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Tiziano Ferro convola a nozze con il compagno Victor Allen

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“La vita e le sue imprevedibili e meravigliose svolte. Non vedo l’ora di raccontarvi questa ennesima storia di gioia e celebrazione dell’amore”. Tiziano Ferro annuncia cosi’ sui social il suo matrimonio con Victor Allen, suo compagno da tre anni. Una festa blindatissima, al tramonto di ieri, nella sua villa di Sabaudia, con gli amici piu’ intimi, una quarantina, e alla presenza dei suoi genitori. Il cantante, 39 anni, ha deciso di unirsi civilmente in una cerimonia officiata da un’amica, con l’imprenditore di Los Angeles, 54 anni, ex consulente della Warner Bros e attualmente proprietario di un’agenzia di marketing. La notizia, anticipata da Dagospia, si e’ poi diffusa sul web ed e’ stata confermata dalle affermazioni del cantante a Vanity Fair. “Il matrimonio e’ una cosa sconvolgente”, ha detto Ferro al settimanale, rinunciando alla solita ritrosia nel parlare di eventi personali. “Per Victor faccio un’eccezione – ha spiegato l’artista – perche’ con il matrimonio lui entra a far parte della mia famiglia e questa e’ una verita’ che non si puo’ tacere”. La coppia – fa sapere, inoltre, Vanity Fair – si era gia’ segretamente sposata lo scorso 25 giugno a Los Angeles. Nelle foto rilanciate sul web e sui social, i due appaiono sorridenti, in abito grigio Tiziano e blu Victor e mostrano, entrambi, le fedi al dito. Un periodo felice per il cantante, che si e’ trasferito a Los Angeles e che ha annunciato per il prossimo anno un nuovo tour negli stadi dal titolo TZN 2020 (partenza da Lignano Sabbiadoro il 30 maggio, finale all’Olimpico di Roma il 15 luglio). Il 22 novembre e’ inoltre in uscita il nuovo album “Accetto miracoli”, il settimo in studio, che arriva a distanza di tre anni dall’ultimo “Il mestiere della vita”. Ora, sul web, c’e’ sostiene che il prossimo passo della coppia sara’ avere un bambino. Un anno fa aveva fatto discutere una foto del cantante con un neonato in braccio, rilanciata sui suoi profili social con il commento: “La meraviglia assoluta”. Poi si era capito che non era suo figlio, ma quello di una coppia di amici. D’altronde, ancor prima, a Vanity Fair Ferro aveva rivelato di essere in America anche per avere un figlio. “Frequento incontri per aspiranti genitori – aveva rivelato – e mi sono reso conto che c’e’ molta razionalita’ da mettere in questo progetto, lo slancio non basta. Diciamo che se il cuore riesce a superare la quantita’ di burocrazia richiesta, allora il figlio lo vuoi per davvero”.

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David Sassoli conquista il Meeting di Rimini, simboli della fede non solo amuleti da esibire in politica

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Alla fine e’ il presidente del Parlamento europeo il politico ampiamente piu’ applaudito al Meeting di Rimini. David Sassoli ha conquistato l’appuntamento di Comunione e liberazione con un discorso molto legato ai temi del cattolicesimo in politica e alla storia del cristianesimo al centro di quella dell’Europa. Anche con riferimenti precisi, come quando dice che “i cattolici hanno il dovere di opporre una passione di verita’ cristiana a chi ancora oggi, in Polonia, in Ungheria, in Italia, osa agitare i simboli della nostra fede come amuleti, con una spudoratezza blasfema”. Un riferimento chiaro alle recenti polemiche sul vicepremier italiano, Matteo Salvini che e’ apparso chiaro a tutti. Il presidente del Parlamento europeo, esponente sorridente del Pd, aggiunge che “oggi i cattolici giocano un ruolo decisivo, perche’ e’ sulla loro divisione che contano le destre neo-nazionaliste. Se guardate a come si e’ estesa l’onda nera del sovranismo, con i suoi rigurgiti antisemiti e il suo razzismo piu’ o meno travestito, vedete che ha puntato ai Paesi di piu’ forte tradizione cattolica.

Agitando fantasmi e paure non si e’ andati alla ricerca del voto cattolico, che e’ normale e ovvio, o del voto conservatore: si e’ andati alla ricerca di frange e sette che rivendicano di essere la vera Chiesa e che vengono chiamate a fischiare il Papa in una piazza italiana”, dice Sassoli, che riceve quasi un’ovazione, comunque l’applauso ampiamente piu’ lungo alla 40esima edizione del Meeting. Il presidente del Parlamento europeo risponde anche ai giornalisti sulle ipotesi di governo ‘giallorosso’. “Non bisogna mai avere paura del confronto: i parlamenti servono a questo, a sviluppare confronto, dialogo, compromesso. Noi siamo molto contenti che la scelta e il consenso della presidente von der Leyen sia stato cosi’ ampio – afferma Sassoli – e abbia trovato anche delle solidarieta’ ad esempio dal M5s. E’ stato fatto tutto con grande trasparenza: il dialogo e’ necessario perche’ nessuno e’ autosufficiente, chi pensa di essere autosufficiente credo che non sia utile in questo momento ne’ all’Europa ne’ all’Italia”. E i riferimenti spesso sono chiari. “Chi pensava di dividere l’Europa in realta’ si e’ accorto che gli europeisti hanno in alcuni casi diviso i loro fronti” mentre sul fronte commissario europeo lascia tempo. “Non ci sono pressioni da Bruxelles: il percorso dovra’ avviarsi nel mese di settembre e speriamo che il governo italiano sia pronto a indicare un proprio rappresentante”, conclude il presidente del Parlamento europeo.

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Cronache

Abusi sessuali e truffe, la vita spericolata di Monsignor Zanchetta

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Il vescovo argentino Gustavo Zanchetta, 55 anni, gia’ allontanatosi nel luglio 2016 dalla sua diocesi di Oran e poi chiamato in Vaticano nel dicembre dell’anno dopo da papa Francesco come assessore all’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica) – incarico dal quale e’ poi stato sospeso -, oltre a dover affrontare presto un processo nel suo Paese per “abusi sessuali continuati e aggravati” su seminaristi, sarebbe indagato dalla Procura di Oran anche per presunte truffe allo Stato. Lo scrive il quotidiano argentino El Tribuno, ricordando come a carico di Zanchetta, oltre alle accuse di abuso sessuale avanzate dal due seminaristi, c’erano accuse da parte di altri religiosi della diocesi di Oran per presunti squilibri economici con fondi statali, prese in carico d’ufficio dalla Procura della citta’ argentina e rimaste finora sotto stretto segreto.

juorno.it/sesso-alcol-e-foto-hot-con-i-seminaristi-il-vescovo-gustavo-zanchetta-inseguito-dai-magistrati-e-sotto-processo-in-vaticano/

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Ambiente

Amazzonia, Bolsonaro: incendi non giustificano le sanzioni contro il Brasile

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Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in un breve discorso trasmesso a reti unificate, ha detto che gli incendi forestali in Amazzonia, che “non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni”, non possono servire come “pretesto per imporre sanzioni internazionali” contro il Brasile, alla vigilia del vertice G7 di Biarritz in cui vari paesi, capitanati dalla Francia, hanno detto che intendono prendere misure per garantire la protezione ambientale nel paese sudamericano.

“La foresta dell’Amazzonia è una parte essenziale della nostra storia, del nostro territorio e di cio’ che ci fa sentire brasiliani”, ha detto Bolsonaro nel suo intervento, di circa 4 minuti, sottolineando che “la protezione della foresta e’ il nostro dovere: ne siamo coscienti e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale, e qualsiasi altra attivita’ criminale che metta a rischio la nostra Amazzonia”. Poco prima del suo discorso in tv, il presidente brasiliano ha firmato un decreto che autorizza l’uso delle forze armate per combattere gli incendi in Amazzonia.

“Siamo un governo di tolleranza zero con la criminalita’, e nell’area ambientale non sara’ differente”, ha assicurato Bolsonaro. Dopo aver spiegato che “negli anni piu’ caldi, come questo 2019 (gli incendi) avvengono con maggiore frequenza” e anche se quelli attuali “non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni, Bolsonaro ha comunque ammesso che “non siamo soddisfatti con quello che sta succedendo”. “D’altra parte, e’ necessario affrontare queste questioni con serenita’”, ha proseguito il presidente brasiliano, secondo il quale “diffondere dati e messaggi senza fondamento dentro e fuori del Brasile non aiuta a risolvere il problema, e serve solo come strumento politico di disinformazione”. In conclusione del suo intervento, Bolsonaro ha detto che “gli incendi forestali esistono in tutto il mondo e questo non puo’ servire come pretesto per possibili sanzioni internazionali”, perche’ “il Brasile continuera’ ad essere, come e’ stato finora, un paese amico di tutti e responsabile nella protezione della sua foresta amazzonica”.

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