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Spettacoli

Teatro, 200mila biglietti in 2 mesi per musical Piparo

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Si chiude con numeri da record per tutti i suoi spettacoli e 200mila biglietti staccati tra Italia e Olanda solo negli ultimi due mesi, il 2019 di Massimo Romeo Piparo, regista, produttore con la sua PeepArrow Entertainment e direttore artistico dello storico Teatro Sistina di Roma. Tocca quota 50mila biglietti “The Full Monty”, il nuovo musical tratto dal film campione di incassi del 1997, che con la regia e l’adattamento di Piparo e’ in tourne’e da due mesi in un’edizione rinnovata con Paolo Conticini e Luca Ward protagonisti insieme a Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis.

“We Will Rock You” sulle note dei Queen, che ha segnato il debutto nel musical della rockstar Anastacia, ha venduto in Olanda 65mila biglietti. E nonostante il numero ridotto di repliche della ripresa del tour, sono gia’ 15mila i biglietti per “School of Rock”, la commedia che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater, arrivata in Italia sempre con adattamento e regia di Piparo, con Lillo Petrolo. A questi, si aggiunge poi il successo di Mary Poppins, scelto tra i titoli in cartellone al Sistina (fino al 6/1), con 70mila biglietti staccati da meta’ ottobre. Numeri destinati a crescere (i musical sono tutti ancora in scena), ai quali si affiancano ora anche “Belle Ripiene – Una gustosa commedia dimagrante”, lo spettacolo di Piparo tutto al femminile, interpretato da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, che il 7/1 riparte in tour in oltre 30 citta’ italiane.

Un successo fatto di creativita’ e talento, impegno, serieta’ e grande rispetto nei confronti del pubblico, anche in Europa, con cui Piparo conferma sul campo la grande professionalita’ e gli alti standard che l’Italia sa garantire, sia dal punto di vista artistico che produttivo.

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Radio Kiss Kiss sfonda il muro dei 3 milioni di ascoltatori nel giorno medio e ora accende anche la Tv

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C’è una grande radio che ha cuore e testa a Napoli. È Radio Kiss Kiss che oramai viaggia stabilmente sui tre milioni e centomila ascoltatori nel giorno medio. Sono numeri eccezionali che premiano il lavoro di una squadra che ogni giorno offre musica, intrattenimento, approfondimenti, informazione con allegria, competenza, equilibrio e ad una velocità di crociera che piace a chi adora la Radio.

Proiettati verso un futuro perfetto. Il tanto sospirato numero è arrivato: Radio Kiss Kiss, la radio con la più alta crescita di share nell’ultimo decennio, è oggi una grande realtà italiana che finalmente raccoglie ciò che ha seminato nel tempo, raggiungendo quel tanto sospirato numero perfetto, quel “tre” (3.122.000 di ascoltatori nel Giorno Medio, dati di ascolti TER II semestre 2019) che ci consente di guardare al futuro e che contestualmente ci proietta nella dimensione che evidentemente meritiamo” è stato il commento se volete scanso, asciutto di Lucia Niespolo, presidente del gruppo Radio Kiss Kiss. “Gli ultimi 10 anni per Radio Kiss Kiss sono stati una vera e propria escalation di emozioni, lavoro, scelte e risultati sempre vincenti. Non bisogna però considerare questo risultato come un traguardo, ma come un grande incentivo a fare sempre meglio e ancora di più!” è l’appello della manager che evidentemente sa che le cose possono ancora migliorare vista la squadra messa in campo. 

La mia squadra ha lavorato sodo, con idee innovative che hanno consentito, ogni giorno, di far breccia nel cuore degli ascoltatori. E quando la testa, il cuore e la professionalità riescono a far fronte comune non c’è più nessuna battaglia insuperabile. Oggi godiamo – spiega Lucia Niespoli -, finalmente, di un risultato meritato, sudato, studiato. Voglio dire grazie a tutti, alle nostre donne, ai nostri uomini, conduttori, fonici, giornalisti, tecnici, tutta la squadra che  vede finalmente premiato il loro grande impegno ed i nostri sforzi” argomenta sempre la presidente di Radio Kiss Kiss. Che poi accenna alle sfide che l’attendono. “Proprio a suggello dell’ascesa di Radio Kiss Kiss, è giunta l’accensione del canale televisivo nazionale, KISS KISS TV, al numero 158 del digitale terrestre, 727 di SKY e 65 TV SAT. Sono davvero felice – continua la manager leader del gruppo – per il coronamento di anni di sforzi profusi per rendere questa radio sempre più bella e desidero ringraziare, ad uno ad uno, tutti i componenti del mio gruppo e, soprattutto, i nostri meravigliosi ascoltatori. GRAZIE!!”. 

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Il videoclip è arte, e allora avrà il tax credit

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Non solo i film, anche un videoclip puo’ essere arte. Dopo anni di battaglie e una petizione caduta nel vuoto, e’ un decreto firmato oggi dal ministro della cultura Franceschini a riconoscere la dignita’, ma anche l’accesso ai contributi statali ai video musicali che la legge italiana equiparava alle pubblicita’ e ai video porno. “I video musicali hanno interpretato e interpretano al meglio l’immaginario popolare, facendo sognare intere generazioni e sono delle opere d’arte – sottolinea il ministro Pd – Per questo motivo non c’era motivo di escluderli dalle agevolazioni fiscali. Stamattina, quindi, ho corretto un errore”. Il primo ad applaudire e’ Fiorello, che sulla petizione al ministro (era Franceschini anche allora) aveva messo la faccia gia’ nel 2017, quando proprio nei decreti che dovevano dare attuazione alla legge sul cinema e l’audiovisivo ne venne decisa, a sorpresa, l’esclusione dal tax credit. Con tutta probabilita’, viene fatto notare ora negli ambienti musicali, si tratto’ di un abbaglio preso dai tecnici che si mossero ignorando i cambiamenti epocali arrivati con internet, dove i videoclip costituiscono la fetta in assoluto piu’ grande – il 95 per cento secondo il regista Stefano Salvati – dei video cliccati. Un errore, sottolineano anche dalla Fimi, la federazione dell’industria musicale, ribadendo che oggi il “il videoclip e’ senza ombra di dubbio una delle piu’ innovative e diffuse forme di comunicazione al mondo”. Tant’e’ che tra gli autori di videoclip si trovano tante stelle della regia, da Martin Scorsese, chiamato da Michael Jackson per Bad, a Roman Polanski, che insieme a Salvati, autorita’ italiana del settore, firmo’ Angeli di Vasco Rossi. E ancora: Tim Burton ha diretto i The Killers in Bones, singolo estratto dal loro secondo album Sam’s Town; David Lynch ha firmato un video per Wicked Game di Chris Isaak. E Sofia Coppola, che dopo il successo di Lost in translation si e’ provata nell’opera lirica, non si e’ negata incursioni nel settore musicale, dirigendo per esempio i The White Stripes in I just don’t know what to do with myself. Nato negli anni ’50, il videoclip sembra essere tra l’altro ‘un’invenzione’ tutta italiana. Un ruolo chiave – scrive Michele Bovi nel suo libro ‘Da Carosone a Cosa Nostra, gli antenati del videoclip’ (2007) sarebbe stato svolto dal Cinebox, in pratica un juke-box con lo schermo che riproduceva le pellicole dei video musicali realizzati dai cantanti dell’epoca. Costruito dai fratelli Angelo e Giovanni Bottani nel 1959, era stato pensato per la diffusione dei filmati musicali a colori nelle sale interne dei bar. Il primo videoclip sarebbe quindi il filmato musicale de La Gatta di Gino Paoli, girato proprio per il prototipo del Cinebox. Certo da allora si e’ fatta tantissima strada, a partire soprattutto dagli anni Ottanta con le prime televisioni tematiche con un palinsesto tutto musicale. “Oggi – racconta Salvati, regista di Sting come di Vasco, Venditti, Elisa e tantissimi altri – il videoclip e’ la palestra perfetta per far crescere qualsiasi filmmaker: c’e’ il racconto, c’e’ la tecnica, c’e’ tutto nel tempo di una canzone”. E i contenuti sono “i piu’ visti del web”. Franceschini e’ d’accordo. Tanto da ammetterlo a viso aperto, in un videoclip per l’appunto, che lo vede intervenire in coda agli appelli lanciati dai vip della canzone. Disinvolto in maglione blu, il ministro sorride alle telecamere dal suo studio al Collegio Romano: “Mi avete convinto, rimedio”.

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Bufera sui Grammy award, la Ceo Deborah Dugan sospesa denuncia rappresaglia

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Deborah Dugan, Ceo della società che organizza i Grammy Awards, ha presentato una denuncia contro la società, che accusa di averla sospesa per rappresaglia dopo che lei aveva espresso preoccupazioni circa molestie sessuali, irregolarita’ nei voti e appropriazioni indebite all’interno dell’ente. Ben 44 pagine di memorie presentate alla Commissione Pari Opportunita’ di Los Angeles a pochi giorni dall’assegnazione dei premi, domenica prossima. Il CEO della Recording Academy, che riunisce professionisti dell’industria musicale, afferma, in particolare, di essere stata vittima di molestie sessuali da parte di Joel Katz, uno degli avvocati dell’organizzazione, come segnalato al dipartimento delle risorse umane il 22 dicembre.

Katz ha “negato categoricamente” le accuse. La Dugan ha denunciato anche “flagranti conflitti di interesse” e controverse transazioni finanziarie. Storture, a suo dire, imputabili alla mentalita’ da “club per soli uomini” che prevale, a suo dire, alla Recording Academy. Tra gli episodi citati, le pressioni che avrebbe ricevuto per assumere come consulente il suo predecessore, Neil Portnow, sul quale circolavano accuse di molestie. Prima donna a dirigere l’Accademia, la Dugan e’ stata messa in “congedo amministrativo” a seguito di accuse di “cattivo comportamento”. La Recording Academy, interpellata dalla Afp, ha negato tutte le accuse, rammaricandosi del possibile discredito a pochi giorni dalla cerimonia dei Grammy Awards. “E’ strano che la signora Dugan non abbia mai sollevato queste gravi accuse prima di quelle mosse contro di lei da un dipendente”, scrive l’Accademia. Dipendente che afferma “che la signora Dugan aveva creato un ambiente di lavoro tossico e intollerabile e aveva adottato un comportamento offensivo e molesto”. Sulla vicenda e’ stata aperta un’indagine indipendente.

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