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Un giovane fenicottero rosa soccorso sul litorale flegreo: i veterinari cercano di salvarlo

Marina Delfi

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Lo hanno trovato sulla sabbia del Lido Pola, sul litorale flegreo: un giovane esemplare di fenicottero rosa, in evidente stato di difficoltà. A soccorrerlo i veterinari del Servizio dell’ASL Napoli 1 Centro che lo hannosubito trasportato presso il POV dell’azienda sanitaria locale che ospita  il  Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) “Federico II” di Napoli. Il fenicottero è stato così affidato alle cure dei medici veterinari specializzati nel recupero e riabilitazione delle fauna selvatica. Complesse le sue condizioni a causa di un’intensa disidratazione e una notevole debilitazione. I medici veterinari hanno individuato anche un anello identificativo di metallo al tarso sinistro e un altro di plastica al tarso destro, sistemi di identificazione a distanza che probabilmente potranno essere utili a ricostruire la storia di questo giovane volatile migratore. Il fenicottero rosa è una specie migratrice che si sposta frequentemente all’interno delle zone umide del bacino mediterraneo. L’esemplare salvato dai medici veterinari dell’ASL Napoli 1 Centro proviene da un’area di nidificazione in Turchia. Le condizioni dell’animale restano complesse, ma la speranza dei medici veterinari è quella di poter restituire presto l’animale al suo habitat naturale.

 

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Ambiente, studio Ingv svela morfologia area vulcanica sottomarina Canale di Sicilia

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Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista “Frontiers in Earth Science” ha permesso di migliorare le conoscenze del Graham Volcanic Field, un’area vulcanica attiva finora poco conosciuta situata nel Canale di Sicilia, circa 40-50 chilometri a largo di Sciacca (Ag). La ricerca, curata da Danilo Cavallaro e Mauro Coltelli, ricercatori dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Oe-Ingv), ha consentito di indagare un campo vulcanico situato relativamente vicino alla costa e in un braccio di mare molto frequentato dal traffico marittimo, con l’obiettivo di contribuire ad affinare la stima della pericolosita’ vulcanica che impatta sulla costa e sulla sicurezza della navigazione. “La nostra ricerca – spiega il ricercatore Danilo Cavallaro – e’ incentrata su uno studio morfo-batimetrico di dettaglio del Graham Volcanic Field. Si tratta di un campo vulcanico formato da una decina di piccoli edifici vulcanici, di cui fa parte anche il conetto che rappresenta cio’ che resta dell’effimera Isola Ferdinandea, formatasi durante la ben documentata eruzione di tipo surtseyano del 1831”. Lo studio e’ basato su dati batimetrici multibeam ad alta risoluzione e video ROV (Remotely Operated Vehicle) grazie ai quali e’ stato possibile realizzare un’analisi morfologica degli elementi vulcanici, erosivi e deposizionali che caratterizzano il campo vulcanico. I conetti giacciono su un fondale la cui profondita’ varia tra 150 e 250 metri e mostrano altezze variabili tra 100 e 150 metri, arrivando fino -9 metri sotto il livello del mare nel conetto dell’ex Isola Ferdinandea.

Sono costituiti da materiale piroclastico poco consolidato, ad eccezione di guglie appuntite presenti sulla sommita’ di alcuni conetti, costituite da basalti massivi che rappresentano cio’ che resta dei condotti d’alimentazione. L’analisi dei parametri morfometrici dei coni, unitamente a quella degli elementi erosivi e deposizionali e messa in relazione con le variazioni del livello marino, ci ha permesso di confinare l’eta’ del vulcanismo cha ha originato il campo vulcanico Graham a circa 20.000 anni fa. “La distribuzione spaziale e la forma degli edifici vulcanici sottomarini che costituiscono il Graham Volcanic Field”, aggiunge il ricercatore Mauro Coltelli, “hanno permesso di avvalorare l’interazione tra tettonica e attivita’ vulcanica nella formazione di questo campo vulcanico, poiche’ i conetti sono situati lungo allineamenti orientati da Nord-Ovest verso Sud-Est e da Nord a Sud, corrispondenti alle principali direttrici tettoniche del Canale di Sicilia”.

La ricerca ha inoltre permesso di identificare e caratterizzare morfologicamente anche un altro campo vulcanico, denominato Terribile Volcanic Field, costituito da una trentina di piccoli conetti di eta’ probabilmente maggiore rispetto a quelli del Graham. La correlazione tra i processi vulcanici sottomarini e la forma dei conetti ha confermato la natura del vulcanismo che ha originato i campi vulcanici. Tale vulcanismo rappresenta una peculiarita’ perche’ si e’ impostato in corrispondenza di una fascia trascorrente che interessa una crosta continentale, e quindi in un ambiente geodinamico diverso da quelli tipici degli altri campi vulcanici, come ad esempio le zone di subduzione o le dorsali oceaniche. Inoltre, lo studio morfo-batimetrico ha individuato numerosi depositi di frana sottomarina e depressioni causate dall’emissione violenta di gas (pockmarks) nei pressi dei due campi vulcanici studiati, suggerendo la presenza di fenomeni di frane sottomarine e diffusi rilasci di gas accumulato nel sottosuolo.

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Nuova Zelanda, erutta il vulcano Waakari della piccola White Island: 1 morto, decine di feriti e molti turisti dispersi

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Almeno un morto. Decine di feriti. Alcuni turisti che risultano dispersi su una piccola isola vulcanica della Nuova Zelanda. Succede che il vulcano di questa isola è eruttato improvvisamente. La premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha dichiarato che su White Island c’era una dozzina di turisti al momento dell’eruzione. Testimoni affermano che alcuni turisti in quel momento erano sull’orlo del cratere. Il bilancio, fanno sapere le autorità, è probabilmente destinato ad aggravarsi.

L’improvvisa eruzione del vulcano Waakari della piccola White Island è avvenuto nel pomeriggio, mentre diversi turisti stavano compiendo escursioni sul cratere. La premier, in conferenza stampa da Wellington, ha spiegato che finora c’e’ una vittima accertata, mentre diversi visitatori feriti – di cui non sono stati resi ancora noti ne’ il numero ne’ le nazionalita’ – sono stati trasportati in ospedale nella vicina North Island, l’isola piu’ a nord dell’arcipelago neozelandese. L’ospedale St. John ha dichiarato che, sulla base delle testimonianze delle persone ricoverate, i visitatori presenti sull’isola erano almeno una ventina. Ardern ha definito l’episodio “molto significativo”. Il Waakari (questo il suo nome in lingua maori) e’ uno dei vulcani piu’ attivi della Nuova Zelanda, ed e’ anche imprevedibile. Filmati ripresi dai turisti dal bordo del cratere verso l’interno pochi minuti prima dell’eruzione non mostrano alcun segno di attivita’. Quelle riprese dai telefonini a distanza dopo l’eruzione mostrano un imponente pennacchio di vapore bianco e cenere che si eleva a oltre 3.000 metri di quota.

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Greta a Madrid accolta come una star: un anno di scioperi ma nulla è cambiato

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“Stiamo scioperando da un anno ma chi governa ignora ancora la crisi climatica” e “non c’è una soluzione sostenibile”. Delusa ma non rassegnata, Greta Thunberg parla alla stampa, dopo essere arrivata a Madrid dove è in corso la Conferenza sul clima. Nove ore di viaggio in treno da Lisbona. “Andiamo avanti con la nostra azione”, avverte seria auspicando “sinceramente che dalla Cop25 venga fuori qualcosa di concreto”. Attesa in stazione da uno sciame di giornalisti, telecamere e microfoni da tutto il mondo, la giovane attivista svedese – che e’ accompagnata dal padre – scortata dalla polizia e’ scesa con sotto braccio il cartello con la scritta “Sciopero per il clima” che porta sempre con se’: dalle manifestazioni solitarie del venerdi’ cominciate nell’agosto 2018 davanti al parlamento svedese a quelle assieme al movimento di giovani di tutto il mondo da lei ispirati Fridays for future. Ironica, ha twittato ai suoi oltre tre milioni di follower di essere arrivata in Spagna aggiungendo: “Credo che nessuno mi abbia vista”.

C’e’ stato anche chi ha avuto da ridire su questo viaggio che non sarebbe stato “a zero emissioni”, come invece fatto in barca a vela per raggiungere gli Usa e tornare, in quanto per 200 chilometri la locomotiva sarebbe stata a diesel. Greta ha fatto prima un salto nel quartiere fieristico che ospita la Conferenza delle parti dell’Onu sui cambiamenti climatici (Cop) che si conclude il 13 dicembre e dove si e’ festeggiato lo “Young and Future Generations Day”, un tema molto sentito quest’anno vista la mobilitazione dei ragazzi sul tema del clima. Dopo, la conferenza stampa nel centro sociale e culturale “La Casa Encendida” assieme ad altri tre attivisti sul palco dove ha catalizzato l’attenzione (tanto che Greta ha chiesto ai giornalisti di non fare domande solo a lei). Nel tardo pomeriggio si e’ unita ai giovani alla stazione Achoa per la “marcia del venerdi’” sul clima. Greta e’ ormai un simbolo globale ed e’ tra i personaggi piu’ gettonati anche sull’app per incontri amorosi Tinder, dove e’ sbarcata in massa la Generazione Z. I ragazzi sotto i 25 anni sono la maggioranza sulla piattaforma dove mostrano una notevole attenzione alle tematiche green. Alla Cop c’e’ molta attesa per il suo intervento, che sembra in agenda lunedi’ nell’ambito di un evento dell’Unesco. Nel settembre scorso, Greta e altri 15 ragazzi provenienti da 12 Stati del mondo hanno presentato uno storico reclamo al Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia per protestare contro l’inazione dei governi di fronte alla crisi del clima sostenendo che il fallimento degli Stati nell’affrontare la crisi costituisca una violazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

Obiettivo e’ incoraggiare un’azione urgente per ridurre il riscaldamento globale e mitigare l’impatto della crisi climatica. Come in altre occasioni, dalla Cop 24 in Polonia al summit sul clima del settembre scorso all’Onu, la sedicenne con la sindrome di Asperger dovrebbe nuovamente scuotere i 196 Paesi partecipanti chiedendo un’azione urgente. Si sta intanto concludendo la prima settimana di negoziazioni in cui gli sherpa cercano punti di accordo sui vari dossier per preparare i documenti da sottoporre nella seconda settimana ai ministri e capi di stato o di governo affinche’ arrivino a un’intesa. I nodi principali del negoziato iniziano ad emergere con le prime divergenze importanti sul tema del “Loss&Damage” cioe’ le perdite e i danni subiti dai Paesi piu’ poveri che chiedono contributi a quelli ricchi mentre proseguono i negoziati informali sui meccanismi di mercato (previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi del 2015) in modo da evitare il “doppio conteggio” delle riduzioni di emissioni di gas serra. C’e’ poi il tema della trasparenza.

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