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Tutto pronto a Mountain View per la cerimonia degli Oscar della Scienza

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I protagonisti saranno attori e personaggi dello spettacolo. Questa volta però il loro compito sarà quello di celebrare i ricercatori più prestigiosi del mondo, con tanto di red carpet, in un ambiente che è un monumento alla tecnologia come l’hangar numero 1 della Nasa: a Mountain View è tutto pronto per la cerimonia degli Oscar della Scienza, i Breakthrough Prize istituiti e finanziati dagli imprenditori Sergey Brin, Priscilla Chan e Mark Zuckerberg, Yuri e Julia Milner, Ma Huateng e Anne Wojcicki. L’obiettivo è premiare i risultati più importanti nelle scienze della vita, nella fisica e nella matematica. “Vedere l’invisibile” è il tema della cerimonia, in programma nella notte del 3 novembre, e le star della serata sono gli artefici della foto del secolo: la prima di un buco nero. Ad aggiudicarsi il Breakthrough Prize per la Fisica fondamentale per il 2020, del valore complessivo di tre milioni di dollari, sono stati infatti i 347 ricercatori della collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht). All’impresa, finanziata dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc), l’Italia ha partecipato con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Parla italiano anche il premio speciale per la Fisica fondamentale assegnato a Sergio Ferrara, ‘architetto’ della Supergravita’ insieme all’americano Freedman e all’olandese van Nieuwenhuizen: le loro ricerche hanno aperto la strada a un’unica teoria capace di spiegare la gravita’ e nello stesso tempo di descrivere il comportamento delle particelle elementari e delle forze che le controllano. Per le Scienze della vita il premio e’ andato alla scoperta degli analgesici non oppioidi per combattere il dolore cronico, la ricerca sulle basi genetiche dell’obesita’ e la scoperta dei meccanismi alla base di malattie degenerative come l’Alzheimer. Accanto ai ricercatori festeggeranno e animeranno lo spettacolo le star di Hollywood, come Drew Barrymore ed Edward Norton. Giunta all’ottava edizione, la cerimonia del Breakthrough Prize è giovanissima rispetto alla piu’ austera cerimonia di premiazione dei Nobel che da oltre un secolo di tiene a Stoccolma all’inizio di dicembre. Il premio e’ infatti aperto anche ai grandi gruppi che oggi sono i veri protagonisti della ricerca a livello internazionale. Per questo e’ stato possibile premiare tutti e 347 fotografi del buco nero, membri della collaborazione Eht, cosa che non e’ invece possibile con l’attuale regolamento del premio Nobel, che viene assegnato individualmente.

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Esteri

Silvia Romano è viva ma è in mano ad un gruppo islamista legato ad Al-Shabab in Somalia

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Sarebbe tenuta sotto sequestro in Somalia da un gruppo islamista legato ai jihadisti di Al-Shabaab. Potrebbe essere questa la situazione in cui si trova Silvia Romano, la cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre dello scorso anno e poi trasferita in territorio somalo. Questo è quanto emerge dagli sviluppi dell’indagine della Procura di Roma e dei carabinieri del Ros che da tempo sono sul territorio keniota e cooperano con le autorità di Nairobi. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di inviare una rogatoria internazionale alle autorità somale per avviare forme di collaborazione e cooperazione anche in quel territorio. Gli elementi più significativi raccolti dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, coordinati dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, dopo le trasferte in Kenya, hanno rafforzato la convinzione che la Romano si trovi in Somalia e dall’analisi dei documenti messi a disposizione dalle autorità kenyote la ragazza si troverebbe in una area del Paese dove gravitano milizie locali legate al gruppo terroristico di matrice islamica. La buona notizia che emerge da queste ultimissime novità è che Silvia Romano è viva e potrebbe essere merce di scambio.

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Cronache

La solita classifica sulla qualità della vita ci dice che al nord si vive meglio che al Sud: Trento al top, Agrigento la peggiore

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Sempre la stessa classifica, sempre le stesse indicazioni, sempre gli stessi indicatori. Insomma niente di nuovo ma solite conferme. Nel Nord Italia si vive meglio che al centro e al Sud. Un gap che si conferma praticamente in tutti diversi ambiti presi in esame nella classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione che quest’anno vede al primo posto, per qualità della vita, Trento e all’ultimo Agrigento. I dati dimostrano che nel 2019 la qualità della vita in Italia è complessivamente migliorata. Oggi sono 65 su 107 le province italiane in cui la qualità di vita è buona o accettabile: un dato che risulta il migliore degli ultimi cinque anni. Nel 2015, infatti, le province in cui si vive bene erano 53 su 110, nel 2016 e 2017 erano diventate 56 su 110, nel 2018 avevano raggiunto quota 59 su 110. Le prime dieci province appartengono, ancora una volta, al Nordest o al Nordovest: dopo Trento, ci sono Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Belluno, Aosta, Treviso, Cuneo, Udine e Bolzano, che scende dal primo al decimo posto rispetto al 2018. Per incontrare le prime province del Sud bisogna arrivare al 69 e al 70 posto, dove compaiono le lucane Potenza e Matera.

Nel Mezzogiorno e nelle Isole, il buon vivere e’ ancora un miraggio: in 35 province su 38 la qualita’ della vita e’ risultata scarsa o insufficiente. Il che significa, in termini di popolazione, che il 44% degli italiani vive con una qualità di vita insoddisfacente. Al contrario, nel Nordest, in 22 province su 22 la qualita’ della vita e’ buona o accettabile, in nessuna scarsa o insufficiente. Nel Nordovest, la qualita’ e’ buona o accettabile in 23 su 25 province (solo in due scarsa). Nell’Italia Centrale si registra una situazione stabile: in 14 su 22 la qualita’ della vita nel 2019 e’ accettabile. Anche in questa indagine emerge chiaro un dato: nelle province di piccole e medie dimensioni si vive meglio che nelle metropoli. I grandi centri urbani faticano a toccare la vetta e a mantenere posizioni di eccellenza. Tuttavia, le performance di alcune grandi città nel 2019 migliorano: Roma risale dall’85 al 76 posto; Milano dal 55 al 29, Torino dal 78 al 49; Bologna dal 43 al 13. Per Napoli, il salto è dal 108 al 104 posto. Non solo Nord-Sud: la differenza tra le province italiane si gioca anche su altre contrapposizioni. Tra Nordovest e Nordest, per esempio. O tra province minori, caratterizzate da elevati livelli di qualita’ della vita, e grandi centri urbani. E cosi’, raggruppando province con caratteristiche simili, l’Italia ne esce divisa in cinque. Ecco allora che Bolzano e Bologna aprono la classifica nella dimensione affari e lavoro (Milano al sesto e Roma al 72 posto) mentre e’ Crotone che chiude la classifica. Sondrio si prede il primo posto in tema ambientale, ultima Catania. E’ invece Pordenone la provincia piu’ sicura d’Italia, Rimini quella meno. Milano va male e si colloca subito prima di Rimini al 106 posto, Roma al 98 . Verbano-Cusio-Ossola si classifica in prima posizione nella dimensione relativa alla sicurezza sociale e personale, ultima Cosenza. Spetta a Bologna il trono per la migliore citta’ nella dimensione dell’istruzione, formazione, capitale umano, ultima Crotone. Aconferma degli eccellenti piazzamenti gia’ conseguiti nelle passate edizioni dell’indagine, Isernia si classifica al primo posto nella dimensione del sistema salute, che intende fornire uno spaccato sulla dotazione di strutture sanitarie. A seguire nelle posizioni di testa Catanzaro, Cagliari e Ancona. Chiude la classifica Vibo Valentia. Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle cinque passate edizioni, cosi’ come Rimini, Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Il gruppo di testa comprende 21 province ed e’ caratterizzato da una notevole stabilita’ nel tempo, con una presenza pressoche’ esclusiva di province dell’Italia centro-settentrionale, a eccezione della provincia di Sassari in rappresentanza dell’Italia meridionale e insulare. Come negli anni passati, chiude la classifica Crotone. Infine e’ Milano che apre la classifica sul tenore di vita. A seguire nel gruppo di testa, Bologna, Monza e Brianza e Trieste. Roma è solo 44 . Ultime sono Crotone e in fondo Agrigento-.

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Pietro Aurino, da talento della boxe alla camorra e allo spaccio di droga: la parabola di un campione

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Pietro Aurino è stato un campione di box. La sua classe cristallina avrebbe meritato ben altri sbocchi, ben altre vittorie, altre piazze. Il suo maestro, Lucio Zurlo, quando lo prese in carico nella sua palestra di Torre Annnziata fece di un 13enne incazzato un campione della boxe vesuviana. Aurino era uno dei talenti della boxe italiana già ai tempi di Nino Benvenuti. A 21 anni diventò professionista: combatte 41 incontri collezionando 38 vittorie delle quali 16 prima del limite. Poi successi in serie, diventò campione europeo, sfiorò il titolo mondiale e andò ai giochi di Atlanta del 1996.

Nel 2007 Aurino, quanto era campione europeo e sfidante mondiale nei massimi leggeri, fu  arrestato per concorso esterno in associazione camorristica, spaccio e traffico d’ armi. Prese otto anni di carcere. Per i giudici è uno dei referenti dello spaccio gestito dal clan Gionta alla Provolera. Finisce di scontare la pena nel 2016, pochi mesi dopo torna a combattere. Ma non è finita. L’ex pugile, ora 44enne, due giorni fa è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti insieme al fratello Salvatore e alla cognata Marianeve Longobardi. Nella loro casa alla Provolera avevano sistemato una sorta di laboratorio per confezionare e  poi spacciare coca, marijuana e crack.

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