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Cronache

Ritrovato a Bologna 14enne scomparso da 4 giorni

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Da quattro giorni era sparito. Scomparso nel nulla dopo un colloquio con i servizi sociali. La Polizia ferroviaria a Bologna l’ha ritrovato il  ragazzino di 14 anni, Alessandro Cesarini, era scomparso da Civitavecchia. A permettere il riconoscimento sono state le tante foto e gli articoli condivisi sul web dai genitori e dai cittadini. La madre, ora al commissariato, è con pronta – con tutta la famiglia – a riabbracciare il giovane Alessandro. Sta bene Alessandro. L’allarme è stato lanciato dai genitori con una denuncia al commissariato di polizia. Il ragazzo mercoledi’ aveva avuto un colloquio con i servizi sociali. Forse potrebbe essersi allontanato per il timore di essere portato in una struttura. Gia’ in passato sarebbe stato in una struttura lontana da casa, poi il ritorno a Civitavecchia con la speranza da parte della nonna di poter ottenere l’affidamento del ragazzo. Le indagini avviate subito, dopo 4 giorni, per fortuna, hanno avuto un esito positivo.

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Cronache

Maltempo imperversa in tutta Italia: allagata la Basilica di San Marco, neve al Nord, mareggiate e vento forte al Sud, difficili i collegamenti marittimi

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Il maltempo sta flagellando l’Italia intera, da Nord a Sud, isole comprese. Mareggiate che rendono difficoltosi se non impossibili i collegamenti con le isole, forte vento di scirocco che ha costretto vigili del fuoco a rispondere a centinaia e centinaia di chiamate, temporali violenti che si alternano a momento in cui sembra di essere ritornati all’estate. Al Nord c’è neve abbondante sopra gli 800 metri, a Cortina già si scia; a Venezia l’acqua alta ha allagato non solo piazza San Marco ma anche la Basilica, fatto questo che è accaduto soltanto sei volte negli ultimi dodici secoli.

Disagi un po’ dovunque, mitigati soltanto dal sole che ogni tanto fa capolino tra e nuvole. Ma a Matera la situazione è davvero pesante: fini di acque e fango si sono riversati lungo le stradine, tanti i disagi. In Puglia il vento soffia anche a 150 km all’ora. A Napoli fermi gli aliscafi per le isole a causa del forte vento di scirocco. Anche in Sicilia forti nubifragi e mareggiate, allagate le zone di campagna all’interno.

In buona parte del Paese le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste chiuse, al Sud si attendono mareggiate con onde di oltre 7 metri. In Campania la Protezione civile ha prolungato l’allerta fino a mercoledì pomeriggio.

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Cronache

Tentata estorsione ad anziano a Sava, il procuratore Capristo: anziano usato come ‘bancomat’

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“È durato anni. Queste piccole cifre che venivano estorte in occasione della pensione, erano diventate quasi come un bancomat per questi ragazzi” spiega  il procuratore capo della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, nella conferenza stampa al comando provinciale Carabinieri di Taranto dove ha illustrato i particolari dell’operazione “Bad Boys” con venti misure cautelari di vario tipo. Coinvolti tutti giovanissimi, anche minorenni. A Sava, in provincia di Taranto, c’e’ infatti stato un caso simile a quello di Antonio Stano, il pensionato di Manduria, poi deceduto, vittima dei continui assalti di una baby gang. A Sava, centro vicino a Manduria, un uomo 61enne, anch’egli pensionato, afflitto da problemi psichici, e’ stato vessato da continue richieste estorsive. Venti le misure cautelari eseguite all’alba dai Carabinieri con l’operazione “Bad Boys”.

Per il procuratore capo Capristo, che era insieme al capo della Procura dei minori, Pina Montanaro, “in alcuni casi si parla addirittura dell’utilizzo di una pistola. Quindi, capacita’ criminale sicuramente appurata come e’ stato ribadito nel provvedimento custodiale del gip di Taranto. Mi preme ancora una volta segnalare, puo’ sembrare una piaggieria ma non e’ cosi’, la perfetta sintonia con cui abbiamo portato avanti questa indagine. Noi della Procura ordinaria e la Procura dei minori. I due sostituti Ciardo della Procura ordinaria e Festa della Procura minori hanno lavorato in piena armonia tra loro. E ancora una volta – ha aggiunto il procuratore capo Capristo – questo mi conforta perche’ significa che c’e’ un gioco di squadra nei nostri uffici giudiziari. E il gioco di squadra fa la differenza con quello che accade in altre sedi”. “Unica considerazione che faccio, il prefetto di Taranto a luglio convoco un comitato ordine e sicurezza pubblica per l’esame di queste situazioni – ha rammentato Capristo – e gia’ da allora, con la partecipazione di tutta una serie di componenti, la scuola, le assistenti sociali, la Curia, e qui convenimmo tutti, sulla base dei tre casi di Manduria, quello di Stano ed altri, che questa e’ una piaga sociale in continua espansione”. Il procuratore di Taranto lo ha detto due volte: “E’ una piaga sociale in continua espansione. Continuero ad urlarlo. E tutti abbiamo convenuto che fosse necessario promuovere un tavolo con tutte queste componenti perche’ si dovessero e si potessero monitorare queste situazioni border line che pure ci sono in Taranto e provincia. Anzi, addirittura noi abbiamo cercato, e il prefetto si e’ reso parte diligente, di creare un tavolo nazionale, un osservatorio nazionale su questo fenomeno.

Questo – ha aggiunto Capristo – non e’ un voler a tutti i costi proporsi, no, e’ una esigenza visto che questi episodi sono ormai all’ordine del giorno e accadono in tutta Italia. Quindi ci vorrebbe un tavolo di coordinamento con tutte le componenti sociali anche perche’ bisognerebbe studiare delle misure apposite per venire incontro al disagio di questi giovani. Non ci dimentichiamo, ancora una volta, che una mamma di questi ragazzi, nella precedente indagine – ha aggiunto il procuratore riferendosi al caso Stano di Manduria -, disse, interrogata in proposito di quello che facevano: ma questi ragazzi non hanno niente da fare! Allora, la lezione va data anche ai genitori e perche’ ci sia questo, un osservatorio nazionale, secondo me, potrebbe produrre degli effetti propositivi il futuro e sicuramente migliorativi per la condizione di questi ragazzi”. Nello specifico, con l’operazione “Bad Boys” i Carabinieri di Taranto, Sava e Manduria, hanno dato esecuzione a 20 misure cautelari personali a carico di altrettante persone, tutte di Sava, ritenute responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori. I provvedimenti – di cui 12 spiccati a carico di maggiorenni (5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) ed 8 nei confronti di minorenni (3 associati presso Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Comunita’ di recupero) – sono stati emessi dai gip del Tribunale ordinario di Taranto e del Tribunale dei minori di Taranto su richiesta delle rispettive Procure. L’indagine dei Carabinieri ha messo in luce una situazione di emarginazione, la cui vittima, un 61enne pensionato ed affetto da disagi psichici, veniva fatto oggetto di continue richieste estorsive da parte di giovani colpiti oggi dai provvedimenti giudiziari. Sull’indagine, Capristo ha rivelato che “mentre si stavano facendo accertamenti su un incendio”, si e’ riusciti a cogliere da alcune dichiarazioni di questa parte offesa dei segnali che hanno portato l’interesse degli investigatori ad approfondire una tematica completamente diversa da quella dell’incendio. E di li poi poi vi e’ stata tutta una attivita’ di ricognizione della parte offesa e di individuazione dei soggetti responsabili”.

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Cronache

Camorra, i clan impongono merce ai supermercati di Caivano: 17 arresti

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I carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 17 affiliati al clan Sautto – Ciccarelli, attivo in Caivano e comuni limitrofi. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata dal metodo mafioso eporto e detenzione illegale di armi clandestine.

Caivano, i carabinieri circondano il Parco Verde: perquisizioni e arresti

L’indagine ha consentito di documentare l’esistenza e l’operatività di un’associazione per delinquere di tipo mafioso, con base nel rione popolare ‘Parco Verde’ di Caivano, dimostrando il coinvolgimento dell’intera struttura di vertice del sodalizio; accertare più estorsioni, tentate e consumate, ai danni di imprenditori locali, sia attraverso il pagamento di somme di denaro, sia mediante l’imposizione di assunzioni di persone vicine al clan; verificare l’illecita concorrenza nell’ambito del commercio di prodotti caseari, attraverso il divieto ad un imprenditore di vendere i propri prodotti nel territorio di Caivano, così favorendo il monopolio del settore di altro soggetto colluso con l’organizzazione criminale, i cui prodotti venivano imposti ad un supermercato locale.

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