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Un libro ed un progetto fotografico promossi dall UICI per la giornata internazionale delle persone con disabilità

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E’ nella   Giornata Internazionale delle persone con disabilità,  il prossimo 3 Dicembre, giornata indetta dall’O.N.U. nel 1992, che verrà proiettato il video realizzato nell’ambito del progetto “bambini fotografi” organizzato grazie ai proventi derivanti dal primo libro di Amedeo Bagnasco, che ha consentito a 10 bambini con disabilità visiva, di età compresa tra i 7 e i 14 anni di svolgere negli scorsi mesi estivi dei laboratori che hanno avuto come filo conduttore, la fotografia. Il laboratorio, curato dalla giovane fotografa Marzia Bertelli è parte di un progetto che ha come obbiettivo il raggiungimento del: “Nessuno resti indietro”, slogan dell’Agenda 2030, grande meta per l’inclusione e la piena integrazione del miliardo di persone con disabilità, cittadini a pieno diritto del nostro mondo. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli ritiene che il modo migliore per celebrare, senza retorica, la Giornata dei Disabili, sia quello di diffondere e leggere un buon libro. A tale scopo ha organizzato la presentazione del secondo volume dello scrittore anacaprese Amedeo Bagnasco: “Sfiora Capri ad occhi chiusi”. Dopo il grande successo de “La scatola dei Segreti Anacapri nei tuoi occhi”, libro giunto alla quarta edizione italiana ed una in inglese, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali  tra cui il prestigioso Premio Speciale Braille 2018, il giovane scrittore ed ottico di Anacapri: Amedeo Bagnasco, continua il racconto del fotografo non vedente, che guarda Capri con gli occhi del cuore. Il nuovo libro, pubblicato dalla editrice “Promediacom” diretta da  Luigi (Louis) Molino, così come il primo volume, sosterrà le iniziative ed i progetti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli  Ipovedenti. L’AUTORE – Amedeo Bagnasco, è un giovane ottico  e scrittore anacaprese che da meno di due anni ha creato un marchio di occhiali, “Cimmino Lab – Anacapri Eyewear”, ispirato ai luoghi più suggestivi di Anacapri.

L’evento di presentazione libro, accompagnato dal video si svolgerà  presso l’ UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI DI NAPOLI

Martedi’ 3 Dicembre 2019 – ore 17,00 presso

Salune UICI, in via San Giuseppe dei Nudi 80 . NAPOLI

Interverranno: Vincenzo Massa – Presidente regionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Mario Mirabile – Presidente sezione Napoli Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Luigi Molino – Editore,  Marzia Bertelli –  Fotografa, Amedeo Bagnasco – scrittore,modererà la presentazione Giuseppe Biasco direttore I.Ri.Fo.R. Napoli.

 

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Esteri

Coronavirus, Abu Dhabi impone il coprifuoco fino al 9 giugno

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 L’emirato di Abu Dhabi, il piu’ esteso come superficie geografica di tutti gli Emirati Arabi Uniti, ha inasprito le misure anti-coronavirus dopo un rialzo dei casi positivi e dei decessi. I media dell’emirato riferiscono che le autorita’ hanno deciso di imporre un coprifuoco quasi totale da domani e per una settimana, fino al 9 giugno. Dal canto suo, la compagnia aerea degli Emirati, la Emirates, ha annunciato un piano di licenziamenti di un numero imprecisato di suoi dipendenti.

Secondo l’Associazione internazionale per il trasporto aereo (Iata), le compagnie aeree mediorientali hanno perduto e stanno perdendo, a causa del coronavirus, circa 24 miliardi di dollari e piu’ di un milione di dipendenti perdono o perderanno il loro impiego. Nella vicina Arabia Saudita, il paese arabo del Golfo piu’ colpito dalla pandemia di Covid-19, da sabato scorso hanno riaperto tutte le moschee del Paese, che si prepara ad allargare ulteriormente le maglie delle restrizioni.

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Esteri

I fronti di “guerra” del presidente Usa Donald Trump e la sindrome del 7° Cavalleggeri

Angelo Turco

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Ma ci avete fatto caso su quanti fronti è impegnato il Presidente USA, Donald Trump? Uno più conflittuale dell’altro! Sul piano interno, quel che oggi balza agli occhi è la sua risposta intimidatoria alle piazze riempite in tutti gli States da moltitudini che protestano contro l’inqualificabile omicidio di George Floyd. I “real leaders” americani, come li chiama il New York Times, si chiederebbero come mai può accadere una cosa del genere in un Paese che ha combattuto un secolo e mezzo fa una sanguinosa guerra fratricida per l’abolizione della schiavitù, senza tuttavia riuscire ad andare fino in fondo sulla strada dell’estensione dei diritti civili e dell’eliminazione della discriminazione razziale. Tuttavia l’attuale inquilino della Casa Bianca, evidentemente, non è un “real leader” e manda non parole ispirate e fermi propositi politici a fronteggiare le strade in fiamme, ma la Guardia Nazionale e i reparti speciali. Quest’uomo singolarmente privo di cultura non saprebbe comunque fare altro, immagino. Ma temo che qualche suo consigliere gli stia suggerendo che, in una situazione così disperata per la sua rielezione, questa rabbia –sapientemente alimentata- potrebbe trasformare il voto d’autunno in una sfida razzialistica. Il potere WASP in pericolo, il suprematismo bianco sotto attacco: i “real patriots” possono stare solo da una parte, quando un dio distratto abbandona l’America, e quella parte si chiama Donald Trump.

Ma nessuno dimentica, si capisce, la tela di fondo che è e resta la pandemia. Un’arena conflittuale senza precedenti, con 100.000 morti sulla coscienza per inattitudine manifesta. Pensiamo alla gestione politica ed economica della crisi, alle dispute grottesche con la comunità scientifica, ai rapporti tra l’Amministrazione Federale e i singoli Stati, a cominciare da quello di New York, guidato da Andrew Cuomo. Per finire con le controversie col sistema dei media, “vecchi” ed autorevoli, come il New York Times, oppure “nuovi” e massificati come Twitter, su cui malgrado tutto ha costruito la sua fortuna politica.

Come se non bastasse, The Donald percorre con le colt spianate le vaste praterie del mondo. Qualcuno ha capito, di là dal riflesso pavloviano di un egemonismo yankee contestato, il senso della guerra con la Cina, seconda potenza mondiale? Una guerra globale, pericolosissima, condotta sul piano commerciale e finanziario, e via via estesa sul terreno politico, mediatico, scientifico? Utilizzando un linguaggio sprezzante ed inutilmente aggressivo. Con contorno di posizionamenti unilaterali e polemici su una quantità impressionante di temi. Straccia il trattato Open Skies con la Russia, e altri 33 Paesi, ignorando bellamente l’opinione e i divergenti interessi degli alleati europei. Tiene in caldo, pronte per l’esplosione, le tensioni tanto nel Vicino quanto nel Medio oriente, con perno dolente sull’Iran. Rottura chiassosa e arrogante con l’Organizzazione Mondiale della Salute, accusata di connivenza “globale” con la Cina e di complicità specifica nelle faccende poco chiare che ruotano attorno alla supposta origine laboratoriale del coronavirus.

Donald Trump. Atteso il suo discorso al Paese dopo gli attacchi iraniani

Ho sicuramente dimenticato qualcuna delle controversie trumpiane. Ma la questione è: può il Presidente della più grande potenza mondiale, che produce da sola 1/4 della ricchezza globale, con un arsenale atomico capace di distruggere chissà quante volte questo Pianeta (che non è suo, ma di tutti), può, dico, trasformare ogni relazione in un casus belli? Convinto che tutto si possa risolvere con gli squilli di tromba che incitano alla carica i bravi del 7° Cavalleggeri? Può quest’uomo pensare davvero di ripresentarsi alle prossime presidenziali? Può il Partito Repubblicano, il glorioso partito che fu di Abraham Lincoln, riaffidare la propria rappresentanza a quest’uomo e decretare la propria dissoluzione intellettuale e morale, senza batter ciglio? E infine può il popolo americano anche solo lontanamente pensare di affidarsi per ulteriori quattro anni a un personaggio di così sconcertante pochezza intellettuale e politica? 

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Economia

Whirlpool: un anno da vertenza, continua lotta operai

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“Whirlpool Napoli non molla” e’ il coro che continua a risuonare nelle manifestazioni, assemblee, incontri degli operai della fabbrica di Napoli est. E’ lo slogan di un anno di lotta, iniziato quando, in un incontro a Roma, i vertici della multinazionale americana comunicarono alle Rsu l’intenzione di chiudere la fabbrica di Napoli. E’ in quel momento che si apri’ un baratro per oltre 400 operai. Ad oggi, l’unica certezza e’ la data del 31 ottobre, fissata dagli americani come ultimo giorno prima della dismissione. L’accordo sottoscritto nel 2018 tra azienda e Mise, che prevedeva investimenti per 17milioni, e’ diventato carta straccia. E mentre in Italia andavano avanti le trattative tra Whirlpool e Governo, in America, veniva comunicata anche all’Autorita’ di Borsa la volonta’ della chiusura del sito. Oggi, in occasione del primo compleanno di una strana ricorrenza, gli operai hanno organizzato una manifestazione a meta’ tra la fabbrica e i social dal titolo “Un anno di lotta, un anno di speranza”. Riprendere al piu’ presto le trattative tra azienda, Governo e sindacati, e’ la posizione unitaria espressa da Fiom, Uilm e Fim. A un anno dall’inizio della lotta degli operai di Napoli est, i leader nazionali, rispettivamente, Francesca Re David, Rocco Palombella e Marco Bentivogli, chiedono una posizione ‘forte’ del Governo per evitare che inizi la dismissione del sito e che si arrivi in autunno senza una soluzione. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha ricordato che, nonostante la proposta di un accordo quadro e un investimento di 20milioni, dalla multinazionale “non e’ arrivata alcuna risposta”. Contro la possibilita’ di prendere fondi pubblici e poi lasciare il territorio, il senatore Sandro Ruotolo ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge, scritto con lavoratori e sindacati. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha fatto sapere che “negli incontri con il Governo stiamo sottolineando le sofferenze”, ma “finora dall’altra parte ho trovato una inadeguatezza ad affrontare questo momento storico”. “Tocca a noi – ha affermato – essere non solo pungolo, ma protagonisti”. Per Roberto Saviano, “serve un lavoro di tutte le parti, con la consapevolezza che chiudere la Whirlpool di Napoli avra’ effetti devastanti su un territorio che merita investimenti”. Sostegno anche da parte del cardinale Crescenzio Sepe che si e’ detto pronto “a fare la propria parte, senza ingerenze”.

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