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Strangolò il marito che l’aveva comprata nel 1972, confermata la condanna a 21 anni: è evasa

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E’ evasa dagli arresti domiciliari Assunta Casella, 60 anni, condannata a 21 anni per l’omicidio del marito Severino Viora, ucciso a Paroldo (Cuneo), in un noccioleto vicino a casa, nel giugno 2016. A scoprirlo i carabinieri quando si sono presentati nella struttura alla periferia di Torino in cui scontava la pena, dopo che la Cassazione ha reso definitiva la condanna rigettando l’ultimo ricorso dei legali. Nel corso del processo la donna ha raccontato di essere stata comprata a 14 anni per 500 mila lire dal marito, più anziano di vent’anni, e ha sostenuto di avere subito dall’uomo – che l’avrebbe anche costretta a prostituirsi – 45 anni di maltrattamenti. “Lunedì la Cassazione a Roma ha rigettato il ricorso e attendiamo le motivazioni. L’ho incontrata l’ultima volta venerdì mattina e da due giorni non abbiamo più notizie di lei”, sostiene l’avvocato Chiaffredo Peirone, di Saluzzo (Cuneo), che difende la donna col collega Giuseppe Caprioli.

La storia di Assunta Casella e l’omicidio del marito Severino Viora

Ma qual è la storia di Assunta  Casella? Il suo  racconto è scioccante. Era una ragazzina di 14 anni quando fu strappata nel 1972 dalla sua terra, la Calabria, e venduta dai suoi stessi familiari per 500mila lire all’uomo che diventerà poi il suo sposo. Una vita comprata per una somma che all’epoca consentiva di acquistare una piccola utilitaria. Era il 1972 e da quel momento in poi, raccontò la Casella ai giudici che la interrogavano per l’omicidio,  furono anni di soprusi, abusi e maltrattamenti, culminati nella richiesta da parte del marito-padrone di andare in strada a prostituirsi per lui. Fu anche questo  il quadro, descritto dall’avvocato della difesa Marina Bisconti, in cui era maturato il delitto di Severino Viora, operaio in pensione, ucciso nel 2016 e nascosto nel noccioleto di casa, a Paroldo, in provincia di Cuneo. Per questa vicenda la Corte di Assise d’Appello a Torino ha confermato la condanna a 21 anni e tre mesi per Assunta Casella, moglie della vittima. La donna si è sempre dichiarata innocente e non ha mai spiegato le ragioni di quel delitto, nonostante le prove la inchiodassero. L’8 giugno del 2016 il corpo dell’uomo era stato ritrovato in un noccioleto nelle campagne di Paroldo, parzialmente coperto con della terra, in una posizione che rendeva improbabile la morte naturale.

A denunciarne la scomparsa erano state le figlie, mentre la moglie sosteneva che Severino si era allontanato volontariamente da casa, per una vacanza. Comportamento inusuale per un anziano noto in paese per la vita monotona e casalinga che conduceva.

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Imprenditore assassinato come un boss nel box auto sotto casa

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Ucciso come un boss nel box auto sotto casa

Dieci colpi di pistola a distanza ravvicinata. La vittima era alla guida della sua  auto, stava parcheggiando la vettura nel box del condominio dove viveva da tempo, a Cernusco sul Naviglio. Un agguato in stile mafioso.  E’ il primo dato riferito dal medico legale sull’omicidio di Donato C., 63enne trovato senza vita in via Don Milani 17. Il cadavere è stato scoperto attorno alle 19 da un residente che era sceso per recuperare la propria vettura. È stato lui a chiamare i carabinieri, inutile l’intervento dell’ambulanza, l’uomo probabilmente era già morto da alcune ore. Era originario di Taranto ma viveva da anni in Lombardia e in via Don Milani era una faccia conosciuta. Al caso lavorano i militari della compagnia di Cassano d’Adda e del Nucleo investigativo, che stanno cercando testimoni oculari possibili dell’omicidio e immagini delle telecamere di sorveglianza nella zona. Al piano dei box non ci sarebbe un sistema di sorveglianza. Ciò significa che è probabile che il killer lo sapesse e abbia scelto di proposito quel punto. Il primo passaggio degli investigatori è capire il profilo della vittima, le vicende in sospeso che potrebbero fornire un primo indirizzo della vicenda. L’unica macchia sulla sua fedina penale era un piccolo e datato precedente per droga. Ora è necessario ricostruire le ultime ore, gli spostamenti, i possibili appuntamenti riferiti a famigliari o amici. Una prima traccia potrebbe essere il numero dei colpi esplosi. Il numero di colpi fa pensare ad un omicidio di impeto. Ma ciò non fa escludere ad un regolamento di conti nel mondo della criminalità organizzata. L’autopsia nei prossimi giorni farà capire qualcosa in più sull’agguato.

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Navigator Campania, la soddisfazione per le assunzioni dopo mesi di amarezza

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La soddisfazione dei navigator della Campania è tutta in una breve nota per la stampa diramata una volta che è stata ufficializzata l’intesa tra Anpal e Regione. “Dopo mesi di lotta per la difesa dei nostri diritti finalmente è stata raggiunta l’intesa per la nostra contrattualizzazione. In questo giorno speciale, vogliamo innanzitutto ringraziare le Istituzioni nazionali e locali, che collaborando attivamente tra di loro, hanno permesso il raggiungimento di questo risultato. Un ringraziamento speciale – scrivono nella nota – anche ai media, che in questi difficili mesi non hanno mai mancato di darci voce”. E sin qui siamo ai ringraziamenti dopo un paio di mesi di umiliazioni assurde patite. Poi la promessa.  “Siamo pronti per questa nuova sfida e non vediamo l’ora di iniziare. Voi tutti siete stati fondamentali! Ci state inondando di messaggi di gioia e felicità e noi non smetteremo mai di ringraziarvi per il vostro affetto e sostegno!” concludono.

Accordo tra Anpal e Regione Campania per l’assunzione dei 471 navigator finora umiliati, finalmente!

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Accordo tra Anpal e Regione Campania per l’assunzione dei 471 navigator finora umiliati, finalmente!

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Sui contenuti dell’accordo si soffermerà Vincenzo De Luca, presidente della Giunta Regionale della Campania nel corso di una conferenza stampa che si terrà nelle prossime ore a Napoli. Quello che possiamo dire è che oggi c’è una buona notizia per i navigator della Campania dopo circa 3 mesi di assurde e inutili umiliazioni. La notizia ufficiale della firma tra Anpal e Regione Campania su un accordo è arrivata per via traverse dal ministero del Lavoro.  “Esprimo il mio personale apprezzamento per il raggiungimento di un’intesa fra Anpal Servizi e Regione Campania riguardo l’assunzione, da parte di Anpal Servizi, dei 471 navigator vincitori della selezione pubblica che offriranno assistenza tecnica ai cittadini campani, beneficiari di Reddito di Cittadinanza e non solo. Prima da Presidente della Commissione Lavoro del Senato e poi da ministro del Lavoro ho incontrato più volte i navigator, per questo oggi sono molto contenta per loro. Ringrazio le Istituzioni coinvolte”. Questo il contenuto di una nota per i media del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.

Navigator Campania, la soddisfazione per le assunzioni dopo mesi di amarezza

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