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Salta il concerto a Vasto, Jovanotti: “Vince fronte del no”

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Un’altra tegola si abbatte sul Jova Beach Party. Dopo la data di Albenga, in Liguria (annullata a causa delle mareggiate che si sono mangiate parte del litorale), salta anche il concerto di Vasto, in calendario il 17 agosto. Un tira e molla durato giorni, tra riunioni, analisi e documenti presentati. Oggi la doccia fredda. Al termine della riunione del comitato per la sicurezza, la prefettura di Chieti non ha dato il via libera. Un no senza appello, che lascia a bocca asciutta i circa 30mila fan attesi tra una settimana sulla spiaggia di Vasto Marina. Alla base dello stop deciso dal prefetto Giacomo Barbato, ci sarebbero le criticita’ sulla sicurezza e sulla chiusura della Statale 16, in un giorno da bollino nero sulle strade per il traffico da controesodo. Ma Jovanotti, ben piu’ che amareggiato, non ci sta. “A Vasto ha vinto il fronte del ‘no’, quello di cui l’Italia e’ pervasa. Quello che rende il Paese immobile – scrive polemico in un lungo post su Facebook, appena appresa la notizia -. La ragione e’ intessuta nelle dinamiche assurde che hanno trasformato un’occasione di festa, gioia ed opportunita’ di sviluppo di un territorio in scontro di forze locali in ‘bagarre. Chi alla fine ha ‘vinto’ ottenendo la cancellazione combatte una sua personale battaglia politica locale in affannosa ricerca di visibilita’ a buon mercato che evidentemente una cosa grande e bella come Jova Beach Party offre”.

Il Jova Beach Party doveva essere la festa dell’estate, all’insegna del divertimento, della leggerezza, del rispetto dell’ambiente: in parte cosi’ e’ stato, ma non sono mancati i problemi. Jovanotti ha dovuto, in questi mesi, fronteggiare gli attacchi degli ambientalisti che lo accusano di distruggere i delicati equilibri di flora e fauna nelle zone scelte per i concerti, nonche’ la polemica con Reinhold Messner per la data a Plan de Corones. E la cancellazione di Albenga (in parte risarcita con la nuova data annunciata per il 21 settembre a chiusura del tour all’aeroporto milanese di Linate) per cause di forza maggiore. Ma su Vasto rimane l’amaro in bocca: “JBP e’ un luogo sicuro, la sicurezza e’ sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto no, a prescindere. Non ci sono ragioni oggettive – scrive ancora il cantante – le centinaia di documenti prodotti non sono stati esaminati e nessun riscontro e’ stato dato alle migliaia di testimonianze relative alle 9 tappe gia’ fatte. Non sono mai state interpellate le prefetture che si sono complimentate con noi per il lavoro svolto fino ad ora”. La cosa non si chiudera’ solo con una tirata sui social. Maurizio Salvadori, manager di Jovanotti e organizzatore del tour, annuncia battaglia. Anche per vie legali. “Sono esterrefatto – ha detto uscendo dalla riunione che ha deciso per il no -. La documentazione presentata non e’ stata ritenuta idonea. Ma i vari enti sapevano gia’ dal mese di dicembre di questa data scelta per il concerto. Della questione si occuperanno ora magistratura e avvocati”.

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Blue Ivy vince il Bet Award a 8 anni, è la figlia di Beyoncè e Jay-Z

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A soli otto anni Blue Ivy e’ la piu’ giovane vincitrice di un premio BET Award. Alla figlia di Beyonce’ e Jay-Z e’ andato infatti il riconoscimento per la sua voce nel singolo Brown Skin Girl. Il brano e’ di Beyonce’, del rapper statunitense Saint Jhn e del cantante nigeriano Wizkid, ed estratto dall’album The Lion King: The Gift (colonna sonora per il film Il re leone). I BET Awards sono dei premi istituiti nel 2001 dal network Black Entertainment Television per celebrare afroamericani nel campo della musica, della recitazione, dello sport, e di altri settori dell’intrattenimento. Quest’anno si e’ svolta la 20/a edizione ma in forma virtuale a causa della pandemia di Covid-19.

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Paul McCartney le suona e le canta al “sistema italiano” della musica: restituite i soldi dei biglietti per i live annullati, i voucher sono scandalosi

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Paul McCartney ha sparato alzo zero contro il “sistema” italiano della musica live. L’ha fatto via Facebook, affondando la strategia dei voucher invece del rimborso i contanti dei soldi versati dagli amanti della musica che si sono visti annullare il concerto (quello di Paul McCartney, ma va bene qualunque concerto) che avevano scelto di vedere pagando il biglietto. “È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi”, ha scritto il baronetto dei Fab Four. “Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest’estate è stato offerto il rimborso completo. L’organizzatore italiano dei nostri spettacoli e i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan”. Ad amplificatori spenti, l’ex Beatle ha fatto fischiare le orecchie al governo e ai promoter D’Alessandro e Galli. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli che sarebbe felice “di recuperare il prossimo anno il concerto” si schiera subito con Paul McCartney. “Ora i biglietti vanno assolutamente rimborsati, è giusto restituire i soldi” dice de Magistris.
Per McCartney il “Freshen Tour 2020” era l’addio alla musica in Italia. Napoli sarebbe stata l’ultima volta dell’ex Beatles su un palco. L’annullamento delle date di Napoli e Lucca aveva provocato la rivolta dei fan che del voucher per vedere altre star non sanno cosa farsene. Rivogliono i soldi dei 50 mila biglietti già comprati per Paul e costati dai 100 ai 150 euro, con pacchetti vip da oltre 500.  D’Alessandro e Galli, organizzatori dei concerti, dicono che purr “comprendendo l’amarezza di McCartney, questa formula è una misura straordinaria di cui lo staff di Paul era perfettamente a conoscenza da prima della cancellazione”. E aggiungono che sono “già impegnati per il 2021 a recuperare quasi tutti gli spettacoli programmati per il 2020 e lavorando per aggiungerne altri” e rendere sostanziosi i voucher.

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La musica in lutto, è morto Pau Donés: il cantante dei Jarabe de Palo lottava da 5 anni contro un cancro

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Si è spento all’età di 53 anni Pau Donés, cantante e frontman dei Jarabe de Palo, band spagnola divenuta molto famosa anche in Italia grazie al successo di brani quali “Depende” e “La Flaca”. Il cantautore era da tempo malato di cancro e la notizia della morte è stata data dai familiari, i quali sui social hanno ringraziato gli operatori sanitari che hanno assistito il loro congiunto durante tutto il periodo della malattia, cominciata nel 2015 con quello che sembrava un semplice mal di pancia ma si era rivelato essere un tumore maligno all’intestino crasso. Nel 2016 la guarigione, con il male che si è però ripresentato appena un anno dopo, nel 2017. Pau Donés, però aveva sempre combattuto, al punto che alcune settimane fa sui social aveva addirittura anticipato un suo ritorno alla musica, prima della morte arrivata improvvisamente.

“Torno per incontrare la mia gente e restare per sempre qua. Torno, perché la musica è tornata di nuovo nella mia testa. Torno, perché è tempo di condividere ancora i nostri sentimenti, torno perché tornare su un palco è la sola cosa a cui penso, torno per essere quello che ho sempre voluto essere”, aveva scritto sui social. “Ho appena saputo della morte di Pau Dones, è una notizia tremenda, ci eravamo scritti 3 giorni fa e come al solito era lui a rassicurare me. Mi mancherai tantissimo amico e maestro Pau”, il messaggio sui social di Jovanotti che ha voluto così testimoniare la sua vicinanza.

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