euro fino al 2027 per proteggere l’Italia dal rischio cyber. Sono i numeri dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, creata oggi con un decreto legge firmato dal premier Mario Draghi e approvato dal Consiglio dei ministri. Un esperto sara’ designato alla guida: il nome attualmente piu’ accreditato e’ quello di Roberto Baldoni, numero 2 del Dis, con delega proprio al cyber. Una svolta epocale in un settore diventato centrale tanto che, si legge nella bozza, c’e’ “straordinaria necessita’ ed urgenza” di “attuare misure tese a rendere il Paese piu’ sicuro e resiliente anche nel dominio digitale”. La vulnerabilita’ delle reti e dei sistemi informativi di soggetti pubblici e privati, infatti, possono “provocare il malfunzionamento o l’interruzione di funzioni essenziali dello Stato con potenziali gravi ripercussioni sui cittadini, sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni, sino a poter determinare un pregiudizio per la sicurezza nazionale”. Un esempio del pericolo incombente e’ l’attacco hacker – con richiesta di riscatto – che lo scorso maggio ha paralizzato uno dei piu’ grandi gasdotti degli Stati Uniti. Rischi che sono del resto ben presenti al Governo. “Abbiamo il 93-95% dei server della Pubblica amministrazione non in condizioni di sicurezza”, e’ l’allarme lanciato da Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale. E il sottosegretario con delega all’Intelligence, Franco Gabrielli, ha riconosciuto che il Paese ha una fragilita’ “per mancanza dei consapevolezza dei rischi, per un deficit di cultura su questi temi: purtroppo siamo molto in ritardo e dobbiamo camminare a passi molto svelti”. Bisogna cambiare ‘macchina’ per accelerare ed il veicolo messo a punto dal Governo e’ l’Acn. Non sara’ piu’ il Dis, dunque, il capofila della difesa cyber. La bozza di decreto – in 19 articoli – e’ stata illustrata questa mattina da Gabrielli al Copasir, che ha avanzato delle proposte di modifica, in particolare rafforzando il ruolo di garanzia dello stesso Comitato sul nuovo organismo. Richiesta recepita, visto che il comunicato del Consiglio dei ministri indica che il provvedimento “prevede specifici poteri di controllo da parte del Comitato” L’Agenzia operera’ sotto la responsabilita’ del premier e dell’Autorita’ delegata per la sicurezza della Repubblica (ora lo stesso Gabrielli) e in stretto raccordo con l’intelligence. Il direttore generale restera’ in carica per 4 anni rinnovabili per altri 4. Nasce un nuovo organismo, il Comitato interministeriale per la cybersicurezza (Cic), con funzioni di consulenza, proposta e deliberazione in materia. Presieduto dal premier, e’ composto da ministri di Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia, Sviluppo economico, Transizione ecologica Universita’ e ricerca e dal ministro delegato per l’Innovazione tecnologica. L’Agenzia ha personalita’ giuridica di diritto pubblico ed e’ dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. Coordinera’ i soggetti pubblici coinvolti in materia di cybersicurezza a livello nazionale e promuovera’ azioni comuni dirette ad assicurare la resilienza cibernetica per lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni. Si punta anche a conseguire “l’autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica a tutela degli interessi nazionali nel settore”. Per non dipendere da tecnologie riferibili ad altri Paesi, si pensi al 5G. Sara’ cosi’ possibile creare strumenti ‘made in Italy’ e commercializzarli finanziando la stessa Agenzia. E far crescere solide professionalita’ nazionali in questo campo. Tra i bracci operativi dell’Acn c’e’ il Csirt (Computer Security Incident Response Team), ora operativo presso il Dis: e’ la squadra che interviene in caso di incidenti ed attacchi e sara’ trasferita presso l’Agenzia col nome Csirt Italia. Il Nucleo per la cybersicurezza lavora invece alla prevenzione e preparazione ad eventuali situazioni di crisi e per l’attivazione delle procedure di allertamento. Il Nucleo riceve dal Csirt le comunicazioni sulle violazioni o i tentativi di violazione della sicurezza. Per ‘riempire’ l’Agenzia ci sara’ bisogno di personale altamente qualificato che potra’ essere trasferito da altre amministrazioni pubbliche oppure essere assunto all’esterno, anche in deroga: il trattamento economico e’ pari a quello dei dipendenti della Banca d’Italia. Trecento unita’ e’ il massimo dell’organico consentito – secondo la bozza – ma il numero potra’ essere ridefinito con successivi decreti. La dotazione finanziaria dell’organismo e’ in continua crescita, passando dai 41 milioni di euro del 2022 ai 122 milioni del 2027.

Advertisement
Continua a leggere

Cronache

Ginecologo Stefano Ansaldi sgozzato, si va verso l’archiviazione: la famiglia non ci sta

Avatar

Pubblicato

del

Mentre le indagini sulla strana morte del ginecologo campano Stefano Ansaldi, trovato sgozzato il 19 dicembre vicino alla stazione Centrale di Milano, non sono ancora chiuse e potrebbe arrivare, pero’, una richiesta di archiviazione, i legali della famiglia del medico hanno predisposto una consulenza di parte. Consulenza dalla quale si configurerebbe l’ipotesi dell’omicidio, come alternativa a quella del suicidio, confermata dagli esiti finali dell’autopsia nelle indagini della Procura e dei carabinieri. L’inchiesta, di cui era titolare il pm Adriano Scudieri (dal primo giugno alla Procura Europea), e’ stata riassegnata dall’aggiunto Laura Pedio al pm Cecilia Vassena, che nelle prossime settimane dovra’ trarre le conclusioni.

L’ipotesi prevalente e’ quella del dramma personale, dopo che inquirenti e investigatori hanno lavorato per accertare ogni elemento su un possibile omicidio in una vicenda piena di particolari strani. La consulenza, che al momento non e’ ancora stata depositata agli inquirenti milanesi, e’ stata richiesta dall’avvocato Francesco Cangiano e affidata al medico legale Fernando Panarese. Un pool di esperti nominati dalla Procura aveva concluso per l’ipotesi del “gesto autolesivo”, mentre la famiglia e’ sempre stata convinta che il 65enne sia stato ucciso e, secondo la consulenza, da una persona che aggredendolo alla spalle gli ha reciso la gola. Dalle indagini, pero’, e’ emerso che i testi, che hanno visto cadere a terra il medico sotto un’impalcatura in via Macchi, non hanno visto il presunto aggressore scappare. Le stesse telecamere di sorveglianza della zona non hanno inquadrato persone sospette in fuga. Vicino al corpo sono stati ritrovati il Rolex di Ansaldi (aveva difficolta’ finanziarie ed era arrivato quel giorno col treno da Napoli) e una valigetta con pochi oggetti personali. Ansaldi indossava guanti in lattice e sul coltello non sono state trovate impronte. Si e’ cercato di capire se il ginecologo avesse un appuntamento, ma dalle indagini non sono arrivate conferme. Se i pm chiederanno l’archiviazione, la famiglia si opporra’ e la parola a quel punto passera’ al gip.

Continua a leggere

Cronache

Carceri, Fico pensa ad altre migliaia di scarcerazioni: il Parlamento trovi misure alternative

Avatar

Pubblicato

del

“Resto convinto dell’esigenza di apprestare soluzioni strutturali al problema del sovraffollamento carcerario che attualmente si configura per i detenuti come una pena aggiuntiva rispetto a quella cui sono stati condannati. Credo che il Parlamento debba valutare con attenzione, per un verso, interventi legislativi che consentano la riduzione della popolazione carceraria, favorendo in particolare il ricorso a misure alternative”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico intervenendo, a Montecitorio, alla Presentazione della relazione 2021 del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. “Per altro verso, occorre assicurare la possibilità di svolgere in carcere le attività finalizzate al recupero e al reinserimento sociale del condannato, imposte dal valore rieducativo previsto dalla Costituzione”, conclude. E questo Fico lo dice a distanza di pochi mesi da altre migliaia di scarcerazioni causate dal covid e dal rischio contagio.

 

Nelle carceri italiane sono attualmente presenti 53.661 detenuti, una presenza che “commisurata alla capienza effettiva di posti disponibili, limitata a 47.445 (anche se formalmente attestata a 50.781 posti regolamentari) indica la necessita’ di interventi che riducano la pressione”. Lo mette in evidenza il Garante delle persone private della liberta’ personale, Mauro Palma, nella Relazione annuale al Parlamento. Sono 1.801 i condannati all’ergastolo. Piu’ di un terzo delle persone detenute – sottolinea Palma – hanno una previsione di rimanere in carcere per meno di tre anni e “ben 1.212 sono quelle che sono state condannate a una pena inferiore a un anno”: secondo il garante “una immagine plastica della fragilita’ sociale che connota gran parte della popolazione detenuta, perche’ indica coloro che non accedono a misure che il nostro ordinamento prevede, spesso anche perche’ privi di fissa dimora”. La relazione di Palma mette in luce da una parte, un dato positivo, la presenza in carcere di 1.034 persone iscritte all’universita’, dall’altra quello negativo di 854 persone analfabete e di 6.052 che non hanno la licenza media inferiore.

Continua a leggere

Cronache

Uccide la moglie, il pm di Milano: deve restare in carcere

Avatar

Pubblicato

del

Il pm di Milano Giovanni Tarzia ha inoltrato stamani all’ufficio gip la richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere con le accuse di omicidio e tentato omicidio, aggravate dai rapporti di parentela, per Jaime Moises Rodriguez Diaz, il 41enne messicano arrestato sabato scorso ad Arese, nel Milanese, per aver ucciso la moglie, Silvia Susana Villegas Guzman, 48 anni, e per aver, poi, tentato di ammazzare anche uno dei figli, che ha 18 anni. Stando alle indagini dei carabinieri di Rho e della Procura, l’uomo ha soffocato all’alba la moglie, probabilmente con un cuscino (l’autopsia disposta potra’ chiarire meglio le cause). Con lei aveva spesso, a dire dei vicini, litigi violenti perche’ credeva che avesse una relazione. Rodriguez Diaz, poi, sempre nell’abitazione in cui la famiglia arrivata dal Messico era andata a vivere da circa un mese, avrebbe anche cercato di assassinare il suo primogenito con cui discuteva e si scontrava. Il ragazzo, ancora nel dormiveglia, si e’ trovato il padre seduto vicino che chiedeva di parlare con lui e al suo rifiuto l’uomo ha preso una cintura di nylon per strangolarlo. “Ho ucciso tua madre e ora tocca a te”, ha detto al 18enne, che fortunatamente e’ riuscito a opporre resistenza e a salvarsi. Dalle indagini e’ emerso il carattere “dispotico” e “autoritario” del 41enne, che dovrebbe essere interrogato dal gip tra domani e dopodomani, mentre davanti al pm non ha risposto alle domande. I tre figli della coppia (il piu’ piccolo ha 10 anni) sono stati affidati al momento al Comune di Arese.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto