Sabato sera di paura per Ghali Amdouni. Il rapper tunisino-milanese è stato aggredito mentre rientrava alle 21 circa nella sua villetta di Buccinasco, alla periferia di Milano. Ad aggredire la star del trap e del rap – ma tocca capire se davvero s’è trattato di aggressione – una ragazza di 22 anni arrivata da Moiano, un piccolissimo centro agricolo  in provincia di Benevento. Questa ragazza è una fan di Ghali ed aveva fatto 900 km  proprio con l’intenzione di incontrare il suo idolo. Succede, capita magari di esagerare. Ma vediamo i fatti così come emersi anche dall’intervento della polizia locale e dei carabineiri che hanno immobilizzato la giovane e chiamato il 118 per calmarla. Lei sostiene che era lì solo per conoscere Ghali di persone, perchè è il suo idolo. Però, sostiene Ghali, la giovane avrebbe ha preso a calci la sua Bmw X2 parcheggiata sul vialetto, poi una volta scavalcato il cancello avrebbe distrutto un po’ di mobili e suppellettili in giardino.
Il vero bersaglio era però  Ghali. Quando è comparso è stato aggredito dalla ragazza di Moiano, che l’ha prima insultato e poi avrebbe tentato di colpirlo con una bottiglietta, senza peraltro riuscirci. L’arrivo delle forze dell’ordine ha rimesso la situazione in pieno controllo. L’aggressione è stata fermata, il rapper era in stato di choc. La fan è stata definita dalla polizia locale una “esagitata”. Il 118 l’ha portata via con l’ausilio dei carabinieri  all’ospedale San Carlo Borromeo per accertamenti di tipo psichiatrico. La ragazza avrebbe spiegato, con esagitazione, un rancore incredibile verso Ghali. Un rancore che l’avrebbe spinta da Moiano a Buccinasco. Ma perchè? Che cosa c’entra questa ragazza con Ghali, ammesso che c’entri qualcosa?C’è chi ha ipotizzato trattarsi di una stalker con problemi seri di psicosi passionale. È una sindrome conosciuta come sindrome di Clérambault, che prevede il passaggio da una fase di speranza di poter essere ricambiati di un amore che magari ci si è messi in testa, a una di profonda delusione e infine di rancore aggressivo, proprio come quello manifestato dalla giovane sannita nei confronti di Ghali. Non è chiaro se alla base ci sia una infatuazione irrazionale o un motivo legato a qualche dichiarazione fatta dal cantante. Si vedrà, si proverà a capire. Per fortuna nessuno s’è fatto male. E questo è merito sicuramente della polizia locale e dei carabinieri che hanno evitato alla giovane sannita di commettere qualche grossa sciocchezza di cui si sarebbe pentita per una vita intera. La ragazza è stata visitata in ospedale, calmata e rilasciata e denunciata (a piede libero) per danneggiamento e violazione di domicilio.
Episodi del genere con pop star vittime non sono nuovi. Tutti noi ricordiamo altre ossessioni del passato finite nel sangue, come quella per John Lennon ucciso da Mark David Chapman.  Michelle Hunziker, minacciata di una aggressione con l’acido da un suo fan. Ghali, nato nel ’93 da genitori tunisini e cresciuto a Baggio, periferia milanese, ha visto aumentare la sua popolarità negli ultimi anni, dopo una serie di brani postati su YouTube e poi raccolti nell’album “Lunga vita a Sto”: il suo singolo di debutto “Ninna Nanna”, uscito nel 2016 su Spotify, ha stabilito il record del più alto numero di ascolti e il nuovo album “Dna” ha conquistato il primo posto in classifica. Un percorso quello di Ghali non senza sacrifici. Appogiato  dalla madre, senza il padre detenuto a San Vittore. Anche quella villetta a Buccinasco vandalizzata dalla fan campana è il simbolo di un riscatto sociale dopo anni difficili. “Io e mia madre abbiamo dormito nella stessa stanza, uno di fianco all’altra, fino allo scorso anno – ha detto Ghali -: solo da quando ho comperato la casa abbiamo due stanze diverse”. Ora quel sogno di integrazione e accoglienza scricchiola sotto il peso dell’ aggressione di una fan fuori controllo: “Non so che dire – queste le uniche parole che affida all’ ufficio stampa -, sono ancora molto scosso”.