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Pioli detta strada al Milan, obiettivo Champions

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Obiettivo Champions League. Stefano Pioli chiude la sua prima stagione al Milan e gia’ guarda alla prossima, praticamente dietro l’angolo. Dopo aver convinto la proprieta’ a confermarlo in panchina, l’allenatore vuole impostare un progetto con ambizioni superiori al sesto posto con cui domani concludera’ il campionato, a prescindere dal risultato nell’epilogo contro il Cagliari. “Quello che non abbiamo conquistato quest’anno dobbiamo conquistarlo l’anno prossimo. Il nostro obiettivo non sara’ il sesto posto ma qualcosa di piu’ importante. Il Milan deve lottare per tornare in Champions – chiarisce Pioli -, abbiamo prestigio, gloria, storia, tifosi fantastici. Bisogna consolidare il lavoro fatto quest’anno, ma si ripartira’ da zero: dovremo lavorare tanto e bene”. L’ultimo a guidare i rossoneri fra le prime quattro squadre in Serie A e’ stato Massimiliano Allegri nel 2012-13, terzo con i vari Robinho, Boateng, Pato e Balotelli, nella prima stagione della fase decadente aperta l’estate precedente dalla cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva. Lo svedese e’ tornato a gennaio dando la scossa alla squadra, cosi’ e’ scontato che Pioli lo voglia ancora al suo fianco. Con un secco “si'”, ha ammesso di sperare che l’ultima partita di campionato non sia anche l’ultima di Ibrahimovic in rossonero. Di piu’ e’ inutile aggiungere al momento: il club sta trattando con Mino Raiola, si cerca un compromesso sull’ingaggio dello svedese, che nonostante i 39 anni (a ottobre) vuole far valere il suo status di fuoriclasse. Anche grazie al suo approccio la squadra ha sviluppato una mentalita’ aggressiva e solida, fattore chiave nella rimonta dal quattordicesimo posto e nell’exploit post-lockdown. A settembre si riparte, le condizioni generali della Serie A saranno diverse, e magari anche qualche giocatore del Milan. “Ci aspettiamo dei rinforzi e di essere ancora piu’ competitivi. La continuita’ mentale deve essere il nostro filo conduttore, anche perche’ avremo poca pausa – avverte Pioli -. Il 17 settembre avremo il primo turno dei preliminari di Europa League. Abbiamo lavorato tanto per trovare questa filosofia di gioco e dobbiamo consolidarla nella prossima”. Intanto e’ tempo di ringraziamenti, al suo staff e a tutti gli addetti di Milanello, per Pioli, “dispiaciuto” per la fine della stagione. I suoi giocatori hanno invece bisogno di staccare, dopo un ultimo sforzo contro il Cagliari a San Siro. “Non possiamo cambiare il sesto posto ma abbiamo il dovere di concludere bene”, si raccomanda l’allenatore, augurandosi poi nella prossima stagione la riapertura degli stadi: “Se siamo stati forti senza i nostri tifosi lo saremo di piu’ con loro”.

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Napoli col fiato sospeso, domani il verdetto sull’infortunio a Lorenzo Insigne

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Lorenzo Insigne avra’ domani il suo verdetto sull’infortunio rimediato contro la Lazio e se potra’ provare a essere in campo contro il Barcellona sabato prossimo. L’attaccante azzurro sara’ sottoposto a una risonanza magnetica per appurare l’entita’ della possibile infiammazione pubica e capire se ha un problema muscolare serio all’adduttore o se si tratta di una semplice contusione. Oggi Insigne ha fatto terapie e domani si sottoporra’ a esami strumentali. Se la diagnosi sara’ negativa per Insigne la sua stagione sara’ finita e Gattuso dovra’ ridisegnare l’attacco a Barcellona.

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Gli insulti a Gattuso in Napoli-Lazio: questo calcio è sempre più becero

Marina Delfi

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Chi pensava che davvero la pandemia, il ‘lockdown’, i brutti momenti passati avrebbero cambiato il mondo, cambiato in meglio le persone, purtroppo non ci ha azzeccato niente. Altrimenti episodi come quello accaduto al San Paolo con un personaggio della panchina della Lazio di Inzaghi non sarebbero potuti accadere. L’ insulto razziale, come chiamare ‘terrone di m….’ Rino Gattuso è un esempio di beceritudine tipico purtroppo del calcio nostrano e fa il paio con quanto accaduto a Bergamo poco più di una settimana fa… Insomma si continua sulla stessa strada.  E allora? Certo, questo calcio a porte chiuse, dove si gioca a favore di telecamera e solo perché c’è un problema di diritti tv sinceramente non fa onore ad una disciplina sportiva tra le più belle e interessanti.

Anche sentire le bestemmie di Inzaghi e di molti altri in questo calcio senza rumori di fondo degli spettatori è davvero brutto, diseducativo, altro che sport. Però se davvero venissero multati o squalificati per qualche turno i soggetti che dimostrano una propensione al vituperio o all’insulto razziale, perché anche dire ‘terrone di m….’ è un insulto razziale, allora forse smetterebbero di farlo o forse ci sarebbero meno episodi del genere. Quante alle multe, ben vengano quelle salate: in un mondo così venale toccare il portafogli fa sempre male e forse può servire a qualcosa. 

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Il cannibale Hamilton domina anche il Gp d’Inghilterra, Leclerc solo terzo e Vettel decimo con l’altra Ferrari

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Lewis Hamilton ha vinto da dominatore ma rocambolescamente il gp d’Inghilterra, a Silverstone. Il britannico della Mercedes ha forato all’ultimo giro ma e’ riuscito a precedere fortunosamente sul traguardo Verstappen sulla Red Bull. Terzo posto per la Ferrari di Leclerc, 10mo Vettel.

“All’ultimo giro mi si e’ quasi fermato il cuore”: tranquillo e sorridente, Lewis Hamilton racconta cosi’ al termine del gp di Silverstone la sua rocambolesca vittoria, giunta dopo una gara che comunque lui aveva dominato fin dal via. “Fino all’ultimo giro tutto e’ andato a vele spiegate – ha detto Hamilton nella tradizionale intervista del dopo gara -. Quando ho saputo del problema di Bottas con le gomme, ho guardato le mie e sembrava tutto in ordine, la macchina curvava senza problemi e non pensavo sarebbe successo nulla. Ho anche alzato un po’ il pedale, poi la gomma e’ esplosa. Mi sono trovato col cuore in gola, ha proseguito il campione de mondo- non sapevo se sarei arrivato al traguardo, temevo di uscire di pista toccando i freni. Sentivo che il vantaggio su Verstappen calava, ho messo di nuovo il piede sul gas, non ho mai provato nulla di simile all’ultimo giro, quasi mi si e’ fermato il cuore in quel momento. Non so come sono arrivato alla fine.Forse avremmo dovuto fermarci e cambiare le gomme dopo il problema di Bottas”.

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