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Show di Lautaro Martínez contro il Messico, l’Argentina fa poker con la tripletta del nerazzurro

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Finisce 4-0 l’amichevole giocata nella notte italiana dell’Argentina contro il Messico con una tripletta di Lautaro Martínez. Nonostante l’assenza di Messi e Aguero (non convocati per le due amichevoli negli Stati Uniti contro Cile e Messico), basta appena un tempo all’attaccante dell’Inter per mettere a segno tre gol con la maglia albiceleste a San Antonio dimostrando di avere le capacita’ per strascinare da solo la squadra. A segno su rigore anche l’ex centroca,pista della Roma Paredes Nulla da fare per l’attaccante del Napoli, Hirving Lozano, che non e’ riuscito a fare uscire il Messico dall’assedio argentino: 90? in campo per lui e una prestazione poco incisiva.

Mostra una buona tenuta ma appare troppo timido sulla strada del gol. Al termine del match sono arrivate le parole del protagonista: “Sono davvero molto emozionato perche’ non succede tutti i giorni di vestire questa maglia e segnare tre gol – ha sorriso Lautaro – Mi vengono in mente tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a qui e allora dedico la tripletta alla mia famiglia. Ci sono tanti aspetti del nostro lavoro che non si vedono: si lavora molto duramente e nella Seleccion c’e’ grande competizione. Ci sono tanti giocatori di grandissimo livello che giocano in grandi squadre europee, e’ molto dura farsi spazio. Ma sono molto contento e dico grazie ai miei compagni e a tutto lo staff tecnico per la grande fiducia che mi concedono. Dobbiamo continuare su questa strada per rendere felici i nostri tifosi”.

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Gattuso: dimenticare il Barça e pensare al Toro, chi crede di essere Brad Pitt non gioca

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Domani gioca chi è al 100%, voglio stessa intensità Champions. La squadra era molto stanca dopo il Barcellona, ieri abbiamo lavorato in palestra per farli recuperare, domani chi scenderà in campo deve stare al 100% mentalmente e fisicamente” ha spiegato  il tecnico del Napoli Rino Gattuso alla viglia della sfida contro il Torino. Gattuso ha parlato dello stesso livello di intensità tra Barcellona e Torino: “Non so come far avere gli stessi stimoli alla squadra. Me lo chiedo spesso. Provo a prepararla bene e a provo a entrare in testa giocatori. Se domani pensiamo a quello che abbiamo fatto con il Barcellona non va bene, quello è passato ora si pensa a Belotti, Zaza, Ansaldi, N’Koulou. Il Torino non vince da tempo ma ha giocatori importanti. Nel calcio di oggi si vede che difficilmente le squadre riescono a d affrontare 10-15 partite con la stessa intensita’, mentalita’, voglia, passione. Se dopo la Champions pensiamo che siamo diventati Brad Pitt non va bene, i giocatori devono pensare di essere brutti, come me”.

“Il mio contratto è fino al 2021 con una mia via di uscita fino al 30 aprile e la scelta del club. Ma non penso al contratto, penso a lavorare e raggiungere gli obiettivi, con il presidente mi sento 3-4 volte al giorno, poi vedremo” ha spiegato Gattuso. “Io sto bene qui – ha detto – ho rifiutato altri contratti sono venuto con voglia e ho avuto cose importanti, l’esordio in Champions, giocatori importanti da allenare”. Gattuso ha parlato anche dei calciatori: “Ora dobbiamo fare gruppo, dicendoci le cose in faccia belle e brutte, ma solo concentrandoci sul campo in questi ultimi tre mesi non sui rinnovi di contratto o altre cose, poi quelle verranno. So che ho a disposizione tanti giocatori importanti ma in questo momento faccio scelte funzionali. Lozano e’ fortissimo ma mi garantisce una fase difensiva? O lo metto a fare figuracce? So che a livello aziendale non mi sto comportando benissimo ma faccio delle scelte anche se fa male vedere Lozano fuori visto quanto è stato pagato”.

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Europa League, alla Roma basta un pari col Gent per passare agli ottavi

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Basta un pareggio alla Roma per conquistare gli ottavi di finale di Europa League. Sul campo del Gent finisce 1-1 con i giallorossi che inanellano il terzo risultato utile di fila tra campionato e Coppa e ora aspettano domani per conoscere il nome della prossima avversaria. Soffre ma neanche troppo la Roma in Belgio. L’1 a 0 conquistato all’andata all’Olimpico e’ una buona base di partenza per i giallorossi, ma guai ad abbassare la guardia. I belgi vanno in vantaggio al 25′ con la loro stella David – al 23/o gol stagionale – ma il vantaggio dura poco perche’ dopo nemmeno cinque minuti Justin Kluivert trova il pari (con un tocco sul perfetto assist di Mkhitaryan) quel tanto che basta per qualificarsi, non senza sofferenza. Il Gent infatti gioca tutta la partita all’attacco. La Roma pero’ riesce a contenere e a centrare l’obiettivo qualificazione. A Gent Fonsecaperde per infortunio Pellegrini e allora manda Mkhitaryan a fare il trequartista inserendo a sinistra Kluivert. In difesa spazio a Spinazzola e, davanti a lui, Carles Perez, preferito, come all’andata, a Under. Dall’altra parte Thorup si affida al 4-3-1-2 con Bezus come trequartista alle spalle di Depoitre e David.

Al centro della difesa confermata la coppia Plastun-Owusu. Roma subito pericolosa dopo appena un giro di lancetta con Kolarov che colpisce il palo. Le prime fasi sono di studio, con la Roma che prova ad affondare ed il Gent che piu’ che altro controlla. I belgi pero’ vanno in vantaggio al primo vero affondo con il loro uomo migliore, il canadese Jonhatan David, al 25′: difesa dei giallorossi con le maglie larghe e sul cross dalla destra di Bezus, e’ David a inserirsi tra Mancini e Spinazzola e insaccare con la punta del piede sul secondo palo. Il vantaggio del Gent pero’ dura poco, appena cinque minuti. Al 29′, infatti, arriva il pareggio giallorosso grazie a una invenzione di Mkhitaryan: l’armeno disegna un perfetto corridoio centrale per il taglio di Kluivert, l’olandese arriva sulla sfera proprio dentro l’area e infila sul primo palo con il piatto destro sul primo palo. L’1-1 qualifica la Roma, ma il Gent non ci sta e al 31′ sfiora d’un soffio il raddoppio ancora con David la cui conclusione finisce di pochissimo a lato.

La Roma si rende pericolosa ad inizio ripresa con Mkhitaryan (3′) prima e Dzeko (6′) poi. Ma e’ il Gent a condurre il gioco alla ricerca del gol che potrebbe riaprire il discorso qualificazione. Al 9′ e’ ancora David a rendersi pericoloso ma Spinazzola prima e Pau Lopez neutralizzano l’azione. Al 19′ ancora un’occasione per i belgi: punizione battuta velocemente dai padroni di casa che sorprendono la difesa giallorossa, scambio al limite dell’area che libera David, destro al volo del numero 16 che finisce di poco alto. Al 20′ ci prova Odjidja che apre il piatto al volo, ma pallone che esce di pochissimi centimetri alla destra di Pau Lopez. Fonseca getta nella mischia Santon, al posto di Spinazzola, ancora Odjidja tenta di sorprende i giallorossi ma Pau Lopez fa buona guardia. Entrano anche Fazio e il giovane Villar, ma il risultato finale non cambia. Il Gent attacca ma non trova il gol, la Roma non incanta ma controlla e conquista il passaggio agli ottavi.

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Inter ottavi ma niente festa, San Siro è deserto

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L’Inter vince e si qualifica agli ottavi di Europa League nel silenzio di San Siro a porte chiuse. Non puo’ festeggiare con i tifosi, i seggiolini sono vuoti, gli spalti deserti. Sono le conseguenze dell’emergenza Coronavirus sul calcio, anche europeo. I nerazzurri vincono 2-1 sul Ludogorets senza grandi sofferenze, rivoluzionati dal turnover come all’andata, e chiudono con facilita’ la pratica europea a tre giorni dalla sfida scudetto contro la Juve. Una partita come la definisce Marotta ‘surreale’ che sembra piu’ un allenamento che una gara ad eliminazione di Europa League. Le urla di Antonio Conte in panchina e degli stessi giocatori in campo si sentono nitidamente nell’eco di un San Siro deserto. L’errore di Lukaku al 5′, che vanifica una ripartenza rapida calciando addosso al portiere del Ludogorets, normalmente sarebbe stato accompagnato da un corale ‘no’ dispiaciuto dei tifosi nerazzurri. Invece ogni azione, ogni calcio in porta, ogni occasione costruita o decisione della Var, sembra meno spettacolare, meno appassionante, meno decisiva. Il calcio senza pubblico perde di poesia, di agonismo e rivalita’. I cori della Curva, che normalmente scandiscono il ritmo di ogni partita, sono mancati terribilmente, mentre il Ludogorets arriva a San Siro indossando le mascherine, eccessivamente spaventato dal coronavirus. I tifosi nerazzurri, a casa davanti alla tv, si sono preoccupano solo per qualche minuto dopo il gol 25′ del Ludogorets firmato da Cauly Souza che ha sbloccato la partita. Perche’ gia’ al 31′ Biraghi, servito da uno splendido passaggio di Eriksen, riequilibra subito la partita. Niente applausi, niente esultanza dello speaker al gol nerazzurro, Biraghi si limita ad abbracciare con i compagni. Festeggiamenti ridotti anche per Lukaku che in pieno recupero del primo tempo, mette in sicurezza il risultato segnando di testa su un rimpallo fortunato dopo aver sbagliato la prima conclusione di testa.

 

Nella ripresa Conte richiama Barella e inserisce Brozovic al fianco di Eriksen ancora titolare in Europa come Sanchez. E le risposte positive arrivano soprattutto dall’attaccante che colpisce la traversa con un gran tiro a inizio secondo tempo e corre senza sosta per tutta la partita. Anche Lukaku cinque minuti piu’ tardi obblighera’ Lliev alla deviazione sul palo. Si riscatta dopo qualche prestazione non ottimale Padelli che neutralizza con una mano un’insidiosa conclusione di Swierczok al 23′ della ripresa. Nel secondo tempo, con la qualificazione in mano, l’Inter cala il ritmo. C’e’ Juve tra tre giorni e le energie vanno risparmiate. A Torino potrebbe tornare Handanovic che ha risolto il problema alla mano e domani ricomincera’ ad allenarsi con la palla. Mentre l’Inter e’ ancora in campo, centrando la qualificazione in Europa, diventa ufficiale la decisione di giocare a porte chiuse anche allo Stadium. Sara’ un derby d’Italia molto diverso, probabilmente meno appassionante, sicuramente meno teatrale. Conte non dovra’ affrontare il pubblico juventino e lo Stadium forse fara’ un po’ meno paura all’Inter. Ma senza il calore dei tifosi manchera’ gran parte della gioia, della sofferenza e dell’entusiasmo, come accaduto a San Siro, anche se in campo ci si giochera’ comunque una fetta importante dello scudetto.

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