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Plastica, Ilva e manovra, arriva l’ultimatum del Pd a Renzi e Di Maio: così la corda si spezza

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La Lega di Salvini che attacca. Confindustria che incalza. E ci sta. Ma se sono gli alleati a mettersi di traverso c’è qualcosa che non va. E così parte l’avvertimento del Pd agli alleati: “a forza di tirare, la corda si spezza”. Dalla manovra economica all’ex Ilva si susseguono le prese di posizione di Movimento 5 Stelle e Italia Viva. Ultimo pomo della discordia le tasse su auto e plastica che vedono Iv e M5s su posizioni opposte e il Pd al lavoro per una soluzione che plachi le ire dell’industria. Nicola Zingaretti riunisce  ministri e dirigenti Dem (compreso Gualtieri che non vuol sentire di nuove spese e parla solo di saldi) e prova quindi a mandare un segnale chiaro a M5s e Italia Viva, sollecitato anche dall’area Guerini-Lotti che da tempo chiede piglio più deciso. Oltre alla “esasperazione” per gli atteggiamenti di Matteo Renzi e Luigi Di Maio, il non detto è che o si ritrova una navigazione piu’ tranquilla o l’alternativa restano le urne. “Un’arma spuntata”, dicono i renziani: in piena sessione di bilancio, è il ragionamento “non si puo’ calare il sipario”. A gennaio poi ci sono le elezioni in Emilia, e se il Pd dovesse perdere il problema ce l’avrebbe “in casa” e “Zingaretti non c’e’ piu'”.

Viceversa lo scenario potrebbe vedere un voto anticipato con Rosatellum e taglio dei parlamentari e i Dem “al 20%” con al massimo “75 tra deputati e senatori…un suicidio politico”. La sessione di bilancio, in realta’, ufficialmente e’ appena iniziata: dopo una gestazione travagliata, il testo e’ arrivato da due giorni al Senato e oltre alle richieste delle opposizioni fioccano le ipotesi di cambiamenti, anche radicali, volute dalla maggioranza. “La tassa sulle auto aziendali e’ stata cancellata” esulta ad esempio Renzi. Ma la sua sembra piu’ una fuga in avanti perche’ sul rincaro per i mezzi in ‘fringe benefit’ ancora e’ aperta una riflessione. Cosi’ come sull’altra tassa nel mirino, quella sulla plastica. Anche perche’ le due misure insieme valgono quasi un miliardo e mezzo.

A chiedere un ripensamento sono per prime le imprese del settore, che temono per la tenuta della filiera del packaging, anche se il giudizio “negativo” di Confindustria e’ sul complesso della manovra, come dice il presidente Vincenzo Boccia. Sulla plastic tax, comunque, le aperture gia’ ci sono state. Ma ancora una volta gli alleati immaginano soluzioni diverse. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, invita il comparto a presentare una proposta “unitaria” per correggere l’imposta da 1 euro al chilo sui prodotti monouso e immagina di trasformarla in una “tassa di scopo” per supportare e accelerare la riconversione green. Ma si lavora al contempo anche a rimodularla rispondendo al criterio “chi piu’ inquina piu’ paga”, arrivando magari fino a un dimezzamento del prelievo. Una via che pero’ trova freddo il M5s. Un conto, e’ il ragionamento, e’ aggiustare l’impatto della norma, magari con uno slittamento di qualche mese per dare piu’ tempo per la riconversione. Altro e’ snaturare l’intervento o addirittura cancellarlo. E lo stesso vale per le auto aziendali. Tutti d’accordo, invece, sulla necessita’ di ritoccare le misure sulle ritenute negli appalti, le piu’ criticate del decreto fiscale: in questo caso si pensa a circoscrivere i settori a cui applicare la stretta. Mentre con ogni probabilita’ bisognera’ rivedere le norme sull’archivio dei dati sulle fatture elettroniche di cui Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possono fare un utilizzo piu’ ampio: per il Garante della Privacy si tratta di troppi dati sensibili anche se non “fiscalmente rilevanti” che vengono messi a disposizione in modo “sproporzionato”.

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Quantum Stealth, non è il mantello di Harry Potter ma è materiale che rende invisibile

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Probabilmente per avere il mantello dell’invisibilità di Harry Potter ovviamo aspettare ancora un poco. Ma un materiale che rende invisibili è stato realizzato e funziona. Lo produce la Hyperstealth Corp, un’azienda canadese di tute mimetiche, e lo sta testando. Ed i test danno risultati incredibili. Le immagini  che vedete qui sotto sono state diffuse dalla azienda.

Il materiale flessibile che può rendere invisibili oggetti e persone è stato battezzato “Quantum Stealth”: è un foglio lenticolare capace di deviare la luce e dunque rendere invisibile quello che si nasconde dietro. Il prototipo è stato testato per oscurare oggetti, funziona di giorno e di notte e può essere impiegato per nascondere mezzi militari e navi. Dunque per ora l’impiego potrebbe essere  solo quello bellico. “Non solo nasconde un bersaglio nello spettro visibile, ma funziona anche nell’ultravioletto, nell’infrarosso e nell’infrarosso ad onde corte. Blocca lo spettro termico, rendendolo un vero “mantello dell’invisibilità”, sottile come la carta ed economico», spiega Guy Cramer, ceo di HyperStealth, che promette che “tra meno di un anno vedremo le prime applicazioni pratiche”.

 

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Esteri

Silvia Romano è viva ma è in mano ad un gruppo islamista legato ad Al-Shabab in Somalia

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Sarebbe tenuta sotto sequestro in Somalia da un gruppo islamista legato ai jihadisti di Al-Shabaab. Potrebbe essere questa la situazione in cui si trova Silvia Romano, la cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre dello scorso anno e poi trasferita in territorio somalo. Questo è quanto emerge dagli sviluppi dell’indagine della Procura di Roma e dei carabinieri del Ros che da tempo sono sul territorio keniota e cooperano con le autorità di Nairobi. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di inviare una rogatoria internazionale alle autorità somale per avviare forme di collaborazione e cooperazione anche in quel territorio. Gli elementi più significativi raccolti dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, coordinati dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, dopo le trasferte in Kenya, hanno rafforzato la convinzione che la Romano si trovi in Somalia e dall’analisi dei documenti messi a disposizione dalle autorità kenyote la ragazza si troverebbe in una area del Paese dove gravitano milizie locali legate al gruppo terroristico di matrice islamica. La buona notizia che emerge da queste ultimissime novità è che Silvia Romano è viva e potrebbe essere merce di scambio.

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Cronache

La solita classifica sulla qualità della vita ci dice che al nord si vive meglio che al Sud: Trento al top, Agrigento la peggiore

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Sempre la stessa classifica, sempre le stesse indicazioni, sempre gli stessi indicatori. Insomma niente di nuovo ma solite conferme. Nel Nord Italia si vive meglio che al centro e al Sud. Un gap che si conferma praticamente in tutti diversi ambiti presi in esame nella classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione che quest’anno vede al primo posto, per qualità della vita, Trento e all’ultimo Agrigento. I dati dimostrano che nel 2019 la qualità della vita in Italia è complessivamente migliorata. Oggi sono 65 su 107 le province italiane in cui la qualità di vita è buona o accettabile: un dato che risulta il migliore degli ultimi cinque anni. Nel 2015, infatti, le province in cui si vive bene erano 53 su 110, nel 2016 e 2017 erano diventate 56 su 110, nel 2018 avevano raggiunto quota 59 su 110. Le prime dieci province appartengono, ancora una volta, al Nordest o al Nordovest: dopo Trento, ci sono Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Belluno, Aosta, Treviso, Cuneo, Udine e Bolzano, che scende dal primo al decimo posto rispetto al 2018. Per incontrare le prime province del Sud bisogna arrivare al 69 e al 70 posto, dove compaiono le lucane Potenza e Matera.

Nel Mezzogiorno e nelle Isole, il buon vivere e’ ancora un miraggio: in 35 province su 38 la qualita’ della vita e’ risultata scarsa o insufficiente. Il che significa, in termini di popolazione, che il 44% degli italiani vive con una qualità di vita insoddisfacente. Al contrario, nel Nordest, in 22 province su 22 la qualita’ della vita e’ buona o accettabile, in nessuna scarsa o insufficiente. Nel Nordovest, la qualita’ e’ buona o accettabile in 23 su 25 province (solo in due scarsa). Nell’Italia Centrale si registra una situazione stabile: in 14 su 22 la qualita’ della vita nel 2019 e’ accettabile. Anche in questa indagine emerge chiaro un dato: nelle province di piccole e medie dimensioni si vive meglio che nelle metropoli. I grandi centri urbani faticano a toccare la vetta e a mantenere posizioni di eccellenza. Tuttavia, le performance di alcune grandi città nel 2019 migliorano: Roma risale dall’85 al 76 posto; Milano dal 55 al 29, Torino dal 78 al 49; Bologna dal 43 al 13. Per Napoli, il salto è dal 108 al 104 posto. Non solo Nord-Sud: la differenza tra le province italiane si gioca anche su altre contrapposizioni. Tra Nordovest e Nordest, per esempio. O tra province minori, caratterizzate da elevati livelli di qualita’ della vita, e grandi centri urbani. E cosi’, raggruppando province con caratteristiche simili, l’Italia ne esce divisa in cinque. Ecco allora che Bolzano e Bologna aprono la classifica nella dimensione affari e lavoro (Milano al sesto e Roma al 72 posto) mentre e’ Crotone che chiude la classifica. Sondrio si prede il primo posto in tema ambientale, ultima Catania. E’ invece Pordenone la provincia piu’ sicura d’Italia, Rimini quella meno. Milano va male e si colloca subito prima di Rimini al 106 posto, Roma al 98 . Verbano-Cusio-Ossola si classifica in prima posizione nella dimensione relativa alla sicurezza sociale e personale, ultima Cosenza. Spetta a Bologna il trono per la migliore citta’ nella dimensione dell’istruzione, formazione, capitale umano, ultima Crotone. Aconferma degli eccellenti piazzamenti gia’ conseguiti nelle passate edizioni dell’indagine, Isernia si classifica al primo posto nella dimensione del sistema salute, che intende fornire uno spaccato sulla dotazione di strutture sanitarie. A seguire nelle posizioni di testa Catanzaro, Cagliari e Ancona. Chiude la classifica Vibo Valentia. Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle cinque passate edizioni, cosi’ come Rimini, Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Il gruppo di testa comprende 21 province ed e’ caratterizzato da una notevole stabilita’ nel tempo, con una presenza pressoche’ esclusiva di province dell’Italia centro-settentrionale, a eccezione della provincia di Sassari in rappresentanza dell’Italia meridionale e insulare. Come negli anni passati, chiude la classifica Crotone. Infine e’ Milano che apre la classifica sul tenore di vita. A seguire nel gruppo di testa, Bologna, Monza e Brianza e Trieste. Roma è solo 44 . Ultime sono Crotone e in fondo Agrigento-.

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