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Economia

Scattano i dazi di Trump su pecorino e parmigiano, la mozzarella di bufala è salva

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Scattano oggi i dazi di Donald Trump contro il made in Europe. Proprio oggi, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ancora nel Usa per la sua visita ufficiale.  Per l”Italia saranno colpiti tra gli altri prodotti i formaggi, a partire da pecorino e parmigiano, i liquori e gli amari. Dazi al 25% anche per i vini francesi, le olive greche, il whiskey scozzese. In tutto la stretta Usa sulle importazioni dal Vecchio Continente riguarda beni per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Non risultano misure economiche ritorsive degli Usa contro la mozzarella di bufala, prodotto di eccellenza della enogastronomia della Campania. Prodotto molto amato negli Usa. Si tratta di un comparto dell’economia della Campania fondamentale per fatturato e per i lavoratori impiegati in tutta la filiera: dalla produzione del latte alla lavorazione, alla commercializzazione. Un prodotto, la mozzarella, che è protetto dal Consorzio mozzarella di bufala dop che ne garantisce origine, qualità e genuinità.

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Economia

L’Antitrust sospende i siti sharazon.it, smart-shopping.it e gemshop.it per vendita on line con modalità buy and share

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L’Autorità in data 14 gennaio 2020 ha adottato tre provvedimenti cautelari nei confronti dell’impresa individuale Sharazon di Carmela Vernaleone (sito: sharazon.it), della società Smart Shopping S.r.l.s. (sito: smart-shopping.it) e della società New Assistent Global S.r.l. (sito: gemshop.it) che svolgono attività di vendita on line di apparecchiature elettroniche utilizzando la modalità del c.d. buy and share.

L’offerta commerciale proposta dai professionisti non consiste nella vendita di prodotti immediatamente disponibili ad un prezzo scontato, ma nel mero ingresso in un “gruppo di acquisto”, in cui la condizione indispensabile per l’ottenimento del bene alle promesse condizioni di favore è l’adesione di altri consumatori. In tal senso, l’importo versato dai consumatori costituisce una “prenotazione” che consente l’inserimento in una lista gestita e organizzata dai professionisti nella quale gli aderenti alle offerte vengono progressivamente inseriti al fine di “compensare” la prenotazione dei precedenti consumatori e consentirgli di ottenere il bene prescelto al prezzo scontato.

Nell’attesa della definizione dei tre procedimenti istruttori, l’Autorità ha ritenuto necessario un intervento di urgenza, non essendo fornite ai consumatori adeguate informazioni sui criteri di funzionamento del processo di acquisto, sulle modalità e tempi di scorrimento della lista di attesa, ai fini della procedura di compensazione, nonché – soprattutto – sull’effettiva possibilità di ottenere la consegna del bene prenotato.

Inoltre, è emerso che i consumatori che hanno effettuato prenotazioni nei tre diversi siti, non solo – solitamente – non hanno ricevuto il bene prenotato al prezzo scontato, ma risultano essere stati ostacolati nell’esercizio dei diritti contrattuali ed in particolare nella possibilità di esercitare il recesso e nell’ottenere il rimborso integrale delle somme versate.

Con l’intervento cautelare è stato, pertanto, ordinato agli operatori di sospendere ogni attività diretta all’utilizzo della modalità di vendita subordinata alla successiva adesione di altri consumatori, nonché alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma in realtà non pronti per la consegna.

Nella medesima riunione l’Autorità ha adottato un ulteriore provvedimento cautelare nei confronti della società Teknoacquisti S.r.l., attiva nella vendita online di prodotti di telefonia mobile attraverso il sito teknoacquisti.com. Alla società – cui è stata contestata la mancata consegna di prodotti acquistati (e pagati) online – è stato ordinato di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili o che non siano comunque pronti per la consegna.

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Economia

Agcom, multa di 2 milioni di euro a Tim, Vodafone e Wind tre per i costi a fine credito delle prepagate

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Multa salata, per un totale di 2 milioni di euro, ai tre grandi operatori di telefonia mobile da parte dell’Autorita’ di garanzia nelle comunicazioni. TIM, Vodafone e Wind Tre saranno infatti costretti a pagare 696 mila euro ciascuno, colpevoli di aver liberamente cambiato i contratti introducendo una modifica sull’esaurimento del credito delle prepagate, ritenuta in contrasto con la normativa di settore. In sostanza, la modifica unilaterale dei contratti finita nel mirino dell’Agcom prevede che se l’utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile al rinnovo dell’offerta, gli operatori non bloccano piu’ il traffico in uscita ma lo rendono comunque disponibile pur in assenza di una volonta’ espressa dallo stesso utente medesimo, addebitando un costo aggiuntivo ai clienti che, anche inconsapevolmente o involontariamente, fruiscono dei servizi voce, SMS e dati.

Il costo del traffico erogato viene poi detratto dalla successiva ricarica. Insomma, per l’Autorita’ quello che apparentemente potrebbe sembrare un servizio utile per gli utenti e’ invece una pratica a scapito loro in quanto senza saperlo si trovano dei costi addebitati nella ricarica successiva. L’Agcom spiega che la condotta degli operatori “non puo’ configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non e’ necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi”. Nel corso di un’approfondita istruttoria avviata lo scorso luglio, l’Autorita’ ha verificato infatti che gli operatori non si sono limitati a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un quid novi che, in quanto tale, doveva essere accettata dagli utenti. Tale condotta e’ risultata inoltre in contrasto con quanto previsto da una precedente delibera che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volonta’ da parte dei clienti. L’Autorita’ ha inoltre accertato la violazione da parte dei tre operatori degli obblighi in materia di trasparenza delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile. E nel caso di WindTre, e’ stata sanzionata anche l’introduzione di un costo associato alla navigazione internet illimitata a 128Kb allorche’ sia stato esaurito il bundle dati associato all’offerta sottoscritta. Con la decisione assunta, l’Agcom si pone in sintonia con quanto affermato in relazione allo jus variandi dal Consiglio di Stato in una recente sentenza secondo cui l’art. 70, comma 4, del Codice non puo’ applicarsi a qualsiasi tipo di variazione del contenuto del contratto, ma ci sono dei limiti. “In primo luogo – si legge nella sentenza – le modifiche unilaterali possono riguardare soltanto la variazione di condizioni gia’ contemplate nel contratto; in secondo luogo, i mutamenti delle condizioni preesistenti non possono mai raggiungere il livello della novazione del preesistente rapporto obbligatorio”.

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Ryanair, scioperi a gogo ma arriva il sigillo Codacons: riconoscimento dei consumatori

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Questa è nuova. E ve la diamo così come ce la fornisce Ryanair ovvero la compagnia aerea che si definisce “la compagnia numero uno in Italia e in Europa”. Ebbene Ryanair annuncia di essere “il primo vettore ad ottenere il sigillo ‘Ok Codacons’, riconoscimento per termini e condizioni affidabili e trasparenti, un servizio clienti efficiente e un sito web user friendly”. Un sigillo che arriva alla fine di un anno orribile per Ryanair, con molti scioperi e migliaia di passeggeri costretti a cambiare progetti di vacanza o lavoro per essere riprotetti su altre rotte e altri voli di altre compagnia per gli scioperi nel 2019. L’ultimo sciopero per la compagnia low cost Ryanair che ha fatto danni incalcolabili alla clientela è quello del 14 gennaio. Eppure, nonostante questo per Ryanair è arrivato il sigillo di qualità di una associazione di consumatori. La stessa compagnia in una nota fa sapere che “il conferimento da parte di Codacons è giunto a seguito del feedback positivo dei consumatori italiani e dell’approvazione di Enac”.

“Ryanair è lieta di annunciare di essere stata la prima compagnia aerea ad ottenere il sigillo ‘OK Codacons’, in seguito all’annuncio della collaborazione con Codacons ad agosto 2019”, dice Kenny Jacobs di Ryanair. E aggiunge: “non vediamo l’ora di ricevere il terzo trifoglio come azienda sostenibile, dal momento che Ryanair è la compagnia aerea più green e con le emissioni piu’ basse d’Europa”. Per il presidente dell’Enac, Nicola Zaccheo, “iniziative come questa sono positive in quanto evidenziano come il passeggero sia, e debba sempre essere, al centro del sistema del trasporto aereo”. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, avverte: come “associazione continueremo a tenere alta la guardia e monitoreremo costantemente la qualità dei servizi resi agli utenti e il pieno rispetto dei loro diritti”.

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