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Economia

Salario minimo di 9 euro lordi, Di Maio preme ma c’è chi dice che costa troppo alle aziende

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I Cinque Stelle premono per introdurre in Italia un salario minimo orario. “E’ il prossimo passo”, dice il vice-premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che sulla questione ha convocato una riunione di urgenza a palazzo Chigi. Il provvedimento per fissare una soglia minima, pari a 9 euro lordi, e’ infatti vicino a un passaggio cruciale al Senato. Domani dovrebbe iniziare l’esame degli emendamenti in commissione. Ma e’ alla Camera che vanno in scena nuove audizioni e soprattutto escono nuovi numeri. L’Istat stima in 4,3 miliardi l’aggravio per le imprese. E in 700 milioni la ricaduta sulle casse pubbliche. Dall’Ocse arriva invece un giudizio netto: “non e’ la soluzione”. In questi giorni quindi entrambi i rami del Parlamento si ritrovano alle prese con il salario minimo. Alla Camera, in realta’, in discussione ci sono solo delle risoluzioni firmate da M5s, Lega, Pd e Fdi. Non da Fi, che e’ del tutta contraria all’idea. Un modo, quello delle risoluzioni, per accendere il dibattito anche a Montecitorio. Ecco che l’Istat, con il presidente Gian Carlo Blangiardo, rilancia i dati gia’ presentati in Senato piu’ di tre mesi fa, stimando in 1.073 l’aumento medio annuo per i beneficiari della nuova misura.

Una platea che l’Istat vede pari a 2,9 milioni di lavoratori, mentre i tecnici riuniti da Di Maio calcolano i 4 milioni i potenziali destinatari del salario minimo. Il tutto secondo l’Istituto di statistica avrebbe un costo, questa la stima fresca, di 4,3 miliardi. Ammontare che sale addirittura a 6,7 miliardi secondo le proiezioni dell’Inapp. Non e’ tutto. Anche lo Stato, certificato sia l’Istat che l’Aran, pagherebbe il conto, visto che per svolgere determinati servizi si rivolge al mercato, ovvero a imprese con dipendenti a carico. L’economista dell’Ocse Andrea Garnero fa una panoramica della situazione internazionale, ricordando che il 77% dei Paesi industrializzati (area Ocse e Ue) ha una misura di questo tipo. Ma, avverte, in Italia non c’e’ il “Far West”, visto che ci sono quasi 900 contratti collettivi che coprono la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti. Il problema per Garnero e’ che “non sono sempre rispettati”. Tanto che la quota dei sottopagati sarebbe pari al 12%. In questo situazione il salario minimo, e’ la tesi dell’economista, “e’ uno strumento legittimo”, ma “non e’ la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano”. Quanto alla cifra dei 9 euro lordi, per l’esperto dell’Ocse si tratta di una soglia “molto alta”. E’ su questo numero che si concentrera’ probabilmente la discussione a palazzo Madama. Il tetto minimo e’, infatti, indicato nella proposta di legge firmata dalla senatrice pentastellata Nunzia Catalfo. In tutto gli emendamenti da analizzare sono 48, solo cinque della maggioranza dopo che la Lega ha ritirato i suoi, chiarendo che tuttavia questioni aperte restavano. Intanto la posizione di Confindustria non cambia: “Il Paese non cresce con i salari minimi”, ribadisce il presidente Vincenzo Boccia, che invita a ridurre le tasse sul lavoro.

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Inps, accolte 960.000 domande reddito cittadinanza

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Sono 960.007 le domande di reddito di cittadinanza accolte fino al 4 settembre 2019 a fronte di 1.460.463 richieste arrivate all’Inps. Lo si legge sugli Osservatori Inps appena aggiornati dai quali si evince che 90.812 domande sono ancora in lavorazione mentre 409.644 sono state respinte. Oltre il 38% dei beneficiari del reddito (367.411) sono famiglie con un solo componente con un importo medio assegnato di 381 euro mentre altre 191.519 (il 19,9%) sono famiglie con due componenti con un importo medio di 462 euro. Le famiglie con tre componenti assegnatarie della misura contro la poverta’ sono 163.188 con un reddito medio ricevuto di 547 euro al mese mentre quelle con quattro componenti sono 137.018 con importi medi di 606 euro al mese. Le famiglie piu’ numerose beneficiarie della misura sono 65.725 con cinque componenti (610 euro medie al mese) e 35.146 con sei e piu’ componenti (599 euro al mese medi). Le famiglie con minori che ricevono il reddito sono 348.982 (1.358.690 persone coinvolte nel complesso) su 960.007 (il 36,3% del totale). Nel complesso le persone coinvolte sono quasi 2,35 milioni in 960.007 famiglie con un importo medio a nucleo di 481,16 euro al mese.

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Conte riparte da Sud: ora alta velocità e G20 a Bari

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Promette treni ad alta velocita’, uno sviluppo “Green” incentivato da tasse piu’ basse e anche il G20 a Bari. Apre la Fiera del Levante, Giuseppe Conte. C’e’ ancora un “confine” da superare tra Sud e Nord del Paese, ricorda: serve un “piano straordinario” e “strutturale” per il Meridione e ora si puo’ iniziare a realizzarlo. Perche’, e’ questa la vera promessa del premier, l’Europa e i mercati “scommettono” sul nuovo governo. E’ questa la differenza rispetto a un anno fa. “Europa, Mezzogiorno e ambiente” sono al centro della “nuova stagione riformatrice” e di un vero e proprio “patto” con l’Ue, spiega Conte, che dopo essere stato a Bruxelles e nelle aree terremotate del Centro Italia pronuncia tra gli stand baresi il primo intervento pubblico dopo la fiducia. Ad accoglierlo all’inaugurazione della Fiera del Levante ci sono tutti esponenti Pd, che un anno fa ascoltavano dall’opposizione: i ministri Francesco Boccia, Teresa Bellanova e Peppe Provenzano, oltre al sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano. Se il governo M5s-Pd si fosse fatto un anno fa “ci saremmo risparmiati fatica inutile e tragiche contraddizioni”, dice Emiliano, festeggiando l’addio di Conte alla Lega. Il premier non raccoglie l’assist. Ma rilancia con una promessa alla Puglia, che e’ anche la sua regione: “Mi impegno a considerare la candidatura di Bari a ospitare il G20 nel 2021”. A margine della fiera Conte, che ha tenuto la delega alla disabilita’, incontra un gruppo di disabili e promette loro misure per i “caregiver” e un forum permanente di confronto. Ma e’ soprattutto di economia che si parla a Bari. Conte non svela misure della prossima manovra ma disegna il quadro in cui si muovera’ il suo nuovo governo: il Meridione e’ tra i cardini del “patto con l’Europa” che ha proposto alla nuova commissione Ue, spiega. E per trasformare le promesse in crescita, ora c’e’ un tesoretto: un “capitale di fiducia” di cui, sottolinea, gode il nuovo governo in Europa e sui mercati, dove ha gia’ portato a risparmiare miliardi con il calo dello spread. E’ la vigilia di una manovra tanto difficile che Conte deve tornare a rassicurare che il governo giallorosso non introdurra’ “mai patrimoniali”. Ma il premier guarda gia’ avanti con ottimismo e promette per il futuro “una significativa riduzione del carico fiscale su famiglie con medio e basso reddito e le imprese, in particolare quelle che innovano”. Via la flat tax, torna la progressivita’. Con l’asse piu’ a sinistra, si rafforza l’accento “green”: il progetto e’ sperimentare al Sud una “svolta sostenibile e infrastrutture sociali” per la crescita. Conte parla anche di un tema che ha tenuto banco nel governo M5s-Lega come l’autonomia, ma per dire che Nord e Sud sono molto “dipendenti”, contrapporli non ha senso. Tra le leve cita la Banca pubblica per gli investimenti. Tra gli obiettivi: economia circolare, investimenti in scuola e universita’, attenzione al clima, la costituzione di un “fondo” per incentivare “le imprese che adotteranno prassi socialmente responsabili e saranno attente alla sicurezza dei lavoratori”. E infine la promessa di un Sud che si muove ad alta velocita’: a partire dalla Bari-Napoli, “investiremo” su ferrovie e trasporto locale. Il piano per il Sud sara’ “straordinario” ma stavolta “strutturale”.

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Vinitaly, vino verso saldo record bilancia: oltre 6 miliardi

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L’Italia del vino italiano si appresta quest’anno a superare per la prima volta i 6 miliardi di euro di saldo di una bilancia commerciale strutturalmente attiva, sebbene nel primo semestre la crescita (+3,3%, a circa 3 miliardi di euro) sia meno vigorosa rispetto al passato e il prezzo medio registri un calo significativo, specie nell’area Ue. Volano le vendite nei Paesi terzi oggetto di trattati di libero scambio (Giappone, Canada, Corea del Sud), mentre l’incremento negli Usa è inferiore rispetto alla media del mercato e in Cina si affacciano gli sparkling, unica tipologia segnalata in crescita nel Dragone. E’ l’aggiornamento sul mercato del vino dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha analizzato i dati semestrali export a fonte Istat e le performance della domanda extra-Ue a base doganale nei primi sette mesi del 2019. ”Un record che va salvaguardato puntando ancora di piu’ sui mercati esteri emergenti e sulla crescita della fascia premium. Presidio Vinitaly in mercati top serve a questo” sottolinea il Dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

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