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Scomparsi in Messico, il legale dei napoletani spariti: scarcerato il mandante del rapimento di Raffaele e Antonio Russo e di Vincenzo Cimmino

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“Josè Guadalupe Rodriguez Castillo alias ‘el Quince’, arrestato nel luglio del 2018 con l’accusa di essere il responsabile della sparizione dei tre napoletani poi venduti ai Narcos dalla Polizia Municipale di Tecalitlan è tornato in liberta’”. A dare la notizia è l’avvocato Claudio Falleti rappresentante per l’Italia dell’Organizzazione Mondiale degli Avvocati e legale delle famiglie di Raffaele e Antonio Russo e di Vincenzo Cimmino. “La fonte e’ certa, – spiega Falleti – cosi’ come lo sono i giornali messicani i quali riferiscono anche che il Quince e i suoi uomini si sono resi responsabili di un’imboscata ai danni di 40 poliziotti, lo scorso 15 ottobre 2019, avvenuta nella comunita’ di Aguaje, comune di Aguililla, a Michoacan. Nell’agguato ne sono stati uccisi 13 e molti sono i feriti. Abbiamo bisogno che qualcuno abbia il coraggio di interessarsi veramente della vicenda, perche’ la questione riguarda poliziotti messicani, rappresentanti dello Stato, che vendono cittadini italiani per 43 euro”. Nell’informativa inviata dall’Onu all’avvocato Claudio Falleti nello scorso mese di giugno emergeva dalle intercettazioni telefoniche che il Quince era tra i soggetti responsabili della sparizione di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. “Non si comprende – evidenzia l’avvocato – per quale ragione il suo arresto non sia stato convalidato ed perche’ il giudice lo abbia rimesso in liberta’”. La Polizia statale, secondo quanto ha appreso l’avvocato, ha diffuso la foto dei volti dei responsabili chiedendo aiuto alla popolazione di segnalare la posizione dietro ricompensa. “Quante sono le responsabilita’ in questa vicenda?”, si chiede Falleti il quale ricorda anche le lacune delle indagini in Messico: “Rimaniamo senza risposte – dice – come riguardo il ritrovamento da parte degli investigatori delle auto dei nostri connazionali, sulle quali erano state rinvenute tracce di capelli e impronte digitali inviati ad analizzare e i cui risultati non sono mai pervenuti ai legali”. Falleti punta, di nuovo, il dito contro il Governo italiano: “L’attenzione e’ stata alta solo nell’immediatezza dei fatti. Poi si sono dimenticati dei loro connazionali. Siamo ancora in attesa di una chiamata della Farnesina e di una solidarieta’ che non e’ mai stata espressa da coloro che ci rappresentano. Ribadisco con forza il concetto che ci sono cittadini di serie A e serie B. Sono passati due anni e la famiglie vivono con il tormento continuo, i figli crescono chiedendo dei propri genitori”. Il legale delle famiglie Russo e Cimmino rivolgono ancora una volta un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri, a Roberto Fico, presidente della Camera, all’Ambasciata italiana in Messico: “Se un rappresentante delle forze dell’ordine italiane avesse venduto un cittadino di un altro Paese alla malavita, l’Italia sarebbe stata attaccata, accusata, umiliata. Succede il contrario e a noi va bene cosi'”.

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Coronavirus: Malta, realizzato robot da 800 test al giorno

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Malta si e’ dotata di una delle prime macchine robotizzate per effettuare analisi per la ricerca delle positivita’ al coronavirus. L’attrezzatura e’ stata presentata al pubblico durante una visita del vicepremier e ministro della Sanita’ nonche’ medico, Chris Fearne, al Policlinico universitario Mater Dei. Il macchinario, stando a quanto e’ stato indicato dal ministro che ha assistito alle fasi finali dell’installazione, da domani potra’ completare 800 test al giorno. Intanto continua la campagna di contenimento attivo del contagio. La Sovrintendente per la Salute Charmaine Gauci nella conferenza stampa quotidiana ha indicato che nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 738 test, di cui 7 positivi che portano il totale a 195. Fearne ha specificato che Malta e’ riuscita a dotarsi della attrezzatura finalizzando l’acquisto e la fornitura gia’ in fase di preparativi per l’arrivo del coronavirus. Negli ultimi giorni il numero di test comunicato dalla Sovrintendente si e’ aggirato sempre attorno ai sette-ottocento al giorno. L’introduzione del nuovo robot raddoppia la capacita’, su una popolazione di circa mezzo milione di persone. Il governo maltese ha imposto sin dal primo giorno severe multe (ora a 3mila euro) per chi non rispettasse le quarantene ed ha avviato il tracciamento sistematico di ogni singolo caso positivo. A 26 giorni dalla scoperta della prima positivita’ (una ragazza italiana di 12 anni rientrata con la famiglia da una vacanza in Trentino, in auto-quarantena seguendo le indicazioni del governo) il totale e’ di 195. Dei 7 nuovi casi, sei sono contagi locali, uno solo e’ ‘importato’: una donna di 22 anni gia’ in quarantena per aver viaggiato in Marocco con un’altra persona gia’ risultata positiva. Uno dei casi locali riguarda una operatrice sanitaria che il giorno prima della scoperta della positivita’ era andata al lavoro con sintomi. Tutti i colleghi ed i pazienti sono stati sottoposti al test e posti in quarantena.

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Coronaviru, morto a Londra ex premier somalo Nur Hassan Hussein

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La Somalia e’ in lutto, per tre giorni, per la morte di Nur Hassan Hussein, ex primo ministro, deceduto ieri in un ospedale di Londra dopo aver contratto il nuovo coronavirus. Aveva 83 anni. Lo rende noto al Jazeera online, ricordando che Hussein, popolarmente noto come Nur Adde, e’ stato il primo ministro somalo dal novembre del 2007 al febbraio del 2009. Nato a Mogadiscio nel 1937, Hussein entro’ in polizia quando il Paese ottenne l’indipendenza nel 1960. In seguito lavoro’ anche per la Mezzaluna rossa somala e poi come ambasciatore della Somalia in Italia. “Dichiaro tre giorni di lutto nazionale, abbassando la bandiera della Repubblica Federale della Somalia a mezz’asta, per dare al primo ministro Nur Adde il rispetto che merita”, ha annunciato il presidente Mohamed Abdullahi Farmajo in una dichiarazione diffusa ieri.

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Emergenza coronavirus,Trump lancia operazione antidroga e all’Iran dice: niente attaccho a nostre truppe

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Nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus Donald Trump lancia una maxi operazione antidroga per “difendere gli americani” da chi vuole approfittare della crisi per far entrare negli Stati Uniti droghe illegali. L’obiettivo e’ fermare “attori maligni”, come il presidente del Venezuela Nicolas Maduro che con la droga finanzia il suo regime, spiega il presidente americano affiancato dal ministro della Giustizia William Barr e dal capo del Pentagono Mark Esper. “Dobbiamo evitare che la droga arrivi ai nostri confini. Molte organizzazioni criminali vogliono capitalizzare sull’attuale emergenza”, dice il ministro della Difesa. Gli fa eco Barr: “distruggere i cartelli messicani deve restare la nostra priorita’”. La lotta ai cartelli e’ utile anche nella battaglia al coronavirus, aggiunge Trump ammettendo di avere allo studio restrizioni ai voli aerei nelle aree piu’ colpite dal coronavirus, fra le quali New York e Miami. Si tratta, mette in evidenza, di una decisione comunque difficile: un divieto dei voli nazionali, uno stop di tutti i voli di ogni compagnia aerea e’ una “decisione brutale”. Trump quindi ribadisce che gli Stati Uniti hanno davanti a se’ due settimane “orribili” che si apriranno fra qualche giorno: “ci stiamo preparando al peggio”, osserva. Sul caso Cina e sulle indiscrezioni di un rapporto dell’intelligence americana che riterrebbe falsi i dati sui casi e i morti per coronavirus, Trump si mantiene cauto. Mentre il suo consigliere alla sicurezza nazionale Robert O’Brien precisa che la Casa Bianca non e’ in grado di confermare i numeri della Cina, il presidente dice: “i nostri rapporti con la Cina e il mio rapporto con il presidente Xi Jinping sono buoni”. Poi Trump si sofferma sull’Iran dopo aver messo in guardia Teheran e i suoi alleati a non attaccare truppe americane perche’ altrimenti la pagheranno a caro prezzo. “Le forze americane in Iraq hanno preso precauzioni” dice.

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