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Ricerca, da Neuromed un metodo innovativo per la diagnosi precoce della demenza vascolare

Marina Delfi

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Una ricerca innovativa condotta dal Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’I.R.C.C.S. Neuromed ha evidenziato un innovativo metodo per la diagnosi precoce della demenza vascolare. Ancora prima della comparsa di segni clinici, infatti l’ipertensione arteriosa può danneggiare i collegamenti tra le diverse aree cerebrali, rompendo la delicata sincronizzazione che governa le capacità cognitive.

In alcuni pazienti affetti da ipertensione arteriosa il danno alle strutture nervose inizia molto presto, ancor prima che siano comparsi segni clinici di deterioramento cognitivo o che la risonanza magnetica tradizionale possa identificare alterazioni evidenti a carico del cervello. Una ricerca condotta dal Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’I.R.C.C.S. Neuromed evidenzia ora come sia possibile individuare precocemente le alterazioni nervose che potranno portare alla demenza vascolare.

Pubblicato sulla rivista scientifica Hypertension, lo studio ha utilizzato un particolare metodo di risonanza magnetica, la risonanza magnetica funzionale a riposo, o “resting-state fMRI” (rs-fMRI). Questo esame, eseguito su una persona completamente a riposo e non impegnata in alcun compito, permette di evidenziare le attivazioni neuronali nel tempo, cioè i pattern di attivazione dei network attraverso i quali le diverse aree cerebrali scambiano informazioni e si coordinano.

Lorenzo Carnevale con il professor Giuseppe Lembo

“Studiando 19 pazienti ipertesi, e confrontandoli con 18 soggetti non affetti da questa condizione – dice l’ingegner Lorenzo Carnevale, primo firmatario del lavoro scientifico – abbiamo potuto vedere una serie di alterazioni in alcuni network cerebrali, in particolare quelli che rispondono agli stimoli visivi, decidono la risposta a questi stimoli e quindi la eseguono. Sono funzioni che richiedono una stretta sincronizzazione, che invece negli ipertesi appare disturbata”.

Proprio questi cambiamenti funzionali sarebbero il primissimo segno di un danno determinato dall’elevata pressione arteriosa. “Anche se in questa fase il paziente può non essere consapevole del danno cerebrale e del deterioramento cognitivo in atto – spiega Carnevale – pensiamo che una serie di test specifici e dedicati (valutazione cognitiva e neuroimaging avanzato con rs-fMRI) possa evidenziare le sottili alterazioni in atto, che riteniamo possano aiutarci a individuare chi ha un rischio maggiore di evoluzione verso la demenza vascolare”.

“Mentre gli effetti acuti dell’ipertensione sul cervello, come nel caso dell’ictus, sono ben noti da tempo – commenta Giuseppe Lembo, Professore ordinario dell’Università Sapienza di Roma e Responsabile del Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale del Neuromed – c’è anche un danno cronico, progressivo e silenzioso, che può colpire le funzioni cognitive. Ricordiamo che nel 50% dei casi di demenza si riscontra una patologia vascolare. Per questo è importante che i clinici possano avere a disposizione strumenti migliori per determinare se un paziente iperteso sia a rischio di evoluzione verso il declino cognitivo, in modo da affrontare nel modo più adeguato la situazione”.

Lorenzo Carnevale, Angelo Maffei, Alessandro Landolfi, Giovanni Grillea, Daniela Carnevale, Giuseppe Lembo, Brain functional MRI highlights altered connections and functional networks in hypertensive patients, Hypertension

DOI: https://www.doi.org/10.1161/HYPERTENSIONAHA.120.15296

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Covid, Nunzia De Girolamo è positiva e il marito ministro va in isolamento

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“Sono stata mercoledì a Benevento per incontrare una persona alla quale voglio molto bene, con la quale ho cenato e che poi mi ha trasferito la malattia. Giovedì scorso ho fatto un primo tampone che è risultato negativo, ma ieri sera dopo un altro tampone ho scoperto purtroppo che sono positiva anche io”. Con un video messaggio sui social, l’ex ministro Nunzia De Girolamo racconta così la sua esperienza con il virus. “Sono in isolamento domiciliare – prosegue – per proteggere la mia famiglia, mio marito e mia figlia, e chi mi vuole bene. Questa malattia mi sta dando molti dolori, mal di testa e tosse, ma ho cominciato la terapia”. Poi l’esortazione ai suoi followers. “Lascio questo messaggio per dire che il virus esiste, c’è, è subdolo e si nasconde anche tra le persone che amiamo. Bisogna mantenere alta l’attenzione. Quindi mascherine e distanziamento”.

Dopo aver appreso della positivita’ al Covid-19 della moglie, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, negativo ad un primo tampone, ha deciso per precauzione di mettersi in autoisolamento. Le attivitò ministeriali proseguono comunque a tempo pieno, in modalità digitale. Lo rende noto l’ufficio stampa del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

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Troppi contagi, Arzano diventa zona rossa

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Per i dati epidemiolgici provenienti dall’area metropolitana di Napoli e in relazione al Comune di Arzano, è stata disposta l’istituzione della zona rossa nello stesso Comune di Arzano. Sarebbero oltre 300 i casi di positività solo in questo comune dell’area Nord di Napoli. Ecco perché l’Unità di Crisi regionale per l’emergenza Covid in Campania ha anticipato i contenuti delle prossime ordinanze allo studio della Regione.

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Covid, nell’ordinanza della Campania: tornano le autocertificazioni per spostarsi

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Il coprifuoco in alcune parti del Paese e le altre Regioni – d’accordo con il governo – pronte a nuove misure restrittive, stavolta “mirate” e solo in alcuni territori. Dopo la Lombardia anche la Campania  annuncia “il blocco di tutte attivita’ e della mobilita’ ogni giorno, dalle 23 alle 5, a partire da venerdi’” e limitazioni agli spostamenti tra province con tanto di autocertificazione per lavoro, sanita’, scuola o socio-assistenza. Tra le Regioni, in queste ore il partito degli ‘interventisti’ si allarga: il Piemonte chiude nel fine settimana i centri commerciali e introduce l’obbligo per le scuole superiori, escluse le prime classi, di seguire la didattica digitale a distanza per almeno il 50% dei giorni, in alternanza con la presenza in aula. Misura seguita anche dalla Liguria, che ha varato anche il divieto di assembramento. Provvedimenti che si susseguono al ritmo dei contagi che, dopo il rallentamento di ieri, tornano a salire: sono stati 10.874 i nuovi casi, a fronte di oltre 144mila tamponi effettuati, e le 89 vittime, il numero piu’ altro da maggio. Le misure prese sono in ordine sparso, ma stavolta c’e’ un coordinamento nazionale. Il governo ora raccorda gli interventi restrittivi territoriali, cosi’ come ha sottolineato lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “La strategia diversa” di questa seconda fase del contagio da Covid “si giova anche di un sistema di monitoraggio molto sofisticato – spiega – si stanno definendo misure restrittive ma localizzate. Dobbiamo entrare nella prospettiva che possono essere disposte a livello territoriale da presidenti di Regione e sindaci laddove la situazione critica diventi particolarmente preoccupante”. Per il premier ora bisogna, “come sta accadendo, mantenere un coordinamento nazionale, costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute”. E i governatori chiedono il consenso al ministro della Salute Roberto Speranza, per “tutelarsi” su ulteriori strette, coprifuoco o provvedimenti di zone rosse. Contatti anche con il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che nonostante il suo stato di isolamento fiduciario (l’ex ministra De Girolamo e’ positiva) ha sentito al telefono quasi tutti presidenti fornendo il proprio sostegno: l’obiettivo resta “tutelare al massimo lavoro e scuola, ma intervenire territorialmente dove ci sono criticita’”. Uno degli allarmi viene dalla Campania, dove il vice presidente dell’Ordine dei medici di Napoli avverte: “le notizie che arrivano dagli ospedali mi preoccupano molto. Per questo e’ bene dircelo fuori dai denti, la Campania e’ malata. Napoli e’ malata”. E il governatore De Luca corre ai ripari con un coprifuoco fotocopia dell’ordinanza della Lombardia, ma fa un passo di lato sulla scuola, autorizzando da lunedi’ anche le attivita’ delle elementari. Restano chiuse nella regione solo medie e superiori. Dopo un colloquio con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il governatore ha incassato l’invio immediato di cento militari a supporto dei controlli sul territorio e per il rispetto delle ordinanze anti-Covid. Ma con la possibilita’ di limitazioni di spostamenti tra province. Sembra alle spalle anche la polemica del governo con i sindaci, che avevano contestato la stretta sulla movida e le chiusure delle strade “a carico loro”. In attesa dell’incontro nelle prossime ore tra le citta metropolitane e il Viminale – ora al centro della mediazione con gli Enti Locali – e’ stata inviata ai Prefetti una circolare del capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, che fornisce alcune indicazioni sui profili attuativi del Dpcm sulle misure anti-covid. Tra queste, anche la possibilita’ di prevedere “una chiusura parziale delle strade o delle piazze, restringendo, cioe’, l’accesso senza interdirlo totalmente, con il contingentamento degli ingressi”, ovvero accessi ‘a numero chiuso’. I sindaci dovranno informare con “adeguati mezzi comunicativi”, sia le associazioni di categoria, sia la cittadinanza interessata, della chiusura di piazze e vie a rischio assembramento. Ci saranno margini di flessibilita’ sul rispetto degli orari e per i controlli, se necessario, e’ previsto anche l’ausilio dell’esercito.

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