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Cronache

Permesso premio all’ergastolano Giuseppe Montanti, mandante dell’omicidio del giudice Livatino

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Uno dei mandanti dell’omicidio del giudice Rosario Livatino, l’ergastolano Giuseppe Montanti, 64 anni, di Canicatti’ (Ag), ha usufruito del permesso premio della durata di nove ore e ha incontrato ieri, in una localita’ segreta, il figlio maggiorenne. Dopo 20 anni di carcere duro, il detenuto ha potuto lasciare il carcere e stare con un proprio familiare. Si tratta del primo permesso di cui ha usufruito dall’ergastolo – inflitto nel 1999 dalla Corte d’Assise di Caltanissetta – e dalla successiva latitanza. A formalizzare l’istanza sono stati gli avvocati di fiducia, del foro di Agrigento, Annalisa Lentini e Angela Porcello. Il permesso premio e’ stato concesso, dalla magistratura di Sorveglianza di Padova, proprio nella settimana delle commemorazioni per l’omicidio del giudice Livatino, avvenuto il 21 settembre del 1990. Montanti ha ottenuto il permesso anche grazie alla sentenza della Consulta di qualche mese fa sui reati ostativi e i permessi. Nel decreto del magistrato si fa proprio riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione del 2020 in cui si afferma “la non necessita’ della confessione del reato per ottenere il permesso-premio”.

 

Il dipartimento della amministrazione Penitenziaria (Dap), con nota del 30 aprile 2019, evidenziava che “non ha mai collaborato” e concludeva “che non si puo’ escludere eventuale ulteriore collegamento con ambienti devianti esterni”.

Il magistrato di Sorveglianza di Padova ha anche chiesto parere alla Questura di Agrigento che ha messo nero su bianco (il 27 gennaio 2020) come l’organizzazione di Montanti, la Stidda, sia “sul piano organizzativo non del tutto disarticolata e tutt’ora operante nel territorio di Agrigento”. L’uomo venne arrestato dopo la condanna del 1999 e a seguito di un periodo di latitanza ad Acapulco, in Messico. La figlia era in viaggio di nozze ad Acapulco e gli agenti della sezione criminalita’ organizzata della polizia e della Squadra Mobile di Palermo che avevano seguito la coppia riuscirono ad intercettare l’uomo che era latitante dal 1994. Montanti veniva, allora, indicato da numerosi collaboratori come un esperto di esplosivi: ”veniva contattato dalle cosche – hanno detto i pentiti – per confezionare ordigni”. “E’ forse un segnale che di questa concessione di beneficio si stia avendo notizia solo oggi a meno di una settimana dal trentennale del vile e barbaro omicidio mafioso di un valido servitore dello Stato” ha commentato Enzo Gallo, cugino del giudice Livatino.

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Caso Bellomo, sezione disciplinare del Csm: ex pm Nalin sospeso e trasferito

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Sospensione per due anni e trasferimento a Bologna con funzioni di giudice. Questa la sentenza emessa dalla sezione disciplinare del Csm nei confronti dell’ex pm di Rovigo Davide Nalin, stretto collaboratore di Francesco Bellomo, l’ex consigliere di Stato destituito da Palazzo Spada dopo le denunce secondo cui avrebbe imposto ad aspiranti magistrate, che frequentavano i corsi della scuola di formazione giuridica ‘Diritto e Scienza’ da lui diretta, un ‘dress code’ con tacchi alti e minigonna e regole sui fidanzati. Nalin e’ stato sanzionato dal ‘tribunale delle toghe’ per uno dei capi di incolpazione formulati nei suoi confronti dalla procura generale della Cassazione, quello relativo alla partecipazione scientifica alla scuola diretta da Bellomo, mentre e’ stato assolto “per essere rimasti esclusi gli addebiti” dal capo riguardante le sue condotte nei confronti delle allieve dei corsi.

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Papa Francesco ai genitori di figli Lgbt: “La Chiesa li ama, sono figli di Dio”

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Il Papa ama i vostri figli cosi’ come sono, perche’ sono figli di Dio”. E’ quanto detto da Papa Francesco stamattina, al termine dell’udienza generale, accogliendo un gruppo di genitori con figli lgbt dell’associazione Tenda di Gionata. Erano una quarantina i padri e le madri presenti, riferisce online Avvenire. Mara Grassi vice presidente dell’associazione insieme al marito Agostino Usai, ha donato al Pontefice il volumetto “Genitori fortunati” – tradotto in spagnolo per l’occasione – che riassume le esperienze ecclesiali, non sempre agevoli, di queste famiglie insieme ad alcune lettere con richieste, speranze ma anche proteste di persone troppo a lungo considerate spesso indesiderabili dalle comunita’ ecclesiali. “La nostra associazione – ha detto Mara Grassi riferendo il discorso rivolto al Papa  – vuol far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli lgbt. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perche’ anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli piu’ ma accogliendoli pienamente”. La risposta di Francesco e’ stata rasserenante e cordiale: “La Chiesa non li esclude perche’ li ama profondamente”. Al Papa e’ stata donata anche una maglietta colorata d’arcobaleno con la scritta “Nell’amore non c’e’ timore” (1Gv, 4, 18). “Ha guardato e ha sorriso – ha concluso Mara Grassi, che ha quattro figli, di cui il piu’ grande omosessuale – un momento di profonda sintonia che non dimenticheremo’’.

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Università Federico II: le elezioni per il Rettore finiscono in parità e si torna a votare

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Sembra quasi incredibile ma la votazione per il nuovo Rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli è finita in parità. I due contendenti sono Luigi Califano, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, e Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria: al termine dello spoglio il primo ha ottenuto 1262 voti, il secondo 1261, 14 le schede bianche e 24 quelle nulle.

Nessuno dei due ha raggiunto dunque il quorum per essere eletti che è di 1280 voti. Le nuove elezioni si terranno i prossimi 22, 23 e 24 settembre.

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