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Pesci e ratti morti sulla spiaggia di Forio d’Ischia, indaga la Guardia Costiera: forse una pesante derattizzazione

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Centinaia di pesci e decine di ratti morti sono affiorati a galla questa mattina nelle acque del porto di Forio d’ Ischia, davanti a residenti e turisti. La Guardia Costiera ha effettuato prelievi di esemplari di pesci e di ratti, che sono stati inviati per le analisi tossicologiche all’ Istituto Zooprofilattico di Napoli. La causa della moria di pesci sarebbe da ricercare in un pesante intervento di derattizzazione effettuato nei giorni scorsi nel territorio del Comune di Forio d’ Ischia, in particolare nel bacino fognario di via Monsignor Schioppa.

La pioggia caduta nelle ultime ore avrebbe convogliato verso lo scarico fognario presente nel porto di Forio anche una considerevole quantità di veleno per topi che avrebbe poi determinato la morte anche di numerosissimi pesci. Se così fosse sarebbe assai grave perchè sarebbe il segnale di un  uso davvero indiscriminato di veleno per ratti. Cosa ancor già grave poi il fatto che questi veleni possano essere arrivati anche nei pressi di spighette vicine frequentatissime. Quanto ai danni in termini di immagine per Forio, le foto e le immagini sono devastanti per quanti avevano scelto Forio per le loro vacanze e certamente ci penseranno e ripenseranno guardando e leggendo quanto accaduto.

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Uccide la moglie che aveva chiesto la separazione

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Per la Procura di Caltagirone non ci sono dubbi: quello avvenuto ieri nel tardo pomeriggio nel Catanese e’ un femminicidio che ha portato all’arresto da parte della polizia del marito della vittima. Gli agenti erano intervenuti dopo l’allarme lanciato da vicini di casa che avevano sentito delle urla. Erano quelle di una lite, l’ennesima, tra marito e moglie. Tanto che la donna aveva avviato le pratiche per la richiesta della separazione. Giuseppe Randazzo, 50 anni, ceramista, ha atteso a casa il rientro dal lavoro della donna, Caterina ‘Catya’ Di Stefano, 46 anni, assistente socio-sanitaria, in un condominio di via Pietro Mascagni, nel centro di Caltagirone. Voleva riallacciare la relazione ma la donna non voleva: ne e’ nato, invece, un violento alterco, finito nel sangue, con l’ennesimo femminicidio. Lui, trovato dalla polizia accanto alla moglie, sotto choc, in lacrime e in evidente stato confusionale, agli uomini del commissariato di Caltagirone non ha saputo fornire una spiegazione dell’accaduto. Dopo un lungo interrogatorio, durante il quale avrebbe ammesso di avere litigato con la moglie, ma sostenendo che la donna sarebbe caduta dalle scale del condominio, la Procura di Caltagirone ha disposto l’arresto dell’uomo per omicidio volontario. L’uomo e’ stato condotto in carcere prima della mezzanotte di ieri. Le indagini, che si sono avvalse dei rilievi della polizia scientifica, non sono state semplici perche’ sul corpo della donna non c’erano segni di colpi di arma da taglio o di arma da fuoco. Il medico legale ha accertato la presenza di escoriazioni e fratture. Sara’ l’autopsia a chiarire l’esatta causa del decesso che potrebbe essere un ematoma cerebrale interno o asfissia. Ad indirizzare le indagini della polizia anche segni di colluttazione che presentava anche l’uomo. La coppia, da tempo in crisi, aveva due figli, un maschio e una femmina. La vittima era un’operatrice socio sanitaria che lavorava nell’assistenza di disabili del Calatino. Era una donna forte e determinata. Come emerge dal suo profilo Facebook dove si definisce “solare, estroversa, amante della vita”, ma allo stesso tempo che “non mi arrendo mai, odio le persone false, ma soprattutto odio gli ipocriti e i meschini…”.

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Sequestro beni per 3 milioni a Milano ad avvocatessa e compagno contigui al boss della camorra Guida

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Eseguiti a Milano due decreti di sequestro beni di soggetti ritenuti contigui alla mafia per un valore di circa tre milioni di euro. L’indagine della Polizia di Stato e della Guardia di finanza ha consentito di scoprire, attraverso un controllo patrimoniale, l’attività illecita di una coppia.

Un primo provvedimento ha riguardato un avvocato del foro di Milano, condannata nel 2018 per riciclaggio, avendo realizzato sofisticate attività di “ripulitura” di capitali illeciti del boss di camorra Vincenzo Guida, per mezzo di alcuni conti correnti in Svizzera.

E proprio il legame con il clan Guida ha portato l’avvocato a essere indagata per associazione di tipo mafioso e denunciata per corruzione in atti giudiziari. Entrambe le accuse anche se risolte con l’assoluzione per insufficienza di prove, hanno comunque evidenziato la pericolosità sociale della professionista per i legami personali e professionali con la figura di Guida e del suo gruppo criminale.

Il secondo provvedimento di sequestro ha riguardato, invece, il compagno e convivente dell’avvocato, il quale è stato sottoposto a numerose indagini di polizia giudiziaria e condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e reati tributari.

Infatti lo stesso, specializzato nel trarre ingenti guadagni da operazioni illecite, pilotava i fallimenti delle proprie società emettendo fatture per operazioni inesistenti e omettendo il versamento degli oneri contributivi e fiscali.

Inoltre, insieme ai suoi complici, aveva realizzato un complesso sistema illegale che prevedeva l’avvicendarsi di più società e l’intestazione delle relative quote a prestanome senza fissa dimora o extracomunitari, al fine di ostacolare qualsiasi iniziativa dell’Amministrazione finanziaria.

Le approfondite indagini patrimoniali hanno rivelato gli ingenti profitti illeciti della coppia, grazie ai quali la stessa ha condotto un tenore di vita del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Ai due in particolare, sono stati sequestrati due conti correnti svizzeri, denominati “Mago Merlino” e “Vedri Investment SA, e un immobile di lusso in zona Arco della Pace, con cantina e due box auto.

Spetterà ora ai due conviventi dimostrare che i beni in questione siano stati acquistati con denaro di provenienza lecita e riconducibile alle loro attività professionali, altrimenti il decreto diventerà definitivo e i beni saranno destinati in favore della collettività.

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Allieva alla Scuola Marescialli dei carabinieri denunciata per furto di profumi

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Rischia l’espulsione un’allieva della Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri di Firenze denunciata per taccheggio in un supermercato dopo che gli addetti alla sicurezza l’hanno sorpresa mentre cercava di passare le casse senza pagare 200 euro di profumi. L’episodio, di cui scrive oggi il Corriere Fiorentino, risale alle settimana scorsa. Nei confronti dell’allieva è stato avviato anche un procedimento disciplinare che potrebbe risolversi nella sua espulsione dallo storico istituto di Firenze dove vengono formati i sottufficiali dell’Arma destinati alle caserme di tutta Italia.

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