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Sanremo, tra i Giovani che conquistano l’Ariston c’è pure Leo Gassmann reduce da XFactor

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Comincia a prendere forma il prossimo festival di Sanremo, targato Amadeus. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate di febbraio (dal 4 all’8), il conduttore e direttore artistico spalanca le porte dell’Ariston agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani. Leo Gassmann (con Va bene cosi’), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti che stasera, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young. Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori.

Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno gia’ alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e piu’ di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che “e’ la musica a vincere”). Anche Jefeo arriva da Amici e anche lui deve arrendersi a Fasma. Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame. A decidere i piu’ meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parita’. E non e’ mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’eta’ tra giudicanti e giudicati. “Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Eta’ media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994”. I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata gia’ nei giorni della loro ufficializzazione. Anche perche’, come dicono in coro: “A Sanremo non si dice mai di no”. E invitati da Amadeus a tornare tra un mese e mezzo, non potranno certo tirarsi indietro per le celebrazioni dei 70 anni del festival (e Conti ha gia’ promesso che spostera’ la sua “vacanzina” alle Maldive). Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa gia’ le canzoni.

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Venezia premia “Nomadland” di Chloè Zhao col Leone D’Oro e a Favino papà italiano va la Coppa Volpi

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A Venezia 77 vincono, forse non a caso, due film pieni delle ombre del presente come NOMADLAND di Chloe’ Zhao (Leone d’Oro) che racconta il nomadismo dei workamper, loser non piu’ giovani alla ricerca di lavori stagionali, e NUEVO ORDEN di Michel Franco (Leone D’Argento – Gran Premio della Giuria) che piu’ che un film distopico sembra un’opera sul domani, sui possibili scenari del dopo-Covid. Una guerra tra ricchi e poveri piena di sangue. E l’Italia? Incassa la Coppa Volpi andata a Pierfrancesco Favino per PADRENOSTRO di Claudio Noce, film ispirato all’attentato subito dal padre del regista nel 1976, davvero un po’ poco per il poker messo in campo dal nostro Paese.

Vero sconfitto Gianfranco Rosi che con NOTTURNO aveva messo in campo un’opera che al pari di NOMADLAND e NUEVO ORDEN raccontava il dolore che c’e’ ai confini del mondo fra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano. Insomma Cate Blanchett, presidente di giuria, non ci ha voluto troppo bene, anche considerando il fatto che in questo festival della ‘ripartenza’ targato Italia c’erano quest’anno film nostrani di buon livello, come LE SORELLE MACALUSO e MISS MARX, e cosi’ forse uno sforzo in piu’ nei riconoscimenti ci stava tutto. Tra melo’ e spy story il giapponese Kiyoshi Kurosawa, autore a tutto tondo (horror, yakuza movie e drama), con WIFE OF A SPY porta a casa il Leone d’Argento per la miglior regia. Mentre il Premio Speciale della Giuria va meritatamente a CARI COMPAGNI! del maestro Andrei Konchalovsky, un film che ti sale piano piano dentro con una storia antica che cambio’ tutto: quella che si svolse a Novocherkassk nel 1962, quando durante una manifestazione operaia in una fabbrica di locomotive, scoppio’ una sparatoria sui dimostranti ordinata dal governo e perpetrata dal Kgb per reprimere lo sciopero.

Il caso di THE DISCIPLE e’ un po’ a parte. Molto apprezzato dalla stampa estera e trascurato da gran parte dei critici italiani, il film ha ottenuto il Premio per la miglior sceneggiatura con il racconto raffinato della musica classica indiana piena di misticismo. In una folla di candidate tutte brave per la Coppa Volpi femminile, dalla McNormand alla Garai fino a Julija Vysockaja (moglie di Konchalovsky e protagonista assoluta di CARI COMPAGNI!) vince un attrice speciale come Vanessa Kirby che era al Lido con ben due film. In PIECES OF A WOMAN, per il quale e’ stata premiata, e’ Martha, alle prese con un travaglio in casa della durata di ben venticinque minuti che sembra non finire mai. Si entra cosi’ subito nel dramma perche’ la bambina, appena nata, muore dopo solo cinque minuti e della sua morte viene accusata l’ostetrica che non avrebbe valutato bene l’esigenza di correre all’ospedale. Ma Vanessa Kirby, 32 anni, attrice britannica famosa per la serie tv The Crown e’ anche una della due protagoniste di THE WORLD TO COME di Mona Fastvold, una storia d’amore al femminile forte e convincente nel nulla di un far West americano di fine Ottocento pieno di silenzio, freddo e solitudine. Una sorta di BROKEBACK MOUNTAIN al femminile anch’esso molto quotato alla vigilia per il palmares.

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Kim Kardashian annuncia la fine reality di famiglia “Keeping Up With The Kardashians”

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Il reality show televisivo della famiglia Kardashian volgen al termine. Lo ha annunciato su twitter la stessa Kim Kardashian: “È con il cuore pesante che abbiamo preso la difficile decisione come famiglia di dire addio a ‘Keeping Up With The Kardashians'”. Lo spettacolo dura da 14 anni e ha reso star mondiali tutti i componenti della famiglia Kardashian. L’ultima stagione, la sua 21esima, andrà in onda all’inizio del 2021. L’attrice e modella statunitense ha ringraziato le “migliaia di persone e le aziende coinvolte nel programma” e tutti i telespettatori “che hanno visto e sostenuto me e la mia famiglia in questi ultimi 14 incredibili anni”. “Questo spettacolo ci ha resi ciò che siamo e sarò per sempre in debito con tutti coloro che hanno avuto un ruolo nel plasmare le nostre carriere e cambiare per sempre le nostre vite”, ha aggiunto. Kim Kardashian, 39 anni, grazie al reality è diventata una delle donne più celebri al mondo, con centinaia di milioni di follower sui social e un fiorente business della bellezza. Ha sposato il rapper Kanye West nel 2014, con il quale ha tre figli e un patrimonio netto comune di oltre un miliardo di dollari.

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Mostra del cinema di Venezia nell’anno covid, tutte le star che restano a casa

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Prima cosa da fare: non voltarsi indietro. Seconda: pensare positivo. Terza: mettersi nei loro panni (tricolori) ed essere contenti. La 77/a Mostra del cinema di Venezia (2-12 settembre) non sara’ ricordata per le super star, impossibilitate a superare gli stretti confini nazionali determinati dalla pandemia, ne’ per le feste (il rischio assembramento e’ da evitare e poi c’e’ il rispetto che si deve alle migliaia di vittime del coronavirus). Personalita’ extra europee non ci saranno, quelle europee il minimo indispensabile e fino all’ultimo chissa’, personaggi noti del cinema italiano: tutti. Se non ora quando? E’ il loro anno d’oro. Dunque non voltarsi indietro, altrimenti ricorderemmo che solo un anno fa a Venezia 76 sul red carpet del Palazzo del Cinema c’era il mondo, Brad Pitt e Johnny Depp, Mick Jagger e Roger Waters e il favoloso Joaquin Phoenix di Joker e Timothe’e Chalamet, l’immensa Meryl Streep e Scarlett Johannson per citare solo i super top. Quest’anno va diversamente, molto diversamente per i ben noti motivi, dunque pensiamo positivo, al cinema che non muore, all’annata covid-dipendente ma intanto si va. Le incertezze sono tali che la lista dei talent, di organizzatori e uffici stampa, e’ piu’ secretata di sempre perche’ il ripensamento, il ‘meglio che sto a casa’ e’ nel conto. L’organizzazione per evitare assembramenti ad alto rischio contagio dovra’ essere ferrea (staremo a vedere). La cena di apertura, come fu per l’anno post terremoto, e’ nei ristretti saloni dell’Excelsior con giurie e personalita’, tra cui gli 8 direttori di festival (compreso Fremaux di Cannes), niente tendoni all’aperto con il buffet intruppato a rischio goccioline infette. Tra le giurie ci sono star internazionali: la piu’ diva di tutte, CATE BLANCHETT, la si immagina in una asettica campana di vetro da mesi, per proteggersi al massimo, pronta ad illuminarsi sul tappeto rosso del Palazzo del cinema con make up e abiti del suo stilista di riferimento che e’ italiano e sponsor della Mostra. C’e’ poi la francese LUDIVINE SAIGNER e l’ex Rusty il selvaggio MATT DILLON, entrato in corsa per sostituire Puiu, e in giro per festival italiani da mesi. Ecco una miniguida, necessariamente con il condizionale, sulle presenze al momento confermate e in ordine cronologico, a cominciare da ANNA FOGLIETTA madrina di Venezia 77 per la cerimonia di apertura e di chiusura. Attesi per Lacci di Daniele Luchetti i protagonisti ALBA ROHRWACHER E LUIGI LO CASCIO, per I Predatori il neoregista e attore PIETRO CASTELLITTO e si spera arrivi Renzo Rossellini per The Rossellinis di ALESSANDRO ROSSELLINI, evento della Settimana della critica. STACY MARTIN e BENOIT MAGIMEL per Amants di Nicole Garcia, PEDRO ALMODOVAR per il fuori concorso The Human Voice con TILDA SWINTON Leone d’oro alla carriera. PIERFRANCESCO FAVINO protagonista di Padrenostro di Claudio Noce. Niente Helen Mirren per l’inglese The Duke di Roger Michell. Esclusa (peccato) anche Greta Thunberg: dopo l’anno sabbatico ha ricominciato la scuola ed e’ altamente improbabile arrivi per il documentario su di lei GRETA di Nathan Grossman. C’e’ l’attrice inglese ROMOLA GARAI protagonista di Miss Marx di Susanna Nicchiarelli e ADELE EXARCHOPOULOS per Mandibules di Quentin Dupieux. Confermato anche l’arrivo della principessa Margaret di The Crown vale a dire l’attrice inglese VANESSA KIRBY per il film in concorso Pieces of a woman di Korne’l Mundruczo e per l’americano The World to come di Mona Fastvold anch’esso in gara. Per Mainstream ci sara’ la regista GIA COPPOLA: visto che arriva dall’America, gia’ e’ un grande risultato (Andrew Garfield invece noi). LUCA GUADAGNINO accompagnera’ il corto Fiori Fiori Fiori e il fuori concorso su Ferragamo ‘Salvatore – Shoemaker of dreams. Il premio Oscar REGINA KING arriva per One Night in Miami fuori concorso, mentre ALICE ROHRWACHER E JR presentano la loro Omelia Contadina. C’e’ ALESSANDRO GASSMANN per Non Odiare di Mauro Mancini, unico film italiano della Sic. Non arrivano Bernard Henry Levy per Princesse Europe di Camille Lotteau ne’ dal Brasile Caetano Veloso per Narciso em Ferias, entrambi fuori concorso, ne’ Clive Owen del cast di Giorgia Farina Guida romantica a posti perduti selezionato alle Giornate degli autori, ne’ James Norton di Nowhere special di Uberto Pasolini. A quanto pare meglio non farsi la bocca sull’arrivo di Frances McDormand: la fantastica attrice americana protagonista di Nomadland di Chloe’ Zhao non risulta nella lista degli arrivi. Ci sara’ invece DONATELLA FINOCCHIARO per Le Sorelle Macaluso di Emma Dante.

(Nella foto in evidenza Alberto Barbera. Presidente di giuria di Venezia 77)

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