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Spettacoli

RaiPlay, da domani torna Fiorello con ‘Viva RaiPlay!’ dopo il Tg1 delle 20

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Non è facile e non è manco scontato, ma l’operazione della Rai è coraggiosa. Da domani, dopo il Tg1 delle 20, su Rai1 arriva ‘Viva RaiPlay!’, l’attesissimo nuovo varietà di Rosario Fiorello. Un appuntamento quotidiano di quindici minuti che sarà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre, show che poi dal 13 novembre sarà di 50 minuti e in esclusiva sulla rinnovata piattaforma della Rai ogni mercoledi’, giovedi’ e venerdi’, sempre alle 20.30. Nella “multilocation” di via Asiago 10, storica sede di Rai Radio dove gli studi sono stati rinnovati per l’occasione, andrà in scena un insolito e innovativo varietà, ovvero contaminazione e diversificazione di stili, idee e linguaggi portati in scena da Fiorello. Un modo per svecchiare la rete o anche per ringiovanire il linguaggio e avviare una campana di alfabetizzazione digitale di spettatori avanti con gli anni.

Sara’ il flusso di ospiti a dare vita ad un imprevedibile spettacolo nello spettacolo con grandi nomi del mondo della musica e giovani star del web che si alterneranno sul palco, anzi sui palchi (di sicuro intanto gli studi A e B), di “Viva RaiPlay”. Al fianco di Fiorello ci sarà un variegato cast composto da vecchie e nuove conoscenze: il maestro Enrico Cremonesi, da anni compagno di viaggio televisivo dello showman siciliano, Danti, gli Urban Theory, i Gemelli di Guidonia, l’attore e regista Phaim Bhuiyan, un “inedito” Vincenzo Mollica e Luciano Spinelli, il tiktoker da 7 milioni di follower. “Viva RaiPlay!” è un programma di Rosario Fiorello, scritto con Francesco Bozzi, Pierluigi Montebelli, Federico Taddia e Andrea Boin, Enrico Nocera, Edoardo Scognamiglio. La regia è di Piergiorgio Camilli.

Intanto la Rai ha attivato il call center al numero verde 800.93.83.62 con un tasto dedicato esclusivamente a richieste relative a RaiPlay. Per richiedere info https://contactcenter.rai.it/app/scriverai e supporto@rai.it. Quanto alle istruzioni per l’uso, seguire Fiorello su RaiPlay e’ semplice. Lo si puo’ vedere dal computer, basta avere una connessione internet, andare sul sito www.raiplay.it. E anche su smartphone o tablet: basta scaricare l’applicazione gratuita RaiPlay che è su App Store (Apple) e Play Store (Google). Ma qualora non si riesca a scaricare l’applicazione, il programma puo’ comunque essere visto su device mobili: cliccate sull’icona di accesso ad Internet e digitare www.raiplay.it. Oltre a Fiorello, nella possibilità dell’utente un grande archivio di intrattenimento, sport, cinema, cultura e tanto altro. E se a casa si ha una Smart TV, basterà accertarsi che il televisore sia connesso ad internet (tramite wi-fi o cavo) e cercare l’applicazione “RaiPlay” tra quelle presenti nella sezione “App” nello “Store” del televisore. Nel caso non fosse disponibile tra quelle gia’ presenti nel televisore, basterà scaricarla gratuitamente cercando “RaiPlay” nello “Store” e selezionando “Installa”. Dopo pochi secondi, l’icona RaiPlay sara’ disponibile nella sezione “App” della tv e a quel punto si dovra’ solo selezionarla per entrare nello show ‘VivaRaiPlay!’ e nel mondo dei programmi Rai. Per accedere a tutti gli altri contenuti On Demand (i film, le serie Tv, i documentari e molto di più) basterà registrarsi a RaiPlay. La registrazione è gratuita, veloce e sicura.

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Cronache

Violati gli account di Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report

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La denuncia di Sigfrido Ranucci, volto e autore storico di Report, trasmissione d’inchiesta della Rai, desta preoccupazione. “Hanno violato i miei account aziendali, cellulare, email, dati anagrafici, indirizzo e mi è stato detto che gli hacker hanno agito da un Paese dell’Est europeo“. Chi l’ha detto a Ranucci di questa violazione? “Sono stato informato dalla mia banca (Unicredit, ndr)  di questa gravissima violazione che mirava ad ottenere i miei dati anagrafici, l’indirizzo di casa mia, il numero di telefono cellulare e la mail aziendale. Mi è stato specificato che è una violazione ex novo , cosa diversa dall’attacco informatico di cui sono rimasti vittima milioni di utenti di Unicredit”, ha spiegato Ranucci. Che tipo di violazioni sono state commesse? Quali dati sono stati captati? Secondo quanto emerge dai primi accertamenti la violazione ha riguardato tutte le informazioni presenti dal 2015 nell’archivio della banca dove quattro anni fa il giornalista ha aperto un conto. Non sarebbe stato preso un solo euro ma sarebbero state prese informazioni su di lui. Quali informazioni? Quelle tipiche di un conto corrente. Accrediti, addebiti, spese varie. La security della Rai appena  verificare informata dal conduttore di report sta facendo una seria ricognizione delle utenze di Ranucci per verificare se ci sono spyware che possono aver penetrato  un indirizzo mail o un cellulare per poter entrare nell’intranet aziendale. Perchè se così fosse la situazione sarebbe grave. Ranucci è il responsabile della trasmissione, attraverso lui passano le inchieste e tutte le informazioni sensibili relative alle inchieste di Report. Ma quale è lo scopo di questa violazione? E cosa c’era tra i dati acquisiti dagli hacker? C’è un  rapporto tra le violazioni digitali sul conto di Ranucci e le inchieste di Report?  Nessuno può dirlo. Il fatto che gli hacker abbiano agito da un Paese dell’Est non ci autorizza a mettere in relazione le inchieste di Report su Moscopoli e i falsi account social con le violazioni. Certo lo si può sospettare.  Ma bisogna aspettare per capire.

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Spettacoli

Montalbano, nel 2020 tre nuovi episodi diretti da Zingaretti su Rai 1

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Nel 2020 andranno in onda tre nuovi episodi del Commissario Montalbano diretti da Luca Zingaretti, dopo la scomparsa di Alberto Sironi, storico regista della fiction di Raiuno campione di ascolti. Lo ha annunciato lo stesso attore romano nel corso di un incontro svoltosi nel Teatro Politeama di Catanzaro. “Abbiamo lavorato – ha detto Zingaretti – con tutto il cast storico di questa serie di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un grande successo per la Rai”. Zingaretti nel corso di una intervista ha affrontato tanti argomenti e raccontato una miriade di episodi ed aneddoti che lo hanno accompagnato nella sua carriera, parlando, in particolare, del suo rapporto con Andrea Camilleri e con Sironi, i due papà di “Montalbano” che purtroppo sono venuti a mancare entrambi questo anno. “Fate bene ad applaudirlo – ha detto facendo riferimento al regista – perche’ in vita di applausi non gliene hanno fatti molti”. Presentato dal sovrintendente del Teatro Politeama, Gianvito Casadonte, Zingaretti ha instaurato col pubblico un rapporto di forte intensita’ emotiva e simpatia.

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È morto Antonello Falqui, il papà del varietà all’italiana

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Si è spento a 94 anni il regista che ha inventato il varietà televisivo, Antonello Falqui. “Sono partito per un lungo lungo lungo viaggio…potete venire a salutarmi lunedi’ 18 novembre alle ore 11 nella chiesa S. Eugenio a viale delle Belle Arti a Roma”, hanno scritto i familiari sui profili Facebook e Twitter del regista. Centinaia i messaggi di cordoglio. Tra i primi quello di Fiorello: “Ci lascia il papà del varietà. Il più grande di tutti. Ha fatto sognare gli italiani con i suoi spettacoli. Ho avuto anche il piacere di conoscerlo. Grazie Maestro!”. In Rai dal 1952, Falqui ha firmato grandi programmi televisivi come ‘Il musichiere’ (in onda dal 1957 al 1970) ‘Canzonissima’ (1958-1959 e poi 1968-1969); ‘Studio Uno’ (in onda dal 1961 al 1966) ‘Milleluci’ (1974).

È con lui che Mina è diventata una stella. “L’ho conosciuta con il ‘Musichiere’. Faceva parte degli urlatori. E poichè Mina è impareggiabile da allora è stata sempre scelta”, ha raccontato il regista in un’intervista. Figlio del critico letterario Enrico Falqui, Antonello è nato a Roma il 6 novembre 1925 dove ha trascorso tutta la sua vita, fatta eccezione per una piccola parentesi nel 1952 quando è approdato in Rai, inizialmente nella sede milanese. Si era iscritto all’Università, facoltà di Giurisprudenza, senza portare a compimento gli studi, perchè la sua vera passione era il cinema. Dal 1947 al 1949 ha frequentato il corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia, diretto da Luigi Chiarini. Nel 1950 è aiuto regista nel film dello scrittore Curzio Malaparte, “Cristo proibito”, girato nel 1950. Oltre a Mina, in tv ha portato personalità come Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Johnny Dorelli, Rita Pavone, Ornella Vanoni, Paolo Villaggio, Gigi Proietti e tanti altri. Dal 1990 abbandona il piccolo schermo per dedicarsi all’insegnamento della regia televisiva all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Nel 2017 è stato realizzato un film tv dedicato al suo grande varietà, “C’era una volta Studio Uno”, diretto da Riccardo Donna ed interpretato da Edoardo Pesce.

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