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Tecnologia

SpaceX, ecco le prime foto della navicella spaziale di Elon Musk che ci porterà su Marte

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“Ho appena lasciato il cantiere di Starship Texas. Sono molto orgoglioso dei progressi compiuti dal team che sta realizzando SpaceX! Le foto mostrano una rotazione della cupola di 9 metri e la cellula della nave stellare dietro il frangivento” con queste parole Elon Musk, patron di Tesla, illustra i progressi della corsa verso mare con il progetto Space X. E lo fa dopo che si  sono esaurite tutte le celebrazioni dei 50 anni dall’allunaggio.
Un modo per sottolineare cone la futura conquista di Marte in grande stile è qualcosa di grandioso, anche più della conquista della Luna. Elon Musk, come evidenzia Global Science, giornale edito da Agenzia Spaziale Italiana e Globalist, ha infatti annunciato un potenziamento del razzo Super Heavy che trasporterà la sua navicella Starship verso il pianeta rosso. Il vettore inizialmente doveva essere sospinto da 31 motori Raptor di ultima generazione, ma ne conterà invece 35. Che, sommati ai 6 già previsti per l’alimentazione di Starship, fanno in tutto 41 motori per il futuro viaggio marziano.  Secondo una strategia ormai collaudata da SpaceX, ci sono al lavoro team autonomi su progetti simili per stimolare la concorrenza interna e arrivare più rapidamente al risultato.
L’obiettivo finale è quello di una navicella super potente, in grado di rispondere a tutte le esigenze dei voli spaziali del prossimo decennio, dal lancio di satelliti al turismo spaziale. Sarà infatti proprio Starship il futuro mezzo di trasporto che farà viaggiare il primo turista lunare, il miliardario giapponese Yusaku Maezawa, volo che al momento resta programmato per il 2023. E nella visione di Elon Musk sempre su Starship viaggeranno gli astronauti che per primi metteranno piede su Marte, seguiti un giorno dai futuri turisti marziani: del resto la navicella avrà una capienza in grado di ospitare fino a 100 persone.

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Cronache

Il premier Conte a Torino: questa città può diventare laboratorio europeo mobilità elettrica

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Torino, al termine della riunione con la sindaca Chiara Appendino, il presidente della Regione Alberto Cirio, imprenditori, sindacati e rappresentanti dell’universita’ sull’area di crisi industriale complessa, ha parlato con i giornalisti di mobilità sostenibile. “Qui c’è una base di partenza importante per fare di questa città il laboratorio per la mobilità elettrica, connessa e integrata, non solo italiano ma europeo”. Conte ha poi sottolineato che “è stato un incontro proficuo, un momento di confronto utile per conoscere meglio questa realtà territoriale”.

“Torino”, ha proseguito Conte, “ha bisogno di un grande progetto di rigenerazione urbana incentrato su pilastri che sono i suoi tradizionali punti di forza, come l’automotive e l’aerospazio”. “Il governo”, ha sottolineato il presidente Conte, “e’ disponibile a fare la sua parte. Dalla legge 181 possiamo ricavare, sulla base di accordi di programma, 50 milioni subito, e altri, sino a 100, possiamo arrivare con ulteriori progetti che ci verranno presentati. Ovviamente sono cofinanziamenti, ma ho visto che c’e’ altrettanta disponibilita’ da parte della Regione, del Comune e di tutti gli stakeholder che sedevano al tavolo. Il governo c’e’, le istituzioni ci sono. Ci sono tutte le prospettive per operare in piena sinergia”.

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Economia

Libra, Zuckerberg: non sarà lanciato nel mondo senza ok Usa

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Il progetto Libra non partira’ nel mondo senza prima il consenso degli Stati Uniti. Lo ha detto Mark Zuckerberg nel testo che presentera’ domani al Congresso. Il fondatore di Facebook ritardera’ il lancio della moneta digitale fino – ha sottolineato – a quando non saranno affrontati i nodi normativi sollevati dal Congresso. “Voglio essere chiaro – si legge nel testo – Facebook non fara’ parte del lancio del sistema di pagamenti di Libra in nessuna parte nel mondo finche’ i regolatori degli Usa non approveranno”.

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Esteri

Zuckerberg denuncia: Russia, Cina e Iran lavorano per interferire in elezioni Usa

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Russia e Iran stanno intendono interferire nelle elezioni presidenziali Usa 2020. Facebook sta già pensando a nuove misure di sicurezza per impedire che ciò accada attraverso i social netwoork. Lo ha detto il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, in un’intervista concessa ieri alla Nbc. “Continuiamo a vedere che le loro tattiche si stanno evolvendo”, ha spiegato Zuckerberg ieri sera. “Oggi, ciò che sostanzialmente annunciamo è che abbiamo trovato una serie di campagne (di interferenza). Sono molto sofisticate. Segnalano che questi stati-nazione intendono essere attivi nelle prossime elezioni”, ha aggiunto. Secondo il ceo di Facebook, anche la Cina ha cercato di interferire in varie elezioni, ma la sua società è stata in grado di scoprirla e fermarla.

“Oggi vediamo Russia, Iran e Cina con tattiche sempre più sofisticate che stanno cercando di interferire nelle elezioni”, ha insistito Zuckerberg. “Ma parte del motivo per cui sono fiducioso per il 2020 è legata al fatto che abbiamo svolto un ruolo nella difesa contro le interferenze in tutte le principali elezioni del mondo dal 2016, in Francia, in Germania, nell’Ue in generale, in India, in Messico, in Brasile”. “Il fatto che siamo stati in grado di identificarli in modo proattivo e di eliminarli è in qualche modo un segnale del fatto che i nostri sistemi sono molto più avanzati di quanto non lo siano stati in passato”, ha affermato ancora Zuckerberg.

La società ha annunciato di avere rimosso quattro reti di account, pagine e gruppi su Facebook e Instagram che si erano impegnati in un “comportamento coordinato non autentico”. Tre di queste reti avevano origine in Iran e una in Russia. In totale, Facebook ha dichiarato di avere rimosso oltre 50 network pericolosi in tutto il mondo in vista delle elezioni svoltesi dell’ultimo anno. Zuckerberg ha quindi confermato che la sua società è impegnata in una serie di progetti per far fronte ai tentativi di interferire nelle elezioni democratiche nel mondo, pur mantenendo al contempo la massima attenzione a garantire la libertà di parola. Il Ceo di Facebook, in particolare, ha spiegato che la società conta oggi più di 35.000 persone che lavorano sulle questioni della sicurezza.

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