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Vanvitelli, digitalizzazione riorganizza Clinica Neurologica

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Il video-consulto con circa 300 pazienti in isolamento affetti da emicrania episodica e cronica ha consentito di elaborare, e analizzare, gli effetti del lockdown sulla patologia. Il team del Professore Gioacchino Tedeschi -Direttore della I Clinica Neurologica dell’AOU “Luigi Vanvitelli” e Presidente della Societa’ Italiana di Neurologia (SIN) – grazie al servizio di video-consulto, ha valutato diversi fattori ambientali caratterizzanti il momento: la necessita’ di trascorrere molte ore in casa, le lunghe ore davanti ai computer, la possibilita’ di muoversi poco o nulla. Dai dati dello studio e’ emerso che gli emicranici con pochi episodi di mal di testa al mese hanno osservato un miglioramento della frequenza e dell’intensita’ degli attacchi; al contrario gli emicranici con un elevato numero di mal di testa al mese (almeno 15 giorni al mese) hanno registrato un aggravamento, per intensita’ e per numero. Come ci possiamo spiegare questi risultati in apparenza contraddittori? “Il cervello di chi soffre di emicrania sporadica e’ molto vulnerabile a diversi fattori scatenanti gli attacchi, come lo stress derivante dalle attivita’ frenetiche della vita quotidiana che, evidentemente, nel periodo di quarantena hanno subito un drastico ridimensionamento”, spiega il professore Gioacchino Tedeschi e continua: “In questi pazienti, in altri termini, la tranquillita’ forzata della quarantena produceva un benessere che superava l’effetto “stressante” dell’essere in isolamento o del vivere nel corso di una pandemia. Al contrario, il cervello dei pazienti affetti da emicrania molto frequente (la cosiddetta emicrania cronica) e’ caratterizzato da una sorta di cortocircuito con produzione di attacchi meno dipendenti dai fattori scatenanti della vita di tutti i giorni (la cui riduzione o eliminazione pertanto non porta beneficio). Pertanto, in questi pazienti e’ prevalso l’effetto “stressante” legato al distanziamento sociale forzato, all’ansia e ai timori tipici dei periodi di quarantena”, e conclude: “Malgrado l’emergenza Covid -19, il nostro Centro Cefalee ha continuato, con i video-consulti, ad assistere i pazienti con la stessa attenzione e dedizione”.

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La Spagna infuriata con Gasperini l’untore, chiesto l’intervento dell’Uefa

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La Spagna tuona contro Gian Piero Gasperini. I sintomi da Coronavirus avvertiti a ridosso della gara di Champions League giocata a porte chiuse lo scorso 10 marzo al Mestalla e rivelati solo domenica – a quasi tre mesi di distanza – scatenano le proteste delle autorita’ locali e dello stesso Valencia che ora invita la Uefa a prendere “provvedimenti drastici per un comportamento ritenuto “poco responsabile”. Il massimo organismo continentale, al momento, tergiversa: non conferma la richiesta degli spagnoli e l’apertura di un fascicolo disciplinare. L’Atalanta – che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul tema – si rifiuta di commentare semplici indiscrezioni di stampa in attesa di eventuali sviluppi. Al netto della superficialita’ dell’atteggiamento, considerare Gasperini alla stregua di un untore e’ ingeneroso: l’Atalanta a Valencia mantenne un profilo blindato – tanto che Gomez se la prese con i giornalisti che lo presero d’assalto all’uscita dell’aeroporto – e i 9 positivi tra gli spagnoli vennero scoperti appena 5 giorni dopo la gara di ritorno. Il caso si sposta in un lampo anche sul piano politico. In difesa del tecnico si schiera il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti: “In Spagna hanno perso la ragione. Gasperini ha detto che si sentiva strano, ma non aveva la febbre, e gli sono saltati addosso. Ma se e’ irresponsabile Gasperini, come si possono definire il ministro spagnolo della Sanita’ e le scandalizzate autorita’ locali che, pur essendo imminente il rischio di epidemia, hanno consentito che centinaia di tifosi locali si radunassero all’esterno dello stadio con la partita a porte chiuse e hanno autorizzato le Fallas con decine di migliaia di persone accalcate?”. Necessario un passo indietro per ricapitolare una storia maledetta. La gara di andata del 19 febbraio – con i 45mila spettatori assiepati a San Siro, ignari del paziente uno di Codogno – e’ considerata una bomba biologica: ha probabilmente permesso al Covid-19 di diffondersi in maniera profonda nella provincia di Bergamo e contagiato diversi tifosi del Valencia. Quella di ritorno invece, vietata al pubblico, era stata teatro di una folle iniziativa dei tifosi spagnoli che si erano ritrovati a migliaia per le strade attorno allo stadio per accogliere il pullman della squadra e dare ai giocatori la spinta per una rimonta mai avvenuta. L’Atalanta per qualche ora si era goduta la gioia per uno storico risultato dedicato proprio alla citta’ di Bergamo prima di ripiombare nell’incubo di una zona martoriata e della lunga positivita’ di Sportiello. Ora gli strascichi polemici.

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Casa Bianca blindata anche dalla Guardia Nazionale, si temono proteste ancora più violente

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Quattro agenti arrestati per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato da un agente di polizia, aveva il covid-19 ma era asintomatico. E’ uno dei tanti dettagli che emerge dall’autopsia ufficiale. I tafferugli negli Usa proseguono. Il coprifuoco in molte città non basta a fermare le proteste. La Casa Bianca è blindata dalla polizia militare e dalle forze dell’ordine di varie agenzie federali mentre migliaia di persone si sono radunate nella capitale per protestare contro la morte di George Floyd. Un dirigente del Pentagono ha riferito che ci sono almeno 2200 uomini della Guardia nazionale. Il cordone di sicurezza forma un anello intorno al perimetro del parco Lafayette, di fronte alla Casa Bianca. Il coprifuoco scatta alle 23 (le 5 in Italia). In precedenza centinaia di dimostranti si erano stesi a terra lungo Pennsylvania Avenue ripetendo “non posso respirare”, la frase pronunciata da Floyd prima di morire soffocato da un poliziotto.

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Rivolte negli Usa, un altro giovane ucciso dalla polizia: a San Francisco agente spara ad un ragazzo che saccheggiava

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L’agente che ha ucciso un giovane a San Francisco lunedi’ nelle proteste per la morte di George Floyd aveva scambiato il suo martello per una pistola. Lo ha riferito la polizia. Quando una pattuglia e’ intervenuta per un saccheggio in un supermercato, Sean Monterrosa, un 22enne residente nella citta’ californiana, si era inginocchiato a terra tenendo le mani sulla vita, vicino ad un martello nella tasca della sua felpa. Un agente, pensando si trattasse di un’arma, ha esploso cinque colpi e ha ucciso il giovane. Ora il poliziotto e’ stato sospeso in attesa dei risultati dell’indagine.

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