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Tradito dal paracadute, morte atroce per un esperto base jumper a Caltanissetta

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Si è fatto accompagnare dalla sua amica catanese in auto fino all’inizio del viadotto san Giuliano a Caltanissetta, che da tre anni è interdetto alla circolazione perche’ non sicuro, e verso le 11 si e’ lanciato da un’altezza di 60 metri per un base jumping. Ma il paracadute non si e’ aperto e Luca Barbieri, 25 anni, nato a Fidenza (Parma) e residente a Soragna, e’ precipitato schiantandosi al suolo e morendo.

Non e’ ancora chiaro se il giovane provetto paracadutista indossasse la tuta alare, la wingsuit, che consente un volo lungo e una planata prima dell’apertura del paracadute, o si sia gettato per un base jumping, il salto in caduta libera nel vuoto con la successiva apertura del paracadute. A dare l’allarme e’ stata la donna che era con lui. Sul posto sono stati inviati, dalla centrale del 118 di Caltanissetta, l’elisoccorso e un’ambulanza. Lo sportivo pero’ era morto. Barbieri prima di provare il volo dal viadotto si sarebbe lanciato da altre zone, sempre nel nisseno. Il giovane era un paracadutista professionista che col wingsuit aveva gia’ all’attivo quasi un migliaio di salti.

Una passione sfrenata che lo portava in giro per il mondo per i suoi salti e i voli che in Italia faceva soprattutto sulle Alpi. Su Youtube c’e’ un video su un suo volo in Arabia Saudita, dov’era stato l’estate scorsa, in cui si vede la spettacolarita’, ma anche la pericolosita’, del volo fatto con la tuta alare: dopo il salto inizia una planata che viene gestita dal jumper che termina con l’apertura di un piccolo paracadute. Su Facebook scriveva: “Questa estate sono stato in Arabia Saudita con la mia tuta alare e altri atleti di wingsuit per volare sopra uno dei piu’ importanti e stupendi festival sauditi saltando da uno dei piu’ massicci elicotteri al mondo, il famoso blackhawk, per intrattenere il pubblico con qualche spettacolare flyby. Oltre a quello abbiamo aperto qualche nuovo exit point nel Al Soudah National Park. Qui nel video il mio salto dal YallaYalla exit point. In ricordo di Angelo che ha perso la vita in questa avventura”.

Sul suo profilo Instagram ha pubblicato foto e video dei suoi voli. Barbieri aveva fatto anche alcune apparizioni in tv. Tre anni fa aveva partecipato al talent show “Tu si’ que vales” su Canale 5 con altri due paracadutisti. La salma e’ stata portata nell’obitorio dell’ospedale sant’Elia a Caltanissetta.

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Arrestato l’orco che drogava e violentava una bimba, poi vendeva online il video degli abusi

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La storia se provata – scriviamo così perché fatichiamo a credere a tanto orrore- sarebbe davvero allucinante. Un uomo della zona di Como è stato arrestato dalla polizia postale di Milano con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina, una piccolina che ancora non andava a scuola:  l’orco l’avrebbe drogata prima di violentarla poi avrebbe filmato tutto e avrebbe diffuso le immagini a pagamento nel web. Anzi, nei bassifondi della rete, in quei meandri oscuri di abiezione che costituiscono il ‘deep web’.

A scoprirlo i poliziotti che indagavano su questa parte del web meno conosciuta ma utilizzata per ogni specie di traffico illecito. S.T., disoccupato non si era curato di coprire bene le tracce in Internet così si è giunti alla sua identificazione tracciando l’ip e geolocalizzandolo: sul suo computer aveva centinaia di video pornografici con bambini e ragazzi, migliaia di fotografie ed altro materiale pedopornografico. Video che erano stati segnalati dagli USA in pieno lockdown. L’uomo avrebbe drogato la piccola con un prodotto acquistato in rete e che, secondo quello che lui stesso scriveva, non lasciava tracce nell’organismo, poi violentava la piccola e riprendeva tutto con la sua telecamera. Infine metteva in vendita il video online, video che presumibilmente avrebbero dovuto acquistare utilizzando criptovaluta, ovvero bitcoin. L’arresto è avvenuto a Como ma poi tutto il materiale dell’inchiesta è stato inviato alla DDA di Milano.

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Elezioni, Catello Maresca: “Sono orgoglioso della mobilitazione popolare intorno al mio nome ma non sarò il candidato di nessun partito”

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In merito alle indiscrezioni che vogliono il magistrato Catello Maresca candidato alla Regione Campania, il dottor Maresca spiega: “Devo constatare con grande soddisfazione che attorno alla mia persona si sta formando una imponente mobilitazione civile. Ho provato, senza successo, a ringraziare uno ad uno tutti coloro che mi hanno espresso vicinanza e che mi spingono a rappresentarli in un nuovo diverso concetto di politica. Una idea fondata non solo sulla competenza, ma sulla concreta dimostrazione di capacitá operativa, professionalità ed efficacia. Il modello, l’unico modello che mi piace rappresentare, è quello in cui LO STATO VINCE SEMPRE”.

Sul suo collegamento a questo o quel partito il magistrato antimafia precisa: “Devo però con amarezza ancora constatare come ci siano state troppe fughe in avanti, tentativi di mettere il cappello su una operazione che fino ad oggi è solo della società civile.
Tali atteggiamenti non hanno mai fatto parte del mio modo di pensare, ne’ tantomeno rappresentano un buon inizio rispetto ad una mia personale e convinta idea di politica assolutamente diversa. Con la gente e per la gente. Una cosa deve essere chiara a tutti: non sarò mai il candidato di nessun partito”.
“La mia storia di magistrato antimafia, il mio attuale ruolo istituzionale, il mio percorso di serio ed efficace impegno civile e la mia onestà intellettuale – precisa Maresca- lo esigono prima di ogni altra cosa. In tal senso non sono disponibile ad accettare in alcun modo strumentalizzazioni o speculazioni sul mio nome”.

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Scacco al clan Polverino di Marano e ai narcos di Torre Annunziata, 37 arresti e sequestro di droga

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Scacco al clan Polverino di Marano e contro la crimianalità organizzata di Torre Annunziata e dell’area oplontina. È in corso una vasta operazione dei Carabinieri  contro i narcotrafficanti di Marano: Sono 37 gli arresti eseguiti dai militari coordinati dalla procura distrettuale antimafia.

A Marano sono 16 le persone contigue al Clan “Polverino” arrestate perchè gravemente indiziate dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e all’intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso.  A Torre Annunziata, invece, sotto il coordinamento della Procura sono 19 le persone arrestate e 2 colpite dalla misura dell’obbligo di dimora per i reati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, sostituzione di persona, estorsione, porto abusivo di armi e falsità ideologica commessa dal privato.

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