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Cronache

Vertice Antimafia della Fondazione Caponnetto, Calleri: nostro impegno in difesa dei “soli” e delle norme vigenti e attacco ai mafiosi ovunque si annidino

Salvatore Calleri

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Il vertice antimafia della Fondazione Caponnetto giunto alla 27esima edizione in venti anni ha raggiunto, a mio modesto parere, un livello di concretezza notevole.
La formula inventata a suo tempo dal sottoscritto con Antonino Caponnetto, ossia interventi brevi in cui dire tutto, funziona.
Il titolo di quest’anno “idee, parole ed azioni antimafia” ha permesso ai relatori di ben rappresentare la situazione in cui ci troviamo: il punto più basso nella lotta alla mafia degli ultimi 25-30 anni. Il punto in cui vien messa in discussione la normativa antimafia grazie alla sentenza della Cedu  (Corte europea dei diritti umani) su ergastolo ostativo (fine pena mai) ha permesso di aprire la prima crepa nella normativa antimafia. Dopo in successione nel 2020 verranno attaccati il 41bis, le interdittive antimafia e gli scioglimenti dei comuni. Questo è il quadro. Sono inoltre in aumento i cosiddetti pro mafia, alcuni in modo inconsapevole ed altri in modo consapevole.
È un periodo in cui il mascariamento la fa da padrone.
Ma al vertice di quest’anno, emotivamente molto convincente e pure in qualche modo sbirresco, abbiamo contrattaccato come se fossimo in guerra, anche perché in realtà lo siamo… Contro i pro mafia.
Il fatto è che noi della Fondazione Caponnetto sappiamo riconoscere i mascariamenti.
Noi sappiamo combattere.
Noi sappiamo non lasciare soli i soli.
Noi ci siamo stancati della fuffa dei soloni che falsificano la realtà con le loro roboanti parole.
Noi difenderemo il pacchetto antimafia.
Noi abbiamo conosciuto davvero Antonino Caponnetto e ne seguiamo la via maestra.
Il suo spirito aleggiava al vertice di quest’anno e ne saremo in qualche modo influenzati.
Ci aspetta un 2020 duro… Lo affronteremo a testa alta e schiena dritta.

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Cronache

Napoli, parcheggiatori abusivi con reddito di cittadinanza

amministratore

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Parcheggiatori abusivi con reddito di cittadinanza: in quattro, a Napoli, sono stati denunciati. Le indagini degli agenti del commissariato di Ponticelli, hanno accertato che due svolgevano ‘stabilmente’ l’attivita’ di parcheggiatore abusivo nelle strade adiacenti l’ospedale “Villa Betania”, l’Ospedale del Mare e il mercato rionale di via Malibran mentre gli altre due denunciati facevano parte di nuclei familiari in cui il congiunto esercitava l’attivita’ di parcheggiatore abusivo. Le verifiche effettuare presso l’Inps hanno evidenziato che i quattro, napoletani tra i 64 e i 37 anni, percepivano il reddito di cittadinanza. Pertanto, e’ stata attivata la procedura per la revoca del beneficio e la restituzione delle somme indebitatamene percepite.

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Cronache

La smemorata di Vigevano che dice di essere Julia Roberts è sana ma ha subito uno choc

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“Era innocua, non disturbava, non chiedeva niente a nessuno. Anche per questo e’ rimasta per circa un mese e mezzo a dormire in sala d’attesa”. Cosi’ un medico del Pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano ricorda “Julia Roberts”, il nome che la donna sui 40 anni, tuttora non identificata, aveva fornito ai sanitari quando ha fatto ingresso la prima volta al servizio d’emergenza, un giorno dello scorso mese di luglio, accompagnata dal 118. E’ italiana o almeno in grado di parlare perfettamente la nostra lingua.”Era ubriaca – continua il medico – e senza documenti. Quando si e’ ripresa ha rifiutato di essere visitata. Se n’e’ andata, ma alla sera e’ tornata li’ a dormire, distendendosi sulle poltroncine della sala d’attesa. E cosi’ ha fatto per parecchie settimane, utilizzando i bagni per lavarsi tutte le mattine, andando in giro di giorno, forse a chiedere l’elemosina, e tornando in ospedale ogni sera”. Tentativi per capire chi sia ne sono stati fatti: “Abbiamo piu’ volte fatto presente il suo caso – continua il medico – alle forze dell’ordine che periodicamente passano in Pronto soccorso. Hanno provato a identificarla ma nessuno c’e’ riuscito. E cosi’, visto che non dava fastidio, l’hanno lasciata li'”. Finche’ circa un mese fa sono stati gli stessi medici a prendere l’iniziativa per cercare di risolvere una situazione di stallo: “Abbiamo interessato i servizi sociali, un’assistente e’ venuta a parlarle me senza ricavarne nulla. Cosi’ e’ stato disposto un trattamento sanitario obbligatorio: le hanno fatto alcuni esami, la Tac e un tampone. Tutto negativo: nessuna patologia, fisicamente e’ sanissima, anche se e’ evidente che a livello psicologico deve esserle successo qualcosa, uno shock da cui non si e’ ripresa, dimenticandosi completamente chi e'”. L’hanno trasferita in Psichiatria a Pavia, ma anche li’ per ora il mistero della sua identita’ non e’ stato risolto.

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Cronache

Uccide sua moglie e si toglie la vita: la coppia si stava separando

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Lui era su una sedia a rotelle, il loro matrimonio era al capolinea, così ha ucciso sua moglie sparandole con una pistola detenuta illegalmente, la stessa che dopo poco ha utilizzato per suicidarsi. L’omicidio-suicidio a Venaria, Torino, nel parcheggio di fronte alla loro abitazione. Antonino Targia, 46 anni, ha esploso 6 colpi di pistola contro Maria Masi, sua moglie.  LA donna avrebbe compiuto 42 anni nepotismi giorni.La coppia sembra si stesse separando. I due avevano due figli che erano rimasti a casa dai nonni dove da qualche giorno si era trasferita anche la loro mamma.

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