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Strage di Hanau, il delirio di Tobias: “bisogna sterminare gli stranieri”

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Un cane sciolto dell’ultradestra dai tratti paranoidi che voleva “annientare” coloro “che la Germania non e’ piu’ in grado di espellere”: e’ questo il profilo dell’uomo che la notte tra mercoledi’ e giovedi’ ha seminato il terrore a Hanau, uccidendo dieci persone. Il 43enne Tobias Rathjen, impiegato di banca, era un disadattato che diffondeva in rete teorie cospiratorie su fantomatiche societa’ segrete e viveva in casa con la madre di 72 anni, che ha ucciso prima di togliersi la vita. “Tratti paranoici” in combinazione con “teorie di cospirazione” sono qualcosa di noto agli psicoterapeuti, ha sintetizzato un’esperto, Rolf Pohl, al magazine Focus. Tobias stesso si sentiva minacciato e spiato e attribuiva a questo sistema di menzogne la sua stessa situazione di solitudine: “Non prendo moglie quando so di essere controllato”, ha lasciato scritto in uno dei suoi farneticanti documenti caricati sul suo canale Youtube. I servizi segreti, secondo la sua folle visione del mondo, erano riusciti a penetrare nel suo cervello, rubandone le idee e silurando le sue relazioni personali. “Non prendo moglie perche’ so di essere controllato”, ha scritto tra l’altro Rathjen. Non solo: l’uomo aveva mandato una lettera direttamente al capo della Procura generale, Peter Frank, il 6 novembre scorso, per denunciare ufficialmente “un’organizzazione sconosciuta dei servizi segreti” e chiedendo alle autorita’ di essere contattato per ulteriori sviluppi. Si autodefiniva “un normale cittadino”, “non sono un agente dell’intelligence, ne’ ho mai lavorato per loro”, ma riteneva di essere a conoscenza di “migliaia di cittadini tedeschi sorvegliati dalla polizia”. Nel video lasciato dall’attentatore pochi giorni prima di compiere le due stragi c’e’ una chiara traccia di tutto cio’: si avvertono gli americani di misteriose societa’ segrete sotterranee dove i bambini verrebbero maltrattati e uccisi e dove si adorerebbe Satana. Per questo gli americani sono chiamati a combattere “adesso”, continua il video. Il riferimento razzista e’ chiaro soprattutto nel documento rivolto al popolo tedesco, dove si parla della necessita’ di eliminare dalla Germania alcune popolazioni la cui espulsione e’ ormai impossibile, dice Rathjen. Il 43enne fa anche riferimento alla superiorita’ della razza bianca. Spiega che deportare gli stranieri dal paese non e’ sufficiente, che c’e’ bisogno di una “pulizia di massima” e di una “pulizia finale”. Poi passa ad elencare addirittura 20 Paesi, tra cui India, Turchia e Israele, che dovrebbero essere “completamente distrutti”. Un delirio che in rete trovava la sua cassa di risonanza. Molti siti tedeschi hanno infatti rilanciato il video di Tobias, prima di essere invitati a cancellarli.

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Johnson in ospedale perchè il coronavirus l’ha debilitato, il suo staff: ha solo fatto dei test

Sal Sparace

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Il premier britannico Boris Johnson, risultato positivo al coronavirus una decina di giorni fa, avrebbe lasciato la sua residenza al numero 10 di Downing Street per andare in ospedale causa problemi respiratori. La notizia non è ufficiale, anzi viene smentita. Dicono che sia sì entrato in ospedale ma solo per fare dei test. E questo dopo che nel corso della  giornata, prima del discorso della Regina ai Sudditi, è trapelato che  “Johnson ha ancora la febbre” ma “è in buono spirito” e ha “saldamente nelle mani il timone” del governo Tory dall’alloggio di Downing Street in cui resta auto-isolato. Era questa la notizia che ufficialmente forniva ai media il ministro della Sanità, Matt Hancock, a sua volta infettato nei giorni scorsi, ma uscito dall’isolamento dopo una settimana, in un’intervista al talk-show politico domenicale di Sky News. Le rassicurazioni di Hancock sono arrivate dopo gli allarmi apparsi su giornali come ‘I’ sull’ipotesi – avanzata da alcuni medici sulla base delle immagini degli ultimi video dello stesso premier – che Johnson possa dover rinunciare temporaneamente anche al lavoro a distanza e alla guida del governo visto che i sintomi, tosse e “febbre alta” secondo alcuni media, non calano. Nella tarda serata, però, arrivano le prime ammissioni ufficiali sullo stato di salute del premier.  “Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami”, ha annunciato una portavoce di Downing Street. “Questa – ha assicurato – è una misura precauzionale poichè il primo ministro continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo”. Boris Johnson, ha aggiunto la portavoce, “ringrazia il personale dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico) per l’incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa, proteggere l’Nhs e salvare vite” umane.

 

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“Sarà una Pearl Harbor”, Trump schiera l’esercito a New York

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“Sara’ una nuova Pearl Harbor, un nuovo 11 settembre”. Non usa giri di parole il capo della sanita’ pubblica americana Jerome Adams che, nel weekend piu’ nero da quando in America e’ esplosa la pandemia, conferma che la settimana in arrivo sara’ la piu’ dura, la piu’ triste. Sette giorni, forse piu’, in cui gli americani assisteranno ad una drammatica escalation dei contagi e delle vittime da coronavirus. Un’accelerazione che di fatto e’ gia’ cominciata, con oltre 3.000 morti tra venerdi’ e domenica (che portano il bilancio complessivo a oltre 9.000) e almeno 322.000 casi accertati di pazienti positivi: piu’ del doppio di Spagna e Italia, quattro volte la Cina. Che la situazione sia tutt’altro che sotto controllo ormai non lo nega nemmeno Donald Trump che, alla vigilia della domenica delle Palme, ha detto alla nazione di aspettarsi “molte vittime” nelle prossime settimane e di preparasi a una Pasqua in casa: “Io vedro’ la messa dal mio laptop”, ha detto. “Stiamo lottando per tenere a freno i contagi, ma dire che la situazione e’ sotto controllo sarebbe dire il falso”, ha ammesso Anthony Fauci, il superesperto della task force anticoronavirus della Casa Bianca troppe volte rimasto inascoltato da parte del tycoon. Solo dopo la prossima settimana o forse un po’ di piu’, ha spiegato il virologo, la curva dei contagi potrebbe “appiattirsi”, raggiungere il picco, ma non ancora piegarsi. A preoccupare c’e’ sempre New York, che registra circa la meta’ dei casi e dei morti dell’intero Paese e dove Trump, raccogliendo in parte l’appello del sindaco Bill de Blasio, ha deciso di schierare l’esercito. Son oltre mille i soldati inviati dal Pentagono, personale militare anche specializzato che verra’ impiegato li’ dove nella Grande Mela c’e’ piu’ bisogno, dagli ospedali ai servizi sociali per aiutare la popolazione piu’ debole e in difficolta’.

Ma nelle ultime ore sale il timore per quello che sta accadendo in molte aree del Paese, con lo svilupparsi di nuovi violenti focolai, anche nel District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington. E poi la Pennsylvania il Colorado, tutte situazioni esplosive che vanno ad aggiungersi agli ‘hot spot’ gia’ consolidati di New Orleans, di Chicago, di Detroit e di tutta la California, da Los Angeles a San Francisco. Nonostante cio’, in America non esiste un vero e proprio lockdown, con il modello Italia e Spagna finora mai preso in considerazione. E con l’ordine di stare a casa limitato a una parte del Paese e che varia da Stato a Stato, con una risposta a macchia di leopardo criticata da medici e scienziati. Sulle origini della pandemia in Usa, poi, si addensano le ombre di una situazione mal gestita fin dall’inizio, nonostante l’immediato blocco dei voli dalla Cina piu’ volte evocato dal presidente americano. Da quando l’emergenza coronavirus e’ esplosa almeno 430.000 persone sarebbero giunte negli Usa su voli diretti dalla Cina, 40.000 negli ultimi 2 mesi, dopo che Washington ha varato la stretta sui viaggi. Lo riporta il New York Times, secondo cui i passeggeri sono di nazionalita’ diverse e sbarcati a Los Angeles, San Francisco, New York, Newark Chicago, Seattle e Detroit. In migliaia sono arrivati da Wuhan e molti voli sono continuati fino alla scorsa settimana da Pechino a Los Angeles, San Francisco e New York, con passeggeri esenti dal divieto di ingresso negli Usa.

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Il nuovo leader laburista Sir Keir Starmer è subito partito all’attacco di Boris Johnson

Sal Sparace

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Approfittando della debolezza politica ed anche fisica del primo ministro Boris Johnson che continua ad essere in auto-isolamento a Downing Street per il Covid19, Sir Keir Starmer ha dichiarato al consueto programma domenicale della BBC di Andrew Marr. ”I lavoratori chiave (infermieri e dottori principalmenete) sono stati “trascurati e sottopagati” e ci sarà una “resa dei conti” dopo la crisi del coronavirus.”Erano gli ultimi e ora devranno essere i primi”. Ha inoltre affermato che un altro decennio di austerità sarebbe un errore, dicendo che era “inevitabile” che i ricchi avrebbero dovuto pagare di più. Il 57enne successore di Jeremy Corbyn ha poi aggiunto: “Quello che non possiamo fare è tornare ai nostri affari come al solito, ora sappiamo chi sono i lavoratori chiave, sono stati spesso trascurati, sottopagati e deve esserci un cambiamento”.

Ha detto che il finanziamento del sistema sanitario britannico doveva gia’ essere stato valutato in passato e “dobbiamo pensare a come reimmaginiamo l’economia”. “Penso che sia inevitabile che dobbiamo chiedere a coloro che hanno di più di pagare di più”. “Quando supereremo la crisi del coronavirus ci sarà una resa dei conti, dovremo fare le cose diversamente”. In un articolo del Sunday Times, Sir Keir ha affermato che la mancata fornitura di dispositivi di protezione per i lavoratori in prima linea ed i ritardi nei test sono stati “gravi errori” del governo.

“Il Partito Laburista da me guidato farà la sua parte per offrire soluzioni”.

“Parleremo anche per coloro che sono stati ignorati; e dove vediamo errori abbiamo il dovere di esporli per garantire che vengano corretti il più presto possibile”.

Ha anche affermato che il Regno Unito ora deve essere pronto a “proteggere l’intera popolazione” dal coronavirus non appena sarà disponibile un vaccino. “Ciò significa costruire centri di vaccinazione nelle città di tutto il paese, collaborare con i leader mondiali per garantire l’approvvigionamento globale e garantire che i lavoratori chiave e i più vulnerabili siano questa volta in prima fila”. Si ha l’impressione, quindi, che sotto la sua guida, i laburisti forniranno un’opposizione forte da far sperare di nuovo al popolo laburista di diventare il futuro partito che guiderà il governo..

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