Collegati con noi

Esteri

Stipendiò la moglie e due figli in modo fittizio, 5 anni all’ex premier francese Fillon

Avatar

Pubblicato

del

I vertici dei Republicains si dicono sotto shock per la condanna “terribilmente pesante” del loro ex leader, Francois Fillon, colpito e affondato nel 2017 sulla strada dell’Eliseo da uno scandalo che ha visto coinvolti lui, la moglie Penelope e i due figli, tutti assunti per lavorare – in modo fittizio – da assistenti parlamentari. Cinque anni all’ex premier di Nicolas Sarkozy, due dei quali da scontare in carcere, anche se Fillon ha gia’ annunciato che fara’ appello. Tre con la condizionale alla moglie. Sia l’ex candidato all’Eliseo per la destra dei Re’publicains sia la moglie dovranno rimborsare oltre un milione di euro al Parlamento e pagare 750.000 di ammenda. Il tribunale ha giudicato infatti fittizio l’impiego della signora Fillon come assistente parlamentare del marito e del suo supplente, Marc Joulaud, oltre a gran parte degli incarichi simili assegnati ai due figli da Fillon in veste di senatore. Non solo: Penelope Fillon era anche sontuosamente pagata come consigliera letteraria presso una fantomatica Rivista dei due mondi, del miliardario Marc Ladreit de Lacharriere, amico di Fillon. L’ex premier e’ stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici.

I due anni senza condizionale sono da scontare, ma Fillon, 66 anni – che si e’ ritirato dalla politica e si e’ gia’ riconvertito nella finanza – restera’ libero fino alla celebrazione del processo d’appello. Penelope Fillon, che firmo’ 3 contratti di assistente parlamentare per il marito fra il 1998 e il 2013, e’ stata appena rieletta consigliere municipale nel suo comune, Solesmes. I giudici hanno sentenziato che i suoi contratti non avevano “nessuna consistenza” e non rispondevano ad “alcun bisogno”. “Ci sara’ un nuovo processo – ha detto l’avvocato di Fillon, Antonin Le’vy – tanto piu’ necessario che, da qualche giorno, si comincia a capire quello che sentivamo gia’ nel 2017, le condizioni surreali in cui e’ stata lanciata quest’inchiesta, quelle scandalose in cui e’ stata aperta l’istruttoria”. Negli ultimi giorni sono state rilanciate le accuse da parte del clan di Fillon alla magistratura di strumentalizzazione della giustizia. Accuse che hanno spinto Emmanuel Macron a ricorrere al parere del Consiglio superiore della magistratura.

Advertisement

Esteri

Libano, una violenta esplosione devasta Beirut. Almeno 10 morti e centinaia di feriti

Avatar

Pubblicato

del

Le cifre ufficiali parlano di almeno 10 morti e centinaia di feriti ma sarebbero molte di più le vittime della violenta esplosione che ha devastato aree intere nel centro di Beirut, nella zona el porto della capitale del Libano. Dappertutto ci sono vetri infranti, condomini devastati: la deflagrazione potrebbe essere stata provocata da un incendio in deposito di fuochi d’artificio ma al momento è tutto da verificare. A Beirut da tempo ci sono attentati ed esplosioni. In un video sui social si vede il momento dell’esplosione, violentissima e la devastazione a centinaia di metri distanza dal porto.

Dopo le violente esplosioni nel porto di Beirut il presidente libanese Michel Aoun ha convocato per questa sera una “riunione urgente” del consiglio superiore della difesa.

Continua a leggere

Esteri

Sul Daily Mail il video esclusivo di Greg Floyd che implora i poliziotti di non ucciderlo

Avatar

Pubblicato

del

Il tabloid britannico Daily Mail ha pubblicato in esclusiva per la prima volta le drammatiche immagini delle webcam di due dei tre agenti accusati dell’uccisione dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis, morto soffocato dopo che un poliziotto ha tenuto il ginocchio sul suo collo per quasi nove minuti. Il video comincia con l’agente Thomas Lane che bussa sulla portiera dell’auto di Floyd con una torcia e, quando il conducente la apre, gli punta la pistola alla testa.

“Signor ufficiale, per favore non mi spari”, implora Floyd aggiungendo che ha appena perso la madre. L’uomo singhiozza mentre gli agenti lo spingono fuori della vettura e lo ammanettano. Floyd prova poi a resistere al tentativo dei poliziotti di farlo sedere nella parte posteriore della loro auto sostenendo che soffre di claustrofobia e ansia. Improvvisamente si ritrova sul marciapiede col ginocchio dell’agente Derek Chauvin sul collo. Floyd dice ripetutamente che non riesce a respirare e invoca sua mamma ma la sua voce diventa sempre piu’ debole. “Probabilmente moriro’ cosi'”, sussurra.

Floyd più volte ripete ai poliziotti don’t shoot me – non mi sparate. Sembra terrorizzato. Forse anche oltre il consentito. Che cosa ne poteva sapere che sarebbe stato ucciso. Perchè aveva terrore dei poliziotti. Che non gli hanno sparato, ma uno di loro l’ha tenuto faccia a terra e con un ginocchio sul collo per così tanto tempo da farlo morire asfissiato.

Continua a leggere

Esteri

Trump, indagine procura Nyc è sempre caccia a streghe

Avatar

Pubblicato

del

Rinnovando la richiesta di acquisire le dichiarazioni fiscali personali e aziendali di Donald Trump negli ultimi otto anni, la procura di New York ha lasciato intendere che sta indagando il presidente per una possibile frode bancaria e assicurativa. Per aver gonfiato il valore della sua ricchezza e dei suoi immobili, come riportano “indiscussi” articoli di stampa di un anno fa e che costituiscono la base legale delle indagini, ha spiegato il procuratore Cyrus Vance. Per il tycoon sara’ un’altra battaglia contro il tempo, per evitare di consegnare i documenti prima delle elezioni. Una battaglia in cui ha anche meno tempo del previsto per chiudere il gap con il suo rivale Joe Biden, che nella media dei sondaggi di RealClearPolitics lo supera di 7,4 punti a livello nazionale (49,4% a 42%) e ha un margine di sicurezza in quasi tutti gli Stati in bilico. Se infatti all’Election day mancano ancora 92 giorni, al tycoon resta meno di un mese e mezzo per tentare la rimonta perche’ gli elettori di alcuni ‘swing State’ chiave cominceranno a ricevere gia’ a settembre le schede per votare per corrispondenza o anticipatamente. E quest’anno si prevede un aumento del voto per corrispondenza a causa della pandemia, oltre ad un numero piu’ basso di indecisi che decidono negli ultimi giorni di campagna. Il primo Stato a spedire le schede sara’ il North Carolina, il 4 settembre, cioe’ tra un mese. Altri quattro “battleground state’ – Pennsylvania, Michigan, Florida e Minnesota – inizieranno a votare per posta o anticipatamente entro la fine di settembre, ossia anteriormente al primo dibattito presidenziale fissato per il 29 di quel mese. Arizona, Ohio e Iowa avvieranno l”early voting’ subito dopo, nei primi sette giorni di ottobre. Per questo nei giorni scorsi il presidente ha suggerito di rinviare la data delle elezioni, anche se non ha l’autorita’ per farlo, e continua a twittare che il voto per posta – sempre piu’ allargato dai governatori dem e tradizionalmente piu’ favorevole al loro elettorato – equivale ai brogli. Senza nessuna prova, certo, ma allarma il caos di New York, dove a sei settimane dalle primarie non si conosce ancora l’esito di due gare per i ritardi nel conteggio di 400 mila schede, complice pare anche l’inefficienza delle Poste americane. Questo non impedisce alla campagna di Trump di lanciare una offensiva pubblicitaria concentrata proprio negli Stati col voto anticipato e di sollecitare i suoi sostenitori a chiedere le schede per votare per corrispondenza ed evitare che Biden ipotechi la vittoria: perche’ anche una parte dell’ ‘early vote’ potrebbe far cambiare direzione alle elezioni negli Stati in bilico dove il successo e’ deciso da un esiguo numero di schede. Finora, anche nelle primarie di quest’anno, i democratici hanno surclassato i repubblicani nella richiesta di schede via posta. Inoltre si prevede che gli incerti dell’ultima settimana, che quattro anni fa premiarono il tycoon con un vantaggio di 3 punti, scenderanno dal 13% del 2016 al 10%. Danneggiato dalla gestione della pandemia e dal crollo dell’ economia, il presidente spera di risalire nei sondaggi con l’annuncio di un vaccino contro il coronavirus e brandendo l’arma di una controinchiesta parlamentare contro Biden sui suoi rapporti con l’Ucraina e la Cina. Ma l’ex vicepresidente ha ancora un asso da giocarsi: la scelta della vice, in una shortlist ridotta ora a cinque nomi. La mossa e’ attesa nei prossimi giorni.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto