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Cultura

Pompei, per il nuovo direttore degli Scavi Franceschini pubblica il bando sull’Economist

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Un nuovo “enorme progetto” di messa in sicurezza per tutto il versante sud del parco, che portera’ con se’ ulteriori scavi e scoperte, tanti edifici ancora da restaurare e riaprire al pubblico, le strategie per riconquistare i visitatori dopo il crollo dei mesi di pandemia. Pompei cerca un nuovo super direttore e il ministro della cultura Franceschini chiama a raccolta la stampa internazionale: “Il bando e’ sulle pagine dell’Economist per oggi e domani, aiutateci a far girare la notizia”, annuncia il ministro pd. La competizione e’ aperta, “si faccia avanti il migliore”, ripete affiancato da Massimo Osanna, che del sito archeologico campano e’ l’applauditissimo direttore uscente e che ora, nella nuova veste di direttore generale dei Musei Mibact, potra’ seguire da vicino la scelta del successore, per legge affidata ad una commissione di esperti internazionali e quindi allo stesso ministro. Porte aperte in Europa anche per Pompei, quindi, da sempre il secondo sito piu’ gettonato d’Italia dopo il Colosseo, le candidature si possono inviare fino al 3 novembre, la nomina dovrebbe arrivare entro il marzo 2021. Anche se dopo il clamore e le polemiche che accompagnarono nel 2015 il primo concorso internazionale (quello che porto’ tra gli altri il tedesco Eike Schmidt agli Uffizi e il francese Sylvain Berlenger a Capodimonte) non e’ detto che alla fine non sia proprio uno studioso italiano a spuntarla, come e’ stato nell’ultima tornata di 13 super direttori, dove l’unico straniero scelto e’ stato l’archeologo Ste’phane Verger chiamato a guidare a Roma il museo archeologico nazionale. “A contare sono il curriculum, la qualita’ il progetto, non la nazionalita’”. Tant’e’, alla vigilia di una tornata elettorale e di un referendum entrambi nevralgici per la buona tenuta del governo, Franceschini guarda ai risultati degli ultimi 5 anni e sciorina i successi del Grande Progetto Pompei con 76 interventi finanziati grazie ai 105 milioni arrivati per il 75% dall’Unione Europea, la messa in sicurezza di “un fronte di 2,7 chilometri, oltre 2000 metri quadri di superficie indagata, 45 edifici restaurati, 30mila metri cubi di materiale di scavo rimossi, 4 chilometri di itinerari facilitati per i visitatori con disabilita’”. E ancora, sottolinea soddisfatto l’exploit di visitatori arrivato con il nuovo corso, che ha visto lievitare gli ingressi dai 2, 6 milioni del 2014 ai quasi quattro del 2019 (3.937.468). “Quando sono arrivato Pompei era un simbolo di crolli, oggi e’ un modello per il mondo”, ripete facendo notare gli incassi “che in 5 anni sono cresciuti del 94%, aiutando, grazie al meccanismo di solidarieta’ anche tanti altri musei meno noti”. Certo, c’e’ stata la mannaia del lockdown, seguita dalle incertezze della riapertura, che anche qui hanno colpito duro: “Rispetto al 2019, un crollo del 70 per cento delle visite”, anticipa il ministro. “Ad oggi gli spettatori totali del 2020 sono pari a quelli di un solo mese di alta stagione del 2019”. I numeri precisi fanno paura: 19 mila a giugno (quasi il bilancio di una domenica gratuita) 56 mila a luglio , 129 mila ad agosto. Chiamato a Pompei dall’allora ministro Massimo Bray, anche Osanna guarda al bilancio di 6 anni di lavoro: “Lascio Pompei in uno stato molto diverso da quello che ho trovato, ma il merito e’ della squadra, del progetto, delle sinergie – si schernisce il professore, che in tanti anni non ha mai voluto lasciare l’insegnamento alla Federico II di Napoli – il successo si deve a una nuova capacita’ di dialogare con il territorio e di fare rete con le istituzioni”. La prossima settimana, anticipa confermando che manterra’ l’interim alla guida del sito fino all’arrivo del prossimo direttore, si inaugurera’ il nuovo museo di Stabia, con affreschi stupefacenti e nuove meravigliose opportunita’ di visita. Anche se il lavoro da fare, avverte, “rimane tantissimo”. E il successore? A chiunque sara’, risponde l’archeologo, “vorrei lasciare la consapevolezza che anche una situazione altamente critica si puo’ affrontare e gestire con successo dall’interno”. Poi lancia un appello “perche’ si mantenga un’attenzione fondamentale alla manutenzione programmata”, quella che e’ mancata per decenni prima dei crolli. Franceschini annuisce concorde. Poi rilancia: “La parte degli scavi e’ importantissima, e’ vero. Ma ora bisogna intervenire su tutto quello che c’e’ intorno alla citta’ antica, trasporti, infrastrutture, ospitalita’. La nuova grande sfida e’ qui”.

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Cultura

Il programma di Renato Lori, nuovo direttore dell’Accademia di Belle Arti: la centralità è degli allievi

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“Al centro dell’Accademia dovranno esserci gli studenti, senza di loro noi docenti non esistiamo”. È questo il principio cardine che guiderà l’azione di Renato Lori, nuovo Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per il triennio 2020-2023. Dopo due giorni di votazioni in via telematica, al ballottaggio Lori ha avuto la meglio sulla professoressa Giovanna Cassese. Succede a Giuseppe Gaeta, alla guida dell’Accademia per sei anni. Nato a Napoli nel 1955, Lori è scenografo teatrale e cinematografico. Oggi è docente di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, la stessa in cui conseguì il diploma nel 1978. Ha collaborato con importanti registi, fra cui Ugo Gregoretti, Mauro Bolognini, Franco Però, Tony Servillo, Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Francis Ford Coppola, Massimo Martella e Alessandro Haber. “Ci tengo subito a ringraziare Giuseppe Gaeta – commenta Lori -, che in questi anni ha fatto moltissimo, soprattutto dal punto di vista informatico e organizzativo. A dirigere l’Accademia ci sarò io, certo, ma insieme ad una squadra il più ampia possibile. Ringrazio tutti, anche quelli che non hanno votato per me: in democrazia è importante che ci siano anche momenti di scontro acceso, perché da questi possono emergere problematiche serie da affrontare tutti insieme”. Sul ruolo e la funzione del direttore, Lori non ha dubbi: “il mio compito dovrà essere soprattutto quello di favorire il lavoro dei docenti con un’organizzazione il più ottimale possibile. Il contenuto artistico delle lezioni invece spetta a loro; sono tutti docenti di altissimo livello. Non credo che un direttore debba dettare una linea artistica da seguire. Deve invece garantire a tutti la possibilità di esprimersi al meglio, anche in modi diversi fra di loro. La diversità è fonte di arricchimento”. Lori incomincia il suo mandato in un momento storico estremamente delicato, quello della pandemia da Covid-19, che in questi ultimi mesi ha costretto le università a ripiegare sulla didattica a distanza. “Abbiamo fatto sforzi importanti, credo che la didattica a distanza sia andata bene. È chiaro che per alcune materie la didattica a distanza non rappresenta una strada percorribile; puoi spiegare la parte teorica, ma corsi come scultura o pittura necessitano del lavoro in presenza. Il nostro comitato Covid sta concretizzando delle soluzioni affinché si possa tornare in Accademia, magari con dei numeri limitati. Mi auguro che per il 30 ottobre saremo pronti per la riapertura”.

 

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Cultura

Scheletro di dinosauro battuto all’asta per 2,5 milioni di euro

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Uno scheletro di ‘allosauro’, il nonno del Tyrannosaurus Rex, battuto all’asta a Parigi per 2 milioni e mezzo di euro: è accaduto in occasione di un’asta di pezzi d’arte che si è tenuta all’Hotel Druot di Parigi. Ma i dinosauri sono pezzi d’arte?No, se i curatori della mostra sono Alessandro Ferrada, titolare dell’Antica Società 1893 di Verezzi e Iacopo Briano della galleria’Art Sablon’ di Bruxelles che si occupano di opere d’arte antica e contemporanea ed anche di elementi di storia naturale come appunto gli scheletri dei dinosauri.

Alessandro Ferrada e Iacopo Briano

A riassemblare lo scheletro dell’allosauro, ritenuto nell’antichità un predatore formidabile, con denti affilati, un esperto del genere: la Zoic di Trieste. L’esemplare battuto all’asta a Parigi arriva dalla Contea di Johnson, nel Wyoming, Usa: la zona che era battuta intorno ai 150 milioni di anni fa da questi esemplari.

Alessandro e Iacopo che definiscono il risultato di Parigi eccezionale adesso vorrebbero portare questo genere di arte, da museo naturalistico, anche nelle aste italiane, non solo: alla fine dell’anno probabilmente metteranno all’asta anche  tre tute spaziali.

 

 

 

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Cultura

Capitale italiana del libro, c’è candidatura Comune di Napoli

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Il Comune di Napoli ha presentato la candidatura per il riconoscimento di “Capitale italiana del libro”. Il progetto, dal titolo “BiblioCity, Napoli che legge, che narra, che scrive,che ascolta”, prevede un anno di attivita’ in citta’ legate alla lettura, con il tradizionale appuntamento del Maggio dei Monumenti che giunto nel 2021 alla sua ventisettesima edizione, sara’ interamente dedicato al libro. “I luoghi della citta’ verranno riscoperti alla luce del legame profondissimo con la letteratura moderna e contemporanea napoletana. Non solo. Di mese in mese si alterneranno appuntamenti che coinvolgeranno l’intera citta’. Dall’appuntamento con gli innamorati di Napoli di Febbraio, dedicato ai percorsi letterari al Marzo della letteratura al femminile, o ancora dall’autunno in cui si dedichera’ maggiore attenzione alla scrittura per il cinema e per il teatro al Natale dedicato alle letture per l’infanzia”, si legge in una nota. All’Iniziativa hanno aderito innumerevoli scrittori tra cui Erri De Luca, Maurizio De Giovanni, Diego De Silva, Alessio Forgione, l’Associazione di scrittori e scrittrici “l’Altra Galassia” tra cui figurano Valeria Parrella e Massimiliano Virgilio, gli editori tra cui la piccola e preziosa Dante&Descartes, che viene dal recente straordinario successo del Nobel per la letteratura, la giovane Marotta&Cafiero, avamposto di cultura in periferia, Colonnese, Guida Editori, Polidoro, Homo crivens,Valtrend,InKnot, Langella, Martin Eden etc; e ancora tante librerie, e associazioni, i principali poli museali della citta’, gli istituti di studio e di ricerca, la Città metropolitana di Napoli, l’Arcidiocesi, l’Accademia di belle Arti. “La pluralità delle adesioni dimostra quanto la nostra citta’ sappia farsi comunita’ quando c’e’ da scommettere tutti insieme per ottenere un riconoscimento. La presentazione della candidatura e’ stata una occasione per ricostruire una rete, preziosa, che non smarrita e che rappresenta – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora De Majo – una delle principali ricchezze della nostra citta’. Ha ragione Erri De Luca quando, nelle note di adesione, scrive che Napoli e’ la capitale del libro piu’ aggiornato del mondo e per questa ragione ha tutte le caratteristiche per giocare questa partita e magari per vincerla”.

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