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Sri Lanka, torna al potere il clan dei Rajapaksa: Gotabaya è il presidente

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Nello Sri lanka torna al potere il clan dei Rajapaksa. Chi sono e sulla base di quali consultazioni elettorali? In ogni caso il clan dei Rajapaksa sono stati già alla guida dell’isola per un decennio col pugno di ferro. Cinque anni dopo la sconfitta elettorale dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa, suo fratello minore ed ex ministro della Difesa, Gotabaya, del Fronte popolare dello Sri Lanka (Slpp), ha battuto nelle presidenziali Sajith Premadasa, candidato del partito al potere United National Party (Unp), che ha riconosciuto la sconfitta.

“Mi congratulo con lui, oggi settimo presidente dello Sri Lanka”, ha detto quest’ultimo, quando ancora i riultati ufficiali non sono stati annunciati ma dalla campagna di Rajapaksa era arrivata una stima che gli attribuisce un consenso intorno al 53%-54%.

 

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Sparatoria a Salt Lake City, ancora una strage negli Usa: 4 morti

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Quattro persone sono state uccise in una casa a Grantsville, citta’ di 11mila di abitanti vicino Salt Lak City, e una quinta e’ stata ferita da colpi di arma da fuoco. Lo riferisce la polizia, citata dalla Cnn, precisando che il killer e’ stato arrestato. Non e’ ancora chiaro se si tratta di una strage familiare poiche’ la polizia non ha rivelato i nomi delle vittime ne’ dell’autore del massacro. Ha, tuttavia, precisato che non ci sono altri sospetti e quindi la comunita’ non e’ in pericolo.

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Drogata e rapita, viene rintracciata dalla polizia grazie a Snapchat

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Quando l’uso dei social diventa un salvavita. È accaduto negli Usa, dove la polizia ha salvato una ragazzina che era stata rapita grazie a Snapchat.

La 14 enne era stata drogata, poi  rapita ma quando ha capito che cosa stava succedendo è riuscita a utilizzare il suo account Snapchat per far sapere ai suoi amici che era stata portata via da alcune persone e che non  sapeva dove si trovasse. I suoi amici sono riusciti a risalire alla posizione grazie alla geolocalizzazione ed hanno avvisato la polizia che è intervenuta subito ma la ragazzina era già stata violentata. Era in un motel a San José, in California dove era stata portata da un pregiudicato, Albert Vasquez che aveva incontrato in un paese vicino. L’uomo l’aveva drogata e portata via con l’aiuto di altre due persone prima di abusare di lei. I tre sono finiti in manette

 

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Setta fa strage durante un esorcismo, sette morti e 14 persone sequestrate liberate dalla polizia

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Una donna incinta, cinque dei suoi figli e una 17enne. E’ il bilancio dell’orrore avvenuto a Panama dove sette persone sono state uccise durante un rito esorcistico. I corpi delle vittime sono stati ritrovati in una fossa comune. La donna incinta aveva 32 anni, mentre i figli avevano un’eta’ compresa tra uno e 11 anni. La fossa e’ stata scoperta dopo che tre abitanti del villaggio in cui e’ avvenuta la mattanza sono riusciti a scappare e feriti hanno raggiunto un ospedale. A quel punto hanno avvisato le autorita’ dicendo che diverse famiglie erano tenute prigioniere da una setta indigena. In seguito alla segnalazione, la polizia ha liberato 14 persone che erano state legate e picchiate con bastoni di legno e a colpi di Bibbia. Dieci persone sono state arrestate con l’accusa di omicidio. Sia i sospettati che le vittime fanno parte della comunita’ indigena di Ngaebe-Bugle’ situata a circa 250 chilometri dalla capitale Panama City. Secondo le autorita’ i dieci predicatori arrestati hanno torturato, bruciato e preso a colpi di machete le loro vittime in modo da farle pentire dei loro peccati. La setta, poco conosciuta, e’ stata identificata come ‘The New Light of God’. “Eseguivano un rituale all’interno di una chiesa improvvisata – ha spiegato il procuratore locale Rafael Baloyes – e durante il rito c’erano persone trattenute contro la loro volonta’ e maltrattate. Tutti questi riti avevano lo scopo di uccidere coloro che non si fossero pentiti dei loro peccati”. Uno dei sospettati della strage della famiglia e’ il nonno dei piccoli. Secondo le prime ricostruzioni sembra che la setta operasse nella comunita’ da circa tre mesi, ma la situazione sarebbe degenerata la scorsa settimana, quando uno dei membri ha detto che “Dio gli aveva mandato un messaggio”. Ngaebe-Bugle’ e’ il maggiore gruppo indigeno a Panama ma e’ affetto da un alto tasso di poverta’ e di analfabetismo, terreno fertile quindi per certi tipi di sette. La comunita’ si trova inoltre in un’area remota ed e’ stato necessario impiegare elicotteri per raggiungerla.

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