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Esteri

Siria, Erdogan annuncia l’offensiva dei turchi. La preoccupazione di Conte, dell’Europa e di Putin

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L’attacco è stato annunciato direttamente dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan su Twitter . “Il nostro obiettivo scrive Erdogan è quello di distruggere il corridoio del terrore e di portare la pace nella regione”: si tratta di un’operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria appena cominciata. Già nelle ore passate erano stati esplosi alcuni colpi di mortaio dalla zona di  Qamishli in Siria, sotto il controllo curdo, verso Nusaybin, città frontaliera turca. La notizia arriva dall’agenzia di stato sturca Anadolu, che in precedenza aveva dato notizia di un attacco analogo in un’altra zona di confine, Ceylanpinar, da cui le forze armate di Ankara hanno avviato oggi l’operazione anti-curda nel nord-est della Siria. Secondo il comando delle operazioni delle forze curdo-siriane si registrano le prime vittime civili dei raid aerei e di artiglieria turchi nel nord-est della Siria nell’ambito della nuova campagna militare di Ankara contro le forze curdo-siriane a est dell’Eufrate e a ridosso della frontiera turca.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, a proposito dell’iniziativa della Turchia nel Nord Est della Siria ha detto: “Sono stato appena informato dell’iniziativa unilaterale della Turchia sulla quale non posso che esprimere preoccupazione”. C’è preoccupazione che vengano assunte “iniziative che possano portare ad una ulteriore destabilizzazione della Regione”.

Preoccupato anche il presidente russo Vladimir Putin che ha invitato i partner turchi a riflettere attentamente sulla situazione in modo da non compromettere gli sforzi congiunti per risolvere la crisi siriana,  lo ha riportato il Cremlino dando comunicazione di una conversazione telefonica tra il presidente russo ed  Erdogan.

ll presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in una dichiarazione sulla situazione in Siria ha detto: ”Chiedo con forza alla Turchia di interrompere immediatamente ogni azione militare. C’è una popolazione che ha già sofferto duramente. Non dobbiamo metterla in condizioni di avere altre sofferenze. Che si fermi questo intervento, che non sarà mai una soluzione ai problemi che abbiamo. La comunità internazionale, ha detto il presidente del Parlamento Europeo, L’Unione Europea, le sue istituzioni chiedono che questo intervento si fermi e si discuta la possibilità anche di un cuscinetto di sicurezza, ma certamente nella pace nella stabilità e nel dialogo”.

Per il Ministro degli esteri Lugi Di Maio che sta seguendo da vicino  quanto sta succedendo in Siri in queste ore queste “azioni unilaterali rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l’Italia ha dato un significativo contributo nell’ambito della Coalizione anti-Daesh, e destabilizzare la situazione sul terreno”.

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Esteri

Pedofilia, 38 arresti in Brasile e mandati di cattura in altri 4 Paesi

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La sesta fase dell’operazione Luce nell’Infanzia, lanciata ieri dalla polizia brasiliana per identificare gli autori di crimini di abuso e sfruttamento sessuale contro bambini e adolescenti, ha finora portato a 38 arresti, oltre a 94 mandati di ricerca condotti da 579 agenti in 12 Stati del Brasile. Altri 18 mandati sono in corso di esecuzione in quattro ulteriori Paesi: Colombia, Stati Uniti, Paraguay e Panama. In Brasile, 14 arresti in flagranza di reato sono stati compiuti a San Paolo, nove a Santa Catarina, sei nel Paranà, quattro nel Mato Grosso do Sul, due nel Cearà e uno ciascuno negli Stati di Mato Grosso, Goias e Rio Grande do Sul. Secondo il coordinatore del Laboratorio di operazioni cibernetiche della Segreteria di operazioni integrate del ministero della Giustizia, Alessandro Barreto, il profilo dei criminali riguarda “persone al di sopra di ogni sospetto”, delle “piu’ diverse classi sociali”, in eta’ che vanno dai 17 anni fino a superare gli 80 anni. Secondo Barreto, e’ molto comune che alcune di queste persone siano recidive in questo genere di reati.

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Coronavirus, in Russia ronde di cosacchi per controllare i cinesi

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A Ekaterinburg, la capitale della regione russa degli degli Urali, sono iniziate ronde di un gruppo di volontari cosacchi per controllare che i residenti cinesi della citta’ – concentrati in particolare modo nel quartiere Siem Kluchei (Sette Chiavi) – non mostrino “segni di coronavirus”. Se vengono avvistati cinesi “con tosse e raffreddore” i cosacchi “suggeriscono loro con vigore” di recarsi all’ospedale per i controlli di rito. Inoltre vengono distribuite gratuitamente mascherine protettive. Lo riporta Znak, testata con sede a Ekaterinburg. “Siamo un’organizzazione di volontari e, secondo la Costituzione, non possiamo offrire altro che il consiglio di andare in ospedale”, ha spiegato il capo dei cosacchi locali Gennady Kovalev. “Non ci sono statistiche sul successo della nostra campagna, ma grazie alle maschere, almeno qualcuno non sara’ infettato: questo e’ il nostro piccolo contributo alla societa’, nessuno ci finanzia, e’ tutto di tasca nostra”. Le ronde sono partite il 2 febbraio, avvengono ogni lunedi’ e venerdi’ e sono composte da tre volontari.

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Corona Virus

Coronavirus, secondo morto a Hong Kong: è un uomo di 70 anni

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Hong Kong registra il secondo morto per l’epidemia di coronavirus: lo ha riferito un portavoce del Princess Margaret Hospital, secondo cui il paziente, un uomo di 70 anni, ha avuto un rapido deterioramento delle condizioni di salute fino al decesso di questa mattina. Ulteriori dettagli sulla vicenda sono attesi nella conferenza stampa congiunta del pomeriggio da parte del Dipartimento sulla Salute e dell’Hospital Authority. Fonti mediche, tuttavia, hanno riferito al South China Morning Post che l’uomo, afflitto da diabete e problemi renali, e’ morto intorno alle 7:00 locali (le 24:00 in Italia), ma l’esatta causa del decesso non e’ stata ancora determinata. In base alle precedenti informazioni fornite dalle autorita’ sanitarie, l’uomo viveva da solo a Kwai Chung e aveva avuto il 22 gennaio un viaggio di un solo giorno in Cina attraverso il passaggio transfrontaliero di Lok Ma Chau. Ammalatosi il 2 febbraio, era stato portato al Princess Margaret Hospital 10 giorni dopo una caduta. Era gia’ in condizioni critiche quando fu confermato il contagio da coronavirus il 14 febbraio.

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