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Post brexit, l’invasione dell’Italese e l’italiano geneticamente modificato

Sal Sparace

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Buckingham Palace ha annunciato che la nipote della Regina Elisabetta II, la Principessa Beatrice, sposerà l’uomo d’affari italiano Edoardo Mapelli Mozzi a Londra entro la fine dell’anno. Mozzi, 36 anni, è un ricco magnate immobiliare, ex membro del jet set internazionale e appassionato di cricket. Anche in tempi dove si chiuderanno le frontiere nel post-brexit l’italiano va sempre di moda.
L’Italia e gli italiani hanno smesso di essere protagonisti ma ricchi (e meno ricchi) vengono tuttora a Londra. Qui il centro pullula di italiani che cercano di realizzare quei sogni che non sono riusciti a concretizzare nelle loro città di origine. Ma chi sono questi italiani d’Inghilterra?
Molti sono uomini e donne che si sono trasferiti nel Regno Unito molti anni fa. Si sono stabiliti, hanno avuto figli e molti di questi figli sono cresciuti in Inghilterra, sono andati a scuola nel Regno Unito ed hanno messo su loro famiglie. Questi sono italiani perfettamente integrati, anzi i loro figli e nipoti non parlano più neanche l’italiano. Oramai sono inglesi a tutti gli effetti. Molte persone vennero dopo la prima e la seconda guerra mondiale. Quindi fanno parte di quella larga fetta  di popolazione che invecchia con forti radici familiari italo-britanniche.
Nel 2016 l’ambasciata italiana a Londra ha stimato ci fossero oltre 600.000 italiani residenti nel Regno Unito. Dal 2016 in poi ho notato un’invasione di giovani dall’Italia. I sentimenti che legano questi giovani italiani sbarcati perlopiù a Londra sono lo smarrimento e la delusione per il loro Paese, l’Italia, che li ha obbligati ad emigrare perché non hanno trovato opportunità e stimoli che offre invece il Regno Unito.
Parlano un inglese scolastico che non permette loro di comprendere gli inglesi. In qualche modo però gli italiani  sono il nuovo volto dell’Inghilterra moderna. Gli italiani d’Inghilterra sono la diversità, l’irrazionalità Latina, un flusso di popolazione abituato alla contaminazione e alla intergrazione. Li chiamano ‘Italesi’. Metà italiani e metà inglesi. Noi italiani-inglesi del terzo millennio non buttiamo le carte a terra. Diciamo ‘sorry’ ogni 5 minuti. Stiamo imparando ad essere british anche nello humour. Siamo cambiati. E chi resiste il primo anno a Londra, dopo non torna più indietro. Ci si abitua a fare le file, ad essere organizzati, cordiali. Le cose funzionano. Ci sentiamo liberi di essere noi stessi. Diventa difficile rientrare in Italia. Siamo isolati perché ormai siamo cambiati. Lo Stato ci rispetta: non eravamo abituati a questo. Chi viene qui si trasforma e lentamente trova la sua dimensione e lentamente dimentica l’Italia, le inefficienze dell’Italia.  
Alcuni costruirebbero una propria arca di Noè per portarsi via tutto il salvabile dell’Italia. Molti restano eternamente arrabbiati con mamma Italia che ha costretto i propri figli a scappare. Alcuni immaginano di tornare un giorno per cambiare il Paese. È vero, sono sogni ma in Inghilterra i sogni sono desideri che poi diventano realtà. È risaputo che i marchi italiani sono accattivanti. Soprattutto nel settore della enogastronomia, nel design moderno e contemporaneo, nella produzione di auto iconiche, arte con la sua incredibile bellezza, nell’abbigliamento e tutte le forme di accessori l’Italia resta una solida realtà. Queste sono qualità italiane che affascinano gli inglesi. Anche a Londra come a New York sta nascendo una ‘Little Italy’. Che cosa significa questo? Che Brexit o non Brexit, è impossibile fermare l’invasione dell’italiano geneticamente modificato.

 

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Coronavirus: in Cina 54 nuovi casi, tutti da estero

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 Sono 54 i nuovi casi di coronavirus in Cina nelle ultime 24 ore, tutti provenienti dall’estero. Lo ha comunicato la Commissione nazionale per la salute, aggiungendo che altri 383 pazienti sono guariti. Tre i morti, tutti nella provincia di Hubei dove pero’ nessun nuovo caso e’ stato registrato nelle ultime 24 ore. In totale in Cina si contano 81.394 casi di contagio. Le vittime dell’epidemia sono 3.295. I guariti nel complesso ammontano a 74.671.

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Biden sfiderà Trump, sua ex assistente lo accusa: mi ha abusata nel 26 anni fa

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Un ex assistente di Joe Biden accusa il candidato democratico alla Casa Bianca di aver molestata sessualmente nel 1993. Tara Read, una delle otto donne che ha accusato Biden di averla toccata in modo inappropriato, entra nei dettagli e rivela che Biden l’ha baciata e abusata con le sue mani senza il suo consenso. Lo riporta Huffington Post.

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UE ad un passo dallo sfaldamento, Macron: Francia al fianco di Italia, basta egoismi

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“Non voglio un’Europa egoista e divisa”: lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, in un’intervista riportata dall’agenzia AFP in cui sottolinea che “la Francia e’ al fianco dell’Italia”. “Non supereremo questa crisi – dice Macron – senza una solidarieta’ europea forte, a livello sanitario e finanziario”. “L’Ue, la zona euro, si riducono a un’istituzione monetaria e a un insieme di regole che consentono a ogni Stato di agire per conto suo? O si agisce insieme per finanziare le nostre spese, i nostri bisogni in questa crisi vitale?”.

Al Consiglio europeo di giovedi’ scorso, continua Macron, “dieci Paesi dell’eurozona, rappresentanti del 60% del suo PIL, hanno esplicitamente sostenuto” l’idea di “Coronabond”, di “una capacita’ di indebitamento comune, quale che sia il suo nome, oppure di un aumento del bilancio dell’Unione europea per permettere un sostegno reale ai paesi piu’ colpiti da questa crisi”. “Alcuni Paesi, tra cui la Germania – ha continuato Macron nell’intervista a tre quotidiani italiani – hanno espresso le loro reticenze. Abbiamo deciso di continuare questo fondamentale dibattito, al piu’ elevato livello politico, nelle prossime settimane. Non possiamo abbandonare questa battaglia. Preferisco un’Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un’unita’ di facciata che conduce all’immobilismo. Se l’Europa puo’ morire, e’ nel non agire. Come Giuseppe Conte, non voglio un’Europa del minimo comune denominatore. Il momento e’ storico: la Francia si battera’ per un’Europa della solidarieta’, della sovranita’ e dell’avvenire”. Quanto alla crisi sanitaria e al modello di reazione dell’Italia e della Francia all’epidemia, Macron ricorda che in Francia “abbiamo preso le misure piu’ forti e al piu’ presto; abbiamo adottato, dinanzi a un numero di casi simile, le misure di restrizioni sociali qualche giorno prima dei nostri partner europei. Non me ne do alcun merito – aggiunge – perche’ la scienza ci ha illuminato e l’Italia ci ha preceduto in questa crisi che abbiamo potuto trarne le lezioni per noi stessi. Abbiamo imparato dalle esperienze dolorose del vostro Paese e dalle decisioni coraggiose prese dal vostro governo: molti paesi europei giudicavano eccessive tali restrizioni, oggi tutti le attuano perche’ sono indispensabili nella nostra guerra contro il virus”.

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