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Pescara devastata da vento forte, pioggia e grandine, ospedale chiuso e allagato: danni ingentissimi

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Almeno 30 o 40 centimetri di acqua. Forse anche mezzo metro durante il nubifragio, in piazza della Rinascita, la piazza centrale di Pescara, nonchè la più grande e uno dei simboli della città. Dappertutto, nel capoluogo adriatico, si vedono persone che camminano lungo le strade con l’acqua fin sopra alle ginocchia. Negozi e locali al pianterreno allagati nelle centrali via Nicola Fabrizi e nel proseguimento di via Gobetti verso il porto. Molti negozianti non potranno riaprire per qualche giorno. I danni vanno contati. Lo si farà nelle prossime ore, nei prossimi giorni.

Ma non c’è stata solo pioggia. Pioggia torrenziale. No, c’è stata anche una di quelle grandinate che non si registravano da anni. In pochi ne ricordano a Pescara una della stessa virulenza e soprattutto con chicchi di grandine grandi quanto quelli caduti in queste ore. Sembrava un bombardamento. Improvvisamente gli allarmi hanno iniziato a suonare, le persone a correre e si sentiva il rumore dei vetri che si rompevano. Vetri di auto. Vetri di abitazioni. La situazione più critica è quella registrata all’ospedale di Pescara. L’acqua ha invaso il piano terra e ha costretto allo stop le sale operatorie. Gli ascensori sono stati bloccati per valutare se è possibile gestire le urgenze. Completamente allagati i seminterrati e tutte le aree di parcheggio sottostanti. Fuori uso le cucine, la farmacia e i parcheggi. Nel parcheggio dipendenti l’acqua ha raggiunto i due metri: decine le auto distrutte. Alcune persone sono riuscite a mettersi in salvo dai veicoli trascinati dall’acqua.

Sono entrati in azione anche i sommozzatori. Alla ricerca di possibili dispersi. “Ragionevolmente non dovrebbero esserci persone nelle auto perchè il guardiano ci ha detto che non c’era nessuno e le luci accese dei mezzi sono dovute al corto circuito provocato dall’acqua”, dice il manager Asl Armando Mancini. E così pare che sia. Ma ci vorranno ore per svuotare i seminterrati dell’ospedale. E solo allora si potrà dire con certezza che ci sono stati danni a cose ma nessuna vittima. In città invece ci sono stati molti feriti. Per fortuna lievi. Causati dalla grandinata.

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Pozzuoli, il Comune torna ad assumere dipendenti dopo 40 anni

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Il Comune tornera’ ad assumere dipendenti dopo 40 anni. Lo fara’ ricorrendo a concorsi fatti in autonomia. Il personale attualmente in organico e’ sottodimensionato e con il ricorso alla quota 100 andranno via almeno altri 100 dipendenti. I primi due bandi, pubblicati ieri con scadenza il 2 settembre, riguarderanno l’assunzione di 85 dipendenti, 57 agenti di polizia municipale e 28 istruttori direttivi tecnici. Le procedure concorsuali sono state affidate ad un organismo nazionale di garanzia quale il Formez.

Vincenzo Figliolia. Il sindaco di Pozzuoli in conferenza stampa

“Stiamo lavorando da tempo per integrare il personale, nonostante le difficolta’ e le limitazioni imposte dal governo – ha detto il sindaco, Vincenzo Figliolia -. Abbiamo necessità di fare presto. Non possiamo perdere tempo, altrimenti la macchina amministrativa andra’ seriamente in difficolta’”. Le prime immissioni in organico gia’ dalla prossima primavera. A seguire saranno indetti concorsi per assistenti sociali, avvocati ed informatici. “Il comune ha bisogno di nuovo personale, di avere un ricambio generazionale e nuove energie” – conclude Figliolia. La pianta organica comunale prevede 700 dipendenti. A settembre con i pensionamenti ne rimarranno 560. Negli anni novanta il comune di Pozzuoli, per le assunzioni dovute alla legge 285, ha avuto fino a 1700 dipendenti.

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Una bella donna di 35 anni, sposata e con un figlio di 6 anni muore sotto i ferri nel corso di un intervento di bendaggio gastrico

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Un donna di 35 anni, Annalisa Zizza, sposata e madre di un bimbo di sei, è morta nella clinica Mater Dei di Bari dopo un intervento per un bendaggio gastrico. La donna, che è di Ostuni, nel brindisino, è andata in clinica giovedì scorso per sottoporsi all’intervento chirurgico che riduce le dimensioni dello stomaco e consente di perdere peso. A quanto si è appreso, è morta in sala operatoria. I familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri. Sul caso indaga la Procura della Repubblica di Bari. Gli inquirenti dovranno stabilire quali sono state le cause del decesso e se ci sono responsabilità del personale che l’ha assistita.

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L’ultimo saluto di Napoli a Luciano De Crescenzo, un uomo che aveva “il mare negli occhi e il Vesuvio nel cuore”

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“Il mare nei suoi occhi, il Vesuvio nel suo cuore” padre Giovanni Paolo Bianco, il giovane parroco della Basilica di Santa Chiara che ha celebrato i funerali  di Luciano De Cresenzo, ha descritto magistralmente il regista, scrittore e attore napoletano scomparso a Roma due giorni fa all’età di 90 anni. All’omelia è seguito un lunghissimo,  fragoroso applauso dei presenti.  Nella Basilica piena all’inverosimile c’era amici, parenti, tante persone che a De Crescenzo hanno voluto bene. “Per la scena del camorrista, nel film ‘Cosi’ parlò Bellavista’, Luciano De Crescenzo venne minacciato dalla camorra. Lui non lo ha mai detto” ha reso noto l’attore Geppy Gleijeses ricordando De Crescenzo alla fine delle esequie mentre la salma veniva portato via tra gli applausi. Gleijeses faceva parte del cast della pellicola e interpreto’ quella scena, in cui De Crescenzo, nei panni del professor Bellavista, si rivolge a un esattore del pizzo inviato dai clan concludendo: “Voi camorristi fate una vita di m…, sicuro che vi conviene?”.

La salma di De Crescenzo è partita alla volta di Furore, in Costiera Amalfitana, dove sarà tumulata. Accompagnato da un applauso, il più lungo e sentito tra quelli che si sono susseguiti dall’inizio alla fine delle esequie napoletane celebrate nella Basilica di Santa Chiara, il feretro dello scrittore ha attraversato la navata centrale della Basilica mentre i presenti invocavano il suo nome a gran voce. Concluso il rito nella Basilica si sentivano le note della canzone napoletana “Era de’ Maggio” molto amata dallo scrittore, basata sui versi di una poesia del 1885 di Salvatore Di Giacomo. Ultima notizia: il comune nelle prossime settimane dovrebbe intitolare a De Crescenzo una bella strada della città. Con ogni probabilità vico Belledonne a Chiaia diventerà vicolo De Crescenzo.

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