Collegati con noi

Ben'essere

Tolta la terza stella Michelin al ristorante di Paul Bocuse

Avatar

Pubblicato

del

– Duro colpo ad uno dei ristoranti simbolo della gastronomia francese. Nella sua edizione 2020 la prestigiosa guida Michelin ha retrocesso il ristorante di Paul Bocuse, il leggendario chef transalpino scomparso due anni fa all’eta’ di 91 anni, ritirandogli la preziosa terza stella posseduta per oltre 50 anni, dal 1965 senza interruzioni, un record assoluto. Una decisione che, dall’annuncio, questa mattina, ha suscitato veleni e polemiche, tra chi lo ritiene un inaccettabile oltraggio ad una istituzione intoccabile della Haute Cuisine e chi invece pensa che la ruota debba girare, magari a beneficio di altri chef meno noti ma altrettanto talentuosi. “La qualita’ del locale rimane eccellente ma non piu’ a livello di tre stelle”, questa la spiegazione fornita dal Guide Michelin, che ha confermato la notizia, anche se l’edizione 2020 verra’ presentata solo il 27 gennaio. In un comunicato diffuso dopo l’annunciata retrocessione, i dipendenti dello storico ristorante – l’Auberge de Collonges-au-Mont-d’Or, circa 20 km a nord di Lione – hanno fatto sapere di essere “sconvolti” ma determinati a proteggere “lo spirito di Monsieur Paul”. “Sono due anni che Monsieur Paul ci ha lasciati – si legge nella nota – e anche se la stella non appartiene a uno chef, e’ ovvio che tutti si interrogano sul nostro futuro”. Anche nel piccolo comune di Collonges-au-Mont-d’Or, che diede i natali al cosiddetto ‘Papa” della gastronomia francese – anche la scuola comunale e’ intitolata a lui – prevalgono delusione e tristezza. “Shock, sgomento e sorpresa” sono stati espressi, tra l’altro, dal sindaco di Collonges, Alain Germain. Gia’ prima della morte di Bocuse, alcuni critici gastronomici avevano cominciato a sostenere che l’Auberge non era piu’ all’altezza della terza stella, ma che veniva comunque selezionata al top della classifica solo in quanto ‘istituzione’ intoccabile della Francia. Presidente del Bocuse d’Or, il premio internazionale fondato dall’omonimo chef nel 1987, Olivier Ginon ha espresso “tristezza e rinnovato rispetto per l’opera di Monsieur Paul”. Messaggi di solidarieta’ sono piovuti anche da tanti altri chef transalpini, tra cui il cuoco dell’Eliseo, Guillaume Gomez. Furioso, Marc Veryat, un altro grande chef d’Oltralpe che ha portato in tribunale il Guide Michelin per averlo escluso dalla cerchia ristrettissima delle 3 stelle lo scorso anno. “E’ drammatico e patetico”, ha tuonato ai microfoni di Europe 1, accusando gli ispettori di non conoscere il territorio e i prodotti della regione intorno a Lione, epicentro della cucina francese tradizionale nota ai quattro angoli del mondo. Per il critico gastronomico, Pe’rico Legasse, la Guida Michelin ha commesso “l’irreparabile” e sono in molti ad accusare la direzione di aver orchestrato un colpo mediatico per riprendere terreno rispetto alla concorrenza, a cominciare da quella del web. Accusa respinta al mittente dal Gwendal Poullennec, il capo della guida rossa che oggi si e’ recato al ristorante di Bocuse per annunciare personalmente la decisione. Gli sforzi di modernizzazione messi in atto dopo la morte di Bocuse – “la tradizione in movimento” come definita dalla stessa equipe del ristorante – non hanno evidentemente convinto gli ispettori. Il ristorante riaprira’ il 24 gennaio, dopo importanti lavori di ristrutturazione. E chissa’ se la perdita della terza stella non possa contribuisca a pubblicizzarlo ancora di piu’ rispetto a quella che sarebbe stata una banale riconferma per il 56mo anno consecutivo.

Advertisement

Ben'essere

Premiate in Regione le eccellenze ischitane: Dani Maison, Cantine Mazzella, Ischia Pane

Marina Delfi

Pubblicato

del

Non è stato scelto a caso il giorno di San Valentino per premiare tre eccellenze ischitane: Nino Di Costanzo, con il suo DaNi Maison e le due stelle Michelin, Nicola Mazzella delle cantine Mazzella, vincitore al Vinitaly come “Migliore cantina d’Italia” per il vino bianco “Vigna del lume”; Alessandro Slama maestro pasticciere che ha vinto con il suo panettone il titolo di migliore al mondo. Tutti mossi dall’amore: per il buono, per il territorio, per i prodotti o per la cucina a km0.

I riconoscimenti “Eccellenze campane” sono stati voluti dal presidente della commissione Attività Produttive, Nicola Marrazzo, che ha assegnato i riconoscimenti

La cerimonia di premiazione presso la sala Nassiriya del Consiglio regionale della Campania, alle aziende ischitane che si sono distinte in questi anni per aver promosso il brand isolano in tutto il mondo.

“Si tratta di riconoscimenti all’alta professionalità di tre realtà produttive che, seppur di nicchia, eccellono nel mondo del food e che, con la loro arte culinaria ed enogastronomica, rappresentano il traino per lo sviluppo turistico dell’isola di Ischia e della Campania in tutto il mondo”, ha dichiarato il presidente Nicola Marrazzo per il lancio dell’iniziativa.

 

Alla cerimonia di premiazione ha partecipato la Presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio.

“Una scelta pregnante e molto evocativa quella del Presidente Marazzo di premiare le eccellenze ischitane – ha dichiarato la Presidente D’Amelio – perché il terremoto ha colpito duramente questa realtà che invece va amata, valorizzata, sostenuta e aiutata. Questo è il compito delle istituzioni e della Regione e il riconoscimento che consegneremo venerdì è un gesto simbolico importante e concreto per dare forza all’identità e rilanciare la vocazione turistica di un’isola famosa in tutto il mondo”.

Si è detto felice della scelta fatta dal Presidente Marrazzo il Sindaco di Ischia Enzo Ferrandino che ha partecipato alla cerimonia di premiazione dei suoi concittadini: “Un grazie sentito – ha detto Ferrandino- perché questa scelta oltre a premiare tre persone che hanno sempre creduto in quello che fanno, con grande sforzo, e che hanno deciso di farlo restando sull’isola, porta lustro alla nostra Ischia e potrà essere un incentivo per tanti altri che che operano sul territorio”.

 

 

Continua a leggere

Ben'essere

Brexit, la mozzarella di bufala campana tutelata con la registrazione del marchio

Avatar

Pubblicato

del

Sono partiti da lontano per tutelare sul mercato britannico l’oro bianco, l’eccellenza del food italiano: la mozzarella, un prodotto amato a livello planetario. E così la Brexit gli fa un baffo al Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, ha annunciato la novità sul futuro della mozzarella: “La Mozzarella di Bufala Campana Dop -ha detto- continuerà a essere tutelata nel Regno Unito, anche dopo l’uscita dall’Unione europea. Il Consorzio di Tutela si è mosso per tempo e ha provveduto alla registrazione del marchio collettivo direttamente in Gran Bretagna, ottenendo anche la protezione nazionale”

Il Regno Unito è il terzo Paese per l’export della bufala Dop, con una percentuale dell’11,31% e un giro d’affari di 12 milioni di euro.

“Siamo di fronte a un partner importantissimo, ecco perché il Consorzio ha già provveduto in tempo utile ad affrontare i nuovi scenari. Pertanto, in attesa che venga definita l’intesa sul riconoscimento dei prodotti Dop e Igp, ci sarà una completa tutela della denominazione”, rimarca il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. Fino al prossimo 31 dicembre è comunque assicurata la libera circolazione di merci e persone.

Il marchio “Mozzarella di Bufala Campana DOP” era già registrato come marchio collettivo dell’Ue (atto che copre tutti i Paesi intesi come unica area geografica), ma nel momento in cui si è affacciata l’ipotesi della Brexit, con la conseguente possibilità che non potesse proseguire l’applicazione di quei diritti, si è provveduto a designare il Regno Unito in via nazionale attraverso il Protocollo di Madrid. Già nel 2018 è stata inoltrata all’Ukipo (l’Ufficio governativo della proprietà intellettuale britannico) la richiesta di protezione nazionale del marchio. La domanda è stata accolta in via definitiva il 29 aprile 2019, ottenendo il “Grant of Protection”, ovvero la protezione nel Regno Unito.

Grazie a questa azione, esiste dunque una protezione del marchio come titolo di privativa nazionale. Al momento “resiste” nel registro Ukipo anche la registrazione come Marchio dell’Unione Europea (Mue), che nell’ipotesi di mancato accordo sulle conseguenze dei diritti derivanti dai Mue, cesserà i suoi effetti nel Regno Unito. In quel caso però rimarrà la registrazione nazionale, in virtù della quale si continuerà a garantire piena tutela alla bufala Dop.

Continua a leggere

Ben'essere

La dieta mediterranea è la migliore del mondo: dà benefici per la salute e allunga la vita. Lo sostengono gli americani

Avatar

Pubblicato

del

The winner is… la dieta mediterranea: parliamo di una singolare classifica tra le ‘diete’ di tutto il mondo che l’ha vista al primo posto, quale migliore dieta al mondo del 2020 davanti alla ‘dash’ e alla ‘flexariana’. A divulgare questi dati è la Coldiretti, sulla base del best diets ranking 2020 elaborato dal media statunitense U.S. News & World’s Report’s, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori.

La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – ha vinto la sfida tra 35 diverse alternative con un punteggio di 4,2 su 5 grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute, tra cui perdita e controllo del peso, salute del cuore e del sistema nervoso, prevenzione del cancro e delle malattie croniche, prevenzione e controllo del diabete.

Il primato generale della dieta mediterranea – precisa la Coldiretti – è stato ottenuto grazie al primo posto in ben quattro specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, mangiare sano, componenti a base vegetale e facilità a seguirla. In pratica è stato premiato lo stile di vita unito ad un’alimentazione sana, fatta di prodotti del territorio.

A contendere la vittoria della dieta mediterranea sul podio quella ‘dash’ contro l’ipertensione che si classifica al posto d’onore e la f’lexariana’, un modo flessibile di alimentarsi. Al quarto posto la dieta ‘mind’ che previene e riduce il declino cognitivo e la storica dieta ipocalorica ‘weight watchers’.

Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto ad un decennio dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 16 novembre 2010, nonostante la svolta promossa dal presidente Usa Donald Trump nelle mense scolastiche americane con una proposta per indebolire il programma avviato da Michelle Obama per promuovere pasti più sani come le verdure.

La dieta mediterranea è un tesoro del Made in Italy che ha consentito all’Italia di conquistare il record di longevità in Europa con la speranza di vita alla nascita che raggiunge il massimo storico di 82,3 anni con 80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne con ben 14.456 ultracentenari a livello nazionale. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari – continua la Coldiretti – si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.

Il nuovo riconoscimento rappresenta– precisa la Coldiretti – anche una risposta ai bollini allarmistici e a semaforo fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale. “Il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e – afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia – precisa Prandini – di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate. È inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché – continua Prandini – l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo sullo specifico prodotto. È importante l’impegno dell’Italia affinchè – precisa Prandini – si introduca un sistema diverso “a batteria” che tenga conto dell’insieme della dieta alimentare non si focalizzi sul singolo prodotto”. In questo contesto – conclude Prandini – è giusto non inserire i prodotti a denominazione di origine Dop e Igp per evitare di ingenerare confusioni su prodotti le cui riconosciute caratteristiche spesso  a ricette tramandate da secoli.

TOP FIVE DIETE NEL MONDO
1) Mediterranea
2) Dash contro l’ipertensione
3) Flexariana, un modo flessibile di alimentarsi
4) Mind che previene e riduce il declino cognitivo
5) Weight watchers, ipocalorica

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su U.S. News & World’s Report’s,

Continua a leggere

In rilievo