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Vergognoso messaggio anonimo ad un’infermiera del Policlinico dai suoi vicini: “Grazie per averci portato il covid nel palazzo”

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“Grazie a te e tua figlia per aver portato il covid nel palazzo” è il testo della lettera indirizza ad un’infermiera del Policlinico di Napoli e lasciata nella buca della posta.
Il racconto di questa brutta vicenda in una Napoli che si è sempre mostrata finora solidale è sulla pagina Facebook dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”: una donna, un’infermiera del Policlinico della Federico II di Napoli, Teresa V., ha trovato nella propria buca delle lettere il messaggio anonimo che recita così: ”Grazie a te e tua figlia per aver portato il covid nel palazzo.”  “Piena solidarietà alla collega Teresa Vetro, scrivono sulla pagina di Nessuno tocchi Ippocrate, ai condomini del palazzo di Teresa invece va tutto il nostro disprezzo, addirittura ridursi a comporre una missiva anonima con ritagli di lettere modello ‘banda del torchio’ in un noto film di Toto’? Una sola parola: patetici! – scrivono sul social network – Il nostro messaggio a questi ignobili esseri viventi: se vi dovesse venire una crisi respiratoria dovuta al COVID-19 non chiamate Teresa, rivolgetevi direttamente a Batman, Superman o al limite a Ironman, questi sono gli eroi che meritate!”.

 

Su Facebook anche la risposta della infermiera: “Al bellissimo messaggio lasciato nella nostra buca della posta, troverete una risposta abbastanza ‘educata’ nella bacheca condominiale, ma sul mio profilo personale una cosa ve la vorrei dire: mi fate schifo”.
“Un gesto deprecabile e vergognoso che merita tutto il nostro disprezzo. È difficile pensare a qualcuno che abbia potuto soltanto immaginarla una cosa simile, figuriamoci metterla in pratica. Fare delle accuse di questo tipo, in modo così clamorosamente vigliacco, ci fa disgustare, senza il contributo ed il sacrificio di medici ed infermieri ci sarebbe stato un vero e proprio disastro. Siamo molto vicini alla signora Teresa e a sua figlia, hanno tutta la nostra solidarietà.” – ha dichiarato il Consigliere Regionale del sole che ride Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione sanità.

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Primario ospedale di Erba: Covid in autunno? Noi ci prepariamo al peggio

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Rassicurare i parenti che nessun paziente sarebbe stato abbandonato a se stesso, non portare il virus a casa, riuscire a limitare al massimo il contagio del personale sanitario? e poi la difficoltà di reperire medici e infermieri, la capacità di fare network: la preoccupazione di non farsi cogliere impreparati da un eventuale replay dell’emergenza, in autunno. Luca Guatteri, primario della Terapia intensiva e Rianimazione dell’Ospedale Sacra Famiglia – Fatebenefratelli di Erba (Como) parla di questi mesi drammatici. «La nostra Terapia Intensiva – racconta – è ormai da qualche anno una Terapia Intensiva “aperta” e quindi tutta l’equipe medico-infermieristica ha l’abitudine al confronto costante con i parenti: in questi mesi ci siamo dovuti abituare a comunicazioni telefoniche spesso drammatiche in merito alle condizioni cliniche dei degenti. Abbiamo dedicato svariate ore al giorno per informare telefonicamente i parenti cercando di rassicurarli che nessun Paziente veniva abbandonato a se stesso. Se mi chiede quale sia stato l’aspetto peggiore di questa pandemia, non ho dubbi a risponderle che è stato sicuramente questo: l’impossibilità di far entrare in reparto i parenti, parlare con loro di persona e fargli visitare i propri cari. A tutta la fatica fatta giorno per giorno in Ospedale, di cui peraltro ci accorgiamo solo ora, va aggiunta la paura di non portare il virus con noi fuori dall’Ospedale e quindi a casa con i nostri cari». Il reparto è stato tra quelli con il tasso più basso di contagi tra i sanitari: «E’ stato possibile grazie a due fattori determinanti: la disponibilità di DPI e l’attenzione manicale al loro utilizzo. Il rifornimento costante di maschere, camici, visiere è stato frutto del lavoro di tutta le persone che il nostro Ente ha dedicato al costante, seppur estremamente difficoltoso, approvvigionamento, sia nella sede centrale che qui a Erba e alla generosità di tante persone che hanno donato sia economicamente che direttamente i presidi. La comunità di Erba e dintorni si è attivata per il “suo” Ospedale e noi non possiamo che essere grati a tutte queste persone» sottolinea. L’Ospedale di Erba si è adoperato per entrare a far parte di studi multicentrici che sperimentavano l’utilizzo di farmaci dedicati, in epoca pre-pandemica, alla cura di altre patologie compresa tra le altre l’ozono-terapia. La carenza di Medici ed in particolar modo, la carenza di Specialisti in Anestesia e Rianimazione, è stato ed è ancora un problema reale. La pandemia ha dato vita ad un vero e proprio network di Terapie Intensive lombarde. Per l’immediato futuro, osserva, «il nostro compito è di non farci trovare impreparati: stare all’erta e preparaci al peggio anche se questo non dovesse materializzarsi. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sullo screening dei Pazienti che giornalmente accedono in Ospedale per prestazioni ambulatoriali, prelievi o ricoveri per interventi chirurgici. La pazienza che chiediamo all’utenza è finalizzata a garantire la protezione di tutti. L’Ospedale di Erba ha completamente atteso le indicazioni di Regione Lombardia nel garantire percorsi separati e screening dei Pazienti. Posso dire orgogliosamente che grazie al lavoro di tutti, ad oggi, non abbiamo documentato neanche un caso di Pazienti che hanno contratto l’infezione all’interno dell’Ospedale».

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Coronavirus: record casi Usa, oltre 60 mila in 24 ore

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Ancora un nuovo record di casi di contagio negli Stati Uniti: 60.209 nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in Usa sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 131.362.

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Stop ai voli dal Bangladesh, allarme focolai da rientri

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 Quando ha saputo che solo sul volo Dacca-Roma atterrato ieri a Fiumicino i positivi al Coronavirus erano gia’ 21, prima ancora che terminassero tutti i test il ministro Roberto Speranza ha detto basta: stop agli aerei dal Bangladesh, almeno per una settimana, almeno finche’ non si trovera’ un modo piu’ sicuro per gestire le misure di sicurezza per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue. “La quarantena per chi viene da Paesi extra Ue ed extra Schengen – ha detto il ministro della Salute – e’ gia’ prevista ed e’ confermata. Ma dopo tutti i sacrifici fatti non possiamo permetterci di importare contagi dall’estero. Meglio continuare a seguire la linea della massima prudenza”. Speranza lo dice chiaramente: la ‘goccia’ che l’ha spinto a bloccare gli aerei dal Bangladesh, d’intesa con la Farnesina di Luigi Di Maio, e’ stato il volo di ieri. Quello con 276 persone a bordo che l’assessore laziale alla Sanita’ Alessio D’Amato ha definito senza troppi complimenti “una vera e propria ‘bomba’ virale che abbiamo disinnescato con tempestivita’”, spiega, attraverso l’ordinanza firmata ieri dal governatore Nicola Zingaretti. Un provvedimento ad hoc per i voli speciali da Dacca autorizzati dall’Enac che di fatto blindava gli arrivi dal Paese asiatico – peraltro dirottati sul Terminal 5, non operativo e lontano dagli altri – e li imbrigliava in una rete di controlli, sottoponendo i passeggeri al test sierologico e al tampone, e all’isolamento nell’attesa. Il timore delle autorita’ sanitarie e’ che il contagio si espanda sul territorio laziale, diffondendosi in particolare nella numerosa comunita’ bengalese che risiede nella Capitale. Proprio stamattina infatti la Asl Roma 2 e l’Unita’ di Crisi anti-Covid hanno incontrato i rappresentanti della comunita’ per informare ma anche tranquillizzare i bengalesi di Roma. E’ stata l’occasione per dare indicazioni esatte da tradurre nella loro lingua e da diffondere poi attraverso i social e i loro canali interni. Il problema a cui far fronte oggi, una volta fermati i nuovi voli, e’ che l’aereo di ieri e’ stato preso in tempo (“non avessimo messo in piedi un’imponente macchina dei controlli – dice infatti D’Amato – questi passeggeri sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus”) ma lo stesso non si puo’ dire dei passeggeri dei voli atterrati a Roma nelle settimane precedenti. Ecco perche’ la Regione ha chiesto a tutti coloro che dal 1 giugno siano rientrati dal Bangladesh, o siano stati a contatto con gente di ritorno dalla madrepatria, di andare a sottoporsi ai test al ‘drive-in’ di S. Caterina delle Rose a Largo Preneste. “Inoltre in via del tutto straordinaria – ha fatto sapere la Regione – sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunita’, ulteriori due punti che saranno disponibili per questo sabato e questa domenica”. C’e’ poi l’indicazione per gli asintomatici: 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo, anche in appositi alberghi a disposizione per chi non avesse alternative. Bastera’? Secondo il sindaco di Fiumicino Esterino Montino lo stop ai voli dal Bangladesh e’ una buona idea “ma non e’ sufficiente” perche’ rimane il problema degli scali: “Per questo – ha aggiunto il primo cittadino – va coinvolta l’Ue”.

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