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Saluti nazisti e cori razzisti contro i calciatori inglesi di colore, succedono cose bulgare a Sofia

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I canti idioti della scimmia. Gli ululati trogloditi. E poi insulti razzisti a ripetizioni con cori irripetibili contro i campioni inglesi di colore. Non solo. Anche fischi all’inno. Saluti nazisti. Insomma l’accoglienza dei cosiddetti tifosi bulgari all’Inghilterra è stata vergognosa. Mai vista tanta vergogna in poche ore nel mondo del calcio in nessun posto al mondo. L’Inghilterra però non ci sta. Si ribella e per Sofia non sarà facile il futuro in Uefa.

Il primo ministro di Sofia. Boyko Borissov ha chiesto subito le dimissioni del presidente della Federazione calcio bulgara

Dopo quanto successo  l’Uefa ha aperto un procedimento disciplinare contro la Federcalcio bulgara. Il presidente della Federazione bulgara Borislav Mihajlov si è già dimesso. Aveva chiesto la sua testa anche il primo ministro di Sofia, Boyko Borissov. Nel Regno Unito c’è indignazione.

 

Boris Johnson. Il primo ministro inglese ha espresso la sua indignazione per l’accoglienza alla squadra inglese

“Un razzismo vile, ignobile che non deve avere posto nel calcio” ha commentato il premier Boris Johnson. Così il caso calcistico è diventato anche un caso politico internazionale. “La Uefa deve affrontare questi episodi, che sono una macchia del calcio”, ha aggiunto il premier londinese. E la replica del presidente Uefa, Aleksander Ceferin, con l’indignazione che in Inghilterra monta, non è tardata ad arrivare. “Certe dichiarazioni sulla politica dell’Uefa sull’argomento sono “assolutamente fuori luogo”.

Borislav Mihajlov. Il Presidente della Federazione calcio bulgara si è dimesso per la vergogna dei cori razzisti

La “famiglia del calcio” deve dichiarare guerra ai razzisti, ma anche i governi “devono fare di piu'” per affrontare “un flagello” che si riteneva debellato e che invece, col diffondersi “dei nazionalismi in Europa”, è stato di nuovo alimentato, gli ha indirettamente replicato il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin. “Ho sentito esempi di vergognosi cori razzisti allo stadio – ha denunciato il presidente della Football Association, Greg Clarke – Ho parlato con i delegati Uefa, durante e dopo la partita per accertarmi che questi orribili episodi vengano sanzionati adeguatamente. Perchè è stato uno dei momenti più vergognosi da quando mi occupo di calcio”.

Parole durissime, ribadite in un comunicato ufficiale, rilasciato dalla stessa Football association, che ha definito “aberranti e inaccettabili a qualsiasi livello” gli abusi subiti dai giocatori inglesi al Vasil Levski Stadium. “Ottima iniziativa, complimenti” aveva commentato via Twitter Raheem Sterling, uno dei giocatori maggiormente preso di mira dai tifosi bulgari, a proposito della presa di posizione di Borissov. Davvero sconcertante, invece, il Ct della Bulgaria, Krasimir Balakov, che ha minimizzato gli insulti, addossando la colpa ai tifosi inglesi. “Sbattiamoli fuori”, il titolo del Mirror, che elogia il comportamento della nazionale di Gareth Southgate: “L’Inghilterra resta a testa alta conto i razzisti”. “Perdenti”, l’apertura del Daily Express, che pubblica a tutta pagina la fotografia dei tifosi bulgari, vestiti di nero, con il braccio teso, un inequivocabile saluto romano. “Vili razzisti riversano il loro odio, ma l’Inghilterra non si e’ scompone, dimostrando che non vinceranno mai”, il commento del tabloid.

Uno dei titoli dei giornali inglesi

Sulla stessa lunghezza d’onda il Daily Telegraph (“Disgustoso”) e il Guardian (“Vergogna Sofia”), che scrive di “una notte malata per il calcio”, mentre l’Indipendent plaude all’Inghilterra “che piega i razzisti”. Per la cronaca la partita di calcio, sospesa e ripresa due volte per razzismo, è finita con un punteggio assai rotondo di 6 gol a 0 per l’Inghilterra. Non c’è mai stata partita. Una lezione di calcio. Sui giornali inglese i titoli sono tutti, più o meno, Inghilterra 6 – Animali 0.

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Piccolo bignami per i razzisti: il colera contò 24 morti e 284 contagiati in Italia, il covid a Bergamo ha fatto migliaia di morti e infetti

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I festeggiamenti improvvisati in strada. Gli assembramenti di centinaia di tifosi dell’Atalanta. I cori da stadio. La scritta “Napoli Colera” al lazzaretto di Bergamo che ancora fa bella mostra di sè. Qualche coro sempre sul colera a Napoli a quelle latitudini sono duri a morire. Per fortuna sono pochi idioti che non sanno quello che dicono. Non conoscono la storia delle epidemie in Italia. Al triplice fischio del match all’Atleti d’Italia con la bella vittoria 2-0 sul Napoli sono andati in visibilio i tifosi della Dea. Per circa un’ora dopo la fine della partita, strade e piazze nei pressi dello Stadio si sono riempite di varia umanità per festeggiare. Quasi avessero vinto la Champions. Le partite col Napoli dei bergamaschi sono molto sentite. Si giocava a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli sanitari, quei cortei di auto e qualche assembramento non sono stati regolari, ma davanti alle manifestazioni di giubilo dei tifosi, è difficile chiedere il rispetto delle norme di distanziamento sociale. E dire che c’è stata pure la pioggia. La ciliegina sulla torta della serata in cui l’Atalanta ha vinto con merito grazie ad un secondo tempo impeccabile, è stato il commento social di nonno Vittorio Feltri, ex giornalista pensionato che non perde mai occasione per rimarcare la sua intelligenza e la sua cultura nordica, spesso con linguaggio sudicio di razzismo. Il suo tweet del giorno è un misto di provocazione, cretinismo e persino un pizzico di razzismo. Ma ad una certa età certi rutti cerebrali partoriti nel nulla devono essere perdonati. Anche a chi non ha rispetto manco per il dolore di una città, Bergamo, piegata dalla infezione da covid 19 e costretta a piangere migliaia di morti. Altro che “Napoli Colera”. Dal 20 agosto 1973 al 12 ottobre dello stesso anno, tra Campania, Puglia e Sardegna, luoghi del contagio da colera, le autorità sanitarie italiane contarono 278 contagiati e 24 decessi. Dunque, meglio lasciar perdere questo becero argomento del contagio alla luce delle migliaia di morti di Bergamo. È squallore.

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Primo tempo perfetto, ripresa disastrosa: per Gattuso la sconfitta con l’Atalanta è questione di mentalità

Valeria Grasso

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Il confronto tra Napoli e Atalanta ha mostrato che manca ancora qualcosa agli azzurri quest’anno per avere una squadra veramente competitiva. O almeno… c’è da mettere a punto qualche ingranaggio. Ed è importante analizzare la prestazione in vista di un buon piazzamento in campionato (praticamente svanite le possibilità di arrivare tra le prime quattro) e dell’incontro ad agosto con il Barcellona per gli ottavi di ritorno di Champions League. Perfetta la gara nel primo tempo, intelligente e tatticamente ben fatta. È mancato il goal, e questo alla fine – si sa – può risultare determinante. In queste ultime gare il Napoli ha sempre studiato l’avversario, per prenderne le misure e sconfiggerlo – gestendo il gioco- al momento giusto, con una supremazia costruita con il passare dei minuti. L’Atalanta ieri ha sovvertito le regole mostrando una freschezza atletica nella ripresa, cosa abbastanza inusuale in generale ma propria della squadra bergamasca in questo campionato. Due errori in difesa sono poi apparsi come due stoccate in pieno petto senza pietà. Vietato distrarsi, vietati momenti di presunzione. Come dice mister Gattuso, questione di mentalità. Domenica al San Paolo arriva la Roma di Paulo Fonseca che ieri ha perso in casa con l’Udinese e che, distante tre punti, il Napoli può agguantare in classifica . Un altro importante test di questa stagione.

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L’Atalanta gioca meglio e vince, finito il sogno Champions del Napoli

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Al Fratelli d’Italia il Napoli affronta l’Atalanta, la squadra più in forma del campionato e quella che segna di più. É una partita difficile ma il Napoli della ripresa post Covid é in buona forma, buone geometrie e cinque vittorie consecutive, con la conquistata anche della coppa Italia.

É una bella partita. Si gioca a viso aperto, l’Atlanta non é padrona del campo come di consuetò ma soffre molto il buon palleggio del Napoli che spesso si trova sotto porta di Gollini. Al 24 minuti scontro di gioco in area del Napoli, Ospina rimane a terra con un taglio alla arcata sopraccigliare sinistra. Esce Ospina, entra Alex Meret. Non cambia la partita. Napoli che tiene il campo con ordine, Atalanta che nonostante il pressing asfissiante non riesce a mettere in difficoltà gli azzurri che spesso nascondono con facilità la palla ai bergamaschi.

Al rientro in campo, dopo appena due minuti l’Atalanta va in gol con Pasalic che incorna di testa un cross da destra di Papu Gomez. Un gol da addebitare ad una dormita collettiva della difesa. Passano pochi minuti e al 55 minuto nuova rete dell’Atlanta con Gosens che intercetta un tiro sbagliato di Toloi e mette alle spalle di Meret. Il Napoli prova a reagire ma l’Atalanta continua ad attaccare e a controllare la partita. Il secondo tempo dei bergamaschi é davvero ad alti livelli. Il Napoli prova a spingere, a rimettere in discussione il match ma l’Atalanta é più in palla. Gioca meglio e atleticamente é più forte.

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